Binocolo angolato IBIS 100 HD ° e forcella Tecnosky eLLE Duo: la ricetta perfetta per le osservazioni astronomiche.

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Sino a pochi anni fa era impossibile acquistare un binocolo gigante di alta qualità a un prezzo inferiore a 1600 euro. Erano, in verità, disponibili alcuni prodotti dello stesso diametro ma con delle prestazioni ottiche e meccaniche che comportavano necessariamente dei compromessi.

Da qualche anno sono arrivati sul mercato dei nuovi modelli, ispirati, è giusto il caso di dirlo, al mitico, performante e costoso Kowa Highlander Prominar.

Attualmente  questi strumenti “Made in China” sono disponibili in vari formati (da 70 mm a 120 mm) sia angolati a 45° che a 90°. Si vocifera, inoltre, sull’arrivo di prodotti a visione dritta (tipo il Docter Aspectem, per intenderci) in grado di soddisfare maggiormente gli appassionati delle osservazioni terrestri.

 

 Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Diametro 100 mm
Lunghezza focale 550 mm
Larghezza dei prismi 28 mm
Diametro Field Stop  28 mm
Scafo Magnesio
Tipo obiettivo Doppietto 
Trattamento antiriflesso Multi-strato
Distanza interpupillare 54 mm-75 mm
Dimensioni 490 mm x 270 mm x 145 mm
Peso 6.5 Kg a
Prezzo (Tecnosky Ottobre 2017)  1.450 EURO IVA INCLUSA

 

Un bel primo piano sul binocolo gigante IBIS HD 100 angolato a 45°

 

  La ditta Tecnosky di Giuliano Monti ha presentato qualche settimana fa, l’IBIS 100 HD, un prodotto privo di ottiche apocromatiche ma che, grazie al doppietto acromatico di alta qualità, pare possa fornire delle buone prestazioni, seppur non sia in grado di raggiungere i livelli delle versioni apocromatiche, reperibili all’estero, a un prezzo superiore sotto un altro noto marchio.

Reduce dalla recensione dell’APM 100 Semi-Apo mi pareva, quantomeno, doveroso, testare questo prodotto, soprattutto per due motivi:

  1. Il distributore è italianissimo.
  2.  Il prezzo di acquisto è leggermente inferiore ai prodotti definiti semi-apo che mi sono parsi in pratica uguali, colorazione a parte.

La colorazione verde militare mi è piaciuta molto: discreta nell’uso naturalistico e affascinante, diversa dalle solite produzioni.

 

Meccanica e sistema di messa a fuoco.

Di primo acchito ho apprezzato immediatamente la livrea verde: penso sia più affascinante e si presta, oltretutto, a essere meno appariscente durante l’utilizzo naturalistico. Come tutti i prodotti di questa serie, anche l’IBIS 100 HD possiede un’ottima costruzione meccanica.
Lo scafo ottico è composto di magnesio, la mia bilancia ha misurato un peso, senza oculari, pari a 6,45 kg, quindi in linea con quanto dichiarato dal costruttore. L’interno dello scafo è ben annerito e ottimizzato con dei diaframmi circolari che evitano la dispersione di luce diffusa.

Seppur non sia di certo compatto (il confronto, con un vecchio Miyauchi, in tal caso è spiazzante) è abbastanza leggero (per la cronaca il Kowa che ha lenti da 82 mm di diametro pesa circa trecento grammi in meno).
Si manovra con facilità grazie alla presenza di una comoda maniglia e si può montare su supporti non troppo costosi, come ad esempio, una semplice  Manfrotto MVH502AH

la maniglia è stata dotata di un piccolo mirino e di due fori per consentire il montaggio di cercatori o red dot.

Tecnosky, nondimeno, mi ha anche fornito una forcella dedicata, di cui descriverò le prestazioni in un box specifico.

Fra le varie “finezze” posso citare la presenza di paraluci estraibili, la filettatura sul maniglione per il fissaggio di un puntatore red dot e la presenza, sotto la piastra, di fori filettati da ¼ e 3/8 che consentono il fissaggio su tutti i supporti fotografici  disponibili sul mercato.

Ovviamente, la caratteristica più interessante dell’IBIS 100 HD è la possibilità di utilizzare comuni oculari astronomici con il barilotto da 31,8 mm di diametro.

Rispetto ai prodotti precedenti che ho testato, questo binocolo possiede un field stop pari a  28 mm , un valore incredibile rispetto al precedente field stop di 21.5 mm dell’ APM 100 ED APO che testammo,  ma che è stato possibile realizzare grazie all’ottimizzazione dello schema ottico (prismi maggiorati) rispetto ai primi esemplari del 100 mm, presentati sul mercato tre anni or sono.
Grazie a questa apertura l’IBIS 100 HD dovrebbe consentire un campo apparente privo di vignettature sino a 2.8° (quindi un gran bel vedere).

