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Canon 10x42 L IS WP

di Piergiovanni Salimbeni

 

Premessa

Chi avrà avuto modo di leggere le mie impressioni relative al piccolo canon 10x30IS nell’articolo “i fantastici 4” ben ricorderà il mio stupore,nell’aver appurato come un binocolo disoli 400 euro sia in grado di fornire una nitidezza, una resa dei colori simile a binocoli decisamente più costosi, con in più, l’evidente valore aggiunto del sistema di stabilizzazione.

 

Finalmente ho avuto la possibilità di testare il binocolo di punta di casa Canon, il performante 10x42L IS WP , gentilmente fornitomi da Marco Lucchini di binocoli.it,.

 

Caratteristiche tecniche

 

 

Il binocolo in questione è dotato delle lenti che hanno resa famosa l’azienda nel settore fotografico, anche in questo caso le ottiche sono rivestite in fluoruro di magnesio con il famoso rivestimento Super Spectra Multicoating (SSM) su ogni superficie delle lenti e dei prismi. Esteticamente è presente il classico anello rosso che Canon esibisce solo sugli obiettivi fotografici più performanti.

L’ergonomia è perfetta: si impugna in qualsiasi condizione, sia che si stia passeggiando in giardino, sia in mezzo al mare o con le mani madide di sudore a causa di 4 ore di risalita per raggiungere la vetta preferita.

Il codice WP che lo contraddistingue significa Water Proof ed il livello JIS di questo binocolo è pari a 7, (ossia una immersione del binocolo ad una profondità di un metro per ben 30minuti) per noi significa che sarà possibile osservare il cielo con umidità impensabile od osservare i nostri soggetti preferiti per la caccia fotografica anche sotto un acquazzone. Del resto, anche gli amanti della navigazione avranno la sicurezza di portare sempre con loro questo binocolo, non curandosi di un eventuale uso con pioggia o mare mosso…con in più il pregio del sistema di stabilizzazione.

Canon ha realizzato questo sistema utilizzando i prismi ad angolazione variabile VAP coadiuvati da due sensori che analizzano il movimenti indesiderato e da un microprocessore integrato che analizzando in tempo reale l’angolo di incidenza della luce compensa con lo spostamento dei prismi.

 

Il campo apparente di questo binocolo è di 65 gradi, ergo il campo reale è di 6.5°, la sua estrazione pupillare è pari a 16mm, il paraluce agli oculari è estraibile mentre esiste un blocco ad estrazione per regolare la messa a fuoco sull’oculare destro. La ghiera centrale invece è molto ergonomica e dolce, mentre il pulsante per l’attivazione del sistema IS è a portata di dito indice e molto reattiva. La durate delle batterie, dipende dall’ intensità dell’uso e dalla temperatura del luogo osservativo. Durante la mia prova, durata circa 30 giorni, con un utilizzo intenso ho quasi scaricato le pile. Una tal performance dovrebbe essere decisamente inferiore nei giorni invernali.

 

Osservazione astronomica 

Si sa, gli astrofili sono molto più esigenti rispetto ai fotografi amatori ed ai birwatchers, non fosse altro per le maggiori conoscenze d’ottica acquisite per necessitò e per l’esigenza di lavorare spesso in condizione al limite dove contano ottiche di eccelsa qualità. Or bene il canon 10x42L iS WP ha dimostrato di possedere una nitidezza ottima, con una resa dei colori molto precisa ed una cromatismo residuo, da cercare “con il classico lanternino” osservando i bordi lunari od i bordi del pianeta Giove,compare ad esempio solo un “lievissimo” alone blu, simile a quello fornito dai rifrattori APO di ultima generazione, le stelle sono molto puntiformi ed il campo di massimo contrasto che ho percepito è prossimo al 90 per cento! In questo test, molto selettivo per decine di binocoli blasonati , si è rilevatounofra i migliori.

In sintesi, come sono solito fare ecco i dati
CM 90% CI%10.. puntiformità 9

Il sistema di stabilizzazione nell’uso astronomico è valido ma personalmente lo ritengo inferiore a quello fornito dal Fujinon 14x40 e dal Fujinon 12x32 che possiedono ben 5 gradi di stabilizzazione contro i soli 0.8 gradi.

Del resto con il Fuji ero in grado di vedere “perfettamente “il sistema Mizar ed Alcor con il Canon ho avuto qualche problemino anche con il transito dei satelliti di Giove, dove dovevo avere le braccia più ferme rispetto che con il rivale giapponese.

Ovviamente queste mie impressioni derivano dall’avere testato uno fra i migliori stabilizzati antagonisti, del resto, mostrandolo a qualche amico che non ne aveva mai provato uno, la percezione è stata quella di ritenere che “le stelle si fossero fermate…”

Di contro è più nitido del binocolo 14x40 appena citato con una resa cromatica migliore.

 

Ottimo per la visione di costellazioni e per osservare le fasi lunari, pecca ovviamente in luminosità dato che è ovvio che 42mm siano in grado di mostrare pochi oggetti celesti, in ogni modo le galassie M81-m82, M31 ed M33 sono facilmente visibili, con questo binocolo, che grazie al performante trattamento antiriflesso mi è parso luminoso come un altro performante 10x50 con prismi di porro utilizzato come confronto, con in più il surplus del sistema IS. Senell’uso astromicovolete vedere qualcosa però, compratevi un binocolo 25x100 cinese, a soli 400 euro, non si vede meglio ma si vede molto di piu.


