L'evoluzione della specie: General hi-t USM 15-85 di Piergiovanni Salimbeni
Premessa.
Per chi non sapesse ancora nulla della serie USM, consiglio vivamente di leggere anche i seguenti articoli, USM 7x50, USM 10.5x70 e 15x70 e USM 10x50 .
Ho atteso con molta impazienza l'arrivo di questo strumento, ( ..e sono ancora in trepida attesa del modello 20x110 che forse alcuni di voi potranno vedere già allo Star Party di Sant Barthelemy.) Durante la primavera del 2006 avevo partecipato, seppur indirettamente, all'entusiasmo degli addetti al settore che avevano iniziato a seguire la nascita e la evoluzione di questo nuovo binocolo e spesso, nelle lunghe telefonate con il futuro importatore, si discuteva sulle ottime prestazioni che il produttore stava cercando di garantire, seppur con fatica e con costi di progettazione e di produzione dissimili, rispetto agli economici binocoli per astronomia che sono presenti sul mercato già da qualche anno.
Lo scopo era quello di creare uno strumento, affidabile, robusto, water-proof , anti-shock, con vetri a bassa dispersione e con una maggior affidabilità nella fase di collimazione dei prismi. Osservando da tempo con vari modelli cinesi ed avendoli difesi, spesso a spada tratta, pur criticando i loro limiti, capirete, la voglia e la impazienza di avere fra le mani, un esemplare di questa nuova serie per verificare se le parole fossero, in effetti, rappresentate da fatti concreti.
premete sulle immagini per vederne l'ingrandimento
lo scafo ottico
gli oculari
Lo scafo ottico Esteticamente questo 15x85 è davvero molto grande, più simile ad un 100mm che ad un 80mm: per la cronaca il notissimo 20x90 è decisamente più compatto (ma anche più sensibile agli urti e con una meccanica decisamente meno raffinata)
La lunghezza dello scafo è pari a 41cm, la larghezza massima è pari a 23cm mentre il peso si attesta su 4.8kg. La cura costruttiva è finalmente ineccepibile, tempo fa, prima della presentazione della serie USM, mi lamentavo della differenza di qualita fra le prestazioni ottiche e quelle meccaniche, ora i cinesi ci sono riusciti. Il feeling visivo e' simile a quello che nasce guardando un Docter Optic: scafo in alluminio, nessuna parte in plastica, protezione in gomma vulcanizzata-antiscivolo,, messa a fuoco precisa e "nessun gioco" fra i due tubi ottici!
Si puo finalmente regolare la distanza interpupillare compresa fra i 50 (non segnati dato che la regolazione parte da 60) sino ai 75 più e più volte, senza paura di generare disallineamento fra tubi ottici.
Gli obiettivi
Sono costituiti da doppietti composti di vetro a bassisima dispersione, che hanno dimostrato di possedere una resa di poco inferiore a ciò si definisce "obiettivo apocromatico", ovviamente mi riferisco a quanto stabilito dalle leggi dell'ottica e non dalle insulsaggini pubblicitarie di certe aziende che siglerebbero con l'acronimo APO anche i sotto-bicchieri in plastica.
Gli oculari
Non ho avuto molte informazioni a riguardo, pare siano dei Kellner rovesciati: possiedono un diametro di 26mm ed una profondità dei paraluce pari a 13mm, ( i paraluce in gomma sono velocemente svitabili) Il trattamento antiriflesso è multi-strato su ognuna delle superfici che li compongono, così come è stato fatto per gli obiettivi e per i prismi in BAK-4.
Prismi.
Danno delle immagini molto pulite e sono ben dimensionati per la luce che devono ricevere dai grossi obiettivi di 85mm. Ho analizzato la loro luminosità servendomi di un laser verde per astronomia + vari "attrezzi del mestiere" ed il risultato è stato più che ottimo. Sino al 50% del campo la pupilla di uscita raccoglie il 100% della luce, all'estremo del bordo, 90% la luminosità è pari al 50%.
La maggior parte dei binocoli 20x80- Made in China, che ho provato, mantiene il 100% sino a circa il 40% ,poi la caduta di luce è già evidente dal 70-75%.
Questo farà riflettere chi disdegna un binocolo se non possiede almeno 7 mm di pupilla di uscita..
Se dovessi fare un paragone direi che tali prestazioni le avevo notate negli esemplare della stessa serie di 70mm che, di fatto, sono stati importati con il marchio Astrophisics da Roland Christen, anche per questa loro caratteristica.
Il sistema di collimazione
Non ho avuto la possibilità di osservare all'interno dello scafo, per ovvie ragioni, dato che ho avuto in prova l'unico prototipo disponibile per l'Europa, ma pare che il sistema di contenimento dei prismi sia di derivazione militare e dissimile da quello dei classici 20x80, 20x90 e 25x100FB presenti sul mercato. Si può accedere alle viti di collimazione dai coperchi frontali, situati alla base degli oculari.
All'interno sono visibili, oltre ai fori sigillati per l'inserimento dell'azoto, anche la gomma di protezione che protegge ulteriormente le viti dall'umidità o dalle infiltrazioni d'acqua: mai vista una cosa simile in un binocolo giapponese, figuriamoci in un Made in China.
NOTA: L'esemplare da me testato possedeva una scollimazione ininfluente ed il campo di massimo contrasto risulta spostato solo del 2% (anche in questo caso, i cinesi si sono avvicinati ai maestri europei e giapponesi) Che dire: Ottimo!
premete sulle immagini per vederne l'ingrandimento
gli obiettivi
i comodi paraluce
La resa ottica
Prima di iniziare a descrivere le sue prestazioni nel campo astronomico parlerò delle sue prestazioni nel diurno, perchè come, stabilito dalla legge di Murphy, nei cinque giorni successivi all'arrivo del binocolo, il cielo è sempre stato fosco o disturbato dalla Luna piena.
