Binocoli Yukon: Point 8×42 e Futurus 10×50

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Premessa.

 Adinolfi è un nome ben conosciuto fra i lettori di Binomania giacché da anni è il distributore ufficiale dei prodotti Docter-Germany qui in Italia. In realtà l’azienda di Monza commercializza anche molti altri Brand: questa volta, infatti, ho provato per voi, due binocoli “entry-level” costruiti dall’Yukon.

LA YUKON ADVANCED OPTICS WORLDWIDE è una nota azienda del settore fondata  nella seconda metà degli anni 90 grazie all’unione di due aziende: quella produttiva, con sede in Bielorussia, (nata a sua volta nel 1991) e quella meramente commerciale, con sede in Texas.  Nel 1999 sono stati presentati i primi esemplari di visori notturni, mentre due anni dopo è stata avviata la commercializzazione dei famosi NVRS, i cannocchiali notturni per fucili. Da quel momento in poi la Yukon è stata prodiga di innovazioni: nel 2013  ha presentato i visori notturni digitali Rangers, vari telemetri laser, binocoli, spotting scopes, innovative  camere termiche, dei  cannocchiali termografici ed altro, altro ancora.
In questo periodo Yukon è uno dei maggiori produttori di ottiche per uso sia amatoriale sia professionale, ha oltre 800 dipendenti ed è distribuita in circa settanta nazioni.

E’ quindi palese che  io stia scrivendo di un marchio sicuramente diffuso e produttivo, soprattutto in grado di proporre binocoli “entry-level” dotati di un ottimo rapporto prezzo/prestazioni.

Il binocolo Point 8×42, ad esempio, è venduto, qui in Italia,  a un prezzo di listino (IVA inclusa) pari 200 euro, mentre il più Futurus 10×50 WA costa soltanto 100 euro.

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Un bel primo piano sullo Yukon Point 8×42

 


Dati tecnici dichiarati dalla Casa Madre.

Estrazione pupillare 18 mm
Pupilla di uscita 5.2 mm
Angolo di Campo 7.4°
Campo visivo a 1000m 130
Minima distanza di messa a fuoco 1.3 m
Regolazione diottrica +-5
Temperatura di funzionamento -30 + 40
Grado di protezione IPX7
Dimensioni 180 x 128 x58  mm
Peso 640

Il binocolo Point 8×42 è un classico strumento per le osservazioni naturalistiche, composto di prismi a tetto, è disponibile in due versioni: da otto e da dieci ingrandimenti. Il binocolo è totalmente gommato con una spessa protezione nera, i tappi anteriori sono fissati direttamente allo scafo ottico. Di primo acchito, ritenevo questa una soluzione discutibile, in realtà, con l’uso protratto nel tempo, mi sono accorto che è molto funzionale. Se penso a quanti tappi di binocoli Top di Gamma ho perso nei boschi  posso essere solo contento della soluzione scelta da Yukon; anche la zona nei pressi degli oculari è progettata con  discreto criterio, il binocolo, infatti, utilizza delle conchiglie laterali, facilmente abbassabili, anche se  non è prevista la possibilità di retrarre i paraluce. I portatori di occhiali, infatti, dovranno toglierle per usufruire dell’intero campo di vista.

La messa a fuoco –interna- è affidata a un classico rotore centrale, non ci sono giochi evidenti, anche se la fluidità non è fra le migliori, forse imputabile al grasso in grado di resistere alle forti escursioni termiche. La regolazione della diottria sull’oculare destro si attua attraverso una ghiera più grande del normale, quasi simile a quella di un rotore centrale. La distanza minima di messa a fuoco che ho riscontrato è inferiore al metro e mezzo, quindi in linea con le specifiche tecniche dichiarate. Per passare da questa distanza ai dieci metri occorrono circa ¾ di rotazione della manopola, per raggiungere poi l’infinito, occorre muovere il rotore di pochissimi millimetri.

Il binocolo è ovviamente impermeabile e riempito in azoto e la sua temperatura di esercizio è compresa fra i -30° e i + 40°.

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Da notare il sistema di collegamento dei tappi allo scafo ottico.

