Kowa Highlander
Kowa Highlander

Binocolo Kowa Highlander 32×82 Prominar

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Prima o poi  chi possiede un binocolo, nel classico formato  8×42 o 10×50, avverte un irrefrenabile bisogno di osservare la natura o il cielo ad ingrandimenti superiori.  Per tale motivo i birdwatchers sono soliti acquistare anche uno spotting scope che fornisca almeno 40- 50 ingrandimenti. Tuttavia la comodità e la naturalezza di osservare con due occhi risultano impagabili.

un bel primo piano sul Kowa Highlander Prominar

Il sottoscritto, essendo anche un astrofilo, faceva già uso, 15 anni or sono, dei primi binocoli giapponesi di medio diametro che sviluppavano 20 ingrandimenti. Provai, successivamente anche i primi binocoli cinesi di grande diametro (22×100 e 25×100) che, nel giro di pochi anni, rivoluzionarono il settore dell’astronomia amatoriale.

Tuttavia l’utilizzo di questi strumenti economici, seppur mi consentisse di apprezzare con una discreta soddisfazione gli oggetti del Cielo Profondo, non mi aveva affascinato nell’osservazione naturalistica, ove, facevo già uso di binocoli dal basso ingrandimento ma di alta qualità. Di fatto, se per l’osservazione di ammassi stellari e di qualche “macchietta di luce” ci si può anche accontentare, nell’osservazione naturalistica è indispensabile che il proprio strumento definitivo possieda varie caratteristiche di eccellenza quali la luminosità, la nitidezza, un ampio campo apparente, l’impermeabilizzazione, la robustezza e magari la possibilità di variare l’ingrandimento.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Diametro (mm) 82
Ingrandimenti 32 X (di serie) 21X e 50X (opzionali)
Minima distanza di messa a fuoco (m) 20
Peso (kg) 6.2
Dimensioni (mm) 425x240x152
Prezzo ufficiale Kowa

 

Per tale motivo, tre anni fa, decisi di acquistare un esemplare di Docter Aspectem 80-500 ED 40X, di cui potete trovare un’ampia recensione fra le pagine di Binomania.

Tuttavia, in determinate circostanze (osservazione di rapaci, di aerei ed osservazione astronomica), sentivo la mancanza di un binocolo angolato che mi consentisse di ottenere ingrandimenti e conseguenti pupille di uscita differenti per poterlo adattare alle mie molteplici attività osservative.

Annalisa ed il Kowa Prominar Highlander, notate le dimensioni

Per questi ed altri motivi decisi di acquistare un altro grande protagonista nel settore dei binocoli giganti: il Kowa Prominar Highlander 32×82.

Il mio primo approccio con il binocolo giapponese  si rivelò indimenticabile. Corrado Morelli, uno dei primi possessori in Italia di tale strumento, mi mostrò la sua resa nei confronti di un binoscopio composto da due rifrattori apocromatici da 100 mm. Osservando a 50X, constatai immediatamente la sua altissima qualità. Successivamente, nel corso degli anni, recandomi sovente presso il rifugio valtellinese di Corrado, ebbi varie occasioni per metterlo alla prova e per compararlo a binocoli di medio e grande diametro.

Dopo mesi e mesi  di indecisione e di risparmi, lo scorso anno, decisi di acquistarne un esemplare, che è fornito, come dotazione di serie, di oculari che sviluppano 32 ingrandimenti e 72° di campo apparente.
Amando anche le osservazioni terrestri ad alto ingrandimento decisi di acquistare anche una coppia di oculari TSE-9WH in grado di fornire 50X . Per consentirmi di scrivere una recensione approfondita, Guenter Reisner di Kowa Optimed Germania mi ha successivamente inviato in visione gli oculari TES-21WH che forniscono 21 ingrandimenti.

Per tale motivo, dopo quasi cinque  anni di “assaggi ripetuti” e dopo sei mesi di utilizzo quotidiano sono pronto a riportarvi le mie impressioni.

Meccanica e costruzione

In tale frangente siamo ai massimi livelli. La prima cosa che stupisce, dopo averlo ammirato e poi preso fra le mani è il peso e la sua costruzione. Lo scafo ottico centrale è composto da una unica parte di alluminio pressofuso, non calandrata ma tornita dal pieno. Un vero carro-armato. Fra appassionati del Nord Italia girano voci di un presunto cacciatore amante della grappa locale, che alla fine di ogni escursione dimenticava il binocolo sul tetto della propria Jeep, per poi partire con foga fra i sentieri locali. Le medesime fonti paiono anche confermare che l’esemplare di Kowa Highlander di questo signore è sempre stato in grado di    resistere all’impatto sul sentiero e molto probabilmente la sua integrità è anche migliore del fegato del cacciatore beone. Breve interludio scherzoso a parte, in effetti la sua costruzione rispetta gli standard militari, del resto la sua forma e la sua costruzione consentono un facile paragone con i classici binocoli progettati nella II Guerra Mondiale.

