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Geoptik 20-26-32x88 Semi APO
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Premessa

Tempo fa, disquisendo con il proprietario di Geopitk, Ezio Bonafini, in merito alle novità del settore astronomico, venni a conoscenza della sua decisione di importare un binocolo con ottiche intercambiabili, noto in America sotto il nome di Apogee 20-32x88.


Dopo poche settimane, Bonafini mi avvisò che la prima campionatura era arrivata; a questo punto, gli chiesi se fosse possibile ricevere in prova un esemplare per i lettori di Binomania: fui accontentato e dopo pochi giorni ricevetti un voluminoso pacco con dentro il binocolo.


Conosco soltanto una persona in Italia, Gianluca Carinci, possessore del medesimo modello marchiato per l'appunto “Apogee”, ma per impegni da entrambe le parti, ho mai avuto la possibilità di organizzare un test.

Ora ci sono riuscito e spiegherò brevemente ai lettori di Binomania le mie impressioni

 

 

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Il Geoptik visto di lato
Gli obiettivi "semi apo"
   

Prime impressioni.

La valigetta di alluminio riprende il design di tutte quelle che proteggono i grossi Bigbino Made in China, è in grado di proteggere alla perfezione il binocolo da urti accidentali e, finalmente, la pessima protezione interna di gomma mal ritagliata delle prime custodie, che ho avuto modo di esaminare, è stata sostituita con un materiale spugnoso ritagliato con maggiore dovizia.
E’ più larga e più bassa di quella che equipaggiano i comuni 25x100FB,

La prima cosa che si nota, aprendo la valigia è la strana presenza di un paio di guanti bianchi , che sono posti in bella mostra sopra lo scafo dello strumento. Il loro utilizzo è immediatamente comprensibile dopo aver preso fra le mani il binocolo, che è dotato di una verniciatura talmente lucida da concedere ai RIS di analizzare vita, morte e miracoli di tutte le persone che vengono in contatto con tale strumento: di fatto è sufficiente avere le mani leggermente sudate per lasciare impronte digitali ovunque.

Devo dire di non essere rimasto poi così stupefatto di questa decisione aziendale, giacchè la tendenza attuale, riscontrata anche su molti rifrattori, è quella di proporre delle verniciature molto appariscenti e, anche in questo caso, gli amici con gli occhi a mandorla mi pare vi siano riusciti.

Il kit in dotazione

La dotazione del Geopitk è decisamente completa, dato che nel kit sono comprese ben 3 coppie di oculari in grado di sviluppare 20, 26, 32 ingrandimenti, mi pare che la loro configurazione ottica sia del tipo "Reversed Kellner"con trattamento antiriflesso multistrato Chinese Green.. cercherò di avere a breve maggiori informazioni, In ogni modo, sia per fattezza costruttiva che per contenimento delle aberrazioni mi pare riescando a fornire delle prestazioni superiori a quelle esibite dagli oculari del clone Miyauchi di 100mm, testato tempo fa. Peccato che il diametro del barilotto sia superiore a 31.8mm e non consenta di testarli con il mio visore binoculare. Parlerò fra breve della loro resa sia nell’osservazione diurna che in quella astronomica.

Nel kit è presente anche una maniglia smontabile in alluminio, che seppur presenti un lieve gioco, quando viene fissata nella propria sede, ha svolto alla perfezione, nell’arco delle serate, il proprio compito. Cito, inoltre, gli onni- presenti panni per la pulizia delle ottiche.


Configurazione ottica. 

Gli obiettivi di 88mm, sono composti da un tripletto che la Casa Madre definisce semi-apo; le lenti che lo compongono sono spaziate in aria, le prime due, come è visibile nella gallery sono alquanto ravvicinate, mentre la terza è situata a circa 8-9mm da esse; anche se io dai miei test ho evidenziato che il residuo cromatico sia maggiormente simile a ottiche ED, tuttavia chi legge, sa che otticamente parlando non esistono delle reali definizioni fra ottiche semi-apo, apo ed, , tuttavia basta sapere che il cromatismo è decisamente migliore rispetto ad un comune doppietto acromatico.

I para-luce sono estraibili e mi sono parsi ben funzionali, i tappi copri-ottiche, si devono fissare con forza affinchè non si spostino dalla loro sede.

La regolazione della distanza interpupillare avviene attraverso un sistema molto originale che prevede l’utilizzo di un pomello centrale a vite, che non consente erronei disallineamenti dei due prismi, anche se l'operazione risulta più lenta rispetto a quella manuale presente sulla maggior parte dei binocoli con prismi a 45 e 90°

La messa a fuoco è ovviamente singola ed è possibile apportare una regolazione diottrica di +/- 5 punti, Il movimento è preciso anche se la regolazione non è dolcissima. La sede centrale, posta dopo gli oculari, dove si alloggia la maniglia mi pare possa essere utilizzata anche per inserire un raccordo porta-laser di puntamento oppure un piccolo cercatore.

In verità non ho sentito molto il bisogno di tale accessori, giacchè gli oculari a venti ingrandimenti forniscono un campo reale di corrispondente a 52° di campo apparente, che diventa ben 66° i con gli oculari a 32X.