 

Durante il test sul campo non ho avuto nulla da eccepire, soprattutto perché stavo maneggiando un buono strumento da duecento euro: la tonalità dei colori è neutra nella maggior parte delle condizioni osservative, l’aberrazione cromatica al centro del campo è assente. Io lo potrei definire un buon binocolo ED, sussiste un po’ di ovvia cromatica laterale che si percepisce come un lieve alone verde –violetto a partire da circa il 70% del campo di vista. La nitidezza in asse è buona e presenta anche un buon contrasto, l’unico difetto che ho riscontrato (e che è palese in moltissimi binocoli entry-level ma anche in binocoli dal prezzo decisamente superiore) si percepisce durante le   osservazioni in contro-luce: si nota, infatti, un po’ di luce diffusa  nella parte inferiore del campo di vista quando si inquadra nei pressi del sole.

Yukon utilizza per i propri binocoli un trattamento definito “TRUE COLOR” un multi strato su ogni lente, non mi è dato di sapere, invece, la reale composizione dei vetri che compongono i prismi a tetto.

Il campo di vista non è molto ampio ma neppure strettissimo, com’è lecito aspettarsi in queste fasce di prezzo, anche per questo la leggibilità delle immagini rimane buona sino all’estremo del campo di vista, sussiste, ovviamente un poco di curvatura, mentre la distorsione angolare è minima. Il panning è decisamente piacevole.

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Buon contrasto, buona brillantezza e scarsa aberrazione cromatica in asse, non male per un binocolo che si trova, spesso, a meno di 200 euro

 

Il campo di vista non è ampio ma neppure molto limitato, l’azienda lo dichiara pari a 7.4° di campo, quasi totalmente fruibili.
Sono invece un po’ differenti le mie impressioni riguardo allo Yukon Futurus 10×50: un classico binocolo dotato di prismi di Porro nel classico formato 10×50. Lo strumento è totalmente gommato mentre sia i tappi che coprono le ottiche, sia quelli  che coprono gli oculari sono agganciati direttamente allo scafo ottico.

Dati tecnici dichiarati dalla Casa Madre.

Estrazione pupillare 14 mm
Pupilla di uscita 5 mm
Angolo di Campo 6.5°
Campo visivo a 1000m 114
Minima distanza di messa a fuoco n.d
Regolazione diottrica n.d
Temperatura di funzionamento n.d
Grado di protezione n.d
Dimensioni 193  mm
Peso 1030 g

Rispetto al compatto Point 8×42 ho trovato più difficoltà a inserire i tappi che proteggono le lenti di 50 mm di diametro. Anche la regolazione della diottria sull’oculare destro è un po’ lasca e questo obbliga, talvolta, a correggere gli spostamenti occasionali.

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Il classico formato universale 10×50

 

La messa a fuoco è esterna e avviene, ovviamente, tramite lo spostamento del carrello centrale degli oculari. Il movimento è poco fluido e, a causa della composizione “plasticosa” dei componenti si nota una certa flessione. La distanza minima di messa a fuoco è superiore al Point 8×42, circa cinque metri, dai dieci metri all’infinito occorre ruotare la manopola di 1/5 di giro.

Anche in questo caso, il binocolo è garantito come waterproof, come si evidenzia sulle scritte  presenti nella parte anteriore dello scafo ottico,  seppur sia abbastanza scettico quando si parla di binocoli con la messa a fuoco, esterna. Si avvale anch’esso del trattamento TRUECOLOR, mentre l’estrazione pupillare è risultata un po’  limitata, pari a 14mm.  Da un punto di vista ottico  il binocolo è allineabile con i vari binocoli dal medesimo schema ottico venduti in questa fascia di prezzo: le immagini al centro del campo sono discretamente nitide, cosi come il contrasto. Grazie ai prismi di porro l’aberrazione cromatica in asse è quasi invisibile, mentre si percepisce solo un poco di cromatismo laterale ai bordi del campo di vista. La curvatura di campo è presente ma limitata.

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Un primo piano sui due binocoli.

 

In sintesi.

Il binocolo  Yukon Point 8×42 si è dimostrato un valido strumento per neofiti, ottimamente gommato, con una resa ottica più che discreta, e un buon contrasto, pecca un po’ nel contenimento dei riflessi in contro-luce ma per 200 euro, ritengo non si possa pretendere di più. Lo Yukon Futurus 10×50 è un binocolo certamente più economico e ingombrante ma anche più luminoso. E’ meno nitido e contrastato al centro del campo, ma resiste meglio al controluce e mostra meglio gli oggetti del cielo profondo, essendo quindi più universale del Point 8×42.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Luglio  dell’anno 2015. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di visionare direttamente  il sito web dell’importatore italiano ADINOLFI

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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