United Optics Ba-6 90°
Un bel primo piano sul binocolo a 90° importato dalla ditta Astrotech di Thiene

Astrotech Ba6 (22x/33x/40×100 (90°) BA6 Series)

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Ho ricevuto un esemplare di Ba6 circa un mese fa, ma a causa delle condizioni meteorologiche non sono ancora in grado di proporre ai lettori una recensioni ben approfondita, tuttavia, viste le continue richieste da parte dei lettori, ho deciso di pubblicare la prima parte delle mie impressioni, scaturite per ora in poche sessioni osservative.

Ho ricevuto un esemplare di Ba-6 circa un mese fa, ma a causa delle condizioni meteorologiche non sono ancora in grado di proporre ai lettori una recensioni ben approfondita, tuttavia, viste le continue richieste da parte dei lettori, ho deciso di pubblicare la prima parte delle mie impressioni, scaturite per ora in poche sessioni osservative.

L’attesa del Ba-6 è stata lunga, avevo discusso con Astrotech in merito a questo strumento circa cinque mesi or sono, giacche, problemi di cut-off a parte, ero rimasto abbastanza soddisfatto dalla versione di 88mm venduta da Geoptik, speravo quindi che almeno un’azienda di settore, si decidesse ad importare un binocolo economico di 100 mm con i prismi a 90 gradi, per colmare quella fascia di utenza che non può o non vuole investire oltre 2000 euro per un binocolo giapponese dalle medesime caratteristiche ( seppur la qualità sia superiore). Anticipo ai lettori di non aver avuto la possibilità di testare la forcella dedicata, giacche Astrotech ha venduto immediatamente i primi modelli importati, troverete quindi le mie impressioni d’uso in merito a questo binocolo installato su una montatura Generalhit Fanview 609, ma mi riservo, prima o poi di testare il supporto appena citato.

 

United Optics Ba-6 90°

I grandi obiettivi da 100 mm di diametro

Costruzione e design.
Molto azzeccato il colore bianco, che da un tocco di professionalità a questo binocolo, migliore rispetto al solito grigio che accompagna le varie versioni cinesi dei cloni Miyauchi, ovviamente le finiture non sono paragonabili a quelle degli strumenti Made in Japan, tuttavia l’aspetto generale è piacevole.
Nelle foto qui di seguito mostro, ad esempio, una piccola “distrazione” avvenuta nella fase di assemblaggio, che tuttavia è facilmente riparabile: la guarnizione troppo stretta è stata sistemata dopo aver svitato leggermente lo scafo ed averlo  nuovamente avvitato con maggiore delicatezza

Il binocolo è fornito in dotazione con la classica valigia di alluminio, con un paio di guanti e con un kit composto da 3 coppie di oculari, in grado di generare degli ingrandimenti pari a 20x, 30X e 37X.
Molto valido il sistema di regolazione della distanza inter-pupillare ( da bordo a bordo di ben 1.5 cm) che non permette assurde scollimazioni dello strumento, risultando affidabile e preciso. Sotto lo scafo ottico è presente una ghiera filettata per il montaggio sulle piastre fotografiche o per inserire una piastra a coda di rondine per il montaggio, ad esempio, su supporti simili alla Vixen Porta.
Ai lati dei tubi ottici sono presenti i fori per il collegamento alla forcella dedicata .
Peso e dimensioni

L’Astrotech Ba-6 senza i paraluce estratti è lungo 39.5 cm che diventano 44 cm quando si vuole prevenire l’entrata di luci parassite o l’appannamento degli obiettivi, la larghezza massima è pari a 23.5 cm.

Pesando circa cinque chilogrammi è mezzo non è possibile fare uso di supporti poco stabili, ma visto il modesto esborso per acquistare la versione con la montatura a forcella dedicata ne consiglio assolutamente l’acquisto.

 

United Optics Ba-6 90°

Un bel primo piano sul binocolo a 90° importato dalla ditta Astrotech di Thiene

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Prestazioni su campo

Come anticipato, a causa delle avverse condizioni metereologiche, non ho potuto compiere dei test più specifici, che rimanderò nella seconda parte dell’articolo.

