Astrotech 20×90 (BA3 Series )

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Propongo dopo qualche mese di attesa le mie ultime impressioni relative all’uso del binocolo 20×90 Made in China che ho avuto modo di provare sotto varie marche.

Un primo piano sul binocolo cinese

In primis vorrei precisare che fra tutti gli esemplari che ho provato G-HIT, Astrotech, “tutti” presentavano il medesimo trattamento antiriflesso con le medesime superfici ottiche trattate, ergo non mi pare che attualmente vi siano delle differenze ottiche e men che meno meccaniche.

Ricordo ai lettori che è possibile distinguere il numero dei trattamenti superficiali analizzando obliquamente gli oculari e le lenti del binocolo. Per maggiori informazioni, vi invito ad esempio a leggere la pagina di istruzioni relativa ai binocoli Oberwerk sul sito omonimo http://www.oberwerk.com/products/features.htm

un primo piano sugli oculari

Questo sta a significare che, attualmente, la fase di controllo di qualità dei rivenditori italiani , è migliorata rispetto ,ad esempio, a quella che avevo avuto modo di verificare due anni or sono. Ovviamente potrebbe anche essere più probabile, che i nostri cari rivenditori abbiamo mantenuto una diligenza costante e che, in realtà, siano migliorati i costruttori cinesi.
Purtroppo, ho notato, come ancor oggi, siano venduti con frequenza su Ebay, sia da privati americani che cinesi, dei veri e propri scarti di magazzino che, anche se potrebbero far gola all’osservatore occasionale della domenica, non dovrebbero minimamente interessare l’astrofilo.
Di fatto, questo mese, ho ricevuto le lamentele di un paio di astrofili, i quali volendo profittare di ottime offerte sull’asta mondiale, si sono visti recapitare dei binocoli pieni di difetti e alquanto difficoltosi da ricollimare.

Gli obiettivi da 90mm di diametro

 

Ribadisco quindi che è meglio spendere qualcosa in più e contare sull’assistenza e sulla garanzia di un rivenditore qualificato.

Detto questo, potrei rispondere in un lampo alle continue domande che mi vengono poste dai lettori di binomania.
E’ meglio il 20×90 o il 25×100?

La risposta è: dipende!

Diciamo che ho avuto modo di comparare il 20×90 sia con la versione di maggior diametro, il 25x100mm, che con il modello 20×80, ho quindi deciso di evidenziare le mie impressioni per concedere ai lettori di analizzare immediatamente quanto da me appurato.

E ‘ovvio che i risultati derivino dall’analisi degli esemplari che ho avuto modo di testare e quindi potrebbe esservi una lieve differenza fra binocolo e binocolo..

Seppur non ami testare minuziosamente gli strumenti di questo costo, ho analizzato, per accontentare le richieste di molti lettori due oggetti del cielo profondo durante la medesima sera per calcolare la magnitudine stellare visuale massima “da me” riscontrata, sotto “il cielo dal quale osservavo” e per verificare la capacità di discernere oggetti deboli come le galassie.

 

Dopo aver montato i tre binocoli su tre supporti differenti, con molta pazienza, ho iniziato a contare le stelle visibili nelle Pleiadi, ricordo tuttavia che tale risultato non dovrebbero essere oggetto di lunghe discussioni da bar per classificare il potenziale binocolo, dato che ritengo sia meglio comprarne uno subito ed iniziare ad osservare…le teorie filosofeggianti lasciamole ai politici ed agli sportivi del lunedì sera, noi astrofili dobbiamo essere pratici , osservare e divertici!

Del resto chi possiede un 20×80 dubito che, uscendo di sera con il proprio binocolo per rilassarsi dopo una lunga giornata di lavoro, si metterà a contare le varie stelline delle Pleiadi , disperandosi se il vicino di casa, che le stava contando da un’ora con il 25×100, ne avrà viste una ventina in più.

 

In ogni modo ecco il risultato.
20×80: 188 stelle raggiunta la Magn 11
20×90: 195 stelle raggiunta la Magn 11.2
25×100: 215 stelle raggiunta la Magn 12

Nell’osservazione delle galassie ho preferito sempre il 25×100, vuoi per il maggiore diametro, vuoi per l’ingrandimento di 25x che ritengo il minimo indispensabile per osservare tutti gli oggetti celesti che non siano estesi come M31 o M33
Il 20×90 si pone perfettamente in mezzo ai due binocoli, sia come luminosità, sia per il peso che consente l’utilizzo di supporto meno robusti di quelli che si devono comprare per il 25×100

In realtà nell’osservazione di oggetti molto evasivi, la fa da padrona anche la nitidezza, di fatto, il Ghit 22x85USM che ho testato tempo fa ha dimostrato di svelare meglio le galassie rispetto al comune 20×90 fornendo immagini più secche e nitide, ovviamente per acquistare questo binocolo si deve sborsare un prezzo superiore. Il 20×90 potrebbe far felici molti astrofili che non hanno voglia di investire molti soldi per osservare con due vetri da90mm..

In tutti e tre i binocoli avrei preferito dei paraluce estraibili, soprattutto per il 20×90 e per il 25×100 giacchè a causa del diametro delle lenti, spesso si può depositare l’umidità, inficiando le osservazioni, è possibile risolvere il problema con due paraluci auto-costruiti.

Continuo a non digerire il sistema di messa a fuoco centrale con regolazione della diottria destra nel 20×90, che seppur sia comodo anche per le osservazioni visuali, pare poco preciso nella regolazione di fino che si apportano durante le osservazioni astronomiche, Ricordo infatti che è molto più difficile fare un sistema di regolazione centrale perfetto che uno singolo su ogni oculare, il 25×100 di fatto è più robusto e affidabile.
Avendo collimato un po’ di 20×90 a lettori, amici e clienti di un paio di aziende nostrane ho avuto modo di fare una statistica della resa di tale binocolo e direi che in media ci assestiamo su questo risultato

Per stelle di III magnitudine e successive

CM 70% CP 15% CI 15%

La puntiformità è pari a 7, la luminosità è buona, viste anche le varie superfici coinvolte, non siamo però, ad esempio, nei valori di quanto offre il Miyauchi di 71mm che mi è parso fornisse una luminosità comparabile a questo binocolo cinese di quasi 2cm in più

A chi potrei consigliare il 20×90?

Direi a chi non ha il budget per comprare un supporto adeguato per il 25×100 o a chi preferisce un maggior campo visivo rispetto al Big Binoculars per eccellenza. Di fatto il vero lato positivo di questo binocolo è dato proprio dalla sua leggerezza, basta un cavalletto fotografico di media portata per compiere delle proficue osservazioni. Io, per delle osservazioni “mordi e fuggi” l’ho addirittura utilizzato a mano libera, facendo leva con i gomiti su una sedia-sdraio.

Il 25×100 ha 2.4° di campo reale il 20×90 poco più di 3°é che possono fare la differenza per certi oggetti, ma io non ne ho mai sentito il bisogno dato che con il 25x100FB osservo prevalentemente le galassie e le coppie più famose, tipo M81 e M82, m 108-M98 e M66 ed M65 si osservano alla perfezione anche con questo binocolo.

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Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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