Binocoli Vortex 8x42 serie Viper- Razor- Stokes
di Piergiovanni Salimbeni

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Gli obiettivi del Viper 8x42 |
visto di lato |
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Premessa
Ultimamente rare erano le novità nel settore astronomico, regno
incontrastato di prodotti multi-marchiati provenienti dal medesimo
produttore.
Finalmente, grazie alla passione del proprietario della RPOptix ho potuto
saggiare una ventata di novità testando ben tre binocoli con prismi a tetto "Made in Japan" dell'azienda americana VORTEX.
La linea di binocoli, spottingscopes, cavalletti ed accessori è molto varia,
per tale motivo e per onor di brevità vi consiglio di visitare il sito dell'importatore ove
potrete acquisire maggiori informazioni
In questo articolo mi limiterò a citare leprestazioni dei tre
esemplari che ho avuto modo di testare durante i mesi di Maggio e di giugno,
traendone, come sempre, le mie personali impressioni.
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In alto: William Optics 8x42 APO
in basso: Vortex Viper 8x42
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visti di fronte |
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I binocoli da me testati sono il VIPER 8x42, il meno costoso fra i tre, il
Razor 8x42 che riprende il design dei noti Swarovski EL ed SLC ed il compatto Stokes 8x42 il prodotto di alta gamma della casa.
Il Viper 8x42, è un binocolo con prismi a tetto, di buona fattura, ho avuto
modo di testarlo contro un W.O 8x42 APO ed un GHIT di identica costruzione ed ho notato immediatamente una maggiore
luminosità del Viper nonchè una migliore nitidezza ai bordi, ( è addirittura più
luminoso degli altri due modelli della stessa casa, che citerò fra breve, forse a causa
della minor lunghezza focale e del disegno ottico.)
Il trattamento di questo binocolo è multi-strato su ogni superficie e viene
denominato XR, la correzione di fase non è ovviamente perfetta come può essere quella di un Leica o di uno Zeiss, ma pare fornire delle immagini
diurne molto decorose, con un filo di residuo cromatico, unicamente su
oggetti molto luminosi in situazioni di alto contrasto,vedi ad esempio
l'osservazione di una Garzetta su un fiume, o di una croce in alta montagna che si staglia
contro il cielo nonchè su oggetti celesti come la luna ed i pianeti.
Ho notato un lieve gioco del sistema di regolazione diottrica, tuttavia
potrebbe trattarsi di un problema inerente all'esemplare da me testato, dato
che oltretutto si trattava di una demo, vi farò sapere se dovessi provarne un altro esemplare.
Seppur sia un binocolo di fascia media, si avvale di
un sistema di tropicalizzazione esternodato dalla protezione con degli anelli
O-Ring, è riempimento inoltre in azoto, per evitare la creazione di muffe o l'
appannamento all'interno dello scafo ottico.
Il diametro delle lenti è di 42mm, mentre la pupilla di uscita, che in
questo esemplare era perfettamente circolare è pari a 5.25mm, l'estrazione
pupillare è di 30mm, mentre il campo reale è pari a 6.6 gradi, la distanza
minima è di soli 60cm, che consente di fare delle ottime osservazioni di
insetti e fiori e volatili.
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Il design del Razor: vi ricorda qualcosa? |
Il sistema di estrazione dei paraluce |
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Il Razor 8x42 è il modello che ho apprezzato maggiormente, sebben sia poco compatto, a differenza del cugino Viper, la impearmibilità è garantita non solo dal sistema O-ring ma anche dalla grossa
scocca che compone lo scafo ottico, inoltre i produttori hanno riempito questo binocolo di gas Argon, un sistema anti-umidità molto valido, che dovrebbe evitare la corrosione delle parti interne del binocolo, nonchè la prevenzione contro la formazione delle muffe.
Il binocolo è fornito inoltre con una coppia di conchiglie copri oculari che forniscono una maggiore protezione dalle luci parassite. L'ergonomia personalmente la reputo la migliore fra i tre binocoli testati, visto che è facile da impugnare anche con dei guanti ed assicura una ottima presa anche con le mani sudate a causa di una lunga scarpinata.
