Barbara Slater. The Astronomer of Rousdon Charles Grover 1842-1921

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Si tratta di un libro pubblicato quasi in proprio dall’autrice Barbara Slater (presso la quale può essere eventualmente acquistato), che racconta una storia che sembra una favola.

Barbara Slater. The Astronomer of Rousdon Charles Grover 1842-1921

 

Si tratta della vita di Charles Grover, orfano di entrambi i genitori e proveniente da una numerosa famiglia. Da ragazzo venne avviato al mestiere della costruzione di spazzole – ma smesso il grembiule da artigiano, era divorato da una grande curiosità di conoscere i misteri racchiusi nella volta stellata.

Una passione fatta nascere dall’apparizione della cometa Donati nel 1858, seguendo la quale il sedicenne Charles individuò per la prima volta le costellazioni dell’Orsa Maggiore, del Boote e della Corona Boreale – a queste osservazioni seguì l’acquisto di un piccolo cannocchiale da marina di seconda mano.

L’occasione della sua vita si presentò quando il costruttore di strumenti Browning lo assunse come assistente nella costruzione e messa a punto di telescopi.

Charles lavorava con grande metodo e precisione, divenne un pioniere nella fabbricazione dei primi specchi argentati (allora gli specchi metallici la facevano ancora da padrone) e il suo datore di lavoro lo mandava spesso in trasferta per mettere a punto i telescopi acquistati da facoltosi hobbisti inglesi – non dimentichiamo che l’Inghilterra è la patria dei grandi astrofili come gli Herschel, Lord Rosse, l’Ammiraglio Smith, il Reverendo Thomas Webb, ecc …

In questi anni Charles si distinse come osservatore molto preciso dei fenomeni celesti e conobbe i personaggi più importanti della scena astronomica inglese.

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Questa sua invidiabile posizione – astrofilo, tecnico di prestigio e beniamino della crème nobiliare illuminata – subì un’ulteriore evoluzione quando Sir Cuthbert Peek lo assunse per due anni come assistente per andare a osservare il transito di Venere del 1882 dall’Australia.

 

Infine, al ritorno dalla spedizione, Sir Peek lo assunse a tempo indeterminato come astronomo e curatore del suo osservatorio astronomico e meteorologico (con annesso Museo Scientifico ed Etnografico) presso la sua proprietà di Rousdon, posizione che Charles ricoprì fino alla sua morte avvenuta nel 1921.

 

Fra le tante memorie e i report di osservazione pubblicati, andiamo a leggere una osservazione binoculare molto interessante.

Si tratta della cometa C/1882 R1, la Grande Cometa di Settembre, che venne osservata dall’Australia usando un “buon binocolo” del quale purtroppo non viene riportato alcun dato tecnico, e che possiamo solo immaginare.

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Di questa cometa il libro riporta i disegni eseguiti in giorni diversi dal 15 al 28 settembre del 1882.

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Mi sembrano un ottimo spunto per tutti gli appassionati di osservazione del cielo, e mi fanno ricordare David Levy che nel suo libro “Sharing the sky” scrive:

“Siamo convinti che gli astrofili ricordano molto meglio quando prendono nota di ciò che vedono. L’idea di tenere un diario di osservazione risale ai primi astronomi; ci sono report osservativi Babilonesi e Cinesi che risalgono a più di 5000 anni fa …”

Written by

Paolo Morini : nato pochi giorni prima dell’inizio dell’Era Spaziale, ha scoperto il cielo e lo spazio durante la notte dello sbarco dell’Apollo 11. L’imprinting binoculare, irreversibile, gli fu conferito da un binocolo Zenith 10x50 (tuttora ben conservato – prezzo 10.000 lire nel 1970). Il prossimo binocolo sarà il quindicesimo.Si occupa anche di divulgazione astronomica e cura la rubrica del Cielo del Mese per la UAI

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