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Swarovski CL 10x30 – un compagno d'avventura di Ivan Tardio Preambolo: Con la decisione della casa Austriaca di interrompere la distribuzione del noto 8x30 SLC si è fatto spazio ad un nuovo tipo di prodotto, concepito per andare incontro alle più diverse esigenze. La nuova linea Companion di Swarovski nasce con l'obiettivo di proporre uno strumento ottico di qualità, semplice da usare e da portare ovunque, che conta l'assistenza di un grande nome. Il tutto, ad un accessibile prezzo di acquisto. Dal primo luglio 2011 è possibile acquistare questo binocolo anche in Italia, nelle versioni 8 e 10 ingrandimenti e ben 3 differenti tipi di colorazione, nero, verde e sabbia. Il prezzo ad oggi (29/10/2011) è di 849 euro per la versione 8x e di 895 euro per la versione 10x.
Nella scatola: In dotazione al binocolo troviamo la field bag: una custodia imbottita semi-rigida con dei rinforzi posizionati sugli spigoli per proteggere il binocolo e un passante che dà la possibilità di legarla alla cintura dei pantaloni. Oltre ai copri obiettivi e ai copri oculari finalmente ben dimensionati, troviamo la classica cinghia ed un laccetto da polso. Questo semplice accessorio torna utile a chi non ama portare il binocolo appeso al collo. E' fornito, infine, anche un panno in microfibra - che io sconsiglio per la pulizia delle ottiche - ed un campioncino di salviette detergenti - quest'ultime, invece, funzionano molto bene e sono pratiche se si è in giro.
Meccanica: L'aspetto estetico del binocolo è sicuramente notevole, il giudizio è ovviamente soggettivo ma non ho ancora raccolto pareri contrari. La cosa che più colpisce sono le sue ridotte dimensioni: anche quando paragonato a un 32mm spesso la differenza si traduce in un centinaio di grammi e 1 o 2 centimetri sulla lunghezza.
Figura 1 confronto con il Kowa Prominar 8x33 Questi valori, per quanto possano di primo acchito sembrare esigui, possono fare la differenza se si tratta di infilare il binocolo in una giacca, così da nasconderlo e portarselo ovunque. E' evidente come la scelta del nome e del progetto siano in perfetta coerenza.
Le lenti degli obiettivi sono ben protette dalla struttura in composito e dalla generosa copertura in gomma; il loro spessore raggiunge i 4mm che ritengo più che sufficienti a proteggere il binocolo dagli urti.
Figura 2 Particolare della spessa protezione in gomma Il range di temperatura di funzionamento dichiarato dalla casa è -25 °C/+55 °C, mentre quello di stoccaggio è -30 °C/+70 °C che uniti alla capacità di resistere a cadute accidentali in acqua fino a 4 metri, lo rendono sicuramente uno strumento adatto a condizioni estreme. I paraluce riprendono il modello degli EL, con una rotazione è possibile distenderli a piacimento, l'unica posizione di fermo è quella di fine corsa. L'estrazione pupillare di 15mm per la versione a 10x permette anche a chi osserva con gli occhiali di apprezzare l'intero campo, è un buon risultato per un binocolo così compatto ma è d'obbligo per me aggiungere che tale affermazione dipende dall'utilizzatore e dalla sua abitudine a come portare gli occhiali sul viso, il rischio è quello di perdere una piccola frazione estrema del campo. La regolazione delle diottrie, a differenza della serie di punta della casa, avviene sull'oculare destro. Tale sistema si è dimostrato molto valido in questi 3 mesi di utilizzo, posso tranquillamente affermare che una volta regolato non si sposta. La messa a fuoco privata del meccanismo per le diottrie è sicuramente ingegneristicamente più semplice da realizzare, il risultato è tutto a vantaggio delle prestazioni: è fluida, senza impuntamenti e soprattutto precisa anche quando si tratta di fare regolazioni fini. La corsa è di 370°, la distanza minima di messa a fuoco per la versione a 10x è di 3 metri, se si osserva un oggetto a 30 metri con solo 1/5 di giro si mette a fuoco ad infinito, quindi è molto veloce. Il campo apparente di 57° contro i 64° tipici dei top di gamma si è dimostrato nel mio caso sufficiente a regalare una buona immersione sulla scena, la differenza con il mio 7x50 e 50° di campo si nota.
