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General Hi-T 8x42APO

Premessa.

Questo è un binocolo a prismi a tetto in vetro Bak4, dotato di obiettivi composti da tripletti "apocromatici" di produzione cinese che definirei di ultima generazione, poichè esiste un vero e proprio abisso con i primi prodotti orientali e con i classici binocolacci presenti sulle bancarelle.

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vista di lato
vista di fronte
   

Com'è risaputo nei binocoli con prismi a tetto, le lenti degli obiettivi, i prismi e gli oculari sono perfettamente allineati, sullo stesso asse, vincendo in compattezza. Purtroppo la luce incidente è composta da varie frequenze ed ognuna di esse possiede un angolo di riflessione differente, per questo motivo, quando un fascio di luce monocromatica incide sulla faccia del prisma, avvengono due distinte rifrazioni: la prima relativa al passaggio della luce dal mezzo esterno a quella che compone il prisma, l’altra relativa al secondo passaggio inverso.

Il fascio di luce, è doppiamente deviato, assumendo nel momento dell’uscita dal prisma una direzione differente da quella d’incidenza. Sino a qui non vi sarebbero particolari problemi, il problema sorge quando al posto di un fascio di luce monocromatico, incide un fascio di luce composta da frequenze diverse (policromatica)

In questo caso, le radiazioni dalla diversa frequenza vengono disperse a ventaglio scindendosi in varie componenti monocromatiche e generando il classico "effetto arcobaleno" che tecnicamente è chiamato “effetto negativo di fase".

A parte alcuni strumenti pregiati, primi fra tutti quelli progettati da Zeiss con un perfetta correzione di fase, i binocoli da prisma a tetto, per il difetto appena citato, sono poco prediletti nel settore astronomico , inoltre molti costruttori ritengono che essi possiedano un inferiore effetto stereoscopico. A quanto pare questo binocolo cinese possiede una correzione di fase pari a 2, ma non ho avuto modo di conoscere la reale procedura industriale.

Questo binocolo è davvero molto compatto: 12.5x(13.5x)11cm, si utilizza agevolmente a mano libera, senza l’aiuto di un supporto. Ho però preferito utilizzare la sede filettata, collegandolo ad un cavalletto della Telescope Service
La prima cosa che ho notato, oltre alla cura generale dello scafo ottico è il buon trattamento multi-strato delle ottiche, che mi è parso più performante rispetto ai modelli a trattamento singolo di anni or sono, vedi ad esempio i vecchi modelli SkyMaster. Questo 8x42 esibisce, infatti, un trattamento multi-strato su ogni superficie che mostra un piacevole colore verde smeraldo, (chinese green) è inoltre, riempito con azoto ed è resistente agli urti e all’acqua. Tuttavia la distorsione ai campi è maggiore rispetto ai nuovi modelli cinesi con prismi di porro, (ad esempio l'8x30mil) ed il CP mi è parso più morbido.
L'estrazione pupillare di 21mm, mi è parsa comoda, così come il sistema di estrazione dei para-luce degli oculari.

Nell'osservazione astronomica, ho provato, come prima cosa, a misurare il residuo cromatico che è risultato minimo esplorando il bordo del disco lunare. Tuttavia non ritengo possano fregiarsi del logo apocromatico giacchè in condizioni di alta riflessione i colori spuri compaiono.

Osservando la stella Vega, per molte sere di seguito, ho stimato che il campo di questo binocolo si può suddividere in questo modo
70%CM 10%CP 20%CI
.

Il grado di puntiformità stellare del CM è pari a 7. Il residuo cromatico percepibile osservando la stella Vega è minimo al centro del campo ma presente verso il 60% campo; anche nell’osservazione diurna la resa dei colori è molto buona anche su dettagli ostici come i profili delle montagne innevate.

Il contenimento delle immagini fantasma osservando la luna piena od i lampioni molto luminosi è solo discreto, la regolazione diottrica che si attiva con piccolo scatti è forse un poco impegnativa quando si fa uso dei guanti invernali.

In sintesi: Questo binocolo mi è parso un acquisto interessante per il birdwatcher e per l'astrofilo itinerante, che ama anche osservare i panorami diurni, il contrasto al centro del campo è buono, il campo apparente fornito è sufficiente, mentre la resa ai bordii è un po' morbida. Ottima la messa a fuoco minima, inferiore ai due metri.

 

Campo di massimo contrasto (CP) 70%
Campo panoramico (CP) 20%
Campo inutilizzabile (CI) 10%
Puntiformità nel MC (da 1 a 10) 7
Cromatismo percepibile sul bordo lunare ma minimo
Immagini fantasma presenti osservando oggetti celesti molto luminosi
Messa a fuoco dolce la centrale, molto dura la regolazione diottrica
Campo reale
Campo apparente 56°
Estrazione pupillare 20 mm
Uscita pupillare 5.25mm
Rapporto diametro luminosità buono
Collimazione di serie buona