Steiner Navigator 7x30
Steiner Navigator 7x30

Steiner Navigator 7×30

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Dopo aver testato qualche settimana fa il modello 7×50 navigator, passo ora a descrivere le mie impressioni relative al modello 7×30 che ho usato durante il mese di luglio, al mare, sfruttando le sue caratteristiche “su campo”.

Lo Steiner 7×30 ripreso nel suo ambiente congeniale

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Anche se pochi appassionati ne sono a conoscenza, la Steiner Optik possiede una lunga storia alle spalle che gli ha concesso di acquisire una incredibile esperienza nel settore delle ottiche per binocoli.

Fondata nel 1947, in Baviera, dopo soli 18 anni di vita, iniziò a costruire binocoli per uso militare con la collaborazione dell’esercito tedesco. Nel 1967 adoperò, per i propri strumenti , il Makrolon, un policarbonato di casa Bayer spesso utilizzato anche nel settore aereospaziale.

Nel 1973 creò il primo binocolo riempito in azoto e fu sempre la prima, sei anni dopo, a progettare il primo binocolo con bussola integrata. Nel 1985 Steiner inventò anche la tecnologia bi-valvola (iniezione azoto a pressione), mentre nel 1989 il primo binocolo con rivestimento anti raggi UV e successivamente il sistema nano- protection in grado di preservare le lenti anche dopo immersioni sino a 10 metri di profondità. Tre anni fa ha anche iniziato a produrre binocoli per i safaristi e per gli appassionati di birdwatching.

Piergiovanni Salimbeni durante una fase del test.

Lo Steiner Navigator 7×30 possiede le medesime caratteristiche di robustezza ed impermeabilizzazione del modello 7×50, per tale motivo fa uso di una protezione gommata, definita SEBS professionale che, seppur non sia eccellente come il guscio protettivo in gomma NBR a corredo del modello Commander, riesce a proteggere, nell’uso nautico, il binocolo dagli urti e dalle aggressioni degli spruzzi di acqua salata e dalla immersione accidentale in mare sino ad una profondità di due metri. Molto comoda la cinghia galleggiante, opzionale.

E’, inoltre, dotato di riempimento in azoto con sistema bi-valvola.

Il sistema di messa a fuoco è affidato allo Sport Auto-Focus che consente di avere l’immagine a fuoco dai 20 metri sino all’orizzonte, una profondità di campo ottimale per il genere di osservazione che si attuano durante la navigazione o per l’osservazione dei bagnanti in acqua. E’ ovviamente possibile correggere le diottrie agendo sulla messa a fuoco singola, impermeabilizzata, posta su ogni oculare.

Anche in questo modello sono presenti dei “prismi galleggianti” montati sopra un supporto siliconico , in grado di ammortizzare gli urti e le cadute, pare addirittura che la caduta da un ponte di una barca sia ben supportato da questo sistema, asserzione che non ho voluto ovviamente approfondire o sperimentare. (continua..)

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Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania.

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