Minox BD 15×58 ED BR vs Zeiss 15×60: fuori dalla produzione ma non fuori dai giochi

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La loro storia

Iniziamo da Zeiss. Il grande colosso tedesco, nato nel 1800 da Carl Freidrick Zeiss, non ha bisogno di molte presentazioni. Sin dall’inizio ha sempre proposto dei prodotti innovativi, si pensi ad esempio, al primo obiettivo apocromatico per microscopi, avvenuto nel 1886, oppure alla nota serie di telesocpi astronomici APQ, sino ad arrivare ai più recenti prodotti per uso naturalistico.


Se ce ne fosse bisogno ecco le presentazioni: lo Zeiss 15×60, a sinistra ed il Minox BD 15×58 ED BR a destra

Lo Zeiss 15×60 è figlio di questo ingegno. Questo binocolo dotato di prismi di porro è noto a tutti gli appassionati, fu presentato per la prima volta nel 1958 con la semplice sigla 15×60, fu poi la volta del modello GA T* (con il nuovo trattamento anti-riflesso Zeiss) sino alla serie 15×60 B/GA T* introdotta nel 1992. La produzione continò sino al 1998, con una Limited Edition, migliorata con degli oculari grandangolari, fu poi successivamente tolto di produzione.

L’esemplare oggetto del test è un 15×60 che presenta un numero di serie che inizia con 931, con logo CARL ZEISS mi è stato prestato, gentilmente, dall’amico e grande appassionato Vincenzo Rizza. Giacchè sul binocolo c’è scritto “Made in West Germany”, l’amico collezionista Carlo Rossi, mi ha confermato che questo esemplare si può far risalire ad un periodo antecedente al 1990, data della unificazione della Germania.. Dopo di essa, infatti,l’azienda tedesca iniziò a marchiare le sue produzioni con un semplice ” Made in Germany”.

ll Minox BD 15×58 ED BR, invece, fu presentato da Minox nel 2006, per contrastare l’egemonia dello Swarovski SLC 15×56. Commissionato ai giapponesi fu prodotto in tre formati: un luminosissimo 8×58 con ottiche “normali” e un 10×58 e 15×58 con obiettivi che prevedevano l’utilizzo di una lente fluorite sintetica.
In quel periodo fuu anche presentata una serie Vario con oculari zoom.

Anche la versione Vario da 44mm di diametro faceva uso di una lente ED. Sei anni or sono, infatti, era abbastanza difficile trovare binocoli che usufruissero di tali componenti, giacchè era, allora, principalmente utilizzati nel settore fotografico, soprattutto per la produzione di teleobiettivi. Nel 2006 il costo si aggirava sui 1000-1200 euro.

Un primo piano sul Minox BD 15×58 ED BR


Si sa, i binocoli da 15 ingrandimenti sono relegati in una piccola nicchia di mercato, ogni anno, infatti, ne vengono venduti una percentuale minima, rispetto, ad esempio, al classico 8×42. Tuttavia la loro eccellente universalità consente all’utilizzatore di destreggiarsi in vari campi: dai censimenti di animali visibili a medio- lunga distanza, all’osservazione di rapaci ed ovviamente all’osservazione astronomica.

Attualmente sono disponibili pochi binocoli con 15 ingrandimenti di buona qualità ma che siano anche trasportabili. Cito fra essi, ad esempio, lo Swarovski SLC 15×56, il Leica Duovid 10+15×50, il Canon 15×50, lo Zeiss Conquest 15×45, il Vortex Kaibab 15×56,il Fujinon 15×60 HB e pochi altri ancora.

Fra i binocoli fuori produzione mi hanno sempre affascinato due modelli: il mitico Zeiss 15×60 e, recentemente, il Minox BD 15×58 ED BR.

Qualche mese or sono sono riuscito ad acquistare da un appassionato australiano un esemplare di binocolo Minox, mentre, grazie alla collaborazione di Vincenzo Rizza, ho potuto usufruire di uno dei suoi esemplari di Zeiss 15×60.

