Docter®Aspectem 80 / 500 ED

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Sono passati alcuni mesi dall’acquisto di tre esemplari di Docter Aspectem UWA 40XED, due esemplari dotati degli oculari UWA da 40 ingrandimenti con 84° di campo,

prediletti da me e Luca Mazzoleni  e la versione  dotata di oculari zoom “20-50X” preferita da Corrado  Morelli.

30 ottobre 2010: L’alba, il Docter ASPECTEM in azione..

 Io e i miei collaboratori abbiamo avuto modo di testare questi strumenti per decine e decine di ore in vari settori ed in molteplici condizioni di utilizzo.

Abbiamo avuto anche la fortuna, trascorrendo tre giorni stupendi presso il rifugio in Valtellina di Corrado, di organizzare una lunga comparativa

con un esemplare di   Kowa Higlander e con i vecchi modelli Aspectem dotati di ottiche acromatiche.
Per tale motivo questa non sarà la classica recensione di binomania ma un lungo reportage colmo  di dati tecnici ma anche di curiosità e impressioni nell’uso pratico.

23 settembre 2010: ore 00.40 di mattina.
una foto ricordo dopo La prima giornata di test presso il rifugio di Corrado in Valtellina. A partire da sinistra ; Luca Mazzoleni, Piergiovanni Salimbeni,Corrado Morelli

 

La decisione

Come molti fra voi sapranno, negli ultimi dieci anni, io, Corrado Morelli e Luca Mazzoleni, abbiamo avuto la possibilità di comprare o di utilizzare la maggior parte dei binocoli presenti sul mercato.
Se ognuno fra noi aveva, più o meno, trovato il “proprio” binocolo nella classe dei bassi  ingrandimenti (8x-10X) tutti eravamo ancora  alla ricerca del binocolo definitivo ad alti ingrandimenti.

Chi mi conosce sa che mi sono accostato al mondo dell’ottica attraverso l’osservazione astronomica. Per anni ho ammirato ad alti ingrandimenti la  luna ed i pianeti
ma solo raramente facevo uso del telescopio per osservare il panorama terrestre. Successivamente l’amore verso la natura mi ha accostato al mondo del binocolo.
Devo ammettere, con onestà,che le osservazioni con i classici binocoli economici, tipo il 25×100 di produzione cinese, molto usati dagli amatori per l’osservazione del cielo,
mi avevano quasi mai soddisfatto nell’uso diurno.
Questo accadeva a causa della scarsa qualità ottica e della resa cromatica che falsava i colori e non mi consentiva di apprezzare
la vista delle Alpi innevate o l’osservazione dei rapaci , che apparivano sempre “soffocati” da un onnipresente bluastro.

Rifugio della Corte: Primo giorno di prova, Docter Aspectem UWA 40Xvs Kowa Higlander

Le cose iniziarono a migliorare quando potei osservare, per la prima volta nel noto USM 20×110 e  nel William Optics 22×70 “definito APO” e poi successivamente  nel binocolo
anch’esso di produzione cinese classificato come”23-41×100″. Nei primi due binocoli la resa terrestre era soddisfacente, ma per un camminatore
come me, era quasi impensabile, aggiungere peso e cavalletto per soli 5-7 ingrandimenti in più rispetto a quello che mi poteva fornire, ad esempio,
un più leggero SLC15x56  o NObilem15x60, MInox 15×58 o lo stabilizzato Canon 15x50IS
Per tale motivo, per anni, continuai a portare con me nelle escursioni  binocoli da 8-15 ingrandimenti, usando il 20×110 quasi sempre da casa o
in punti raggiungibili con l’auto, dato che il peso di tale binocolo è notevole.

Come risaputo quando si continuano a testare prodotti di alta qualità si cerca sempre di raggiungere le stesse performance anche in altri formati.
Per tale motivo dopo aver usato per mesi, binocoli come il canon 10×42 IS, oppure lo  Swarovision 8.5×42 sentivo il bisogno di possedere un binocolo
ad alto ingrandimento che mi fornisse  delle elevate prestazioni. Ma perché?

Gli Aspectem ED insieme ad uno dei vecchi modelli acromatici, sulla destra, messi a disposizioni dagli amici appassionati della Valtellina

In primis perché, quando due  anni fa, osservando all’interno di un binoscopio costruito da Luca e dotato di oculari Ethos, capii quanto ci si potesse
divertire nell’osservazione terrestre, molto di più che osservando il cielo. Lo stesso avvenne quando osservai nel Kowa Higlander,
ma l’alto peso del binoscopio e l’alto costo del Higlander (quasi 7000 euro) mi avevano fatto sempre “raffreddare” tale desiderio.
Per tale motivo, per alcuni mesi, in certe escursioni accostai allo Swarovision anche un ottimo cannocchiale da 82mm.
Le immagini fornitise seppur fossero luminose, nitide e contrastate, derivavano dall’uso di un solo occhio ed il mio fine massimo era poter osservare
con due occhi, dato che il buon Dio ce li ha dati e sarebbe uno vero spreco non utilizzarli, soprattutto perché, fra qualche
anno, la mia vista  potrebbe anche peggiorare cosi come il mio fiato e magari le mie gambe potrebbero anche non riuscire a  raggiungere posti stupendi.

Oltretutto il buon Corrado,  che ritengo uno fra i più grandi appassionati e collezionisti di binoocoli moderni , aveva già acquisito una grande esperienza con i vari binocoli  giganti da lui acquistati
nel corso degli anni. Cito fra i vari, il Kowa di 120mm, il Fujinon 150mm, lo Swarovski 30×75, Il Vixen Asbit da 80mm  ed ovviamente il Kowa Higlander  di 82mm. con ottiche alla fluorite sintetica.

Luca, invece,per quanto riguarda la visione binoculare ad alto ingrandimento, iniziò ad assemblare binoscopi dopo essere stato il primo ad importare, in Europa, vari binocoli interessanti come  i noti
USM 20×110, il 23.41×100, ed il  binocolo gigante di 150mm di diametro.  E’ stato anche proprietario e restauratore del progenitore dell”Aspectem:
lo Zeiss Asembi da 80mm di diametro e di vari binocoli cinesi di derivazione militare da 100-120mm.

Tuttavia,  durante le nostre disquisizioni binoculari serali v’era sempre un qualcosa che vanificava l’appagamento e che accendeva sempre “un non so che”
di insoddisfazione noto in tutti gli appassionati ma che in qualcuno di noi a volte è tale da essere paragonabile ad una vera e propria ossessione.

Il Fujinon 150mm, ad esempio, pur essendo un eccellente binoscopio crepuscolare ed astronomico possedeva, a detta di Corrado, una resa nell’uso terrestre
non molto performante, inficiata da un evidente residuo cromatico e da  una immagine poco contrastata.
Il Kowa  di 120mm era molto buono, ma similmente al 150mm, decisamente molto pesante.
Il Vixen BT 125A  ha sempre rilevato delle immagine inficiate da aberrazione cromatica con un netto calo di nitidezza  a 50 ingrandimenti.

