Filtri nebulari Kasai per binocoli
di Piero Pignatta (alias Deneb)
Premessa
Tempo fa fui incuriosito dall’averappreso che esistevano filtri nebulari per binocoli: l’articolo era sicuramente raro e mi risultava fossero prodotti solo dalla Fujinon, tra l’altro espressamente dedicati solo per alcuni suoi modelli di binocoli; iniziai quindi a carcere di capirci qualcosa cercando in rete, telefonando alle ditte specializzate e ne venne fuori che in realtà qualsiasi filtro nebulare astronomico da 31,8 poteva esser applicato ai binocoli ingegnandosi con piccoli adattamenti. Però il fatto che la Kasai giapponese, proponesse dei filtri nebulari per binocoli universali applicabili a qualsiasi modello fu la molla che mi convinse a prenderli: finalmente qualcuno aveva avuto un pensiero di riguardo per la minoranza binofila.
Contattai quindiFabrizio Marchi di Astrotech,distributore il prodotto, per saperne di più (era già apparsa nell’agosto 2005 su Nuovo Orione una piccola notazione in merito) e la cosa migliore per i lettori è che riporti integralmente la sua risposta:
Le specifiche di trasmissione esplicitano il massimo della trasmissione
stessa nelle lunghezze d'onda dei 500.7, 495.9, 486.1 nm, il che li colloca in una fascia di prestazione simile agli UHC con predilezione per la riga O-III
Considera che l'emissione nebulare in relazione alla sensibilità dell'occhio umano,è concentrata proprio in questa zona dello spettro. La parte piu' arrossata è senz'altro spettacolare nell'imaging,ma di poco conto nell'osservazione (le nebulose se noti appaiono sempre di un colore grigio/verdastro al massimo) proprio per insensibilità del nostro recettore biologico alle lunghezze d'onda maggiori in scarsa condizione di illuminazione (rosso e h-alfa).
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i filtri montati sul Miyauchi di 100mm |
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Detto fatto.
I filtri si presentano montati in una sottile cella plastica, quasi affilata ai bordi che complessivamente misura intorno ai 30 mm di diametro mentre il filtro è intorno ai 20mm.
L’incollaggio sulla cella plastica comporta dei piccoli residui ruvidi che devono essere tenuti presente quando si applicano agli oculari per evitare di rigare questi ultimi. Ogni filtro è singolarmente sigillato, numerato e accompagnato dal suo rispettivo diagramma di trasmissione che sa di vecchia opera artigianale in quanto stampato su carta millimetrata giallina con riportate a mano le varie misure il numero del filtro: sembra quasi di vedere i vecchi progetti fatti con il Rapidograph a china. Orientandoli verso la luce a seconda dell’inclinazione danno un riflesso specchiato oppure una tonalità rosata.
Sostanzialmente si tratta di una via di mezzo tra un UCH e un OIII e potremo forse definirli a banda medio-stretta , benché sulla scatoletta siano definiti a “banda stretta” e sul sito commerciale vengano definiti “centrati sulla linea dell’OIII, cosa che per inesperti di filtri come potrebbe risultare fuorviante, ma qui si possono aprire infinite discussioni.
Ora il problema era l’applicazione: volendo utilizzarli sul miyauchi 26x100 la cella plastica poggiava direttamente sulla lente dell’oculare con il rischio potenziale di rigarli (e visto il costo e l’attuale irreperibilità ciò mi avrebbe causato della gravi turbe della sfera emotiva….); inoltre i filtri si muovevano liberamente all’interno della conchiglia di gomma e anche se gli oculari sono angolati a 45° in posizione estreme tendevano comunque a ricadere all’indietro; immaginate quindi su un binocolo a oculari diritti.
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visti di fronte |
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Non sono molto pratico di bricolage e quindi cercai di ingegnarmi in modo semplice realizzando una sorta di sandwich ritagliando da sottile foglio di gomma dei dischi larghi come la conchiglia dell’oculare ma con una finestra centrale dello stesso diametro del filtro; i due dischetti trattengono all’interno il filtro e sono tra loro fissati con del nastro biadesivo. Conclude una finitura esterna con nastro isolate (il tutto rigorosamente di colore nero) e una cucitura passante il bordo di un piccolo filo di seta che serve a togliere il filtro dall’oculare. Così costruito infatti il telaietto (non più spesso di 4-5mm) si inserisce con leggera pressione nella conchiglia dell’ocularee lo spessore del dischetto di gomma fa sì che il filtro non si muova nè tocchi la lente dell’oculare: nerisulta quindi una sorta di sistema rimovibile spaziato in aria: il compito del filo appare quindi intuitivo.
Penso che questo o un analogo sistema sia proponibile anche per binocoli a oculari diritti.
Prova sul campo.
È presto detto: l’impressione è stata molto buona.
Evitando tecnicismi di cui nemmeno sarei in grado di discuterne, in buona sostanza questi filtri non fanno altro che scurire molto il cielo contrastando notevolmente le nebulose e facendole apparire maggiormente estese e più dettagliate nelle sfrangiature ai bordi, proprio in virtù delle proprietà ottiche della banda passante.