Ottica: In questi 3 mesi ho avuto modo di utilizzare il binocolo nelle più diverse condizioni ambientali, questa è una necessità per arrivare ad esprimere un giudizio che possa definirsi perlomeno completo, giacché è soggettivo. - quando c'è molta luce: Nel diurno, con il sole alto, il binocolo si comporta molto bene mostrando una buona nitidezza a centro campo. Ai bordi è possibile notare un po' di curvatura di campo ma direi che è tranquillamente sfruttabile almeno fino all'80%. La resa cromatica è eccellente per non possedere lenti pregiate, a centro campo si nota solo nei forti contrasti e ai bordi, quando c'è, è comunque lieve.
Figura 3 La foto a sinistra è a centro campo, le due a destra a bordo campo Ho scattato queste foto in una di quelle giornate con il cielo luminoso e grigio, particolarmente buone per mostrare gli effetti del residuo cromatico. La nitidezza purtroppo è pregiudicata dalla qualità della macchinetta fotografica, tuttavia è possibile notare come il residuo sia a centro che a bordo campo è modesto. Infine è possibile notare l'effetto della distorsione sul palo dell'antenna e della curvatura di campo sulla pianta. Nell'osservazione dei merli in controluce (la mia zona ne è infestata) la resa sul piumaggio nero, in contrasto con il cielo chiaro, è molto buona; il colore non si “appiattisce”, si notano le piume nero su nero nonostante tutta quella luce sullo sfondo. L'ottica posso dire che fa il suo lavoro a differenza di alcuni cinesi di media qualità che ebbi modo di provare. A dispetto dei suoi 30mm non nascondo il fatto che ogni tanto mi piacerebbe avere un'immagine un po' più buia, delle volte ho quasi la sensazione che la luce sia troppa e che se l'immagine fosse attenuata in intensità sarebbe persino più piacevole. Al contrario sono rimasto sorpreso dalla capacità che ha il binocolo a tirare fuori dettagli quando questi si trovano all'ombra rispetto al Sole che picchia forte. Figura 4 Io durante una fase dei test - quando la luce non è molta e la trasparenza è mediocre (rapido confronto con il Leica Ultravid e Kowa Prominar): Sembra essere il suo terreno di caccia, come accennavo prima, se la giornata non è luminosissima i dettagli escono fuori in maniera più rilassata. Ho avuto l'occasione con Piergiovanni di paragonare la resa dello Swarovski al Leica Ultravid 10x25. I numeri sono ovviamente a favore dell'austriaco, i 5mm in più di apertura si notavano subito con una maggiore luminosità percepita, che nella prova si traduceva in maggior dettaglio. All'atto pratico il contrasto su una rete di protezione colorata di verde che circondava i ponteggi di un palazzo non solo era definita meglio, ma proprio grazie a questa migliore definizione anche le finestre ed i balconi oltre questa si mostravano decisamente con più facilità. Stesso risultato nell'osservazione di una scritta ben illuminata su un traliccio poco distante. Questa rapida prova non è da considerarsi come il risultato di una sfida fra i due binocoli, sarebbe sbagliato farlo dato che un binocolo va valutato in più occasioni e certamente osservando la natura piuttosto che fredde costruzioni, tuttavia è sicuramente indicativa e permette di collocare le performance del binocolo lì dove, secondo il mio personale parere, meritano di stare. Nella stessa giornata ho confrontato rapidamente le performance dello Swarovski al Kowa Prominar 8x33, quest'ultimo è il modello di punta della casa giapponese e viene venduto ad un prezzo superiore di circa 200 euro. Questa volta il confronto è sbilanciato a favore del Kowa, più apertura e meno ingrandimenti. L'immagine nel 33mm è risultata essere più piacevole, aveva meno residuo cromatico e sembrava più nitida, il campo era maggiore ed i bassi ingrandimenti aumentavano la profondità di fuoco. Lo Swarovski posso comunque dire che ha retto bene il confronto, soprattutto se considero le dimensioni ed il peso nettamente a suo favore. Vi è da dire che un confronto più equo sarebbe stato con la versione a 10 ingrandimenti del Kowa che avrebbe permesso di valutare nuovamente i livelli di residuo cromatico e di nitidezza; lo Swarovski avrebbe guadagnato terreno dato che, a parità di progetto, le versioni a bassi ingrandimenti sono il più delle volte le meglio riuscite perché semplicemente “nascondono” di più i limiti.
