Recensione Minox HG 10×52 BR: 52mm di leggerezza

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un primo piano sugli oculari e sul sistema “Quick Close Focus” ideato da Minox

Ingrandimento 10x
Diametro delle lenti 52 mm
Pupilla di uscita 5.2 mm
Campo di vista 92.5 m / 1000 m / 5.3°
Estrazione pupillare 19.5 mm
Minima distanza di messa a fuoco 3.5 m
Fattore crepuscolare 22.8
Operativita’ in gradi: -10° to +50° C
Waterproof: (5 m)
Dimensioni 169 x 133 x 58 mm
Peso: approx. 795 g

Premessa

L’azienda tedesca Minox è apprezzata dagli appassionati di fotografia di tutto il mondo per le sue fotocamere microscopiche, pare che lo stesso modus-operandi “leggerezza e prestazioni” sia stato utilizzato per la nuova serie HG (High-Grade) di binocoli a tetto.Il binocolo oggetto di  questa recensione, ilMinox HG 10×52 BR è , infatti, un binocolo con ottiche da 52mm  di diametro con un peso davvero minimo, inferiore agli 800 gr.

Costruzione ed ergonomia

Carpendo informazioni in merito alla progettazione di questo binocolo ho scoperto che il suo design e’ stato progettato dalla Volkswagen: lo scafo ottico del binocolo è di magnesio, mentre il rivestimento in gomma garantisce una buona protezione dagli urti accidentali, sempre attuali durante le osservazioni in mezzo alla natura.

 L’ergonomia è  buona, si impugna con facilità, anche con i guanti ed è ben bilanciato, seppur sia dotato, come ho anticipato, di ottiche da ben 52mm. Il suo peso, pari a poco meno di 800gr, è simile a quello di molti binocoli con prismi a tetto di soli 42-44mm, quando non addirittura inferiore. Questo fattore, potrebbe essere una scelta decisiva, per chi fa del contenimento del peso un fattore preponderante similmente alla attrezzatura fotografica.

Il Minox HG 10×52 BR è  riempito di gas Argon ed è garantito  come “waterproof” sino a 5 metri di profondità. La ghiera di regolazione della messa a fuoco  non è fluidissima  anche se  mi è parsa sicura e  priva di giochi, ma questa non è la sua caratteristica principale, grazie al sistema QCF, (Quick-close focus) sviluppato e brevettato da Minox, è possibile raggiungere la distanza di fuoco all’infinito, partendo dalla minima concessa, in un solo giro di manopola. Inoltre, grazie alla scala graduata, presente nella parte anteriore della manopola, è possibile conoscere la distanza del soggetto osservato. Una caratteristica molto interessante e sfruttabile in varie occasioni.

Come è visibile il binocolo è dotato di un ottimo design, gommato, è compatto e leggero come un tetto da 40-44mm

L’interno dello scafo del binocolo e composto da una  innumerevole serie di diaframmi, mentre il sistema “twist up” a estrazione , con 4 posizioni “click-stop” dei  paraluce degli oculari  è un valido compromesso fra comfort, resistenza agli urti ed ingombro. Ricordo, infatti, che i binocoli dotati di  oculari  con gommatura spessa  possono dare dei problemi a chi possiede una distanza interpupillare molto piccola , non concedendo un perfetto accostamento al viso giacché i lati esterni degli oculari andrebbero a toccare con fastidio i bordi del naso. Nel mio caso, possedendo 63mm di distanza interpupillare  il feeling è comunque molto buono.

Ottica

Gli ingegneri della Minox hanno ideato il loro personale ed innovativo sistema M-Coating che consiste in ben 21 strati di trattamento sulle superfici ottiche, questo dovrebbe incrementare la luminosità sino ad arrivare ad una trasmissione di luce pari, in media al 92%, oltre che a incrementare il contrasto, la resa dei colori ed il dettaglio. I prismi a tetto sono ricoperti da un sistema multi-strato di argento che consente una trasmissione di luce  pari al 99.8%, tutti dati, ovviamente, non verificabili con precisione nel mero uso pratico, ma che danno una idea della cura proferita per la costruzione di questa nuova linea HG.

I vetri utilizzati sono ovviamente Made in Germany, anche se pare che il binocolo venga assemblato in Giappone, sono stati utilizzati vetri SCHOTT AG della fondazione CARL-ZEISS che detiene le quote azionarie della Carl Zeiss AG ed ovviamente della  Schott AG.

