15 x 60 B/GA . I migliori se ne vanno sempre

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Lo scorso anno ebbi la possibilità di comparare uno dei primi  esemplari di  Zeiss 15×60 contro il Minox 15×58 ED . E’ inutile ribadire che rimasi piacevolmente colpito dalle prestazioni globali del binocolo di casa Zeiss.  Per tale motivo, per molti mesi, rimase in me la voglia di testare uno degli ultimi esemplare di questo formato: il  15×60 B/GA. Finalmente, qualche settimana or sono, grazie alla collaborazione dell’Ing. Klaus Felgenhauer ,Manager  di Carl Zeiss Sports Optics GmbH  ho potuto soddisfare la mia curiosità e penso quella di molti  appassionati.

La Casa Madre, infatti, ha deciso di inviarmi uno degli ultimi esemplari  prodotti.

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Un bel primo piano sullo Zeiss 15×60 B/GA, purtroppo ormai fuori produzione

La sua Storia

Il primo modello di Zeiss 15×60 fu presentato nel 1958, successivamente  l’azienda ottimizzò, a partire dal 1981, la seconda versione di questo formato, dotandola del noto Trattamento Zeiss + T Multi-Coating.
Il terzo modello, invece, fu presentato  nel 1992 con dei nuovi para-luce gommati (B) per consentire ai portatori di occhiali una maggiore comodità d’uso. Infine la produzione cessò esattamente 10 anni or sono.
Pubblico qui di seguito  un immagine raffigurante l’ultimo depliant  (purtroppo in lingua tedesca) che ne presentava le caratteristiche.


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Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Ingrandimento 15X
Diametro degli obiettivi (mm) 60
Pupilla di uscita (mm) 4
Minima distanza di messa a fuoco (m) 15
Campo a 1000 m 75.6 – 4.3°
Campo apparente -formula classica (°) 64.5
Regolazione delle diottrie + – 6 dpt
Distanza interpupillare (mm) 56-74
Peso dichiarato (g) 1576
Altezza (mm) 192
Larghezza (mm) 219
Prezzo Fuori produzione

 

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il preciso rotore di focalizzazione.

Costruzione meccanica e sistema di messa a fuoco.

Il binocolo è composto da un sistema di prismi di Porro, lo scafo è in alluminio ed è protetto da una spessa gomma anti-corrosione, l’interno è perfettamente opacizzato e costellato da innumerevoli diaframmi, gli oculari presentano una comoda conchiglia in gomma. Un vero capolavoro, invece, è il sistema di focalizzazione esterno dotato di un rotore centrale, dotato di scala graduata e della classica ghiera, sull’oculare destro, anch’essa graduata per la compensazione diottr regolazione diottrica I movimenti sono dolci, precisi e fluidi. Il carrello, molto, molto robusto, non flette, è una realizzazione perfetta che fa storgere il naso, osservando l’economiche realizzazione con tale sistema di messa a fuoco, che spesso flettono solo poggiando gli occhi agli oculari. Zeiss sa fare i carrelli centrali, su questo non v’è alcun dubbio.

La messa a fuoco minima è pari a circa 15 metri, la massima profondità di campo si percepisce a partire , in media, da 200 metri verso l’infinito. I più giovani riusciranno a migliorare questa prestazione grazie all’accomodamento visivo.  Per passare dalla distanza di messa a fuoco minima all’infinito occorre  ruotare la manopola soltanto di 180°, un ottimo valore. Anche il sistema di regolazione della diottria è molto preciso.

Zeiss garantiva  il sistema di focalizzazione esterno in grado di lavorare a temperature comprese fra i -20 ed i +50°, inoltre, su richiesta, era possibile richiedere una maggiore temperature d’esercizio, forse, cambiando la qualità del grasso di serie.

Obiettivi

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Piacevole la parvenza di tonalità data dal trattamento utilizzato.

Lenti
Questo binocolo è dotato di due obiettivi da 60mm,  un valore ottimo sia per le osservazioni naturalistiche a medio-lungo raggio, anche crepuscolari che  per la maggior parte delle osservazioni astronomiche. Non sono ovviamente composti dai più recenti elementi ottici  a bassa dispersione, tuttavia la resa ottica è molto buona per essere un obiettivo acromatico di corta focale  Nitidi, forse non molto contrastati e con un buon contenimento dell’aberrazione cromatica al centro del campo.

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Grazie ai paraluce in gomma il comfort è migliorato ,soprattutto per i portatori di occhiali

Oculari

Questo binocolo o è dotato di un paio di oculari a grande campo dotati di ben 6 elementi..  Zeiss garantiva che, con i nuovi paraluce in gomma,i portatori di occhiali erano in grado di percepire tutto il campo di vista. Il campo a 1000 m è molto ampio: 75.6 m c pari a 4.3°. In effetti, questo binocolo entra di diritto nelle produzioni grandangolari. Grazie al campo apparente (formula classica D/I )  di 64.5° l’immersione nella scena è molto piacevole, sia che si tratti di osservazione naturalistica che di osservazione astronomica. Inoltre, grazie alle nuove conchiglie para-luce in gomma pieghevoli è possibile arretrarle totalmente per facilitare l’utilizzo ai portatori di occhiali

Trattamento anti-riflesso.

