Bosma 8×42 ED: il coniglio dal cilindro.

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Parlando con amici ed esperti di binocoli, spesso c’è capitato di fare vicendevoli considerazioni sulla continua riduzione del gap esistente tra l’ottica cinese “di qualità” e le grandi marche euro – nipponiche.

Il Bosma ED con le sue dotazioni standard.

Uno degli esempi migliori di questo avvicinamento, che mi è capitato tra le mani ultimamente, è proprio il binocolo in oggetto: il Bosma 8×42 ED ( esiste anche in versione 10x ); ci sono arrivato grazie alle indicazioni di Carlo Rossi e Daniele Ricci Mingani, già da tempo fan accaniti e con piena ragione di questo binocolo, che in una delle loro meticolose ricerche “binoculari” ( di cui sono dei veri maghi ) hanno scovato inizialmente da un venditore cino –canadese, da dove poi lo hanno estratto come fa un prestigiatore con il classico coniglio dal cilindro: a sorpresa e lasciando esterrefatti gli spettatori, tra cui anche due palati notoriamente fini in questa materia, come Luca Mazzoleni e Corrado Morelli, divenuti anche loro estimatori di questo binocolo.

 

Dati riassuntivi Bosma 8x42ED

Serie nr.

303317

Modello

8X42

Ingrandimenti

8X

Diametro

42 mm

Prismi

Tetto

Composizione prismi

BAK4

Sistema di focalizzazione

Centrale

F.O.V. (ft/1000yds)

426

F.O.V. (m/1000m)

142

Pupilla di uscita (mm)

5.2 mm

Estrazione pupillare (mm)

17.2 mm

Minima distanza di messa a fuoco(m)

2.0 m

Sistema di estrazione dei paraluci

Twist up

Water /Fog proof

Si

Attacco al treppiede

Si

Un ottica davvero ED

Ormai il vetro detto ED o a bassissima dispersione, un tempo appannaggio solo di strumenti di alta fascia, sta facendo capolino anche su binocoli di costo decisamente più contenuto, continuando a garantire però l’effettiva alta qualità visiva che questo tipo di materiali dovrebbe fornire: insomma anche nei prodotti “relativamente meno cari” ( anche sotto i €400 ) la dicitura ED “non sempre” è solo uno specchietto per le allodole.

Proprio il Bosma ED testimonia perfettamente la bontà di questi vetri cinesi di alta qualità impiegati per i suoi obbiettivi, basta metterci gli occhi per vedere un immagine nitida e incisa fin quasi al bordo, con colori fedeli e contrastati e una aberrazione cromatica “percepibile” solo oltre il 60% del campo e in quantità davvero minimale.

I prismi con correzione di fase e un efficace trattamento antiriflesso verde smeraldo completano l’opera ottica, per dare all’utilizzatore di questo binocolo un immagine di alta qualità.

La distorsione geometrica del campo è praticamente assente, pur garantendo lo strumento un’ ampia “grandangolarità” di oltre 8°: facile così, per esempio, puntare ed inseguire i caccia militari in volo, cangianti di colori nel dorato sole del tramonto, nelle loro veloci evoluzioni di prova ( osservati nell’occasione sopra gli impianti dell’Aermacchi nel varesotto ).

Il campo comunque non è perfettamente piatto, un po’ di aberrazione sferica obbliga a focheggiare ulteriormente per mandare a fuoco perfetto anche la porzione più esterna dell’immagine, circa l’ultimo quarto dell’inquadratura.

La compattezza è buona

Un binocolo ben costruito

Il Bosma 8×42 ED oltre ad indubbie qualità ottiche con una costruzione solida, per un peso di poco superiore ai 700g, dimostra anche di possedere una buona meccanica: fluida e precisa la focheggiatura grazie anche a una manopola gommata ben dimensionata, lavora bene anche la correzione diottrica, che si ottiene mediante una ghiera a rilievo posta anteriormente al rotore centrale, dove per aumentarne la precisione e limitarne gli spostamenti accidentali, che spesso questo posizionamento causa, il comando è stato indicizzato e lo si muove con dei piccoli e sicuri scatti.

Risulta nella media, per strumenti di questo tipo, la distanza di fuoco minima di 2 metri circa.

Sarà molto gradita a birdwatcher la notevole velocità di messa a fuoco, con un quarto di giro di manopola si passa da pochi metri all’infinito, se si unisce a questo la buona profondità di campo potrete capire come risulterà facile con questo binocolo inseguire per esempio l’involo degli uccelli.

Ben fatti anche i paraluce twist up degli oculari, che possono essere estratti “solidamente” in due posizioni; quando sono completamente abbassati consentono di usufruire dell’intero campo visivo anche ai portatori di occhiali.