Passo ora ad esporre le mie impressioni che derivano dall’utilizzo di entrambi gli strumenti durante l’arco di un paio di mesi.

Costruzione e Meccanica

Lo Zeiss 15×60 è un binocolo con prismi di porro, la costruzione è eccellente se si considera il periodo in cui fu creato, la messa a fuoco centrale è dotata di un sistema di regolazione centrale con il rotore ben dimensionato posto dopo il perno di snodo. Il carrello centrale, anche dopo anni di utilizzo, è perfetto, non vi sono flessioni e giochi. Nulla a che vedere con i più recenti carrelli centrali in materiale plastico che flettono solo quando ci si accosta per osservare!

Il rotore principale è un poco fluido ma basterebbe regolarlo, il binocolo non è impermeabilizzato, tuttavia, seppur sia stato posseduto da vari amatori non presenta muffe od umidità. La protezione del binocolo è affidata alla pelle, il grip è buono e l’ergonomia dei prismi di porro consente una facile presa ed una ottima stabilità. Non sembra neppure un binocolo dotato di lenti da 60mm vista la sua grande compattezza. Non è presente il passo filettato per il collegamento ai supporti classici. Durante il test ho fatto uso di un supporto in legno della Berlebach che si è rilevato perfetto.

un primo piano sullo Zeiss 15×60

Il Minox BD 15×58 ED BR è un binocolo con prismi a tetto, abbastanza lungo e pesante, quasi 1500 grammi , lo chasiss è in alluminio, oltre a ciò è dotato di una messa a fuoco interna impermeabilizzata con la regolazione delle diottrie sull’oculare destro. La manopola non è molto ergonomica e tavolta, se si hanno le mani sudate, è possibile perderne la presa.

Tuttavia la fluidità è buona, cosi come la sua risposta. Essendo di più recente costruzione il Minox BD 15×58 ED BR è impermeabilizzato, il costruttore dichiara che può resistere ad una caduta accidentale in acqua sino alla profondità di 5 metri. Riempito in azoto, possiede una ottima gommatura esterna. Molto comodo mi è parso l’incavo per i pollici che consente di impugnarlo, nel miglior modo possibile, mantenendo una discreta stabilità. All’interno dello chasiss sono presenti vari diaframmi per prevenire le luci parassite.

L’ergonomia è però inferiore a quella dello Zeiss 15×60. Seppur entrambi sviluppino 15 ingrandimenti, lo Zeiss 15×60 è non solo più compatto ma anche più stabile da impugnare. Nel Minox è presente il passo filettato per collegare il supporti da cavalletto fotografico. A causa della mia ridotta distanza interpupillare ho dovuto far modificare un supporto standard, che risultava troppo spesso

La messa a fuoco interna del minox 15×58 ED

La messa a fuoco minima del Minox che ho raggiunto è pari a 4.5 metri, con lo Zeiss, invece, sono riuscito a mettere a fuoco a partire da circa 12 metri.
Con lo Zeiss 15×60 occore circa 4/5 di giro del rotore per raggiungere l’infinito, migliore, seppur di poco, la prestazione del Minox BD 15×58 ED BR.

Il sistema di messa a fuoco dello Zeiss 15×60

La gommatura e’ spessa e protegge il binocolo da urti e graffi, ,visibile la dicitura “manufactured in Japan for minox

OTTICA

Lenti  e trattamento

Lo Zeiss 15×60 fa uso di lenti che potrei definire ED, le immagini, infatti, sono decisamente ben corrette, se si eccettua la presenza di un po’ di aberrazione cromatica in condizioni di forte illuminazione. Il binocolo dovrebbe fare uso del trattamento Zeiss T* , dato che fu creato nel 1978. Ovviamente, se paragonato al più trattamento multi-strato antiriflesso del Minox, è facile comprendere come questo binocolo sia meno lluminoso del più moderno rivale..
Senza dubbio, le versione successive dovrebbero forrnire delle prestazioni migliori.

