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Prime impressioni sul Vixen Foresta
di Piero Pignatta
Si tratta di un binocolo robusto per impiego naturalistico, impermeabile, riempito d'azoto, in lega di magnesio, è estremamente ergonomico, leggero e molto, molto nitido al centro; ai bordi invece si perde sensibilmente di definizione, più di quanto la foto faccia vedere (quella con il paesaggio di alberi e case, scattata con metodo afocale).
Nell'uso generico naturalistico (motivo per il quale l'ho acquistato) uno quasi non se ne accorge, mentre nell'uso astronomico appare in tutta la sua debolezza.
Non penso quindi sia molto adatto ad uso astronomico a meno di avere l'esigenza di un vasto campo (8.8°) al solo scopo di cercare di compredere più che si può un certo asterismo che serva poi da orientamento e al comtempo avere un binocolo per uso generico da portarsi in montagna o al mare.
Il cromatismo è eccellente e non mi risulta monti nè lenti asferiche nè apocromatiche, potrò darvi maggiori informazioni fra breve.
Le pupille d'uscita soffrono di un certo effetto cat's eye, specie a sinistra, tuttavia l'immagine in cui compare l'intero binocolo accentua oltre il reale il difetto che invece è minimamente accennato a destra e più pronuciato a sinistra e corrispondente alle foto eseguite in linea sul singolo oculare.
Su questo aspetto vorei aggiungere un mia impressione: di recente Astrotech mi ha sostituito (senza alcuna spesa aggiuntiva e celermente, va detto) un 15x70 con l'11x70, in quanto con il primo non mi trovavo molto bene, mentre con il secondo va decisamente meglio (parere anche condiviso da Astrotech): ebbene su tale binocolo le pupille d'uscite sono perfettamente tonde ma la resa globale è sicuramente inferiore al vixen; mi rendo conto che due binocoli così diversi non possano essere paragonati, ma il dubbio che ho è fino che punto il difetto del cat's eye può incidere sulla globale qualità di uno strumento?
Piero Pignatta
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