 

immagine priva di ingrandimento
Il cut-off dei prismi che affligge alcuni esemplari di questa serie
 

 

Durante l’osservazione dei prismi, ho notato come sia presente un cut-off in entrambi i prismi. In un primo tempo ritenevo fosse un problema relativo al loro disallineamento, in realtà osservando con maggiore attenzione ho verificato che dipendeva dalla presenza di una specie di pellicola nera. Dopo un paio di e-mail con amici d’oltre-oceano che avevano avuto modo di testare la versione marchiata Burgess, ho saputo che tale pellicola, è in realtà un particolare nastro adesivo nero, che viene utilizzato per coprire, durante la fase di assemblaggio, la sede esterna dei prismi. Questo problema potrà quindi presentarsi, in maniera più o meno preoccupante o addirittura non essere presente.

Alcuni astrofili americani, hanno semplicemente rimosso la pellicola, altri hanno inviato nuovamente il binocolo all'importatore per un intervento rapido.
Questo difetto è evidente durante lo star test, quando sfuocando una immagine stellare, si osserva la sfera circolare prodotta, deformata propria dalla linea orizzontale provocata dal nastro adesivo.

Dimensioni

Il peso di questo binocolo è notevole: bilancia alla mano è pari a 6.8 Kg.
Le dimensioni in larghezza sono di circa 23cm nei pressi degli obiettivi, mentre in lunghezza variano dai 45cm ai 39cm, a secondo che siano utilizzati i paraluci estraibili.
Ho provato varie soluzioni di montaggio e quella che mi ha maggiormente soddisfatto l’ho avuta utilizzando il cavalletto Ghi-t di mia proprietà
.

Lo smorzamento delle vibrazioni avviene a 20x in circa 3-5 secondi, un fattore variabile a causa dell'ingrandimento o utilizzando la colonna centrale estensibile. Ritengo che un strumento del genere debba necessariamente disporre di una buona montatura a forcella simile a quella venduta dalla Orion, non so quale montatura fornisca Geopitk, ma penso che ve ne sia una dedicata, fornita dal medesimo produttore dei binocoli. Inserisco qui sotto, nelle immagini, o un paio di soluzioni adottate dagli astrofili americani, che utilizzano più di noi italiani i binocoli nelle osservazioni astronomiche, grazie, forse ai cieli ed a prezzi di acquisto più favorevoli.

 

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Due ottime soluzione di montaggio Made in Usa..


 

Osservazione diurna

Che dire? Non è di certo un 8x40 con i prismi a tetto: le osservazioni vanno compiute ovviamente con un supporto robusto e di primo acchito, si è disorientati ad utilizzare la visione a 90°.

A 20X nelle osservazioni a breve distanza (40-50 metri), l’aberrazione cromatica è presente osservando oggetti a forte contrasto, esemplificando posso dire che si percepisce un alone bluastro, osservando le foglie degli alberi con un cielo molto luminoso, mentre con gli oggetti all'infinito, come i profili delle montagne, l'alone tende al giallastro.

Il residuo cromatico mostrato mi è parso leggermente inferiore a quello visibile nei classici doppietti acromatici Made in China e simile a quello reso dall’obiettivo del clone Miyauchi di 100mm.

Sono consapevole che attualmente v'è molta confusione nel definire gli obiettivi che possiedono delle prestazione inferiori a quelli apocromatici ma superiori agli acromatici, tuttavia ho osservato in obiettivi definiti semi-apocromatici con un residuo decisamente inferiore. A difesa di tale strumento, se mai ve ne fosse bisogno, posso citare, la presenza di maggiori superfici in gioco rispetto ad un comune telescopio a rifrazione e la sua corta focale.


Gli Oculari.

Come preannunciato mi pare siano dei Reversed Kellner, presentano una buona cura costruttiva e dei paraluce in gomma adeguati, la coppia che sviluppa i 32x possiede però una estrazione pupillare minima e questo potrebbe generare problemi per chi utilizza gli occhiali anche nella fase osservativa.

In ogni modo ecco i dati precisi:
20x= 22,2mm
26x=15mm
30x=12mm

Negli Stati Uniti, lo stesso binocolo viene venduto con solo le prime due coppie di oculari , Geopitk, invece, offre tutto il kit senza ulteriori esborsi.

 

A 26x l’immagine è ancora chiara e contrastata, seppur l’escursione termica del mese di giugno non mi abbia consentito di compiere con soddisfazione le osservazioni diurne. Il senso che traggo da tali oculari, è che essi siano più contrastati ai bordi e presentino meno distorsioni rispetto a quelli a corredo del clone di 100mm poc'anzi citati: forse il costruttore ha curato molto di più questo frangente, consapevole, che spesso nei binocoli sono proprio gli oculari a fare la differenza.

Ho potuto utilizzare con profitto gli oculari che sviluppano 32 ingrandimenti, solo all'alba o al tramonto, proprio per il problema termico sopra esposto. La distorsione ai bordi è minima, ma non mi fido mai di tale analisi nell’osservazione diurna, dato che il test stellare è decisamente più severo.