Un bel primo piano sugli obiettivi da 100 mm di diametro.

E’ possibile stringere gli oculari grazie alla doppia ghiera sul supporto che li contiene. La più grande funge da fuocheggiatore elicoidale, la più piccola, serve per “strozzare” il barilotto dell’oculare dentro una ghiera in ottone.
Avrei preferito un maggior dimensionamento della ghiera di fissaggio che può essere scomodo quando si è soliti “mettere e togliere” gli oculari durante le sessioni osservative, magari invernali quando si usano i guanti.

Per calcolare la sua lunghezza focale (a spanne) mi sono avvalso di un oculare Vixen SSW 13 mm, ho poi calcolato la sua pupilla di uscita. Dai miei calcoli, la sua lunghezza focale dovrebbe essere pari a circa  550 mm.

 

Prova sul campo.

Comparativa terrestre.

Per fare questa comparativa, ho sfruttato un pranzo di Binomania, organizzato durante il mese di Settembre. Ad esso, oltre a qualche lettore, hanno partecipato i miei più validi e appassionati collaboratori: Abramo Giusto, Elio Bifo, Paolo Monti, all’appello mancava solo Piero Pignatta, che avrà senz’altro occasione di testarlo più avanti.

Per  rendere più certe le nostre impressioni abbiamo utilizzato i seguenti strumenti come comparazione.

1) Kowa Highlander Prominar alla fluorite.

2) APM 100 ED APO.

3) Docter Aspectem 40X ED.

4)Swarovski BTX 95 con moltiplicatore 1.7X (30 e 60 ingrandimenti)

5)Binocolo cinese 23-41×100 Nexus.

Un momento della comparativa: l’IBIS HD, a sinistra, accanto all’APM 100 ED APO.

Le mie impressioni sono state le seguenti:

Nella giornata assolata e limpida come quella protagonista, era alquanto difficile testare il reale contenimento dell’aberrazione cromatica, tuttavia la differenza con i costosi prodotti con ottiche alla fluorite e a bassa dispersione era percepibile.
 All’atto pratico questo binocolo si è piazzato dietro ai primi quattro strumenti citati nella lista, risultando solo superiore, nel contenimento di questa aberrazione, al binocolo Nexus  che, in ogni modo, quando è  equipaggiato con oculari di alta qualità fornisce ancora delle interessanti prestazioni ma inferiori a quelle dell’IBIS HD.

In linea di massima la nitidezza e il contrasto forniti dall’IBIS HD, prendendo come parametro “di acromatico” il Nexus 100 ED,  sono ottimi. Si potrebbe quindi sintetizzare che questo binocolo ha prestazioni  da semi-apocromatico, anche se il contrasto e la nitidezza sono inferiori ad un costoso prodotto con ottiche alla fluorite.

L’IBIS 100 HD sulla forcella eLLE Duo di Tecnosky

L’aberrazione cromatica si percepisce maggiormente durante condizioni atmosferiche più avverse o osservando dettagli in controluce o ben illuminati.

Pubblico, ad esempio, questa comparativa, ottenuta rapidamente con il metodo del digiscoping ove mostro la resa del Kowa  Highlander a 32X e dell’IBIS a 30x . Erano le ore 11.30 circa e il sole era abbastanza alto e posto alla sinistra delle antenne.

Per la cronaca ad  alti ingrandimenti – pari a 50X-  la differenza era più’ evidente.

Rapida prova appoggiando semplicemente l’obiettivo di un Galaxy S7 Edge agli oculari dell’IBIS HD ( a sinistra) e del Kowa Highlander (a destra).

E’ ovvio quindi che questo prodotto acromatico non sia comparabile, nell’uso astronomico a un costosissimo prodotto dotato di lenti alla fluorite,  tuttavia  è anche ovvio che il prezzo di acquisto, se rapportato a quello del blasonato Kowa,  sia veramente eccellente: 4399 euro  (con oculari 32x) contro solo 1450 euro!

 

Uso astronomico.

Il campo di utilizzo che mi ha entusiasmato  è stato quello dell’osservazione astronomica a bassi ingrandimenti.Grazie all’uso degli oculari di serie da 18 mm  e ancor di più degli ottimi Vixen SSW da 14 mm di mia proprietà che forniscono  circa 40X con 83 gradi di campo apparente, ho avute delle ottime visioni del cielo pre-autunnale.