Il binocolo è impermeabilizzato e riempito di azoto. La maniglia integrata nello scafo consente un facile e sicuro trasporto, i paraluce estraibili consentono di ridurre gli ingombri e di fornire un buon riparo dalla luce laterale. I prismi a 45° consentono di osservare il cielo senza provocare affaticamento cervicale all’utilizzatore, mentre il valido sistema di regolazione della distanza inter-pupillare degli oculari mi è parsa affidabile, rapida e priva di giochi. Sotto lo scafo del binocolo è presente una piastra che consente di collegare le piastre fotografiche. Togliendo questa piastra è possibile un rapido collegamento con la “Center Mount” specifica per questo strumento (BL8J-MT). Il binocolo è decisamente compatto ma pesante: 425x240x152 mm distribuiti su 6.2 kg di peso.

Tabella  JIS. Japanese Industrial Standard

JIS-0 – nessun particolare grado di protezione

JIS-1 – resistente alla caduta verticale in acqua

JIS-2 – resistente a gocce dell’acqua con un angolo sino a 15 gradi dalla verticale

JIS-3 – resistenti alla pioggia che cade con un angolo sino 60 gradi

JIS-4 – resistente gli spruzzi d’acqua da qualsiasi direzione (“splash proof “)

JIS-5 – resistente ad un getto diretto d’acqua (“jet resistent “)

JIS-6 – tenuta contro i getti d’acqua diretti (“water proof”)

JIS-7 – sigillato contro l’incursione di acqua ad un metro di profondità per 30 minuti (“submarine”)

JIS-8 – sigillato contro l’immersione continua ad una pressione specificata dal costruttore (“submarine plus”)

 

Obiettivi

Lenti. Sono disponibili due versioni di questo binocolo: con ottiche acromatiche e con ottiche definite “Prominar” e composte di fluorite (mono-cristallo artificiale). La resa dei colori del Kowa Higlander Prominar è lievemente calda, il contrasto è molto alto, la nitidezza in asse incredibile ed il contenimento dell’aberrazione cromatica è ai massimi livelli ottici attualmente consentiti.

Box: Fluorite minerale e Fluorite sintetica

Fluorite minerale
Il minerale di fluorite è un alogenuro del gruppo monometrico e ha una durezza pari a 4, un peso specifico: 3,1-3,2  ed un indice di rifrazione: n=1,433. Emette luce quando viene riscaldata od esposta a radiazioni ultraviolette. Pare che il suo nome possa derivare da due fattori, in primis  dal latino fluere=fondere (giacche’ era usato come fondente in metallurgia). Pare, però, che nel Medioevo i minatori inglesi lo citassero come Flower “FIORE” a causa della sua bellezza. La fluorite naturale comprende delle tracce di elementi di terre rare che procurano al cristallo una colorazione violaceo o verdastra e provocano, come anticipato, una fluorescenza se sottoposti a calore o a raggi ultravioletti.Fluorite sintetica by KOWALa fluorite  (fluorite crystal), utilizzata per i vetri Kowa serie HighLander BL8J3 Large e sui cannocchiali TSN-883/884, è invece un mono-cristallo artificiale, per tale motivo, non contiene impurità e non emette fluorescenza quando scaldato o esposto a raggi ultravioletti. Oltre a tali caratteristiche, la fluorite artificiale è chimicamente stabile, di contro è più fragile di quella minerale e tende facilmente a rigarsi. Per tale motivo, risulta più difficile la sua lavorazione durante la  fase di molatura e di lucidatura. E’pero’ possibile creare lenti di grande diametro e che consentono un eccellente contrasto ed un ottimo contenimento delle aberrazioni cromatiche.