Insomma tutto faceva presagire che la scelta ideale  per ognuno di noi tre sarebbe stata o il Kowa Higlander o un binoscopio anche se rimaneva sempre l’estrema voglia di trovare
qualcosa di veramente trasportabile da portare in alta montagna, nelle oasi, al mare e cosi via ed il binoscopio non era di certo l’opzione più conveniente.

Quello che noi tre stavamo cercando era un binocolo con alti ingrandimenti, leggero, impermeabile, trasportabile  e che fornisse una resa ottica ineccepibile e possibilmente
con un ampio campo apparente e con una meccanica molto, molto robusta.

Luca e Corrado..in azione sulle montagne della Valtellina


La decisione

Nel mese di agosto 2010  Luca mi telefonò dicendo che finalmente era stato presentato il binocolo adatto a  noi. Si trattava delll’aggiornamento del  diretto discendente degli Zeiss Asembi
posseduto e restaurato da Luca  e grazie alle nuove ottiche ED era un passo avanti rispetto alla vecchia e gloriosa serie Aspectem.

Il nuovo Docter era stato finalmente equipaggiato con ottiche Shott con un elemento ED! La versione Docter Aspectem 80-500 UWA 40X, inolte, pareva una vera e propria manna dal cielo per noi:
un binocolo da 40 ingrandimenti con ben 84 gradi di campo. Il peso poi era .inferiore a 5 chilogrammi. Docter proponeva, inoltre, l’aggiornamento “ED”
anche ai dotati di oculari zoom 20-50X con oculari zoom e quello a 30X con 60 gradi di campo.

Passammo vari giorni a decidere qualche modello poteva fare al caso nostro ed alla fine io e Luca , anche entusiasti per le ottime recensioni degli oculari UWA forniti a corredo
e disponibili singolarmente per l’uso astronomico, optamo per la versione con oculari fissi che fornisce 40X con 84° di campo.

Corrado, preferì la versione 20-50X , molto più fruibile per sfruttare anche la pupilla di uscita di 4mm, fornita a 20X,
o quando si è costretti ad osservare a bassi ingrandimenti a causa della forte turbolenza diurna.

primo piano sugli oculari UWA 40X, sulla sinistra ed oculari zoom 20-50X sulla destra

Personalmente conclusi che dovendo spendere 3000 euro per un binocolo, avrei dovuto optare senz’altro per l’eccellanza,quindi nessuno compromesso dato dagli oculari zoom .
Oltre a ciò gli 84° di campo erano una caratteristica davvero preziosa per un appassionato di osservazioni terrestri e di rapaci come me ma anche di astronomia.
Già immaginavo le Pleiadi o il Doppio Ammasso di Perseo in un binocolo simile.

Dopo aver preso contatto con Docter,  la Dott. Susan Adam, mi informò  che da poco Adinofli Srl di Monza era diventato il nuovo importatore dei binocoli della nota casa tedesca.
Ne ordinammo tre esemplari e da allora iniziò la nuova avventura nel mondo degli alti ingrandimenti.

Docter: la grande storia.

Prima di parlare dell’ Aspectem, mi pare ovvio fare una premessa sulla azienda che lo ha progettato.
Docter è il nome di una nota società tedesca produttrice di ottiche terrestri (sport optics) di cannocchiali, ma anche di torce elettriche ed occhiali da vista.

La sua storia trae origine da una parte della società Zeiss che nel 1952 aveva sede nella Germania dell’Est.
Negli anni successivi questo ramo della Zeiss si specializzò nella costruzione di ottiche di precisione civili ed industriali.
Una anno dopo la caduta del muro di Berlino,  la filiale  con circa 500 dipendenti della  Jenoptik Carl Zeiss Jena GmbH, fu acquistata da Bernhard Docter .
Sino al 1995 l’azienda continuò nella produzione di ottiche e di apparecchiature elettronìche, successivamente fu costretta a dichiarare bancarotta.
Nel 1997 la Analytik Jena GmbH, che già collaborava con Docter, capendone le potenzialità ritirò il cuore della azienda ed i suoi 40 dipendenti che si triplicarono in poco più di un anno.
Attualmente l’azienda tedesca pare in continua espansione e crescita,  fra il 2009-2010 v’è stata una crescita annuale delle vendite del 12% mentre gli impiegati sono attualmente 800. Ma vediamo ora di capire cosa ci ha affascinanto, a livello ottico di questo binocolo.

In primis l’Aspectem pare il diretto discendente del modello Zeiss Asembi di ovvia genesi militare (I guerra mondiale)  che fu presentato successivamente
per il mercato civile nel 1920 insieme al modello di 60mm denominato “Starmobi”  e del gigante di 100mm “Asenglar”
Del resto  questa linea di binocoli da 80mm di diametro è presente sul mercato da 100 anni  molti anni ed è diventata sempre più un punto di riferimento per gli appassionati di osservazioni terrestri.
Il nuovo Docter Aspectem UWA 40XED ne è la giusta evoluzione.

un esemplare di Zeiss Asembi restaurato da Luca Mazzoleni

Ho avuto modo di avere un interessante scambio di informazione con l’ingegnere Albrecht Köhler il responsabile dello sviluppo e del design dei prodotti Docter.
Lui è stato uno degli ingegneri che 20 anni fa riprogettò il Docter Aspectem.
Mi ha anche confermato che esiste un team di progettisti ottici che lavorano allo sviluppo di tutti gli oculari e le lenti di casa Analytik Jena . 
A quanto pare il il progetto ottico e meccanico dell’oculare UWA è stato curato da Marcel Rümenapp.

In qualità di uno dei padri dell’Aspectem, Albrecht Köhler , mi ha confidato di essere triste, perchè tale binocolo non è abbastanza considerato, a livello mondiale,
asserzione che mi trova in pieno accordo, dato che vi sono telescopi terrestri da 80mmi che costano la medesima cifra e che non possiedono una resa ottica globale di siffatta qualità.

particolare sull’eccellente sistema di collimazione del Docter Aspectem, veramente a prova di bomba.

Meccanica e costruzione

Questo binocolo è dotato di uno scafo di alluminio  leggero, Analytik Jena  tiene a precisare che questo binocolo è resistente agli schizzi ed alle gocce d’acqua,
resistente alle differenti condizioni climatiche e resistente alla sabbia ed alla polvere.  Viene anche consigliato e garantito per l’uso professionale nautico.
Queste varie protezioni (splashproof, climate resistant, ,higly weather resistant) sono state applicate a tutte le componenti meccaniche del binocolo.
Ho avuto modo di controllare alcuni  vecchi Aspectem acromatici usati dai cacciatori valtellinesi e seppur all’esterno fossero ormai graffiati, all’interno non v’era presenza di muffe ed umidità.
E tal signori  mi hanno confermato di averli utilizzati  per giorni e giorni anche sotto la pioggia.
Il design è classico, trattasi di un binocolo con prismi di porro II, il peso è contenuto, varia dai 4280grammi della versione 30X sino ad arrivare ai 4850 gr per la versione 40X UWA.
Le dimensioni del modello UWA 40X sono pari a 545mmx210mm x120mm.

