I due binocoli a confronto

Binocoli Omegon Talron HD: 8×34 e 8×42

Share Button

Questa estate dopo il test del binocolo astronomico con prismi di Porro Omegon Argus 16×70  sfogliai il catalogo on-line di Astroshop.it, costatando come l’intera gamma Omegon fosse proposta a prezzi molto competitivi. Per tale motivo ho accettando ben volentieri la proposta di testare dei binocoli entry level per uso naturalistico. 

Oggetto di questo articolo saranno, infatti, due binocoli della serie Talron: un piccolo 8×34 mm e un più’ luminoso 10×42 mm. Vediamo insieme le caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre, prima di citare le mie impressioni nell’uso pratico.

I due binocoli Talron oggetto di questa recensione

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.

Talron 8×34

Tecnica di fabbricazione Prismi a tetto
Ingrandimento 8
Diametro della lente frontale (mm) 34
Pupilla d’uscita (mm) 4,25
Distanza interpupillare (mm) 56-76
Materiale di vetro BaK-4
Rivestimento lente completamente, multiplo
Sistema di messa a fuoco Messa a fuoco cenrale
Conchiglie di Gomma girevole
posizione correzione diottrica a destra

Particolarità

Funzione zoom
Oculari per chi porta gli occhiali si
Stabilizzatore d’immagine
Bussola
Telemetro
Filetto per connessione al cavalletto si
Anti-spruzzo si
Borsa imbottita si
Impermeabile si

Campo visivo

Quantità di luce 18
Campo visivo reale (°) 7,1
Campo visivo apparente (°) 56,8
Campo visivo a 1.000 m (m) 124
Distanza minima di messa a fuoco (m) 2,5
Fattore crepuscolare 16,4

Generale

Materiale delle superfici Rivestimento in gomma
Colore nero
Lunghezza (mm) 130
Larghezza (mm) 125
Altezza (mm) 50
Peso (g) 475
Prezzo 179 Euro Iva Inclusa

 

L’Omegon Talron 8×34 è contraddistinto da un diametro delle lenti alquanto atipico: di primo acchito, maliziosamente, presupponevo si trattasse di un  classico 32 mm travestito da 34 mm per meri fini di differenziazione pubblicitaria.

In realtà, calibro alla mano, l’esemplare oggetto del mio test ha fornito un diametro delle lenti compreso fra 33 mm e 34 mm, per la precisione 33.6mm.

Il design è composto da uno scafo dotato di finestra centrale (open hinge)  e di due ponti. Purtroppo  la posizione della manopola di rotazione non è in linea con l’indice tuttavia, grazie allo spessore ridotto del ponte di comando, non c’è bisogno di inclinare molto il dito.
La messa a fuoco risulta abbastanza confortevole anche nell’uso prolungato. Il binocolo è decisamente compatto: la mia bilancia elettronica ha stimato un peso pari a 452 g  distribuiti su 130 mm di lunghezza (paraluce degli oculari non estratti) e su 125 mm di larghezza. Il peso che ho riscontrato e’ quindi inferiore a quello dichiarato!

Il sistema di messa a fuoco è composto da un rotore centrale ampio e zigrinato  (in materiale plastico) e dalla classica ghiera, situata nei pressi dell’oculare destro, per la compensazione delle diottrie. Affidandosi ad un sistema di messa a fuoco cosi’ semplice, il suo funzionamento è apparso affidabile: non ho notato impuntamenti, giochi od altro, anche il raggiungimento del punto di messa a fuoco è quasi totalmente univoco. Non male per un binocolo da 180 euro! L’unica pecca è data dall’assenza di blocco della ghiera che potrebbe spostarsi accidentalmente.

La messa a fuoco minima  che ho stimato è di poco inferiore ai 2.5 metri. Per passare da questa distanza all’infinito occorre ruotare la manopola in senso-antiorario per circa 380°, mentre per passare da quindici metri all’infinito occorre  sfruttare una corsa del rotore decisamente breve, pari a pochi millimetri.

Il piccolo Talron da 34 mm di diametro

 

I paraluce degli oculari sono estraibili con un sistema click-stop a due posizioni, l’estrazione pupillare che ho riscontrato è di circa 14-15 mm; curiosamente anche per un binocolo cosi piccolo, il costruttore ha previsto la filettatura per il fissaggio sul treppiede.