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visto di lato |
gli obiettivi |
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Lo Stokes 8x42 è il modello di punta della linea Vortex, seppur abbia notato una
miglior correzione del Razor 8x42, nell'uso pratico. Il maggior prezzo d'acquisto
dipende dalla compattezza del sistema ottico che oltretutto dovrebbe
generare un differente rapporto focale, me ne sono accorto analizzando lo sfuocato (BOKEN), se il Razor è un f4.5 questo binocolo dovrebbe essere
un f/4, chiederò maggiori informazioni all'importatore per verificare questa mia
ipotesi.
Non è compatto come il Viper, tuttavia è possibile portarlo con sè,
all'interno dello zaino fotografico, in quello da trekking o nei tascotti dei giacconi senza grossi problemi.
La messa a fuoco è la migliore fra i tre, molto morbida, con rapidi e dolci movimenti
Prestazioni sul campo
1) Viper 8x42: direi che mi pare , riesca a fornire delle prestazioni migliori rispeto ad un comune apo cinese con prismi a tetto di ultima generazione, leggermente più luminoso e più nitido al bordo. Nell'uso astronomico ho
notato una media puntiformità stellare, pari a circa 6.5° della mia
solita scala ed un CM pari a circa il 60%. Purtroppo in tale genere di osservazione
la resa con un prisma di porro è schiacciante. Visto il maggior prezzo di
acquisto rispetto ad esempio ad un WO 8x42, l'eventuale possessore dovrà vagliare la differenza di prezzo-prestazioni per decidere cosa scegliere.
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2) Razor 8x42, fornisce delle immagini al centro del campo molto nitide, quasi
paragonabili ad un buon porro, ovviamente il decadimento ai bordi si nota
già verso il 70 per cento del campo, ove compare anche uno sferocromatismo
verde su oggetti molto luminosi, non mi ha molto soddisfato la luminosità
che si è rilevata ad esempio inferiore al Viper sopraccitato e ad un Nikon
Monarc dal costo inferiore, la nitidezza però mi è parsa lievemente superiore.
3) Una comparativa serrata con lo Stokes 8x42 ha dimostrato come in certe
circostanze al limite "osservazione di volatili al tramonto, pannelli
riflettenti, etc etc, il Razor sia in grado di mostrare un
contenimento del residuo cromatico migliore rispetto allo Stokes 8x42 che, come
anticipato, mi pare possieda un rapporto focale più aperto...per tale motivo,
la scelta fra i due binocoli potrebbe dipendere dalla pretesa di possedere
un binocolo con un ottica più performante in certi casi, oppure uno
strumento più compatto e leggero..
Di fatto nell'uso diurno senza troppi contrasti lo Stokes 8x42 pare leggermente più nitido, con una resa dei colori leggermente più intensa, per poi cedere in residuo cromatico nelle situazioni poc'anzi esposte.
In sintesi
Vedo nel Viper 8x42 un buon binocolo per iniziare le osservazioni birdwatching o
in grado di accompagnare il fotografo nelle sessioni di caccia fotografica.
Gli altri due binocoli, invece, si pongono per prezzo e prestazioni in un fascia
media, meno costosi dei più performanti Leica, con prestazioni ottiche buone fra i vari prismi a tetto che ho testato, sono però meno performanti
di un binocolo con prismi di porro nelle medesime fasce di prezzo, anche in questo
caso toccherà all'eventuale acquirente vagliare i pregi ed i difetti di
entrambi i sistemi (tetto e porro) e trarre le proprie personali
conclusioni.
Per finire, una nota di merito alla giovane azienda lombarda che al posto di
seguire un sentiero sicuro, proponendo i soliti binocoli di 80-100mm sotto un
marchio nuovo, ha deciso di rischiare presentando sul mercato italiano una serie di
binocoli Made in Japan che costituiranno senz'altro una novità nel settore
dei binocoli con prismi a tetto.
Cieli Sereni
Piergiovanni Salimbeni