La messa a fuoco, come è ovvio su un binocolo del genere, è singola su ogni oculare.
Rapida, precisa e non si è mai impuntata neppure  quando ho osservato con  temperature inferiori agli zero gradi.
Il binocolo è dotato dell’attacco standard per cavalletti fotografici da ¼ e da 3/8 consentendone cosi il montaggio su tutti i supporti disponibili sul mercato.
La verniciatura a buccia di arancia è molto robusta e resistente ai graffi, forse avrei preferito una maggiore resistenza in alcune parti prive di tale trattamento,
ma attualmente dopo 6 mesi di uso “molto” intenso non ha ancora subito un graffo.
Spesso lo porto a mano libera nei sentieri di montagna con rami e rovi e lo appoggio sul terreno senza pormi troppi problemi.
E’ il classico binocolo progettato per durare una vita.
Il colore grigio nell’uso naturalistico non da particolarmente fastidio agli animali sopratutto quando si osserva nelle zone rocciose d’alta montagna
per le osservazioni naturalistiche nei boschi e paludi faccio uso di una stoffa mimetica verde  che utilizzo anche con i teleobiettivi e
che mi consente di mimetizzare lo strumento con l’ambiente, ma viste le distanze in atto, tale escamotage è pressochè inutile.

la vernice a buccia di arancia si è rilevata molto resistente

Ottica

Il binocolo fa uso di due obiettivi  (doppietto  spaziato in aria tele type construction)dotati di una lente ED- Extra Low Dispersion. Sono stati utilizzati vetri SHOTT.
Il rapporto focale è pari a F/6 la lunghezza focale è pari a 500mm
La resa , come spiegherò è eccezionale. Nell’uso visuale posso, senz’altro definirlo “privo di aberrazione cromatica” , dato che è pressoché invisibile
nella totalità delle osservazioni visuali, comparendo unicamente, come un lieve alone blu nella mera ripresa fotografica.

Trattamento ottico

L’Aspectem, fa uso del collaudato  trattamento MBC (Docter Multitop  Broadband Coated) che fornisce oltre ad un ottimo contrasto anche la completa soppressione dell’aberrazione cromatica longitudinale
. Per il trattamento multi-strato sono stati usati vari componenti a partire dai fluoruri MgF2. Le componenti utilizzate sono totalmente inorganiche.
Ho anche chiesto se questo binocolo facesse uso di un trattamento superficiale simile all’AcquaDura, Lutotech , etc etc ) che consente di far “scivolare” con più facilità le gocce d’acqua e facilitare la pulizia.
Ricordo ai lettori chel’innovazione del sistema “fiore di loto” fu scoperta nel 2002 da un botanico tedesco, Wilhelm Barthlott della Università di Bonn,
che studiò la particolare composizione delle foglie di loto. successivamente varie aziende di ottica utilizzarono tecnologie affini ( ad esempio Leica con AcquDura, Zeiss con Lutotech, etc., etc.) un trattamento per far “scivolare le gocce d’acqua” tipo quello scoperto dal ricercatore di Bonn.
L’ingegnere Albrecht Köhler mi ha confermato che la maggior parte dei trattamenti utilizzati dalla concorrenza fa uso,
molto probabilmente, di componenti organic .
Per questo motivo dovrebbero essere meno resistenti ai solventi ed alle aggressioni esterne prodotte dall’uso rispetto ai comuni trattamenti organici.
Nel processo di produzione Docter pulisce le lenti con dei solventi organici ed il loro trattamento MBC è in grado di resistervi senza problemi.

Oculari

Attualmente la serie Aspectem prevede tre modelli, quello dotato degli oculari “classici” che forniscono 30,5 ingrandimenti (2.2° 60° di campo apparente),
la versione  dotata di oculare zoom 20-50X, (46°-58°)preferita da Corrado Morelli e la versione con oculari 40X UWA (84°)che meritano un discorso a parte.
Premetto che per motivi di robustezza, resistenza ed impermeabilizzazione è impensabile dotare questo binocolo di oculari intercambiabili a meno di inserire una lente neutra, come nei vari spottingscope d’alta gamma.
In tal caso, però ritengo che ,ad alti ingrandimenti, la collimazione rimanga sempre poco soddisfacente cosi come i giochi meccanici che potrebbero presentarsi nel tempo.

tabella 1 :caratteristiche oculari Docter

Versione Vario 20-50X: E’ l’unico oculare zoom impermeabilizzato disponibile su un binocolo.
Non ho avuto molto tempo per testarlo, se si esulano i giorni passati presso il rifugio di Corrado.
Personalmente l’ho ritenuta molto performante. E’davvero difficile costruire un oculare zoom con una qualità cosi elevata, anche a 50X.
Di fatto, la cosa che mi ha maggiormente stupito è stata la capacità di fornire il medesimo contrasto sia ad alti che bassi ingrandimenti. Ovviamente si deve attuare un compromesso per quanto riguarda il campo fornito, che a 40X è decisamente inferiore a quello della versione con oculare ‘UWA.
Il fattore positivo, per un osservatore assiduo come Corrado, è dato dalla possibilità di utilizzare i 20 ingrandimenti nell’uso diurno,
quando la turbolenza è molto elevata o di notte, per sfruttare 4mm di uscita pupillare dello strumento.

Versione UWA 40X: Come anticipato grazie alla disquisizione avvenuta con l’ingegnere Albrecht Köhler, posso fornire molte informazioni sui nuovi oculari UWA 40X.
Rispetto ai vecchi oculari la correzione anastigmatica di questo binocolo è stata raggiunta grazie alla costruzione di un oculare dotato di  lenti speciali e dall’ ampio diametro.
Ci sono 4 lenti situate prima del piano focale, nel predecessore oculare serie UWW v’erano 7 lenti ,con una dalla superficie asferica,
il nuovo oculare possiede 8 lenti ma non c’è una particolare lente asferica. Il successo di questo oculare è dato da tutto il suo schema ottico e dal grande diametro delle componenti ottiche.

Schema degli oculari grandangolari

Di fatto questo binocolo fornisce un perfetto campo piatto sino al bordo ed una corretta distorsione angolare per le osservazioni terrestri.

L’UWA da 12.5mm è totalmente impermeabilizzato, inoltre, è dotato di due passi M48 (0.75) ed M42 (0.75).
In questo modo è possibile utilizzare le macchine fotografiche e le videocamere per riprese in stile “digiscoping” nonchè l’uso di filtri gialli per migliorare le prestazioni con la foschia.

Grazie al passo fotografico è possibile collegare una comune reflex digitale o filtri visuali.

Un esempio di cosa è possibile ottenere, fotografando con questo “doppio cannocchiale”
Il contrasto e la resa sono inficiati dalla compressione della immagine per il web. Il Cormorano si trovava a varie centinaia di metri di distanza.
All’immagine del volatile non E’stata applicata nessuna correzione in post-produzione

L’estrazione pupillare è pari a 17.5mm, il campo reale fornito è eccellente, 2,2° gradi pari all’inquadramento a mille metri di una porzione di superficie pari a  38,5.
Di poco inferiore a quello che forniscono i classici binocoli 25X. Solo che in questo caso l’osservatore gode di 40 ingrandimenti e di un relativo campo apparente pari ad 84° di campo.
Che consente una totale immersione nella scena. Chi osserva attraverso il Docter ASpectem 40X difficilmente ne scorderà l’esperienza.
La distanza interpupillare è compresa fra i 56mm ed i 76mm, mentre la messa a fuoco minima per la versione 40X è pari a 15mm ottima per la maggior parte delle osservazioni naturalistiche.