- con il sole basso e al crepuscolo: E' il momento in cui la differenza con i top di gamma si nota di più ma non lo dico per la luminosità dell'ottica, che è davvero ottima e probabilmente davvero vicina ai migliori binocoli sul commercio di pari diametro, ma nel contenimento delle infiltrazioni di luce. Sia all'alba che al tramonto, quando il sole è basso sull'orizzonte e si osserva in sua prossimità, può accadere che a seconda dell'inclinazione entrino dei raggi fastidiosi che si traducono in bagliori. Quando capita è annoiante e si rimedia impugnando il binocolo vicino agli obiettivi in modo che le nostre mani diventino un prolungamento dei paraluce degli obiettivi. Forse è il prezzo da pagare quando il progetto si concentra sul buttare dentro la maggior quantità di luce possibile, vi assicuro che al crepuscolo per essere un 30mm ha da dire davvero la sua, è quasi luminoso quanto un 10x50 cinese da 100 euro. Non vi ho ancora parlato della resa sui colori, decisamente neutra, tipica Swarovski.
- l'osservazione del cielo e le aberrazioni geometriche: Un binocolo con una lente da 3 cm non nasce certo con questa ambizione, tuttavia se sotto un buon cielo molti oggetti già si percepiscono ad occhio nudo, in un binocolo si individuano per certo. Io lo utilizzo per orientarmi e per individuare i deep sky più luminosi, oltre che a qualche bella passeggiata sulla via lattea. In un confronto con il classico 10x50 si percepisce una luminosità superiore di questo anche se la differenza, ripeto, non è così tanta. In compenso le stelle nello Swarovski sono più fini, e fuori dal fuoco mostrano il disco di diffrazione che seppur privo degli anelli (come ovvio dato il basso ingrandimento) è perfettamente tondo; segno che il sistema ottico meccanico è di alto livello. La puntiformità stellare sulla luminosa Vega è ottima fino a circa il 70% del campo, sulle stelle meno luminose si arriva anche all'80% del campo, poi curvatura e qualche traccia di astigmatismo, forse anche coma, degradano l'immagine gradualmente fino ai bordi. Io reputo questa perfomance di buon livello, il mio è un semplice azzardo ma credo che gli ingegneri Swarovski si siano concentrati sulla luminosità e sulla resa a centro campo più che su altri aspetti, un progetto si sa è frutto di compromessi. Quindi partendo da quanto appena detto non escludo l'ipotesi che esistano binocoli più economici e con migliori perfomance sulle stelle ai bordi, non parlo dei porro ovviamente, questi hanno per natura vita più facile. Il nome Swarovski richiama anche al neofita la parola qualità e la qualità si nota: uno dei difetti più fastidiosi dei tetto economici è nella formazione di una traccia luminosa obliqua sulle sorgenti di luce molto forte, come i lampioni, comunemente detta spike. Una lavorazione con tolleranze bassissime ed un montaggio ben fatto possono limitare tale problema fisiologico dello schema a prismi di tetto (è dovuto allo spigolo di questi) fino a renderlo quasi impercettibile all'occhio umano. Il CL dimostra di avere questa capacità, il pianeta Giove ad esempio è uno splendido disco luminoso perfettamente tondo ed il cielo attorno rapidamente diventa scuro, i satelliti sono degli spilli. Ho provato il binocolo anche sulla Luna, i contrasti sono eccezionali, i neri sono più neri che sul 10x50 cinese e sul bordo lunare il residuo cromatico è molto contenuto, quasi non si nota.