Chi possedesse una distanza interpupillare minima, come il sottoscritto, toccherà il bordo del naso contro lo scafo degli oculari.
il problema è risolvibile, accostando perfettamente gli occhi al bordo dei paraluce, permettendo solo alla parte superiore del naso di poggiarvi contro.


Osservazione astronomica

Un plauso al costruttore per aver creato un binocolo con prismi a 90° in un settore poco concorrenziale, non mi pare, infatti, vi siano altri binocoli di 88mm con tali caratteristiche ed il rapporto prezzo-peso-prestazioni-montatura a disposizione potrebbe fare davvero la differenza nella scelta. Certo che se fosse un 100mm...

Le immagini astronomiche sono ben contrastate, anche la superficie lunare mostra vari crateri, dettagli nei mari e innumerevoli zone di albedo chiare e scure, a 32X la visione binoculare concede di osservare dettagli che riesco a percepire con il telescopio senza sdoppiatore a circa 50X.

Il residuo cromatico è percepibile sul bordo lunare come un alone bluastro, questo accade anche nella zona prossima al terminatore,seppur in questo caso non sia poi così fastidiosa. L’esemplare da me testato è risultato scollimato per circa il 5% del campo, fortunatamente il cervello riesce a compensare bene il disallineamento sull’asse orizzontale e le immagini si sono sempre fuse perfettamente senza generare nausea o mal di testa, anche ai massimi ingrandimenti possibili ,sull'asse verticale la collimazione era molto precisa.

Osservando Giove si notano, ai massimi ingrandimenti possibili, due bande, ma la visione delle stesse è resa difficoltosa dalla forte luminosità fornita dalle lenti e dall’evidente alone bluastro che circonda il disco del gigante gassoso.

Il solito test per evidenziare la presenza di luci riflesse ha mostrato come a 20 ed a 26 ingrandimenti, anche ponendo la luna di un quarto al di fuori del campo visivo, compaiono dei riflessi alquanto fastidiosi.

Ovviamente questo strumento non è stato progettato per l’osservazione di luna e pianeti, meglio acquistare un visore binoculare per il proprio telescopio se si vogliono avere delle belle soddisfazione in questo settore, il suo reale campo di utilizzo è l’osservazione degli oggetti del cielo profondo e della Via Lattea, che nel mese di luglio, inizia ad essere la protagonista, a patto di osservare dopo la mezzanotte..


Le prestazioni ai bordi variano, ovviamente al variare degli oculari

A 20x ho calcolato 75% CM 15%CP 10%CI
a 26X ho calcolato 80%CM 10%CP 10%CI
A 32 X ho calcolato addirituttura 85%CM 5%CP 10%CI

Quest' ultimo setup mi ha concesso, sotto un cielo discreto, di osservare alla perfezione la bellissima coppia di galassie nell'Ursa Majior: M81 ed M82 e le stelle circostanti

Anche M57 nella Lyra si mostrava come un piccolo dischetto, mentre M13 iniziava a svelare la sua vera natura stellare. Grazie alla possibilità di cambiare gli oculari è davvero possibile compiere delle osservazioni mirate su oggetti che richiedono cieli migliori oppure ingrandimenti più elevati rispetto a quelli concessi dai classici binocoli ad ingrandimenti fissi 20x-25x)

In questo tipo di osservazioni la puntiformità stellare mi è parsa maggiore rispetto ai vari cloni cinesi di 100mm che ho provato e ben superiore al mio Astrotech Optiks 25x100 che però vinceva in luminosità osservando ad esempio M 51 ed M108.

Il doppio ammasso di Perseo è però un oggetto affascinante da osservare con il Geoptik, le stelle sono molto puntiformi e sono presenti decine e decine di stelle colorate.

Un plauso va anche alla visione a 90°, che è realmente comoda. In passato ho avuto modo di citare la mia difficoltà di orientamento con tali strumenti, ma dopo una decina di ore di osservazione devo dire che è decisamente comodo e rilassante utilizzare il treppiede alla minima estensione, stare seduto comodamente e navigare nel Cigno sorseggiando una bella bibita fresca.

Pro

1)La visione a 90 gradi

2)Le tre coppie di oculari in dotazione che permettono di fare delle proficue osservazioni del cielo profondo

3) Le ottiche contrastate ed il residuo cromatico inferiore ai cugini acromatici, seppur abbia osservato in “semi-apo” migliori

Contro

1) Gli oculari hanno un passo superiore ai 31.8mm, è però possibile utilizzare quelli astronomici creando un lieve spessore con un giro di nastro adesivo (operazione non molto precisa ma fattibile) alcuni astrofili americani utilizzano con profitto gli oculari della Orion.


2)Il peso e le dimensioni potrebbero scoraggiare gli astrofili che non possiedono un buon supporto. Vi ricordo in ogni modo che è possibile modificare la vostra montatura equatoriale in altazimutale, in breve tempo, chi è interessato mi scriva per avere ulteriori informazioni sulla procedura.

3) Il cut- off dei prismi generato dalla plastica adesiva anti-riflesso.


Per ulteriori informazioni scrivete a info@binomania.it

Cieli Sereni
Piergiovanni Salimbeni