L’amico e collaboratore Piero Pignatta durante una osservazione all’Alpe Quaggione, sulla sinistra, il collezionista di binocoli d’epoca Paolo Monti

Aberrazione cromatica

Come anticipato non si percepisce nel 99% delle osservazion. E’stato concepito principalmente per l’osservazione visuale, è quasi impossibile osservare del redisuo cromatico.
Esemplificando posso dire che anche osservando i rapaci in contro luce, i contorni delle ali risultano prive di colori spuri, lo stesso dicasi per il pianeta Giove o ad esempio per il profilo delle montagne innevate.
Nell’uso fotografico appare un lieve alone blu intorno al disco della luna piena, peraltro facilmente eliminabile in post-produzione.
Nella fotografia naturalistica, la resa è paragonabile a quella dei i migliori spottingscopes per digiscoping.

Curvatura di campo

Assente, questo binocolo fornisce un campo piatto. Le immagini ai bordi sono a fuoco come al centro.


Distorsione angolare

Presente, a cuscinetto. Il Docter Aspectem 80-500 ED UWA 40X non mostra alcun effetto palla rotolante, in questo caso i progettisti sono stati molto attenti nella fase di progettazione.
Del resto 100 anni di vita, dallo Zeiss Asembi a questo Aspectem non sono certo poca cosa.
Docter dichiara una distorsione angolare a cuscinetto, per l’oculare da 12.5mm  pari a 17.4% che è un valore realmente contenuto per un binocolo con tale campo di vista ma in grado di fornire una visione rilassante.
Io e Luca Mazzoleni non abbiamo notato nessun effetto “palla rotolante” durante le osservazioni.
Seppur sia un fattore molto soggettivo, ritengo che Docter abbia creato un binocolo che fornisce una visione decisamente rilassante e naturale.

UTILIZZO PRATICO

Come trasportarlo?

Docter propone una valigia per custodire il binocolo, non in dotazione ma da acquistare separatamente. Oltre al piacevole design, essa è molto resistente e leggera, ma non presenta alcun gancio ove collegare una cinghia a tracolla per il trasporto. Per tale motivo risulta scomoda da trasportare nei trekking più impegnativi.
Dopo pochi giorni dall’arrivo dei nostri Docter, Luca aveva già ideato un sistema di trasporto. Avevamo scelto l’Aspectem per le sue caratteristiche ed era essenziale riuscire a trasportarlo durante le escursioni in modo sicuro e soprattutto poco faticoso.

La valigetta per il Docter Aspectem, non è in dotazione allo strumento. Deve essere ordinata separatamente.

Riporto le impressioni di Luca Mazzoleni:

“Quando tempo addietro mi sono ritrovato finalmente tra le mani L’eccellente binocolo della Docter, mi ero promesso di trovare una soluzione per il trasporto che fosse di tipo spalleggiabile ed antiurto. La mia ricerca nei negozi di articoli per la montagna è iniziata con l’idea che lo zaino fosse provvisto di apertura con cerniera verticale, questo al fine di agevolare l’apertura e conseguente estrazione del binocolo.
Tra i vari prodotti in commercio ho individuato quello che faceva al caso mio: lo zaino della Camp da 50 litri molto ben fatto e leggero. In seguito ho deciso di risolvere il problema della protezione antiurto da inserire nello zaino stesso per alloggiarvi il binocolo. Durante le mie solite elucubrazioni pomeridiane mi è venuto in mente che possedevo due “contenitori-sacche” militari per il trasporto di strumentazioni. La fortuna volle che le loro misure erano assolutamente adatte allo scopo.

Ii primo contenitore inserito nello zaino è provvisto anche del fondo, il secondo che viene sovrapposto al primo l’ho privato del fondo trasformandolo in un passante.  Il binocolo viene quindi inserito nello zaino, con già all’interno la prima parte del contenitore con fondale, subito dopo viene inserita la seconda parte del contenitore cavo passante ed il gioco è fatto. Posso consigliare a coloro che volessero creare l’imbottitura all’interno dello zaino di rivolgersi presso un artigiano di tappezzeria nautica . Questi artigiani sono davvero molto bravi in queste realizzazioni e sono anche molto ben forniti di materiali adatti allo scopo.  Sostanzialmente i “contenitori sacche” sono costituiti da materiale sintetico resistente, per la parte esterna, mentre la parte interna è composta da gommapiuma ad alta densità. Nnel mio caso il setup completo del binocolo alloggiato all’interno  pesa soltanto 8 KG.”

 

L’eccellente soluzione di Luca, consente di trasportare il Docter Aspectem UWA 40Xin cima alle montagne senza troppi problemi.

Durante la breve vacanza in Valtellina, nel mese di Settembre, Io e Corrado abbiamo avuto l’occasione di testare “su campo” l’idea di Luca.

Il sentiero che porta verso l’alpeggio di Olano, Corrado porta il cavalletto , Luca il binocolo.

Il buon Luca ha sopportato tranquillamente la risalita mattutina di 40minuti, mentre Corrado trasportava il treppiede con la testa fluida. Dopo  sei mesi di utilizzo posso confermare che due persone possono tranquillamente trasportate il binocolo ovunque, mentre quando si è da soli è preferibile portare con sè un cavalleto più leggero da agganciare allo zaino, meglio se in carbonio. Si perderà qualcosa in stabilità, ( utile quindi osservare in ginocchio con il treppiede non estratto) ma si guadagnerà senz’altro inleggerezza. Grazie alla comoda maniglia, integrata sopra lo chassis del binocolo è anche possibile, trasportare, per brevi escursioni, questo strumento,senza l’aiuto di uno zaino.

Ovviamente le mie considerazioni vanno analizzate in maniera proporzionale alla forma fisica dell’eventuale utilizzatore.
Nelle osservazioni da casa od in posti raggiungibili con l’auto  faccio uso di un cavalletto molto robusto con gambe estensibili sino a 2metri, ed una testa simile alla Bogen 501. A volte sono solito montare ilDocter Aspectem 80-500 UWA 40X.sulla montatura altazimutale Vixen Porta II, anche se , con questo seutp, compaiono delle micro-vibrazioni a causa del discreto effetto leva del binocolo.

Talvolta, invece, osservando gli ungulati dalla macchina poggio il binocolo su un sacchetto di tessuto colmo di sabbia (bean bag). Questo sistema è anche perfetto quando osservò dai capanni pensili che possono oscillare a causa del vento o della presenza di varie persone al loro interno. Tenetene conto se vorrete provare a fare digiscoping con questo “doppio cannocchiale”:

Osservazione di panorami 

Se si analizza il diametro medio dei binocoli utilizzati per le osservazioni terrestri a lungo raggio si noterà che il formato da 80mm è il più utilizzato: è il perfetto trait d’union fra il potere risolutivo, la luminosità e la discreta insensibilità alla turbolenza.