Caccia fotografica

Le dimensioni del canon 10x42L IS WP sono abbastanza compatte; 1030 gr, sviluppati su 175mm di lunghezza e soli 87mm di altezza, sono stato in grado di sistemarlo all’interno dello zaino fotografico insieme con un corpo macchina canon 30d, il “Canon EF 24-105L F/4IS, il Canon EF 400 F/5.6L USM ed il Sigma 12-24mm f/4.5-5.6 EX DG HSM , compresi vari accessori indispensabili. Con tale attrezzatura il peso sulle spalle si percepisce già dopo pochi passi, tuttavia il noto Juza che porta con sé il gigantesco obiettivo Canon EF 600mm f/4 L IS USM o l’amico Rick Deckard che dopo aver abbandonati il taka 128 passeggia per ore ed ore con un Canon EF 500mm f/4 L IS USM potrebbero sorridere di questa mia asserzione.
Per i cacciatori fotografici che possiedono gli obiettivi del sistema Canon serie L non posso dire altro che attendersi la medesima resa: immagine molto nitide con una resa dei colori “familiare” pochissimo cromatismo residuo anche osservando Garzette, aironi cinerini, su sfondi molto contrastati in piena luce. Inoltre essendo estremamente carrozzato e tropicalizzato non si dovrà avere nessuna paura di utilizzarlo durante gli appostamenti invernali o durante gli acquazzoni o la “Pesante” nebbia che c’è ad esempio nella pianura padana, in grado di appesantire pure i vestiti.

Un altro punto a favore di questo binocolo è la facilità con la quale consente di osservare gli animali, tale impressioni dovrebbero essere utili anche agli accaniti birdwatchers.

Spesso la vista del cacciatore fotografico è stanca a furia di scattare,mettere a fuoco, camminare e sudare. Le braccia sono spesso appesantite dal lungo camminare e dal trasporto dei grossi tele, in questo caso è sempre meglio avere un binocolo stabilizzato molto nitido come questo canon che un performante binocolo con prismia tetto non stabilizzato.

Ho provato sulla pelle come sia enormente gratificante dopo una giornata passata a camminare con un pesante zaino sulle spalle riposarsi durante l’osservazioni degli animali senza affaticarsi ulteriormente con un binocolo non stabilizzato

 

 

Osservazione nautica

Sarebbe perfetto se stabilizzasse almeno un paio di gradi, in ogni modo, sono riuscito a provarlo durante una breve escursione in barca e devo dire che sia la resa ottica, perfetta per osservare oggetti distante sull’orizzonte marino in condizioni atmosferiche e di luce pessime è gratificante. Ho avuto la fortuna di seguire per una buona mezz’roaale manovre di un sottomarino partito penso dal Golfo di La Spezia, mentre mi trovavo in navigazione sul litorale toscano in Versilia! Il tutto dalla barca senza dover cercare appoggi. Ovviamente in presenza di mare molto mosso, la stabilizzazione raggiunge i suoi limiti.

Tuttavia è molto rassicurante essere circondati dall’acqua sapendo di avere fra le mani un binocolo ben tropicalizzato, ricordato solo che la salsedine è molto pericolosa per le ottiche le quali andrebbero pulite anche con semplice acqua dolce per eliminare l’eventuale residuo che alla lunga potrebbe corrodere i primi strati del trattamento antiriflesso.

In sintesi: ottimo binocolo, purtroppo costoso, circa 1500 euro, resa ottica ottima, tropicalizzato, stabilizzato, potrebbe essere il compagno di una vita, chi non vuole spendere questi soldi per un binocolo posso consigliare senza alcuni dubbi i più economici , ma non tropicalizzati e privi di ottiche L, 10x30IS od il 12x36 iS II dei quali dovrei proporre a breve una recensione.
Consiglierei al produttore di dotare il binocolo di un sistema di copertura delle lenti , dato che è presente solo per gli oculari, inoltre una diversa conformazione dello scafo nei pressi del sistema ottico, avrebbe concesso di migliorare la protezione contro i riflessi parassiti. Per il resto non ho davvero nulla da obiettare.

 

Una curiosità: qualche giorno fa stavo ammirando il cielo dal mio solito posto osservativo proteggendomi la testa con il cappuccio nero della tuta, a causa di un bel raffreddore estivo. Ero completamente immobile ed immerso nella zona di Perseo e di Cassiopea ammirando i tenui colori delle stelle nonchè il celeberrimo Doppio Ammasso. Ad un tratto ho percepito "qualcosa di grosso" che mi stava piombando addosso, ho fatto in tempo ad alzare la testa ed ho visto un grosso e silenzioso rapace notturno, che stava puntando dritto dritto verso di me! . Era un gufo, dopo aver capito che ero un uomo, seppur un po'strampalato vista la mia passione notturna, si è spostato repentinamente, ed è rimasto a "studiarmi" ancora un po' poggiandosi su un vecchio palo della luce in legno.

Dopo aver contattato l'amica Angela Bellini, esperta naturalista , pare che il gufo sia stato attirato dalla luce verde del Led del binocolo e dal ronzio del sistema di stabilizzazione, nonchè dal mio camuffamento dovuto involontariamente dalla tuta nera..Che questo binocolo avesse molte doti era indubbio ma che fosse anche in grado di catturare l'attenzione dei rapaci notturni era impensabile!
E' stato un incontro ravvicinato "mozzafiato"

Piergiovanni Salimbeni