La tonalità è abbastanza calda, questo si nota, i bianchi tendono al giallo chiaro, questo, in certe circostanze pare fornire un maggior contrasto delle immagini.

Il Minox BD 15×58 ED BR, invece, fa uso di vetri dotati di un elemento alla fluorite, come anticipato, le immagini sono molto nitide e contrastate, seppur, talvola, nelle peggiori condizioni di illumanzionne compaia un filo di aberrazione cromatica, superiore, seppur di poco, a quella visibile nello Zeiss 15×60 che però risulta decisamente meno contrastato. E’ anche utile ribadire che è molto più difficile correggere questa aberrazione in un binocolo dotato di prismi a tetto che in un binocolo dotato di prismi a porro. Oltretutto gli ingrandimenti sono ben superiori ai classici 8X, ergo, maggior ingrandimenti, maggiori problemi per i progettisti giapponesi.

Gli obiettivi a confronto

Il costruttore dichiara per il MInox BD 15×58 ED BR dichiara un campo pari a 71m/1000m, ossia 4.1 °, questo dovrebbe generare un campo apparente di circa 60°
Il campo dello Zeiss 15×60 è lievemente superiore, direi, circa 0.3°-0.4° gradi, almeno questo è quello che ho appurato durante le osservazioni astronomiche, sevendomi delle stelle per stimare il campo di vista abbracciato.

Oculari

Decisamente più performanti quelli del Minox, che presentano elementi asferici, una buona estrazione pupillare, un buon diametro. Tuttavia l’ampia gommatura ai bordi potrebbe creare problemi alle persone dotate di una piccola distanza interpupillare e di un naso “importante”.
Scarsa l’estrazione pupillare dello Zeiss 15×60, inadatta ai portatori di occhiali, prevede uno schema di vecchia concezione, forte però di un buon contrasto al centro del campo (con le considerazione premesse) Ricordo ai lettori che l’ultima versione, la B/GA, presentata nel 1998, fra le varie innovazioni, era dotata anche di nuovi oculari, in grado di fornire una estrazione pupillare maggiore.

Prismi

Il Minox BD 15×58 ED BD fa uso di prismi a tetto BA-K 4 con trattamento di fase, la pupilla di uscita è perfettamente sferica.

Lo Zeiss 15×60 fa uso di prismi di porro, definiti Porro-Abbe Zeiss.
La pupilla è perfettamente sferica, si nota, tuttavia una maggiore dispersione, dovuta proprio allo vetusto trattamento anti-riflesso

Aberrazione cromatica

Come anticipato, in questo frangente ho riscontrato una migliore resa dello Zeiss 15×60, seppur non sia totalmente esente da aberrazione cromatica, tuttavia essa compare, unicamente osservando dettagli in forte controluce, come le antenne sui tetti, oppure il profilo degli aironi bianchi in uno stagno.

Il Minox BD 15×58 BR ED presenta uno spettro secondario superiore, blu-verde, tuttavia a causa della maggior luminosità del Minox, ma anche della tonalità calda dello Zeiss è veramente difficile trarre molte conclusioni. Il maggior residuo cromatico del Minox a 15X, tuttavia, non pare inficiare il contrasto dello strumento che risulta, in ogni caso, superiore a quello dello Zeiss. Nelle comuni condizioni di illuminazione la resa del Minox è ottima, in proporzione non tanto ai suoi ingrandimenti ma quanto al suo schema ottico ed al prezzo di acquisto.

Curvatura di campo

Entrambi i binocoli presentano un campo leggeremente curvo. Osservando con lo Zeiss 15×60 un’ antenna, posta a circa 30 metri di distanza e portandola sino al bordo, pare che il binocolo fornisca una ottima resa quasi sino all’estremo del bordo del campo. Provando a girare la manopola centrale non si riesce a mettere perfettamente a fuoco l’immagine.
Il Minox BD 15×58 BR ED, invece, nella stessa prova, fornisce delle prestazioni simili, tuttavia, ritoccando la messa a fuoco è possibile distinguere con maggiore facilità gli oggetti osservati che paiono quasi perfettamente a fuoco.