La luminosità è elevata, sotto un buon cielo si percepiscono decine di oggetti nebulari, galassie e ammassi stellari. Le stelle ai bordi del campo sono puntiformi sino a circa il 90% del campo (con oculari di serie) e sino al 100% con i Vixen SSW. Grazie al buon contenimento dell’aberrazione cromatica il residuo si nota unicamente su stelle di grande luminosità.

In tali frangenti, onestamente non si sente il bisogno di spendere ulteriore denaro per l’acquisto di un binocolo apocromatico, sarebbe, invece, preferibile, acquistare degli ottimi oculari in grado di sfruttare le potenzialità di questo binocolo gigante e magari un paio di filtri per contrastare l’inquinamento luminoso.

Obiettivi da 100 mm e field stop da 28 mm: grande luminosità!

L’osservazione planetaria e lunare, ovviamente, non è affascinante come quella ottenibile con un binocolo apocromatico o con un telescopio a rifrazione dotato di ottiche alla fluorite.
Sono stato in grado di utilizzare questo binocolo sino a 70-100X, oltre a tali ingrandimenti, percepivo una caduta di contrasto e un aumento, per me, invasivo dell’aberrazione cromatica. Non è quindi un binocolo specializzato in questo genere di osservazioni.

Con qualche artificio come i filtri semi-apo o un semplice filtro  giallo chiaro è possibile abbattere il residuo che, per la cronaca è decisamente inferiore a quello fornito dal classico 23-41×100 che è ancor oggi sul mercato.

 

In sintesi.

L’IBIS HD 100 a 45 si è rivelato del tutto simile all’APM 100 SEMI APO ma con una colorazione più’ affascinante e un prezzo inferiore, il che non guasta! Ha una ottima meccanica, delle ottime ottiche acromatiche, che sono un passo avanti rispetto a quelle in dotazione ai binocoli di solo un lustro fa. Mi pare una soluzione ideale per le osservazioni dei cielo profondo a medio-bassi ingrandimenti e per un uso terrestre non specializzato. Lo consiglio insieme alla forcella dedicata a tutti gli astrofili amanti dei binocoli giganti per astronomia.

Pregi : 

  • Costruzione meccanica
  • Nitidezza degli obiettivi acromatici
  • Utilizzo della maggior parte degli oculari astronomici
  • Luminosità’

Difetti:

  • Aberrazione cromatica evidente alti ingrandimenti durante le osservazioni naturalistiche
  • Dimensioni rispetto ad altre soluzioni del medesimo diametro.

 

Montatura Tecnosky eLLe Duo

Come anticipato,ho ricevuto anche la forcella eLLe Duo.

Il primo lato positivo è il sapere che questo prodotto è stato realizzato interamente in Italia.  La sua qualità è decisamente elevata,  pesa circa tre chilogrammi e mezzo, è garantita per riuscire a reggere  alla perfezione l’iBIS 100 HD  e binocoli con un peso prossimo ai  dieci chilogrammi.

Questo supporto risulta, inoltre, facilmente bilanciabile, anche grazie all’utilizzo di oculari leggeri e compatti come i Vixen SSW o i Panoptic della Televue. Gli snodi su cuscinetti sia in altezza sia in azimuth si sono rivelati fluidi e precisi.
E’ presente anche una regolazione millimetrica per memorizzare il bilanciamento dei propri strumenti, in proporzione agli accessori utilizzati. Eccellente la presenza di quattro fori che consentono di alloggiare oculari astronomici con un diametro del barilotto pari a 31.8 mm.

Forcella TecnoSky eLLE duo: Made in Italy!

La sua conformazione consente anche di puntare il binocolo all’azimuth senza rischiare di ribaltare l’intero setup.

L’unico fattore per me criticabile è il piccolo attacco con filetto da ¼ che potrebbe risultare sottodimensionato e insicuro per prodotti di un certo peso. Per fortuna esistono anche due fori filettati M5 con interasse da 35 mm che consentono di montare  i morsetti per le barre Vixen e Losmandy. Questa mi pare una soluzione più sicura, stabile, efficace oltre che adatta a utilizzare i piccoli telescopi.

La ElleDUo prevede anche la possibilità di montare 2 encoders. A breve sarà anche disponibile un kit per comandare la forcella attraverso lo smartphone e un planetario. Una vera comodità per gli astrofili più..pigri.

Il prezzo pari a 450 euro mi pare allineato alle prestazioni e alle varie spese progettuali sostenute per la sua creazione.

 

 

  • Ringraziamenti.
    Colgo ancora una volta l’occasione per ringraziare Guliano Monti di Tecnosky per aver fornito i prodotti oggetto di questo test,  oltre a lasciarmi sempre libero di citare le mie reali impressioni senza restrizione alcuna.

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    Disclaimer. 
    Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Ottobre dell’anno 2017-  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Tecnosky 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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