Aberrazione cromatica.
Il binocolo è dichiarato come” HD”, ossia High Definition, un termine molto in voga negli ultimi anni, che spesso sostituisce il più’ comune termine ED (Extra-Dispersion/ bassa dispersione). All’atto pratico il costruttore-cinese- ha utilizzato dei vetri più pregiati rispetto alle comuni  lenti acromatiche, questo  ha consentito di correggere maggiormente l’aberrazione cromatica. Durante le giornate limpide il binocolo fornisce una buona correzione dell’aberrazione cromatica al centro del campo, a partire da circa il 70% inizia, invece,  a notarsi un po’ di cromatica laterale. Grazie anche al sistema multi-strato su ogni superficie il contrasto è risultato soddisfacente. La nitidezza non è di certo alla pari di un Top di Gamma ma, in linea di massima, dopo una lunga escursione,  non si torna di certo a casa con gli occhi  affaticati. 

Curvatura di campo.
Direi: minima! Nelle osservazioni a breve distanza la percezione dei dettagli rimane alta sino agli estremi bordi del campo, se si cerca di discernere dei soggetti a lunga distanza ho notato un degrado dell’immagine  a partire da circa l’85%, anche se esso è  veramente minino. Osservando ad esempio un corvo posato a circa un chilometro di distanza, portandolo ai bordi del campo posso ancora percepirne forma e colori.

Distorsione Angolare.
Presente ma minima, forse meno del 5%  a partire da circa l’85% del campo di vista.

Personalmente ho trovato molto confortevoli i paraluce in gomma di questo 8x34mm, buona anche l’estrazione pupillare.

Altre aberrazioni.
Nell’uso astronomico si nota un misto fra coma e astigmatismo agli estremi bordi del campo, la puntiformità stellare al centro del campo è decisamente buona, soprattutto in proporzione allo schema ottico e al prezzo di acquisto.

Pregi.
Beh, direi senza dubbio il prezzo: per meno di 180 euro si compra un valido binocolo per uso naturalistico con finestra centrale, gommatura, impermeabilizzazione con riempimento in azoto e ottiche a bassa dispersione.

Difetti.
Visto che nessuno regala nulla è normale che in questa fascia di prezzo i compromessi siano vari, personalmente cito il campo di vista pari a circa 7 gradi e una nitidezza non molto elevata.

Cosa cambierei.
Il colore grigio chiaro della manopola e delle ghiere: penso si scolorisca presto con il sudore e potrebbe essere un disturbo durante l’osservazione perchè riflette un po’ al sole.

In sintesi.
Il Talron 8×34 è un piccolo binocolo per uso naturalistico, ha una ottica più’ che dignitosa, una messa a fuoco valida, è leggero, ergonomico e non si è costretti a spendere uno stipendio per acquistarlo.

 

Talron 10×42

Un primo piano sull’Omegon Talron 10×42

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.

 

Tecnica di fabbricazione Prismi a tetto
Ingrandimento 10
Diametro della lente frontale (mm) 42
Pupilla d’uscita (mm) 4,2
Distanza interpupillare (mm) 56-76
Materiale di vetro BaK-4
Rivestimento lente completamente, multiplo
Sistema di messa a fuoco Messa a fuoco cenrale
Conchiglie di Gomma girevole
posizione correzione diottrica a destra

Particolarità

Funzione zoom
Oculari per chi porta gli occhiali si
Stabilizzatore d’immagine
Bussola
Telemetro
Filetto per connessione al cavalletto si
Anti-spruzzo si
Borsa imbottita si
Impermeabile si

Campo visivo

Quantità di luce 17,6
Campo visivo reale (°) 6,1
Campo visivo apparente (°) 61
Campo visivo a 1.000 m (m) 106
Distanza minima di messa a fuoco (m) 3,5
Fattore crepuscolare 20,4

Generale

Materiale delle superfici Rivestimento in gomma
Colore nero
Lunghezza (mm) 155
Larghezza (mm) 130
Altezza (mm) 65
Peso (g) 720
Prezzo 199

 

La prima sorpresa è il prezzo di vendita: 199 euro contro i 179 euro della versione da 34 mm. A questo punto l’unica ragione  per non acquistarlo, oltre a risparmiare i soldi per una semplice pizza con bibita e caffè, dipenderà da ragioni di ingombro, dato che di solito la differenza di prezzo fra un 30 mm ed un 40 mm è decisamente più’ alta. Ho apprezzato molto lo sforzo del distributore di proporre questo binocolo ad una cifra veramente abbordabile.