Impiegando il Miyauchi da 100 mm con gli oculari da 26x ad un’altezza di 800 m con seeing discretamente buono ma non eccezionale si è reso subito palese il velo del cigno nella sua trama sottile, M27 mostravala sua conformazione a doppio lobo, mentre M8, M16, M17, M42 si evidenziavano più estese in tutta la loro bellezza e con maggior dovizia di particolari, specie alla periferia; deludente invece l’osservazione di M57 che appariva meglio visibile come un piccolo anellino, più godibile senza filtri e congli oculari da 37x.
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la modifica dell'autore |
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Risultati analoghi li ho ottenuti con un Astrotech Optik 20x90, cinese a oculari diritti, seppur con rese qualitative e luminosità inferiori al giapponese da 100mm; risultati invece piuttosto deludenti con il cinese 11x70, sempre Astrotech Optik, per il notevole assorbimento di luce: tutto troppo buio, almeno per i miei gusti.
Sicuramente questi filtri sono quindi molto bene impiegabili con nebulose ad emissione e planetarie, mentre non danno chiaramente alcun vantaggio sulle galassie.
L’assorbimento di luce è notevole per cui non raccomando il loro impiego su binocoli di diametro inferiore ai 90mm; l’effetto di scurimento del cielo si fa sentire in modo notevole, al punto che una seppur residua luminosità ambientale può essere percepita, talora addirittura come piccole specchiature laterali, al punto che più volte ho sentito l’esigenza di utilizzare le mani come paraluce laterali .
Ne deriva quindi che sarebbe anche un erroreutilizzare questi filtri solo per abbatterel’inquinamento luminoso: a tale scopo è meglio impiegabile forse un filtro tipo gli Astronomik UHC-E o forse meglio ancora CLS.
Per chi avesse binocoli a oculari intercambiali è anche consigliabili utilizzarli con gli ingrandimenti minori: ho infatti provato ad impiegarli con gli oculari 37x del miyauchi ma complessivamente la resa globale era migliore con quelli da 26x.
Osservando una stessa regione di cielo con un solo oculare privo di filtro e l’altro con il filtro montato ho anche notato con piacere che il telaietto non riduce il campo sfruttabile dall’oculare.
Sorprendente l’effetto sulla luna piena o quasi: se decidete di acquisire questi filtri potete fare tranquillamente a meno di acquistare un altro paio di filtri lunari perché questi vi serviranno egregiamente allo scopo; abbiate solo l’accortezza di essere ben allineati perché in alcune condizioni di luce a tratti alcune parti della luna possono assumere una colorazione rosata: bastano piccoli spostamenti delle vostra testa per annullare l’aberrazione.
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sapore di passato.. |
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Commento finale : l’impiego di questi filtri è sicuramente un ruolo accessorio e molto specifico; i filtri non fanno magie e un buon seeing resta comunque la principale variabile condizionante, in grado di vanificare il più costoso degli strumenti o esaltare il più mediocre. Il loro acquisto, tenuto conto che costano 135 euro la coppia,deve essere quindi motivato dalla specifica curiosità divedere meglio oggetti nebulari già normalmente visibili, esaltandone le peculiarità, oppure riuscire ad osservare oggetti maggiormente sfuggenti come il velo del cigno o la nebulosa nord-america (cose su cui per esempio io mi ero intestardito).
E’ questa una curiosità che comunque credo propria del visualista puro del cielo profondo, binofilo o meno che sia.
Un ultima notazione: provengo dalla fotografia e ho sempre pensato che una buona ottica non andava sprecatacon un filtro; in effetti in fotografia non ho mai usato filtri, tranne rari impieghi di un polarizzatore; ebbene sappiate che la qualità ottica del vostro binocolo non ne sarà sminuita semplicemente perché i nostri occhi non funzionano come una pellicola o un sensore; un’ottimo binocolo vi farà sempre vedere meglio, anche con i filtri,proprio perché è un’ottimo strumento.
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dentro la scatola.. |
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Ringraziamenti
Voglio ringraziareFabrizio Marchi della ditta Astrotech e Marco Cosmacino della ditta Skypoint per il loro determinante supporto tecnico,sempre fornito con la massima disponibilità, cortesia e competenza, anche in lunghe telefonate.
E voglio ringraziare Piergiovanni Salimbeni perché mai avrei pensato di mettermi a scrivere queste cose fino a poco tempo fa: mi ha molto incoraggiato, quasi tirato per i capelli, ed a lui va un plauso per aver realizzato questo sito questo che credo sia uno dei contributi più originali e coraggiosi del panorama astrofilo.
E voglio ringraziare il mio amico Felice perché è colui mi ha risorto alla astronomia e alla passione per i binocoli iniziandomi all’osservazione binoculare del cielo profondo e insegnandomi come ammirare queste meraviglie celesti: conoscerlo, discutere con lui di cielo e binocoli e osservare insieme è stato ed è per me un raro piacere.
Piero Pignatta
Avvertenza: Tutte le informazioni riportate nelle recensioni riflettono unicamente le mie impressioni personali e si basano unicamente sull'analisi degli esemplari dei quali sono venuto in possesso, per questo motivo non posso garantire che i miei dati possano rappresentare con certezza lo standard di qualità fornito dai produttori. |