Binomania il primo portale dedicato agli amanti del binocolo a cura di Piergiovanni Salimbeni
links utilileggi l'editoriale mercatino

PAGINA 1

Docter Aspectem UWA 40X80-500 ED
(versione UWA 40X con 84° di campo)
di Piergiovanni Salimbeni
DATA DI PUBBLICAZIONE 25 MARZO 2011

CLICK HERE FOR THE ENGLISH VERSION WITH GOOGLE TRANSLATE


30 ottobre 2010: L'alba, il Docter ASPECTEM in azione..

Premessa

Sono passati alcuni mesi dall'acquisto di tre esemplari di Docter Aspectem due esemplari dotati degli oculari UWA da 40 ingrandimenti con 84° di campo, prediletti da me e Luca Mazzoleni  e la versione  dotata di oculari zoom "20-50X" preferita da Corrado  Morelli.
  Io e i miei collaboratori abbiamo avuto modo di testare questi strumenti per decine e decine di ore in vari settori ed in molteplici condizioni di utilizzo. Abbiamo avuto anche la fortuna, trascorrendo tre giorni stupendi presso il rifugio in Valtellina di Corrado, di organizzare una lunga comparativa con un esemplare di   Kowa Higlander e con i vecchi modelli Aspectem dotati di ottiche acromatiche.
Per tale motivo questa non sarà la classica recensione di binomania ma un lungo reportage colmo  di dati tecnici ma anche di curiosità e impressioni nell'uso pratico.


23 settembre 2010: ore 00.40 di mattina.
una foto ricordo dopo La prima giornata di test presso il rifugio di Corrado in Valtellina. A partire da sinistra -luca mazzoleni, piergiovanni salimbeni,corrado morelli



Come molti fra voi sapranno, negli ultimi dieci anni, io, Corrado Morelli e Luca Mazzoleni, abbiamo avuto la possibilità di comprare o di utilizzare la maggior parte dei binocoli presenti sul mercato. Se ognuno fra noi aveva, più o meno, trovato il “proprio” binocolo nella classe dei bassi  ingrandimenti (8x-10X) tutti eravamo ancora  alla ricerca del binocolo definitivo ad alti ingrandimenti.


Chi mi conosce sa che mi sono accostato al mondo dell'ottica attraverso l'osservazione astronomica. Per anni ho ammirato ad alti ingrandimenti la  luna ed i pianeti ma solo raramente facevo uso del telescopio per osservare il panorama terrestre. Successivamente l'amore verso la natura mi ha accostato al mondo del binocolo. Devo ammettere, con onestà,che le osservazioni con i classici binocoli economici, tipo il 25x100 di produzione cinese, molto usati dagli amatori per l'osservazione del cielo, mi avevano quasi mai soddisfatto nell'uso diurno.
Questo accadeva a causa della scarsa qualità ottica e della resa cromatica che falsava i colori e non mi consentiva di apprezzare la vista delle Alpi innevate o l'osservazione dei rapaci , che apparivano sempre "soffocati" da un onnipresente bluastro.


Rifugio della Corte: Primo giorno di prova, Docter Aspectem UWA 40Xvs Kowa Higlander

Le cose iniziarono a migliorare quando potei osservare, per la prima volta nel noto USM 20x110 e  nel William Optics 22x70 "definito APO" e poi successivamente  nel binocolo anch'esso di produzione cinese classificato come"23-41x100". Nei primi due binocoli la resa terrestre era soddisfacente, ma per un camminatore come me, era quasi impensabile, aggiungere peso e cavalletto per soli 5-7 ingrandimenti in più rispetto a quello che mi poteva fornire, ad esempio, un più leggero SLC15x56  o NObilem15x60, MInox 15x58 o lo stabilizzato Canon 15x50IS
Per tale motivo, per anni, continuai a portare con me nelle escursioni  binocoli da 8-15 ingrandimenti, usando il 20x110 quasi sempre da casa o in punti raggiungibili con l'auto, dato che il peso di tale binocolo è notevole.