il binocolo è dotato di obiettivi a tre lenti che i cinesi definiscono semi-apocromatici, io preferisco definirli acromatici a bassa dispersione dato che  sono composti con l’usuale schema 2+1, oltretutto per le leggi dell’ottica il termine “semi-apo”, non significa praticamente nulla. Ricordo inoltre che è poco utile discutere se sia meglio un doppietto, un tripletto od un quadrupletto, dato che le vere prestazioni dipendono dalla bontà dei vetri utilizzati e dal trattamento antiriflesso. E’ noto a tutti come ad esempio, nel settore dei rifrattori, vi siano degli ottimi doppietti alla fluorite e dei mediocri tripletti, definiti semi apo.
Un altro fattore da considerare è che più superfici sono coinvolte e minore sarà la luce raccolta, in linea di massima, una lente multistrato è in grado di riflettere solo lo 0.2-0.5% cento della luce in entrata, una lente con un trattamento singolo ne può sprecare oltre l’1.5 -2%, una lente senza trattamento anche il 4%, Considerato che un binocolo ha spesso più di 12 superfici coinvolte, spesso non è la sua composizione a fare la differenza ma la bontà del trattamento. Non ho notato differenze negli obiettivi frontali rispetto al noto clone Miyauchi, giacchè so che per esso, i cinesi hanno creato addirittura tre versione; doppietto, tripletto e quadrupletto, potremmo, prima o poi trovare in giro degli esemplari con una configurazione ottica dissimile da quella da me testata.
Questo schema è quello che per i costruttori potrebbe essere un compromesso, fra luminosità, contenimento delle aberrazioni ed anche dei costi. Costa di più un ottimo doppietto con vetri ED che un tripletto acromatico.
Qui di seguito trovare una comparazione fra le lenti del Ba-6 e quelle del clone Miyauchi.
Non ho notato alcuna differenza, anche il trattamento pare simile, cosi come il diametro effettivo che è pari a 97 mm. Purtroppo le foto non rendono l’idea a causa delle diverse condizioni di illuminazione.
Il cut-off di questo esemplare è pari a circa il 5 % rispetto al diametro dei prismi, questo comporta una vignettatura sul bordo inferiore quando si utilizzano gli oculari che forniscono 20 ingrandimenti, tuttavia pare migliore rispetto, ad esempio, al modello di 88 mm, testato tempo fa, In questo caso pare non dipenda dalla pellicola scura di protezione ai bordi dei prismi, ma proprio dallo scafo che contiene i prismi, come se fosse stata una scelta a tavoli dei costruttori per rimediare a qualche difetto, similmente a quanto hanno fatto, diminuendo il diametro da 100 mm a 95 mm.. Vi consiglio di rileggere la sfida fra clone e Miyauchi, dove trattavo il problema.

La prima cosa che ho fatto dopo aver aperto la valigia di alluminio che lo contiene è stata puntare il Ba-6 verso degli alberi che si stagliava contro un cielo chiarissimo: in questo frangente si notava immediatamente un lieve alone blu intorno ai rami, similmente alla versione con prismi a 45 gradi, nelle giornate con maggiore turbolenza, soprattutto se si fa uso di 30-37 ingrandimenti inizia a comparire anche un lieve alone verdastro.

 

Nell’uso astronomico, ho però notato una resa migliore ai bordi, dovuta penso alla migliore qualità degli oculari rispetto a quelli che avevo testato sui vari esemplari di clone Miyauchi (General hit-, DFM Molinari,etc) provati lo scorso anno. Mi pare siano anche in questo caso dei Reversed Kellner, forniscono però una maggiore puntiformità stellare ed una minore distorsione del campo che è proporzionale agli ingrandimenti utilizzati

Per stelle di III e IV magn. ho calcolato quanto segue
A 20X ho calcolato il seguente campo 90%CM 10%CP
a 30x ho calcolato il seguente campo 80%CM 10%0P 10%CI
a 37X ho calcolato il seguente campo 70%CM 10%CP 10%CP
Con gli oculari dalla minore focale che forniscono il maggiore ingrandimento (37X), ho avuto un piccolo problema con la distanza inter-pupillare che, essendo nel mio caso minima, mi faceva toccare con il naso il bordo degli oculari, questo difetto non si presenta per chi possiede una distanza inter-pupillare medio-alta .