Pur considerando il fatto che Zeiss continua a migliorare il proprio Trattamento Zeiss T*, ai tempi della commercializzazione dell’ultimo modello di 15×60  dichiarava che, questo strumento era in grado di fornire una trasmissione luminosa superiore al 90%, un valore elevato per un binocolo costruito oltre 10 anni or sono. In effetti le immagini sono decisamente luminose e contrastate, soprattutto se lo si compara ad un modello antecedente gli anni 80.

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L’ultimo esemplare di Zess 15×60, sulla destra, paragonato ad uno delle prime realizzazioni.

 

 

Aberrazioni

Aberrazione cromatica
Nella maggior parte delle condizioni osservate, ammirando il paesaggio e la natura, l’aberrazione cromatica, al centro del campo, è quasi impercettibile, seppur sia passata molta acqua sotto i ponti, un progetto valido lo rimane per sempre, cosi come la bontà dei vetri utilizzati. Ovviamente giacchè, all’epoca non esistevano ancora elementi a bassa dispersione come quelli attuali, è normale che, in certe condizioni di illuminazione un filo di residuo cromatico si possa percepire . Si palesa,ad esempio,,osservando un corvo imperiale, in controluce. In tale circostanza si potrebbe notare  un lieve alone violaceo e verdastro, intorno al volatile, lo stesso  fatto potrebbe accadere osservando dei fili telefonici che si stagliano su un fondo cielo molto luminoso.  In sintesi, nell’uso più comune il binocolo fornisce un ottimo contenimento dell’aberrazione cromatica in proporzione al suo schema ottico e al suo formato.

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Sul rotore, oltre al numero di serie è visibile la sigla che contraddistingue il trattamento Zeiss e la sigla Made in Germany

Aberrazioni geometriche

Curvatura di Campo.
In questo frangente lo Zeiss 15×60 B/GA si è rilevato un grande performer, sia a breve che a lunga distanza la totalità di campo si percepisce come ben corretta, soltanto al bordo, si potrebbe notare un lievissimo defocusing nelle immagini terrestri. Direi che globalmente la visione è molto piacevole e naturale.

Distorsione angolare

Nel 1940  la maggior parte dei  binocoli erano progettati per realizzare immagini prive di distorsione , successivamente proprio in casa Zeiss si decise di applicare un minimo di distorsione angolare ai binocoli anche se la parte conservatrice dei progettisti,  Heinrich Erfle, Albert Konig e Otto Eppenstein erano assolutamente contrari.
Nel 1945 grazie a Hermann Slevogt e Sonnefeld fu proposto un valido compromesso, ciò comportava la possibilità di creare binocoli con un piccola quantità di distorsione angolare che potesse eliminare in parte l’ effetto palla rotolante. Successivamente, grazie a Kohler, si applicò a tutti i prodotti ottici terrestri Zeiss quello che si definisce “cerchio di condizione”, ossia un valido compromesso fra contenimento della distorsione e l’effetto appena citato.  Tale parametro, che sarà analizzato in un seguente e specifico articolo, è stato per anni un punto di riferimento per tutti i progettisti di ottica terrestre.
Anche se sono passati anni ed i prodotti sono stati migliorati, il binocolo Zeiss 15×60 b/GA è dotato di una lieve distorsione a cuscinetto che consente di contenere in maniera soddisfacente l’effetto “palla rotolante” che altro non sarebbe che la sensazione dell’osservatore di percepire una superficie sferica durante la fase di panning. In sostanza direi che anche in questo binocolo è stato ottenuto un valido compromesso.

Altre aberrazioni.

Vista l’ottima correzione del campo di vista di questo binocolo, mi premeva verificare se ai bordi, quel piccolo degrado fosse dovuto oltre che dalla curvatura di campo anche da altre aberrazioni. Come risaputo, soggettivamente, durante l’uso diurno l’accomodamento visivo è in grado di compensare non solo alla curvatura di campo, ma anche ad altre aberrazioni che, invece, possono notarsi nel mero uso astronomico, quando si devono analizzare soggetti puntiformi e quando la nostra pupilla dilatata nonn è molto performante, se si eccettua la buona raccolta di luce. In tale frangente osservando i campo stellari ho potuto riconfermare la bontà di questo progetto ottico. Lo Zeiss 15×60 B/GA, di fatto, mostra delle immagini stellari molto puntiformi, soprattutto al centro del campo, dove l’osservazione della stella doppia Albireo è pari a quella visibile in un telescopio a rifrazioni utilizzato a bassi ingrandimenti. Agli estremi bordi del campo si nota, oltre a quel poco di curvatura anche un po’ di astigmatismo che si palesa maggiormente all’aumentare della Magnitudine Stellare. Direi che la mia solita formula CM (campo di massima nitidezza) CU( campo ancora utilizzabile) CI (campo inutilizzabile) potrebbe essere cosi espressa

CM 85.CU 15- CI -0

Talvolta , osservando campi stellari di III- IV la percezione della puntiformità stellare tocca valori superiori al 90% del campo.