Osservando il panorama a chilometri di distanza , fra i due, il migliore, si è rilevato il l Minox BD15x58 ED BR, in questo frangente le immagini sono molto buone sino a quasi l’80% del campo, senza perdite apprezzabili di defocusing. Lo Zeiss 15×60, invece, inizia a peggiorare a circa il 70% del campo fornito. Si nota anche una maggior diffusione di luce dovuta al trattamento anti-riflesso di anni or sono che inficia, in parte le immagini.

Ho effettuato una ulteriore prova su soggetti contrastati. Ho usato un’antenna dei Vigili del Fuoco situata su una montagna vicino a casa mia a circa 2 chilometri di distanza. Portandola ai bordi, l’immagine degrada nello Zeiss 15×60 già da circa il 75%del campo, ai bordi non è possibile raggiungere il fuoco neppure operando sulla manopola centrale. (sintomo di altre aberrazioni oltre la curvatura) nel Minox BD 15×58 BR ED peggiora a partire da circa l’80% del campo, per poi degradare dolcemente sino al bordo, ove è possibile, con una minima regolazione della messa a fuoco, raggiungere un fuoco accettabile.

Utilizzando il mio vecchio sistema (CM-CU-CI ossia campo di massima nitidezza, campo utilizzabile, campo inutilizzabile) posso confermare che nell’uso diurno è pari a:

Minox 15×58 ED: CM80%. CU 10% CI 10

Zeiss 15dx60 : CM 70% CU 10% CI 20%.

Ovviamente osservando dettagli molto fini, che richiedono un maggior potere risolutivo,come le foglie degli alberi sulle montagne, si avrà un peggioramento delle prestazioni, rispetto a quando si prova a fare il test, osservando dettagli più grandi, come ad esempio, i tronchi.

Come è risaputo nell’uso terrestre, l’accomodamento visivo ma anche i soggetti osservati, consentono di compensare in parte i difetti degli strumenti.

Distorsione angolare.

Portando ai bordi del campo fornito ,un palo di ferro, situato a 30 metri di distanza dal mio punto di osservazione, lo Zeiss 15×60 ha dimostrato dipossedere una distorsione angolare a cuscinetto maggiore e ben evidente, circa il 7 % a partire dal 70% del campo.
I inferiore quella del Minox BD 15×58 ED BR, circa il 3% a circa l’80% del campo. Nella panning, la distorsione angolare del Minox mi è sembrata fornire una immagine più naturale e meno affaticante.

Un’altra fase della comparativa

 

Altre aberrazioni

Nell’uso astronomico, che è un test molto critico per tutti gli strumenti, osservando con il Minox BD 15×58 BR ED si nota, verso l’80% del campo, la presenza di astigmatismo. Nello Zeiss 15×60 il campo utile è leggermente inferiore, circa il 70-75% del campo di vista.Ovviamente maggiore sarà la luminosità delle stelle, più evidente saranno le aberrazioni. Mi ha stupito la puntiformità al centro del campo che lo Zeiss 15×60 è in grado di fornire, pochi binocoli moderni di tale formato sono in grado di raggiungere questo risultato, soprattutto se si considera la sua età, gli anni di “faticoso lavoro” e la messa a fuoco centrale, decisamente meno precisa di quella singola su ogni oculare.

Data del test: 9 Maggio 2011

Modello

Minox BD15x58 ED BR

Zeiss 15×60

Campo di massima niditezza con stelle di II magn.puntiformi

CM80%

CM 70%

Puntiformità delle stella nel CM 10/10

8/10

8.5/10

Altre aberrazioni

20% coma e astigmatismo

30% evidente astigmatismo

Ben visibile, nella immagine, il trattamento anti-riflesso del Minox BD 15×58 ED BR.