Per la creazione di questo binocolo si è fatto uso di lenti asferiche che consentono di mantenere una buona nitidezza anche ai bordi estremi del campo. primo piano sugli obiettivi da 52mm di diametro Resa cromatica Ritengo che la resa cromatica di questo binocolo sia abbastanza neutra, oserei dire una via di mezzo fra il freddo glaciale degli  Zeiss Victory FL e la resa calda dei Nikon HG. Ovviamente, il Minox HG 10×52 BR non è un binocolo dotato di ottiche alla fluorite, tuttavia, seppur sia un binocolo da 52mm molto compatto e con ben  dieci ingrandimenti, esibisce una   resa cromatica molto buona: è visibile soltanto un filo di residuo cromatico lungo i profili delle montagne innevate, nelle giornate molto luminose e lungo i bordi dei rami e dei pali della luce situati in controluce. Ovviamente è raro che con un binocolo a tetto da 52mm si osserveranno quotidianamente questi elementi, il Minox HG 10×52 BR, invece , mi è parso un ottimo binocolo per le osservazioni al crepuscolo che necessitino di un paio di ingrandimenti in più rispetto ai classici 8x. Per chi volesse una resa totalmente priva di residuo cromatico dovrebbe spendere senza dubbio il doppio e spesso tale investimento  potrebbe anche non essere sufficiente.   Curvatura di Campo E’ davvero minima, con un lievissima correzione della messa a fuoco si è in grado di trovare immediatamente il fuoco anche ai bordi. Le lenti asferiche   consentono di beneficiare di un campo quasi totalmente piatto.. Il campo reale è quindi quasi totalmente sfruttabile e la curvatura ai bordi estremi non è mai fastidiosa. Distorsione Si nota una leggera distorsione a cuscinetto visibile  verso il 70 per cento del campo, l’effetto palla rotolante nel fase panning è ben contenuto   e ritengo sia un perfetto connubio per le osservazioni naturalistiche in movimento e per quelle statiche . Ricordo, infatti, che un binocolo totalmente privo di distorsione genera l’impressione  d’ osservare una sfera “rotante” durante i continui spostamenti. Pupilla di uscita E’ risultata sferica, con luminosità regolare, il valore  è pari a 5.2 mm,  ovviamente  si presenta una  lieve variazione durante la fase di messa a fuoco.

mia moglie durante la passeggiata infrasettimanale sul Monte Sette Termini (VA)

Riflessi interni Il trattamento  anti-riflesso  ed i diaframmi interni svolgono molto bene la loro funzione, i riflessi pur sussistendo, in certe condizioni, non sono mai  troppo invadenti , inoltre, la correzione di tale binocolo mi è parsa ben superiore al suo prezzo di acquisto.   USO PRATICO Passo finalmente a descrivere le mie impressioni nell’uso pratico. Il Minox HG 10×52 BR mi ha affascinato per la sua compattezza, è davvero difficile trovare sul mercato , nella medesima fascia di prezzo, un binocolo con le sue caratteristiche, la meccanica è buona, con il surplus della ghiera della distanza in metri, possiede lenti asferiche, è ben tropicalizzato e si impugna alla perfezione essendo quasi perfettamente bilanciato, il feeling con la mia conformazione del viso ed i suoi oculari è perfetta, la messa a fuoco è precisa e la ghiera possiede un buon grip. E’ il classico binocolo che è difficile da abbandonare per un altro strumento , giacchè per ottenere qualche miglioria nelle prestazioni, si è costretti a spendere davvero molti soldi in più. Ovviamente è un binocolo da 10 ingrandimenti e questo genera pregi e difetti: fra i pregi posso citare la maggior facilità nella identificazione degli animali o per la mera analisi paesaggistica, possiede un maggior appiattimento dei piani con relativo isolamento del soggetto e con un ottimo sfondo sfuocato. Un 8x però, oltre a possedere un campo di vista più ampio possiede una maggiore profondità di campo ed una messa a fuoco minima migliore, che nella versione 10X è pari a 3.5metri.

Un confronto con alcuni binocoli a tetto che sto testando per binomania: a partire da sinistra, Kowa XD 8.5×44, Nikon HG 8×42, Minox HG 10×52 BR e Zeiss Victory FL 8×42

La nitidezza al centro del campo è molto buona e rivaleggia con binocolo dal costo ben superiore, ho ammirato quasi stupito, la sua resa ottica con le intricate trame delle ragnatele all’alba che adornano la zona nei pressi del capanno osservativo dal quale sono solito fotografare e la buona rappresentazione dei dettagli anche con foschia e/o scarsa illuminazione.

Grazie al peso contenuto l’ho portato con me per molte escursioni, preferendolo , in cima alle vette, per il suo maggiore ingrandimento al classico 8×44..in questo caso l’eventuale scelta con la versione 8.5X 52 o con le altre disponibili sarà un fattore prettamente soggettivo. Del resto è possibile scegliere anche fra altre versioni ossia: MINOX HG 8×33 BR, MINOX HG 8,5×43 BR asferico, MINOX HG 10×43 BR asferico, MINOX HG 8,5×52 BR asferico

 

  In definitiva rispondo alla solita frase che mi rivolgono spesso i lettori, ossia :”Che differenza sussiste fra questo binocolo ed un top di gamma da 1800-2000 euro? Direi un campo reale maggiore, dato che il Minox Hg 10×52 possiede un campo di soli 53°, una nitidezza maggiore ai bordi una resa ottica più corretta e forse una fluidità meccanica maggiore, tali prestazioni però sono quantificabili in aumento delle prestazioni, nell’uso pratico pari a circa il 20% mentre la differenza di prezzo è notevole, dato che questo modello viene attualmente venduto in italia a 1100 euro, che definirei un prezzo molto buono in proporzioni alle prestazioni di questo binocolo.

Ringrazio la Rinowa, importatore ufficiale dei binocoli Minox per aver fornito gentilmente l’esemplare oggetto di questo test

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Piergiovanni Salimbeni

About Piergiovanni Salimbeni

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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La PETZL è un’azienda francese di Grenoble, fondata nel ’68 da Fernand Petzl, grande appassionato di speleologia e geniale inventore. Il suo sogno di produrre industrialmente gli strumenti che ideava ha generato un marchio di fama mondiale, con un fatturato annuo di circa 100 milioni di euro.  L’azienda produceva inizialmente materiali per speleologia, cui si […]