 

Impressioni d’uso

Il vecchio e il nuovo
Grazie alla collaborazione di Luca Mazzoleni, Domenica  23 Giugno 2013 ho potuto comparare questo esemplare con uno dei primi Zeiss 15×60 prodotti. La prima cosa che ho notato  sono state le alte prestazioni meccaniche del modello più vecchio che ha mostrato ancora una messa a fuoco fluida e precisa ed un carrello centrale “inflessibile” Ovviamente, comparandoli a livello ottico, ho notato la superiorità dell’ultima versione disponibile che mostrava delle immagini più brillanti ed una resa cromatica decisamente più neutra. Ottimale,inoltre, il comfort dato dalle conchiglie para-luce in gomma.

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Due generazioni a confronto

Osservazione di rapaci

Seppur in certe circostanze si percepisca una lievissima aberrazione cromatica, come ho poc’anzi accennato, il medio ingrandimento e l’ottimo campo apparente consente di seguire i soggetti più distanti e di non perdere quelli più veloci, nel caso in cui non si possieda uno spotting scopes e si voglia trasportare il binocolo nei punti di avvistamento prediletto e indispensabile fare uso di un leggero treppiede in carbonio od eventualmente di un monopiede. Ciò che non riesce ad identicare a 8X è sovente identificabile al doppio degli ingrandimenti.

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Mia figlia Ersilia, mi assiste durante le recensione, come una provetta appassionata di ottiche.

 

 Osservazione di panorami terrestri
Ottimo, l’ottima correzione del campo di vista, il campo apparente, la buona resa cromatica e il medio ingrandimento permettono di immergersi piacevolmente nella scena e di osservare con maggior proficuità dettagli che fuggono nei binocoli di minor ingrandimento

 

Osservazione di aerei e navi

Grazie alla distorsione angolare a cuscinetto, il panning compiuto osservando gli aerei risulta molto rilassante,  personalmente non ho percepito l’effetto palla rotolante. Il Mix delle sue prestazioni ottiche, potrebbero soddisfare le esigenze di chi non ambisce ad utilizzare uno spotting scopes dall’alto ingrandimento bensi’ uno binocolo  a grande campo che consenta e una vista d’insieme di navi ed aerei.

 

Osservazione astronomica

Per anni è stato giudicato uno fra i migliori strumenti per osservare il cielo, in effetti, tali asserzioni rappresentavano, certamente, il vero. Lo Zeiss 15×60 B/GA fornisce delle immagini molto corrette, con delle percezioni “mozzafiato” di decine di stelle doppie, più o meno colorate. La luminosità è superiore ad un economico 15×70 cinese che ho utilizzato come confronto, mentre l’ottima resa ai bordi consente di apprezzare vaste aree di cielo. La zona del Cigno è veramente bella, cosi come la zona nei pressi della Lira e di Ercole. Decine gli oggetti celesti visibili anche da un cielo sub urbano. Insomma, stelle puntiformi, colorate, luminosità e campo apparente ampio e corretto..Cosa volere di più nell’osservazione con un binocolo “classico” con oculari fissi?

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Lo Zeiss 15×60 si è rilevato un binocolo tuttofare, una soluzione intelligente ed affidabile,purtroppo ormai fuori produzione

 

In sintesi

Un binocolo da 15 ingrandimenti dotato di un sistema di focalizzazione con rotore centrale si presta ad un genero elevato di osservazioni: da quelle terrestre  a quelle prettamente astronomiche. Lo Zeiss  15 x 60 B/GA  si è rilevato, nel corso del test, un grande trasformista, in grado di soddisfare sia l’osservatore di rapaci  che quello di panorami  e soprattutto l’appassionato astrofilo. E’ un vero peccato che Zeiss abbia deciso di abbandonare la produzione di questo binocolo che, aggiornato nelle componenti ottiche,  avrebbe  potuto allietare vari appassionati in tutto il mondo.

 

Ringraziamenti

Ringrazio Mr  Walter Schaw ( Carl Zeiss Sports Optics GmbH)  e la sig.ra Marte Schwabe (Carl Zeiss Archive) per le informazioni storiche sulla serie 15×60. Ancora un ringraziamento all’ing.   Klaus Felgenhauer (Carl Zeiss Sports Optics GmbH) per avermi concesso di utilizzare questo esemplare.

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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