 

Uso pratico

I binocoli da 15 ingrandimenti sono poco utilizzati dagli osservatori della natura, eppure le loro caratteristiche possono fare la differenza, soprattutto quando si devono riconoscere gli animali più lontani, come ad esempio i rapaci. Un binocolo da 15 ingrandimenti, infatti è spesso utilizzato come un ottimo sostituto di uno spottingscopes usato a bassi ingrandimenti. Nel corso delle mie prove, infatti, ho appurato come i dettagli percepibili, con due occhi , a 15X, siano gli stessi di quelli visibili in “mono visione” a 25X.
Anche gli amanti dell’aviazione civile e turistica potrebbero divertirsi con un binocolo da 15 ingrandimenti, lo stesso dicasi per gli amanti degli ungulati. Oltretutto, i due modelli oggetto di questa comparativa, presentando una messa a fuoco centrale, consentono anche di osservare facilmente, a media distanza.

Le persone che osservano dai capanni o dalle auto, ad esempio potrebbero ottenere un maggiore beneficio, nell’uso diurno, avvalendosi di un potente 15X rispetto ad un piccolo e più panoramico 8X.

Non superando poi ii 60mm di diametro, questi binocoli riescono a fornire anche una buona maneggevolezza e trasportabilità. Ultimi ma non meno importanti gli astrofili, che con un binocolo simile potranno osservare decine e decine di oggetti celesti, vari crateri lunari, i satelli galileiani , la fase di Venere e la inconfondibile forma del pianeta Saturno. Ritengo che un appassionato di binocoli dovrebbe, prima o poi, prendere in considerazione un simile formato.

Ognuno di loro ha pregi e difetti: lo Zeiss 15×60 è fuori produzione, sono rimasto stupito della sua resa ottica globale, vista la sua vetusta età. il “nonnetto” tedesco, infatti, può dare del filo da torcere a moderni binocoli con prismi a tetto, dal formato simile.

La tridimensionalità è migliore rispetto a quella fornita dal Minox BD 15×58 ED BR, seppur non stiamo parlando di binocoli 8X. In questo caso, infatti, i piani del paesaggio, sono più compressi,similmente a ciò che è visibile in immagine ottenuta con un medio-tele.
Anche il contenimento dell’aberrazione cromatica mi è parsa migliore nel binocolo tedesco: come al solito: Porro Docet!

La meccanica è molto buona, mentre solo sufficiente la sua estrazione pupillare che dovrebbe far riflettere, sul suo eventuale acquisto (nel mercato dell’usato)i portatori di occhiali. In ogni modo, consiglio comunque l’acquisto di questo valido strumento.

Il Minox BD 15×58 BR ED rappresenta, invece, una delle migliori soluzioni con i prismi a tetto nel mercato naturalistico, secondo solo e di poco allo Swarovski SLC ; è un po’ pesante ed ingombrante ma fornisce un ottimo contrasto, una buon campo apparente ed una valida messa a fuoco. Nell’osservazione astronomica e crepuscolare si è rilevato più luminoso e, grazie alla conformazione degli oculari, si può appoggiare con facilità sul viso, quando si è soliti osservare, ben rilassati su una sedia a sdraio. Abbastanza raro da trovare, ne consiglio l’acquisto qualora si trovasse in una fascia di prezzo compresa fra i 500 ed i 650 euro. Ricordo che non essendo più venduto da Minox, potrebbe risultare impossibile la sua riparazione, dato che fu commissionato ad una azienda giapponese.

Consigli e critiche 

Consigli? Minox ha deciso di presentare ai propri clienti un binocolo ad alto ingrandimento di fascia più economica. Non sarebbe male, se pensasse agli appassionati più esigenti proponendo una nuova versione ED magari più leggera della vecchio BD 15×58 BR ED.

Anche Zeiss, potrebbe ritornare sui propri passi e presentare una nuova versione del mitico 15×60. Come lo vorrei? Leggero, con ottiche HD, con oculari a grande campo, impermeabilizzato… insomma, sognare è lecito.
Buona caccia e buone osservazioni a a tutti!

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di  maggio del 2012. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici.

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Piergiovanni Salimbeni

About Piergiovanni Salimbeni

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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