Per esemplificare, riporto alcune impressioni, pubblicate nel mese di Settembre sul Blog di Binomania

” Sono solito osservare dal monte Settetermini (VA), una montagna alta circa 1000metri che si affaccia sul Lago Maggiore e che consente una ottima vista sulle Alpi italiani, sul Piemonte e sulla  Svizzera.

Distanza dalla mia postazione sul monte sette termini (lombardia) al ristorante sull’Alpe Quaggione dove abita Luca ( Piemonte), circa 35km in linea d’aria, misurati con Google Earth


Solitamente mi reco in questo posto al mattino, poco dopo l’alba o prima del crepuscolo per godere di un ottimo seeing. Osservare la Luna è affascinante, cosi come osservare Giove con un visore binoculare montato sul telescopio. Tuttavia quando si pone l’occhio in uno di questi binocoli ad alto ingrandimento , se si è appassionati di natura, si perde letteralmente la ragione e la piacevolezza d’osservare  diventa realmente un valido anti-stress.
Non posso citare tutto quello che ho visto in  queste settimane, quando godevo di una trasparenza perfetta, posso solo riferire quanto segue, per onor di brevità.Come è visibile dalle mappe  estrapolata da Google Earth, dalla mia postazione al ristorante  situato sopra il paese di Luca Mazzoleni (dall’altra parte del Lago Maggiore- in Piemonte) vi  sono circa 35km di distanza.
A 40 ingrandimenti il Docter mostra il ristorante, le finestre e la tettoia , tuttavia osservando con più attenzione noto anche delle macchie bianche sitaute nei pressi della zona panoramica. Telefono a Luca, che nel frattempo era già a scarpinare per boschi con i suoi cani ed il fido Leica Ultravid 10x25HD e gli chiedo se per caso ci fossero delle “cose” bianche nei pressi del ristorante. Luca mi conferma che ho visto proprio bene! Vi sono delle sedie bianche con dei tavolini rotondi. Percepiti da 35km di distanza! Sopra è visile la foto che Luca mi inviò per conoscenza.
Dopo tale performance, sempre più incuriosito di vagliare le potenzialità del Docter Aspectem , dirigo il binocolo verso la  Cappella di Monte Todano (VB) Piemonte, che, come potete visibile nella mappa di Google Earth dista ben 20km.

Come paragone, osservo nel mio Swarovision 8.5X dove, ovviamente, godo di una immagine molto nitida e panoramica, ma, ad 8X la cappella è veramente piccola e si percepisce soltanto una struttura bianca priva di dettagli. A 40X, invece, si osserva perfettamente la sua struttura e riesco anche a scorgere due trekker in zona.. Allego qui di seguito una “simulazione” di ciò che si vedeva nel 40X, facendo uso di una vecchia foto che ho scattato tre anni fa, sempre dal Monte Settetermini. L’immaginè di pessima qualità, trattandosi di un Crop (ritaglio) di una immagine già a suo tempo, inficiate dalle condizioni atmosferiche. E’ lapalissiano che la visione mostrata dal Docter era migliore.

    Grazie all’immenso campo di 84° del Docter, godo di una stupenda visione delle Alpi, che si stagliano dietro la capella piemontese., Ammiro una meravigliosa immagine: la struttura illuminata dal sole e dietro di lei, l’onnipotenza delle Alpi, colme di neve, con piccole nuvole che stanno lentamente svanendo a causa dell’innalzamento della temperatura. Sembra di essere laggiù.

“Navigando” in zona osservo chiaramente un branco di capre di montagna, altri trekker, e un paio di mountain biker. E’ un tripudio di dettagli, di animali selvatici ed altro. A 40X ci sarebbe da osservare per una ventina di ore, per riuscire a vedere parte del panorama offerto da questa zona. Altro che ammirare per anni il paesaggio lunare, qui tutto è vivo, pulsante e soprattutto variegato!

Ben visibile anche la croce del Monte Zeda, distante circa 22 km, cosi come cinque escursionisti che alle 8.30 di mattina, scendendo dalla croce, si dirigono verso il rifugio più in basso. Fra i 5 riesco a notare che 4 hanno vestiti scuri ed il quinto indossa una giacca rossa. Incredibile!

Ben percepibile e sempre affascinante Capanna Margherita, distante ben 84 km, che mostra la sua caratteristica forma ed il colore scuro che si stacca perfettamente dal fondo innevato. Nei classici binocoli dotati di 15 ingrandimenti, che porto sempre con me, la riconoscevo soltanto perché era consapevole che si trovasse li.
   


Un’altra prestazione eccellente  è stata osservare un appassionato di sport, fare stretching sulla ringhiera del punto panoramico sopra Campo dei Fiori (Va) distante circa 12km. 

Devo anche confermare che , seppur vi sia sempre un po’ di turbolenza in questa zona, 40 ingrandimenti e l’alta qualità e contrasto forniti da questo strumento, riescono in qualche modo a surclassare tale difetto, rendendo affascinante quasi a tutte le ore questo tipo di osservazioni, seppur sia ovviamente preferibile, fare uso di un siffatto binocolo al mattino presto ed un paio d’ore prima del tramonto.” Tratto dal blog di binomania – Settembre 2011

Tante sono state le occasioni per osservare gli animali con questo strumento.

In linea di massima posso confermare che questo binocolo consente di identificare le specie in situazioni impossibili ad un comune 8-10X. Il 22 di marzo 2011, ad esempio, sono andato presso l’Oasi LIPU di Brabbia per testare il binocolo su una torretta di avvistamento. A circa 500 metri era possibile ammirare una garzaia con circa 80 esemplari di aironi cinerini. Il dottor Alessio Martinoli, uno dei responsabili dell’Oasi, che mi ha accompagnato per l’occasione, è rimasto stupito dalla nitidezza e dal contrasto forniti da questo binocolo che ci ha consentito di contare i nidi, a tale distanza, senza alcun problema. L’Oasi possiede anche un classico cannocchiale da 80mm. Alessio mi ha confermato che la possibilità di osservare con due occhi, fornisce un quid in più, che consente di osservare per un tempo più elevato, senza stress visivo.

Vista le lunghe distanze che sono generalmente coinvolte, grazie alla messa a fuoco minima, pari a 15metri (per la versione 40X) è possibile osservare l’avi-fauna, a media-lunga distanza, quasi sempre a fuoco. Questa caratteristica è perfetta per osservare ed identificare i rapaci quando si posano , sui rami degli alberi, a centinaia di metri dalla postazione osservativa.