Conclusioni: Anziché fare il classico paragrafo riassuntivo voglio provare a rispondere a quelle che credo essere le domande più comuni di una persona che ne sta valutando l'acquisto. Se questo modo vi piace e avete altre domande noi siamo lieti di raccogliere i vostri feedback sul nuovo forum di binomania: http://www.binomania.it/phpBB3/index.php
NOTA IMPORTANTE: pur cercando di motivare sempre le mie risposte è per me fondamentale ricordare che si tratta di considerazioni personali e quindi opinabili.
- Con lo stesso investimento di denaro è possibile acquistare di meglio ? Con lo stesso investimento di denaro è possibile acquistare molti binocoli di ottima qualità, personalmente mi sarebbe piaciuto provarlo contro il Meopta BR 10x32 oppure lo Zeiss Conquest 10x30, quelli che ritengo i suoi rivali per prezzo e prestazioni, ma non ne ho ancora avuto l'occasione. Quello che posso dire per rispondere alla domanda è che sicuramente le perfomance si posizionano lì dove si posiziona anche il prezzo: a metà strada fra l'high-end cinese ed i top di gamma da oltre 1500 euro; se a questo aggiungiamo la qualità dell'assistenza della casa Austriaca posso ritenere il CL sicuramente un valido acquisto soprattutto per chi ha un occhio di riguardo verso le dimensioni ed il peso.
- Esiste qualcosa con le stesse prestazioni ottiche ma a un prezzo inferiore? Non conosco binocoli a prismi di tetto, magari cinesi, che raggiungano la stessa qualità ottica, pur avendo provato fac-simili zen ray e le versioni economiche di minox e vortex. Fra i porro invece credo che sia possibile acquistare uno strumento con performance ottiche maggiori, sacrificando però la compattezza, il peso e spesso anche la solidità/impermeabilità. Non mi sbilancio in questo caso con marche e modelli perché non ho avuto occasione di verificarlo, la mia è e solo una considerazione di buon senso.
- Quali sono le differenze principali con un top di gamma? Credo che le principali siano sostanzialmente tre, a favore dei top di gamma ovviamente: campo apparente maggiore, miglior nitidezza ai bordi, controllo migliore delle infiltrazioni di luce. A chi è ossessionato dal residuo cromatico posso dire che non tutti i top di gamma ne sono esenti, anzi. La mia opinione è ad esempio che la serie 42mm Leica Ultravid HD mostra più residuo, mentre sempre fra i Leica credo che la serie da 32mm HD sia quella che meglio raccolga i punti di forza del CL, compattezza e peso, per aggiungere performance ottiche di massimo livello.
- Ha in conclusione un buon rapporto prezzo-prestazioni? Valutando il binocolo nel suo complesso esistono almeno tre fattori importanti: ottica, meccanica e assistenza. Credo che se dovessi valutare il rapporto prezzo-prestazioni dello Swarovski solo basandomi sull'ottica concluderei che i Cinesi d'alta gamma sono meglio, includendo gli altri due fattori invece, la situazione si capovolgerebbe decisamente. Ricordatevi che per qualsiasi altra informazione e richiesta potete trovare il sottoscritto qui: http://www.binomania.it/phpBB3/index.php
Ivan Tardio
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