Come risaputo quando si continuano a testare prodotti di alta qualità si cerca sempre di raggiungere le stesse performance anche in altri formati. Per tale motivo dopo aver usato per mesi, binocoli come il canon 10x42 IS, oppure lo  Swarovision 8.5x42 sentivo il bisogno di possedere un binocolo ad alto ingrandimento che mi fornisse  delle elevate prestazioni. Ma perché?

In primis perché, quando due  anni fa, osservando all'interno di un binoscopio costruito da Luca e dotato di oculari Ethos, capii quanto ci si potesse divertire nell'osservazione terrestre, molto di più che osservando il cielo. Lo stesso avvenne quando osservai nel Kowa Higlander, ma l'alto peso del binoscopio e l'alto costo del Higlander (quasi 7000 euro) mi avevano fatto sempre "raffreddare" tale desiderio.
Per tale motivo, per alcuni mesi, in certe escursioni accostai allo Swarovision anche un ottimo cannocchiale da 82mm.
Le immagini fornitise seppur fossero luminose, nitide e contrastate, derivavano dall'uso di un solo occhio ed il mio fine massimo era poter osservare con due occhi, dato che il buon Dio ce li ha dati e sarebbe uno vero spreco non utilizzarli, soprattutto perché, fra qualche
anno, la mia vista  potrebbe anche peggiorare cosi come il mio fiato e magari le mie gambe potrebbero anche non riuscire a  raggiungere posti stupendi.


Gli Aspectem ED insieme ad uno dei vecchi modelli acromatici, sulla destra, messi a disposizioni dagli amici appassionati della Valtellina

Oltretutto il buon Corrado,  che ritengo uno fra i più grandi appassionati e collezionisti di binoocoli moderni , aveva già acquisito una grande esperienza con i vari binocoli  giganti da lui acquistati nel corso degli anni. Cito fra i vari, il Kowa di 120mm, il Fujinon 150mm, lo Swarovski 30x75, Il Vixen Asbit da 80mm  ed ovviamente il Kowa Higlander  di 82mm. con ottiche alla fluorite sintetica.


Luca, invece,per quanto riguarda la visione binoculare ad alto ingrandimento, iniziò ad assemblare binoscopi dopo essere stato il primo ad importare, in Europa, vari binocoli interessanti come  i noti  USM 20x110, il 23.41x100, ed il  binocolo gigante di 150mm di diametro.  E' stato anche proprietario e restauratore del progenitore dell''Aspectem: lo Zeiss Asembi da 80mm di diametro e di vari binocoli cinesi di derivazione militare da 100-120mm.


Tuttavia,  durante le nostre disquisizioni binoculari serali v'era sempre un qualcosa che vanificava l'appagamento e che accendeva sempre "un non so che"  di insoddisfazione noto in tutti gli appassionati ma che in qualcuno di noi a volte è tale da essere paragonabile ad una vera e propria ossessione.

Il Fujinon 150mm, ad esempio, pur essendo un eccellente binocolo crepuscolare ed astronomico possedeva, a detta di Corrado, una resa nell'uso terrestre non molto performante, inficiata da un evidente residuo cromatico e da  una immagine poco contrastata.
Il Kowa  di 120mm era molto buono, ma similmente al 150mm, decisamente molto pesante.
Il Vixen BT 125A  ha sempre rilevato delle immagine inficiate da aberrazione cromatica con un netto calo di nitidezza  a 50 ingrandimenti.

Insomma tutto faceva presagire che la scelta ideale  per ognuno di noi tre sarebbe stata o il Kowa Higlander o un binoscopio anche se rimaneva sempre l'estrema voglia di trovare qualcosa di veramente trasportabile da portare in alta montagna, nelle oasi, al mare e cosi via ed il binoscopio non era di certo l'opzione più conveniente.

Quello che noi tre stavamo cercando era un binocolo con alti ingrandimenti, leggero, impermeabile, trasportabile  e che fornisse una resa ottica ineccepibile e possibilmente con un ampio campo apparente e con una meccanica molto, molto robusta.


Luca e Corrado..in azione sulle montagne della Valtellina

Fine pagina 1


 

 

 

 

 

Utenti online