I due binocoli a confronto

Meccanica e messa a fuoco.
Sia il design, sia le caratteristiche meccaniche sono identiche a quelle del binocolo da 34 mm. Non ho notato neppure differenze  meccaniche fra le due manopole di messa a fuoco. Ovviamente la  bilancia  elettronica ha stimato un peso superiore: 643 grammi distribuiti su 155 mm di lunghezza e 130 mm di larghezza. Ancora una volta il peso dichiarato (720 g) è risultato superiore!

Le maggiori dimensioni del formato da 42 mm porta ad ottenere un feeling decisamente differente: i paraluce degli oculari sono decisamente più’ spessi (il diametro delle lenti è quasi simile: 22 mm contro 21 mm).

Per questo motivo a causa della mia distanza inter-pupillare un po’ridotta, posso usufruire di soli  17 mm di spazio fra un oculare e l’altro, un po’ pochino per far stare a mio agio il naso!

 A parte questa osservazione molto soggettiva, un binocolo dal peso maggiore si impugna meglio e seppur sia un 10 X non ho notato grosse differenze nell’assestamento naturale delle vibrazioni. Ho apprezzato, invece, sempre a causa del maggior ingrandimento, la filettatura per il fissaggio sul treppiede. La messa a fuoco minima è superiore, poco meno di quattro metri. Per passare da questa distanza all’infinito, questo 10 ingrandimenti, utilizza quasi due giri di manopola, dire un giro e 300°. Anche in questo caso si deve ruotare la manopola in senso anti-orario.

Per un bambino sarebbe preferibile l’utilizzo del binocolo da 34 mm, al posto del 42 mm, visibile in questa foto.

Resa ottica. 
Anche in questo caso ho percepito delle lievi differenze Al centro del campo, dieci ingrandimenti mostrano maggiormente l’aberrazione cromatica che pero’ durante le giornate limpide non è mai invasiva . Si nota soltanto un po’ di contorno verde-viola, durante le osservazioni in controluce  (rami, tralicci, etc.,etc.) con cielo luminoso e nuvoloso. Di contro il potere risolutivo e la luminosità sono imparagonabili rispetto al piccolo 34 mm. 

Curvatura di campo. 
Anche in questo caso è minima: si nota del degrado su soggetti/oggetti a lunga distanza a partire da circa l’85% del campo ma non in maniera invasiva.

Distorsione angolare. 
Presente, forse leggermente superiore rispetto all’8×34, direi poco di piu’ del 5% verso l’80% rispetto al centro del campo ottico.

Pregi.
Prezzo di acquisto, luminosità e potere risolutivo, anche la nitidezza è migliore. Per un uso crepuscolare la scelta non sarebbe difficile.

Difetti.
Aberrazione cromatica anche al centro nelle pessime condizioni di illuminazione, corsa della messa a fuoco un po’ lunghetta, oculari troppo spessi per visi occidentali con una minima distanza interpupillare.

In sintesi.
Alla resa dei conti se dovessi consigliare un binocolo economico per il birdwatching dire che l’Omegon Talron 10×42 potrebbe essere una valida prima scelta, ha tutte le caratteristiche adatte per l’uso in Natura non sforando il tetto dei 200 euro. Personalmente, pero’, ho preferito il piccolo 8×34: l’ho trovato più’ maneggevole,compatto, meno luminoso ma più’ corretto: veramente un bel binocoletto. Anni fa, quando comparvero i primi ED cinesi il costo era pari al doppio. Per fortuna la tecnologia si evolve anche nel settore dei binocoli di fascia economica.

Il binocolo Omegon Talron durante una fase del test presso l’innevato parco Campo dei Fiori in provincia di Varese

Ringraziamenti.
Ringrazio Michele Russo di Astroshop.it per aver fornito gli esemplari oggetto di questo test lasciandomi libero di citare le mie impressioni personali.

Ti è piaciuto quest’articolo?
Io non faccio spendere un centesimo ai miei lettori e in questo sito troverai decine e decine di articoli gratuiti, tuttavia, se apprezzi il mio lavoro, puoi contribuire a sostenere Binomania offrendomi un cappuccino attraverso paypal!

Offrimi un cappuccino!

Disclaimer. 
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Gennaio dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Astroshop.it  importatore ufficiale dei prodotti Omegon  per l’Italia.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

You may also like...