Il rivestimento protettivo del binocolo è costituito da una consistente gommatura monocolore grigio scuro, parzialmente lavorata d imitazione pelle dove si appoggiano i palmi delle mani, la quale fornisce una sicura presa dello strumento, ed il cui spessore si allarga notevolmente attorno agli obbiettivi ( giusto come la tesa di un cappello a cilindro ) per dare ancora più protezione alle lenti frontali, che come copertura hanno degli inusuali coperchi a molla di tipo fotografico, in grado di impedire qualsiasi distacco accidentale degli stessi una volta che vengono posizionati; ben fatto anche il “rain guard” in gomma a protezione degli oculari.

Il binocolo è stagno e riempito con gas inerte.

Completano le dotazioni una buona tracolla in neoprene, un pannicello per la pulizia delle lenti ( messo giusto per doverosa presenza ) e una pratica custodia in cordura sintetica, funzionale ma forse un po’ minimal.

Gli oculari del Bosma ED 8×42

Adesso proviamolo un po’

Ho cercato quindi sul campo ulteriori conferme della bontà di questo binocolo, ed in questi giorni usarlo per fare birdwatching è stato un vero piacere, anche solo per il modo meraviglioso che ha di restituire i colori e i dettagli del fogliame autunnale, che attualmente incorniciano gli eventuali pennuti da osservare.

La qualità dell’osservazione è garantita in quasi tutte le situazioni, persino le più ostiche, e su tutto l’arco della giornata, infatti il buon contenimento delle luci parassite consente di utilizzare bene lo strumento anche in situazioni di difficile controluce, pagando solo lo scotto di qualche debole alone luminoso al bordo lente, prestazioni analoghe le ho potuto riscontrare in strumenti dal valore ben più elevato ( oltre il doppio ) del binocolo che stiamo analizzando.

La elevata trasmissione della luce dei vetri ED, pur se non da top di gamma, garantisce un ampio arco temporale di utilizzo di questo strumento, che si usa bene pure all’imbrunire, anche se non si possono pretendere prestazioni degne di formati ben più idonei al crepuscolo, come un 8×56 ad esempio.

Non ho voluto far mancare al nostro protagonista un piccolo test astronomico, che devo dire mi ha riservato piacevoli sorprese, anche perché io non sono notoriamente un grande estimatore degli strumenti con prismi a tetto per l’osservazione della volta stellata.

Innanzi tutto mi è parsa ottima la visione della Luna ( prossima al primo quarto ), nitida e contrastata, priva di aloni colorati al margine ( se non spostandola ben al di fuori dal centro dell’inquadratura ) e capace solo di generare immagini fantasma molto tenui, tali da non inficiare la godibilità della visione.

Microscopici punti luminosi, ma ben visibili, sono parsi i Satelliti Medicei di Giove.

Le stelle ( osservate in due distinti orari notturni ) erano di una ragguardevole puntiformità su almeno l’ 80% del campo, oltre si palesava un minimo di coma; i tanto temuti spike ( sbaffi di luce ) generati dai prismi a tetto erano appena percepibili ( andavano proprio cercati ) solo sulle stelle di elevata magnitudine; belli i colori degli astri: grande sfoggio di tinta rosso arancio su Betelgeuse e Aldebaran, un po’ più debole era parso invece l’azzurrino di una delle due componenti di Albireo la notte prima, nello stesso momento in cui era anche ben visibile nel binocolo una bella e abbastanza contrastata Galassia di Andromeda, prossima allo zenith della volta celeste.

Appaganti le Pleiadi, ma ancora di più le Iadi, un soggetto spesso poco emozionante, ma non così in questa occasione, dove apparivano come tante luminose capocchie di spillo a riempire alla perfezione tutto il campo del binocolo.

Il logo che identifica la presa di un elemento ED (Extra low Dispersion) nel percorso ottico

Per chiudere

In conclusione direi che questo binocolo si è dimostrato un “ottimo” strumento multiuso: “all-purpose” come dicono gli anglosassoni, nella più classica tradizione del formato 8×40/42; una perfetta indicazione da dare a chi è alla ricerca di uno strumento performante, abbastanza vicino alla prestazioni dei top di gamma, ma senza per questo richiedere di svenarsi economicamente per acquistarlo; ma anche all’appassionato delle ottiche di primo livello, che però desidera avere anche uno strumento di riserva, più da “battaglia”, per cui ( pur usandolo col dovuto riguardo ) non dover sudare freddo al minimo accidente, senza per questo dover scendere troppo a compromessi con la qualità elevata a cui è abituato.

Paradossalmente, tornando per finire al discorso iniziale, direi banalmente che “La Cina è vicina” ( come recitava il titolo di un film di Bellocchio ) anche nel campo dell’ottica e continua far diminuire la distanza che la separa dalle grandi aziende tradizionali del settore, mantenendo però dalla sua, in positivo, una notevole differenza di costo finale del prodotto.

Chissà se manca ancora molto al giorno in cui, a forza di avvicinarsi, i produttori cinesi estrarranno dal cilindro, invece di un tenero coniglietto un feroce dragone in grado di fare un sol boccone della malcapitata blasonata concorrenza.

Pagina di riferimento del modello sul sito Bosma:

http://www.bosma.com.cn/en/productgn_info.asp?id=976

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata il 27 ottobre 2012 .Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici

Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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