Potrei citare tante osservazioni piacevoli, in questi ultimi mesi. avvistamenti di aquile, osservazioni di cervi a lunghissima distanza, oppure il passaggio di decine di cinghiali dal loro trattoio preferito e cosi via. IlDocter Aspectem 80-500 UWA 40X.e’ un binocolo insostituibile, resistente, facile da trasportare e che consente di arrivare, laddove un 15X fallisce

Per onor di brevità mi fermo qui, riporto unicamente quanto scrissi il 10 di ottobre al ritorno da una sessione osservativa di svassi maggiori presso il lago di Ghirla. (VA)

“Durante il mese di Ottobre mi sono recato al Lago di Ghirla per osservare qualche esemplare di svasso maggiore (podiceps cristatus). Lo svasso è un uccello acquatico che popola la maggior parte dei laghi della mia zona, per fortuna, in quel del Lago di Ghirla, non sono molto abituati alla presenza umana, per tale motivo per osservarli e fotografarli è consigliabile la tecnica del digiscoping. E’ anche consigliabile fare uso di un cannocchiale giacchè tendono a rimanere al centro del lago. Di fatto, prima dell’arrivo del Docter utilizzavo dei telescopi terrestri (Kowa TSN 883, Leica Televid APO 82) dato che nessun binocolo, ad altri ingrandimenti che possedevo , possiedo ed ho posseduto( 23-41×100, Usm 20×110, William Optics 22×70) etc etc mi forniva una resa cromatica ed un contrasto simile a quello visibile nei  miei binocoli per uso naturalistico ad 8X. (Paragone poco preciso, dato che , è palese, che un binocolo ad alto ingrandimento abbia bisogno di caratteristiche atmosferiche migliori, per lavorare al meglio rispetto ad un piccolo 8X)
La visione naturalistica, soprattutto nel 23-41×100 o ancor peggio nell’economico 30×100, ì era affetta da un evidente e fastidioso residuo cromatico, che potevo sopportare osservando gli ammassi stellari ma che ostacolava la corretta visione del piumaggio di svassi, aironi ed altro. Lo stesso dicasi per il contrasto e la nitidezza. Purtroppo o per fortuna tali impressioni si possono unicamente notare quando si osserva in ottiche eccellenti e all’improvviso ciò che pareva nitido, diventa accettabile, e ciò che pareva ampio si trasforma nel cosidetto “buco di serratura.


La mattinata si è condraddistinta per una discreta nuvolosità, media trasparenza e non molta luce, insomma la classica giornata ove non è possibile godere appieno dei propri strumenti, ma anche dove un binocolo veramente contrastato esibisce la differenza rispetto a quelli più economici.  Ho soprasseduto a scattare foto “a lunga distanza” all’avi-fauna per motivi di rumore-mosso. Ho però fatto una foto collegando, velocemente, la 5D MARK II al Docter Aspectem per verificare le sue prestazioni d’ingrandimento.
Nelle immagine qui sotto potete vedere la distanza fra la sponda ove osservavo e l’altra riva ed il risultato ottenuto.

 

Questo è uno scatto, senza troppa accortezza, ottenuto collegando la Canon 5D Mark all’oculare del Docter. Potete notare oltre alla spiaggia anche un tronco, praticamente invisibile ad occhio nudo.

Or bene, con queste prestazioni di ingrandimento è stato un vero piacere, seppur la giornata, lo ripeto non fosse delle più limpide osservare gli svassi, con una comodità e naturalezza migliore rispetto a quella ottenuta con gli Spottingscopes che, come anticipato, porto spesso con me. Ovviamente per lunghi giri in montagna , il setup “spottingscope-monopiede” è imbattibile, ma quando è agevole trasportare la strumentazione, la visione con due occhi è ovviamente più naturale e soprattutto meno stancante ed oltretutto, personalmente, faccio meno fatica a puntare ed inseguire i soggetti distanti. Insomma mi si è aperto un nuovo modo di osservare e vorrei condividerlo con i vari amici naturalisti ed etologi.

Direi che il Docter Aspectem, ben si presta anche a questo genere di osservazioni naturalistiche, la perfetta collimazione anche a 40X, il contenimento dell’aberrazione cromatica, (in visuale era praticamente impossibile osservare aloni spuri intorno agli svassi) il grande campo apparente e l’ottimo contrasto mi hanno consentito di osservare per un’oretta la pesca dei volatili a decine di metri di distanza, senza disturbare i soggetti. Per tale motivo, vista anche la grande distanza che mi separava dai soggetti, non ho avuti particolari problemi nell’utilizzare la messa a fuoco singola su ogni oculare, cosa ovviamente impossibile se gli svassi si fossero trovati vicino alla mia riva. ” Tratto dal blog di binomania – Ottobre 2011

Osservazione Astronomica

Come ribadito possiedo ed ho posseduto vari binocoli nell’uso astronomico, dai 70mm ai 110mm. Attualmente, però, osservo il cielo soltanto con ilDocter Aspectem 80-500 UWA 40X., questo perchè grazie agli 84° di campo totalmente corretti ed ai 40 ingrandimenti è praticamente impossibile godere di una visione migliore in un normale binocolo. Per avere lo stesso anastigmatismo sarebbe essenziale acquistare un ingombrante binoscopio, composto da eccellenti parti ottiche.

Ho fatto osservare il cielo a vari esperti astrofili e tutti, sono rimasti sorpresi dalla facilità con cui questo binocolo mostra alcuni oggetti del cielo profondo. Grazie al grande contrasto, nebulose simili alla nebulosa M1 od M78, appaiono come “staccate” dal fondo del cielo, talvolta pare impossible osservare in un binocolo di soli 80mm. Grazie anche alla grande correzione ottica, è anche possibile fare delle affascinanti osservazioni di molte stelle doppie. Sfogliando il mio diario delle osservazioni,si evince che il 23 gennaio 2011, un amico astrofilo, l’ing. Emilio Currò Dossi rimase, rapito per oltre mezz’ora dalla visione della più bella stella doppia nella Costellazione di Cassiopea. Anche lui percepi, l’effetto che io chiamo”rifrattore apocromatico+visore binoculare” ossia ciò che si può ammirare in uno strumento simile, a medio-bassi ingrandimenti, L’unica differenza è che stavo osservando in un binocolo lungo poco più 50cm! e pesante 4.5kg.

Riporto, per onore di cronaca, anche in questo caso una comparativa che feci, mesi fa, con un binocolo gigante cinese 28×110. E’ ovvio che sia impossibile attuare una vera e propria comparativa, vista l’enorme differenza dei formati. Limitatevi, quindi a leggere le mie impressioni e prendetele come mera informazione.

15 di Ottobre 2011

” Non è stato possibile eseguire una comparativa, vera e propria, per vari motivi: il Docter Aspectem UWA 40Xè un binocolo da 80mm con vetri SHOTT a bassa dispersione, il TS 28×110  è un binocolo acromatico con lenti da 110mm di diametro. Iil Docter Aspectem possiede oculari da 12.5mm che forniscono 40X con 84° di campo, il T 28x110s, inquadra, più o meno lo stesso campo, ma ad ingrandimenti inferiori.
Il Docter possiede delle ottiche di pregio, un campo piatto ed un residuo cromatico che nel visuale è quasi impercettebile, il TS 28×100, se paragonato al diametro ed al suo prezzo d’acquisto è praticamente una occasione ma non possiede la stessa qualità intrinseca del Docter che costa ovviamente quasi 5 volte di più.