Per esplicare le potenzialità di questo binocolo descriverò ciò che si può osservare nella costellazione di Orione
Premetto di aver testato principalmente il binocolo presso il monte Sette Termini a 1000 metri di altezza con una magnitudine visuale pari a 5.5 nelle serate trasparenti. Al minimo ingrandimento si apprezza la buona puntiformità del binocolo che mostra già le quattro stelle del trapezio, seppur vi sia bisogno di un input in più per percepire con minore difficoltà la loro separazione, devo dire che a causa della grande pupilla di uscita fornita, 5 mm, ho quasi sempre finito per utilizzare gli oculari che fornivano 30X, che oltretutto sono impareggiabili per l’osservazione delle galassie. Mi è piaciuto particolarmente la visione di M82, soprattutto a 37X dato che iniziavo a vedere la sua struttura e non solo a percepirla, maggiormente visibili le due famose compagne nel Leone a questi ingrandimenti.
Qui mi pare giusto fare una precisazione: Io giudico un binocolo in base a quello che solitamente dovrebbe servire nell’uso astronomico, ossia “spaziare in cielo alla ricerca di oggetti celesti, ammirando ammassi stellari e gruppi di stelle, di fatto non mi soffermo ad osservare Sirio per due ore e men che meno il pianeta Venere.
E’ ovvio che un tale schema ottico, non sia il massimo per le osservazioni di luna e pianeti e che le stelle di prima e seconda magnitudine mostrino un lieve alone di residuo cromatico, in questo caso preferisco un rifrattore apocromatico. Di fatto la puntiformità percepita con le stelle di III e IV magn, viene rivalutata quando si osserva con stelle molto luminose, dato che si percepisce maggiormente il residuo cromatico, la distorsione ai bordi nonchè la sfericità.
Se avete la possibilità economica di investire molti soldi per questa passione sono il primo a consigliarvi, ad esempio, un Kowa Prominar High Lander, ma se volete osservare le galassie e gli oggetti deep sky in generale, in pochissimo tempo, con facilità e con soli 1000 euro e se amate i Bigbino, direi che questo strumento potrebbe fare per voi.
Del resto, anni or sono un binocolo 20×100 della Vixen era venduto a circa il 30% del prezzo necessario per acquistare una macchina utilitaria, attualmente con il 25×100 non pagate neppure 6 mesi di assicurazione…

Ho preso come metro di paragone, per testare questo strumento due altri binocoli, Il 25x100FB (costo sui 350euro) economico a visione diretta ed il 20×110 USM (695 euro) di medio costo e di buona qualità, purtroppo non ho avuto modo di provare il blasonato Miyauchi con prismi a 90° per questo chiedo a qualche proprietario di farsi vivo e di darmi le sue impressioni.

Che dire?

Per ora ho notato che il Ba-6 si pone a metà fra i due binocoli come qualità ottica, ma vince per il suo schema a 90 gradi che è davvero impareggiabile nel mero uso astronomico. Non amo questo configurazione per le visioni diurni ma è un gusto personale. La distorsione e il contenimento del cromatismo sono migliori rispetto al 25×100 FB ma inferiori al 20×110 USM che mostra stelle più puntiformi ed una migliore resa dei colori visibile soprattutto nell’uso diurno o osservando luna pianeti e stelle luminose. Il 20×110 ai medesimi ingrandimenti è decisamente più luminoso, penso che oltre alla composizione ed alla qualità dei prismi nonchè all’assemblaggio dell’esemplare Ba6, che presenta un lieve cut-off, abbia diminuito la raccolta di luce, perdendo la comparazione con il 110 mm.Ma possedendo schemi differenti, tali prove vanno sempre prese “a titolo informativo” e basta.
La comodità nell’osservazione del Ba6 però potrebbe far decidere molti acquirenti all’acquisto, i quali magari preferirebbero perdere un poco di nitidezza e di qualità ottica per una eccellente comodità e la possibilità di cambiare gli oculari. Devo dire, in effetti che l’osservazione di ammassi stellari, globulari e galassie e senza dubbio migliore soprattutto se si ha la possibilità di osservarle con vari ingrandimenti che consentono di percepirle meglio in base alla loro luminosità, estensione e/o alla qualità del cielo.

Un’ultima nota:.

Come vedrete nelle immagini qui di seguito, ho provato alcuni oculari astronomici, per verificare la resa del Ba-6 senza gli oculari in dotazione, purtroppo con tutti quelli in mio possesso ho sempre raggiunto una distanza massima di messa a fuoco pari a 5-6 metri.

Ho però notato come la resa ottica di questo binocolo migliorasse..e di molto. Seppur non abbia potuto fare una valutazione all’infinito, devo dire che se i cinesi, inizieranno a lavorare sullo schema ottico degli oculari forniti con questi binocoli astronomici, potremmo notare davvero un ulteriore miglioramento.
Il diametro dell’oculare astronomico è inferiore alla sede, si deve fare un giro di nastro, per non provocare una scollimazione fra i due oculari resto in attesa di vedere oculari del genere su un binocolo cinese? utopia?

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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