Ho montato il binocolo sulla montatura insieme con la nuova forcella di alluminio, che troverà fra breve, spazio in una specifica recensione.
La forcella , grazie anche ad una serie di cilindri avvitabili fra loro, consente di osservare perfettamente allo zenith, anche se la comodità maggiore la si ottiene stando seduti.
Avendo la "sfortuna" di abitare a pochi chilometri dal piccolo aereoporto di Agno, in Svizzera, ho iniziato a sfruttare gli unici lati positivi di tale vicinanza, saggiando le performance di questo 15x85, nella osservazioni degli aerei in fase di decollo
Bene, con questo setup altazimutale è un vero divertimento inseguire gli apparecchi, anche i più veloci, senza preoccuparsi di fissare e rifissare le leve del cavalletto fotografico, mi è parso anche l'ideale per gli amanti dei panorami d'alta montagna.
premete sulle immagini per vederne l'ingrandimento
La nuova forcella per i BIG BINO prodotta con cura artigianale dalla General hi-t
Otticamente parlando ho aprezzato la resa cromatica di questi obiettivi: di fatto, il cromatismo è insignificante e compare solo su oggetti in controluce e molto luminosi, quindi anche se questa volta sarà venduto da altre aziende con la sigla ED, non spaventatevi.
Il contrasto e la nitidezza sono notevoli, i bordi delle fusoliere degli aerei sono perfetti e privi dell'alone blu che mostra sempre il mio Astrotech Optiks 25x100FB. La messa a fuoco, singola su ogni oculare, può essere scomoda soltanto inseguendo oggetti veloci e molto vicini.
Non è ovviamente uno strumento compatto da tenere nel proprio zaino da trekking, oltre all'uso astronomico, però, potrebbe essere sfruttato con molta soddisfazione anche da chi può usufruire di un ottima vista dal proprio giardino da chi ama, osservare con calma, le cime delle montagne o le navi ormeggiate a largo, in attesa di rientrare nei porti. C'è inoltre da considerare che il suo utilizzo deve avvenire "necessariamente" con un ottimo cavalletto.
premete sulle immagini per vederne l'ingrandimento
ottima la meccanica
dimensioni importanti
Nota:(CM: il campo di massimo contrasto, ove le immagini sono contrastate e le stelle non mostrano distorsione. CP:il campo panoramico ancora sufficientemente sfruttabile eche, unendosi alCM, dona panoramicità alla visione. CI: il campo inutilizzabile, dove è presente in maniera evidente il cromatismo laterale, la distorsione e l’assenza di contrasto.
Nell'uso astronomico Veniamo subito al sodo, ho calcolato le seguenti prestazioni:
CM 75% CP/15% CI 10% al centro del campo la puntiformità delle stelle inferiori alla seconda grandezza è pari a 9. Eccetto le stelle piu luminose come Vega, osservando nella zona della Lira o di Perseo, mi è parso di avere fra le mani un rifrattore, tanta è la puntiformita fornita al centro del campo da questo binocolo. Anche la resa cromatica, già misurata nel diurno è molto buona, migliore ad esempio dei costosissimi Swarovski SLC(qui scatenerò un putifierio...)
Dopo il 75% del bordo le stelle di magnitudine inferiore alla seconda iniziano a degradare lievemente, fino ad apparire "poco godibii" verso il 90 % del campo, siamo quasi vicini alla resa ai bordi del Fujinon di 70mm. La luminositä però è decisamente superiore.
Per calcolare la luce che passa dagli obiettivi ai prismi, come anticipato, ho fatto la classica prova con un laser verde, che consiglio a tutti i lettori: si monta il binocolo su un cavalletto e si monta un laser per astronomia su un altro, infine si spara il raggio negli obiettivi e si osserva il cerchio prodotto su un foglio bianco e su un muro, si fa scorrere il laser dal centro dell'obiettivo sino ai bordi e poi con calma si analizza la percentuale di luminositä della pupilla d'uscita ed il suo degrado.
Invito i lettori a verificare quelle dei loro binocoli cinesi serie FB di 80mm, per vedere quanto sia inferiore la luce raccolta dai loro prismi rispetto a questo USM che se la "gioca" anche in questo caso con gli ottimi Fujinon.
Di fatto, nell'uso pratico questo 15x85 mi è parso più luminoso del 20x90 che ho avuto modo di provare una sera per confronto, grazie anche all'aiuto di un lettore di Binomania.
Il contrasto esibito da una marcia in più osservando oggetti flebili come ad esempio M101 mentre i 15 ingrandimenti sono un giusto compromesso fra il campo reale fornito e la risoluzione massima che è possibile ottenere. Per gli amanti delle galassie è però utile usufruire di almeno 20-25 ingrandimenti.
Il campo reale fornito è pari a circa 3.4° un buon risultato e che permette di scovare gli oggetti celesti al primo tentativo, al patto di avere un poco di dimestichezza con lo star hopping.
premete sulle immagini per vederne l'ingrandimento
durante il test diurno
la visione allo zenith
In sintesi: questo nuovo binocolo 15x85 venduto dalla General hi-tha dimostrato di far tremare strumenti più costosi e rinomati, sarebbe perfetto se avesse i primi a 45°, ma penso che perderebbe le sue caratteristiche attuali.
Credo che se non mi fossi innamorato "a priori e sulla fiducia" del 28X110mm (se mai arriverà..), lo USM 15x85 sarebbe già nella mia stanza dei "giochi" ovviamente con il beneplacito, di colei, che ribadisco è la santa donna di casa Salimbeni, ossia mia moglie.