LUNA


TS 28×110: 
questo binocolo mostra un evidente alone blu intorno al bordo illuminato della luna, paragonandolo al Docter si evidenzia anche una forte tonalità violacea al terminatore e nelle zone più illuminate della superficie lunare, ossia quello con un alto albedo.

DOCTER ASPECTEM: a 40X la visione ricorda quella osservabile in un buon rifrattore ED da 100mm, l’immagine è nitida e molto contrastata, si osservano già vari particolari, come la Rupes Recta, e decine di piccoli crateri. Si percepisce soltanto un debolissimo residuo cromatico sul bordo illuminato del nostro satellite, (proprio come quello evidente, ad esempio nei classici rifrattori ED di nuova generazione dotati di vetro SHOTT che si deve andare a cercare) ) Ogni tanto compariva qualche nuvola e vari pipistrelli che ponendosi di fronte alla visione lunare, creavano una grandissima suggestione.

GIOVE

TS 28×110: Il pianeta appare come  una sfera molto luminosa immerso da un alone blu, molto evidente, si nota, inoltre sul bordo sud del pianeta un orlo rossastro. Evidente, in ogni caso la banda  equatoriale nord( NEB )ed ovviamente i 4 satelliti galileiani. La situazione migliora, interponendo due filtri gialli che eliminano in parte il residuo cromatico e tolgono anche parte della luminosità. Il pianeta degrada spostandolo a circa il 60% del campo di vista del binocolo.

DOCTER ASPECTEM:
 ancora una volta mi pare d’osservare  in un rifrattore ED da 100mm a bassi ingrandimenti, il bordo del pianeta è nitido, si nota la NEB ed anche dei dettagli nella zona della SEB. Non ci sono aloni dovuti al residuo cromatico e il fondo cielo è molto scuro con un’immagine del pianeta molto tridimensionale. Il campo piatto consente di osservare i medesimi dettagli planetari, pur portando il disco del pianeta all’estremo bordo del campo, ove compare un “filo” di residuo cromatico blu.
Brevi cenni sulla osservazione degli oggetti del cielo profondo

M57. NEBULOSA DELLA LYRA.

TS 28×110:La nebulosa si percepisce immediatamente, direi che la luminosità fornita mi ricorda molto quella di un Newton da 15cm a bassi ingrandimenti, le due stelle principali che contengono questo oggetto celeste “tagliano” in obliquo il campo di vista del binocolo, l’astigmatismo toglie puntiformità ad esse, l’immagine degrada a circa il 65% del campo.
DOCTER ASPECTEM: sono abbastanza sconcertato, il diametro di soli 80mm, la ridotta pupilla di uscita mi avrebbe fatto presagire delle prestazioni inferiori, tuttavia l’immagine è molto suggestiva, a livello di luminosità M57 appare meno appariscente, tuttavia, grazie all’ottimo contrasto fornito dal binocolo ed agli alti ingrandimenti, si inizia ad osservare uno struttura un po’ ellittica con una evidente caduta di luce al centro. Inoltre, grazie all’incredibile campo di 84° questo binocolo inquadra quasi il medesimo campo del TS28x110 (le misure precise le farò successivamente) ma grazie alla ottima correzione su tutto il campo, le stelle principali rimangono nitide e puntiformi sino al bordo.

DOPPIO AMMASSO DI PERSEO

Ts 28×110: l’immagine è molto luminosa, paragonabile a quella di un telescopio da 15cm a bassi ingrandimenti,  al centro del campo le stelle risultano puntiformi, a circa il 65% del campo inizia ad esservi un degrado delle immagini, in parte dovuto al campo curvo ed in parte associabile anche ad un po’ di astigmatismo che si nota maggiormente agli estremi del campo inquadrato.
DOCTER ASPECTEM: La differenza di luminosità visibile con oggetti nebulari, va quasi a sopire in tale frangente, ove si beneficia di una incredibile visione: stelle nitidissime, ottima risoluzione fornita, grazie al rapporto diametro ingrandimento e una immagine totalmente godibile sino al bordo del campo.

Ho continuato la serata, osservando altri oggetti, potrei scrivere per ore, e posso dire, di aver osservato in tantissimi strumenti le PLEIADI ma era la prima volta che potevo godere di una immagine simile a quella esibita dal DOCTER, in un binocolo, tutto il gruppo principale dentro il campo e finalmente, con tutte le stelle “veramente” puntiformi..Ricordo che per ottenere una immagine simile dovetti fare uso di un Televue NP101 con ottimi oculari, ovviamente, in quel frangente, osservai con un occhio solo

Alla fine il succo è il seguente, senza cercare alcun significato freuidiano alla asserzione che sto per scrivere :” le dimensioni non contano” a volte un’ottica di altissima qualità è sempre in grado di fornire delle grandi soddisfazioni al suo utilizzatore.
Attualmente, devo ammettere un po’ stupito che  nelle mie sessioni astronomiche  ho iniziato ad utilizzare il Docter Aspectem UWA 40Xoltre  al C9.25 + visore binoculare. Ho posseduto e usato in questi anni, decine e decine di binocoli e anche qualche binoscopio, ritengo personalmente  che questo nuovo Aspectem sia l’esatta espressione di ciò che io cercavo in un binocolo: altissima qualità, grande campo apparente,  altissimo contrasto, campo piatto, resa cromatica molto buona, alti  ingrandimenti per uso terrestre ed uso astronomico, leggerezza e impermeabilizzazione.”Tratto dal Blog di Binomania del 15 di Ottobre 2011

La grande sfida
Comparativa Docter Aspectem vs kowa Higlander.

i due mostri a confronto

Nel mese di settembre, come molti appassionati di Binomania ricorderanno, organizzamo un incontro con Fabio Zugnone, il nuovo proprietario del Kowa Higlander alla fluorite che era aveva acquistato proprio da Corrado
L’idea era quella di testare i nuovi modelli di Aspectem ED contro il più noto Kowa alla fluorite. Passo ora ad esporre le mie impressioni.

In primis , dovendo esemplificare, potrei asserire che la differenza fra i due strumenti è simile al distacco che spesso esiste nel ciclismo o nello sci, minimo, seppur in grado di decretare un vincitore.
Nel corso dei vari giorni abbiamo avuto la possibilità di testare il Docter ED Vario 20-50X e l’UWA 40X, contro il “mostro” giapponese. Come visibile nella tabella 2, sussistono varie differenze: il Docter possiede prismi di Porro II ed una lunghezza focale maggiore, il Kowa ha ottiche alla fluorite sintetica, un sistema più complesso dei prismi ed beneficia di oculari intercambiali.

primo piano sugli oculari: a sinistra i 40X UWA del Docter, a destra i 32X di casa Kowa

E’inutile confermare quanto sia stato piacevole, per degli appassionati come noi, fare una comparativa del genere.

Fabio Zugnone e Luca Mazzoleni durante una fase della comparativa

Premesso questo, abbiamo fatto uso del Kowa a 32X ed a 50X. A tali ingrandimenti, il contrasto e la nitidezza erano molto simili, a tratti, in certe circostanze, il Kowa pareva possedere una tonalità leggermente più fredda. Nella percezione di dettagli fini, a centro del campo non abbiamo mai decretato un vincitore, seppur in varie occasioni, il Docter pareva possedere un quid in più.

Il contenimento dell’aberrazione cromatica, forse più grazie allo schema ottico tedesco (porro II- visione diritta) che alle sue ottiche ED, era migliore nei tre esemplari Docter- Incredibilmente anche la versione Vario era ineccepibile. Osservando la Luna, il Kowa ‘Higlander mostrava “un filo” di residuo cromatico lungo il bordo lunare, seppur sia dotato di ottiche alla fluorite sintetica. V’è da dire, a difesa, che il suo schema ottico è veramente compatto.

Qualcuno fra i partecipanti alla sessione astronomica ha notato anche questa aberrazione, seppur sempre in forma lieve, anche intorno al bordo del pianeta Giove. Nulla, ovviamente, da paragonare con quello presente nei binocoli economici da 25-30 ingrandimenti. E’ incredibile, come entrambi i binocoli, a 40-50X fornissero una visione più piacevole, rispetto a quella ottenuta con un performante rifrattore APO da 102mm ad 80 ingrandimenti. Lo stesso, dicasi, nell’uso diurno, quando li abbiamo paragonati ai migliori spottingscopes presenti sul mercato. Potenza della visione binoculare.

Modello

Docter Aspectem Kowa Higlander

Tipo di lente

ED SHOTT Fluorite Crystal Lens

Obiettivo
Lente
Diametro

80mm 82 millimetri

Prismi

Porro II semi-pentaprisma a tetto accostati ad un prisma parallelo 45° (in attesa di conferma)

Distanza minima messa a fuoco

15mm per la 40X 20m (21.9yds)

Dimensioni
(L × W × H)

545x210x120 430 × 240 × 150mm
(16,9 × 9,4 × 5.9in)

Peso

4.85Kg 6.2kg

 

Per ciò che concerne l’immagine globale fornita, l’UWA 40X di casa Docter si è dimostrato il migliore, sia per il campo apparente di 84° sia per il campo totalmente piatto. Di fatto , la maggior performance del Kowa si ha a 32X, ove è visibile lo stesso campo di vista (2.2°) ottenibile a 40 ingrandimenti con il Docter. E’ ovvio quindi che l’osservazione di ammassi stellari ed ampie porzioni di cielo sia più godibile nelDocter Aspectem 80-500 UWA 40X., seppur il Kowa consenta una maggior comodità nella osservazione astronomica. La puntiformità stellare era migliore nelDocter Aspectem 80-500 UWA 40X., mentre nel Kowa Higlander compariva un “leggerissimo” coma ai bordi del campo. A bassi ingrandimenti, contro la versione Vario, mi è parso che il binocolo giapponese fosse leggermente più luminoso.

Come per curiosità, dato che non sono solito fare lo “Star Test” ai binocoli, posso confermare che soltanto ilDocter Aspectem 80-500 UWA 40X., in extra focale, è stato in grado di fornire una immagine di diffrazione stellare da “manuale”, con cerchi ben spaziati, assenza di luce diffusa ed altro. In intra-focale appariva un po’ di luce diffusa. Nell’esemplare di Kowa Higlander a nostra disposizione l’analisi del disco di diffrazione rivelava una aberrazione sferica superiore, peraltro, invisibile, nell’uso pratico.

 

Oculari Kowa Higlander da confrontare con tabella 1

Modello

Standard
Oculare
TE-21WH
(TSE-21WH)
TE-9WH
(TSE-9WH)

Ingrandimento

32 ×, LARGO 21 ×, LARGO 50 ×, LARGO

Archiviato Real
di
View

2,2 ° 3.0 ° 1,33 °

Esci
Allievo

2,6 millimetri 3,9 millimetri 1,6 millimetri

Parente
Luminosità

6.8 15.2 2.6

Eye
Sollievo

20 millimetri 17 millimetri 15 millimetri

Campo visivo
a 1000m/yds

38.4m/yds 52.4m/yds 23.2m/yds

 

 

Parlando di resa ottica globale, posso asserire che oguno di questi binocoli possiede, come evidenziati, dei lati positivi e negativi. La visione a 45° , la possibilità di cambiare gli oculari e la luminosità del l Kowa Higlander, la leggerezza, la nitidezza della versione Aspectem Vario 20-50X ed il grande contrasto e l’enorme campo apparente del Docter Aspectem 80-500 ED UWA 40X.
Se l’eventuale utente dovesse scegliere fra questi due strumenti, senza tener conto del prezzo d’acquisto penso che opterebbe per il Kowa, nel caso di una assidua e costante osservazione astronomica. In caso contrario sceglierebbe Docter, anche se, rimane il grande fascino degli 84° di campo, seppur in visione diretta forniti dal Docter Aspectem 80-500 UWA 40X.

Parlando di prezzi, però, il vincitore è senza dubbio il binocolo di casa Docter, che oscilla fra i 2800 euro ed i 3200, contro gli ottre 6500 euro del Kowa HIglander alla fluorite (con i soli oculari 32X)
calcolando, inoltre, che molti spottingscope da 82, sfiorano e spesso superano i 3000 euro, ritengo che l’azienda tedesca abbia compiuto un vero e proprio miracolo.

Rispetto al vecchio Aspectem acromatico?

Confrontando la versione Vario 20-50X zoom con qualche vecchio esemplare messo a disposizione dagli appassionati della Valtellina, la nuova versione ED, esibiva un maggior contrasto, una tonalità più neutra ed ovviamente l’assenza di aberrazione cromatica. Sta di fatto, che anche la vecchia versione, al centro del campo dava del filo da torcere, ed in un giorno di foschia, la sua tonalità “virata verso il giallo” era perfetta per entrare in profondità nella foschia..Non male, “il vecchietto”

i nostri tre esemplari dotati di ottiche Ed, insieme a due “vecchi” acromatici, visibili a partire da sinistra.

A chi consiglio questo strumento?
All’appassionato esigente, che vuole acquistare un binocolo che duri una vita
All’astrofilo evoluto, all’appassionato ornitologo, all’amante delle osservazioni nautiche.
Sarebbe anche uno strumento valido per tutti gli operatori professionali: guardia costiera, guardie forestali, AIB (anti incendio boschivo) GEV, e cosi via.

Consigli e critiche

Soltanto due critiche : avrei preferito dei tappi paraluce differenti, questi, di materiale plastico, a lungo andare possono rovinare l’annerimento dell’interno dei paraluce. Ho provveduto facilmente, inserendo del velluto nero adesivo.
La gomma dei paraluce della versione vario, quando abbassata, tende a screpolarsi.

Per quanto riguarda i consigli, non mi dispiacerebbe, dato che lo userò al mare e con la foschia, avere una filettatura sugli obiettivi che mi consenta di montare filtri UV o neutri per la protezione dal salmastro e dalla sabbia in sospensione ed eventuale utilizzare filtri gialli per l’uso con la foschia. Anche se ricordo, è possibile, avvitarli agli oculari.

Insomma, un’inezia in un mare di qualità.

 

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata il 25 Marzo del 2011. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente l’Adinolfi S.r.l. cliccando sull’immagine qui di seguito.

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Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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