 

Gli oculari

Sia gli oculari forniti in dotazione, che sviluppano 32X, che gli oculari opzionali TSE-21 WH e TSE-9H sono costruiti in maniera pregevole. Il sistema di aggancio, tramite anello di bloccaggio, è molto funzionale, preciso, mantiene in asse gli oculari e non consente cadute accidentali neppur ribaltando il binocolo. La conchiglia paraluce è estraibile per consentire un’agevole pulizia. Se proprio devo trovare un difetto, confermo che la gommatura è molto spessa ed adatta ad un viso orientale. All’atto pratico chi possiede una distanza inter-pupillare molto stretta, potrebbe fare fatica ad inserire il naso nello spazio fra i due oculari. Personalmente ho ovviato a tale problema acquistando due paraluce della azienda Baader Planetarium che si inseriscono perfettamente sul bordo dello scafo degli oculari.

Ne sconsiglio, tuttavia, l’uso in natura, in quanto il loro fissaggio non è sicuro come gli oculari di serie e non sono, ovviamente, in grado di proteggere gli oculari come le  robuste conchiglie standard.

Da notare i paraluce “Baader Planetarium” utilizzati dall’autore per migliorare il confort osservativo

Caratteristiche tecniche degli oculari dichiarate dalla Casa Madre

 

Modello Standard 32 TSE-21 WH TSE-9WH
 Ingrandimenti  32 X wide  21X wide  50X wide
 Campo reale di vista (°)  2.2  3.0  1.3
 Campo apparente di vista(°)   70  63  67
 Pupilla di uscita (mm)  2.6  3.9  1.6
 Luminosità relativa  6.8  15.2  2.6
 Fattore crepuscolare  51.2  41.5  64
 Estrazione pupillare (mm)   20  17  15
 Campo visivo (m) a 1000 m  38.4  52.4  22.7

 

Gli oculari di serie, forniscono 32 ingrandimenti e 70° di campo apparente

 

Oculare Standard 32X: Perfetto in ogni occasione, possiede un campo apparente elevato, pari a 70° di campo. L’estrazione pupillare è buona, 20 mm, e consente l’utilizzo anche ai portatori di occhiali; l’uscita pupillare media è adatta ad ogni genere di osservazione. Con 2.9 mm di diametro in uscita si riesce a limitare l’astigmatismo funzionale degli occhi dell’osservatore e il diametro non è ancora cosi piccolo da notare con invadenza le miodesopsie, soprattutto quando si osservano i rapaci, gli aerei o i paesaggi innevati.
Non è dotato di elementi asferici, quindi si nota, soprattutto nell’uso astronomico, un certo “blurring” delle immagini che compare a partire da circa il 75% del campo. La profondità di campo totale si estende da circa 900 metri sino all’infinito, anche se grazie all’accomodamento visivo soggettivo è possibile migliorare tale prestazione. E’ l’oculare perfetto per le osservazioni terrestri a grande distanza e per inseguire i veloci rapaci nel cielo.

 

Oculare TSE-21 WH: Il TSE-21 è il mio oculare preferito per le osservazioni dei caprioli al crepuscolo. Grazie alla possibilità di osservare con entrambi gli occhi, il Kowa Highlander Prominar, dotato di questi oculari, surclassa tutti gli spotting scope che ho avuto il piacere di testare anche quelli da 100mm di diametro. L’uscita pupillare è buona, pari a quasi 4mm, mentre il campo apparente è pregevole: supera i 60° ponendo, di diritto, anche questi oculari nel settore “grandangolare”.
Nell’osservazione astronomica è stupefacente la puntiformità raggiungibile al centro del campo. Anche in questo caso, i progettisti non hanno previsto la presenza di elementi asferici. Per tale motivo si nota una sfocatura delle immagini a partire da circa il 75-80% del campo.

 

Oculare TSE-9 WH: Perfetto nelle giornate con poca turbolenza atmosferica,  lo utilizzo solitamente nelle prime ore del mattino o un’ora prima del crepuscolo. E’ il mio oculare preferito per osservare gli escursionisti sulle Alpi, i rifugi di montagna o per tentare di riconoscere i rapaci a grandissima distanza che non si possono percepire agevolmente ad ingrandimenti inferiori. La facilità con cui il Kowa Highlander Prominar mostra i dettagli a 50X è paragonabile a quella visibile in un rifrattore astronomico a 70-80X. Questa prestazioni dipende dalla maggior acuità visiva che si ottiene, facendo uso di entrambi gli occhi.

I paraluce di tutte le tre coppie di oculari sono ruotabili ed estraibili per facilitarne la pulizia

 

Oltre a tale fattore v’è da considerare anche il confort. Di fatto con tutti gli oculari utilizzati sono sempre stato in grado di prolungare le mie sessioni osservative senza notare particolari affaticamenti visivi. Quando, attraverso uno spotting scope sono solite compiere pause frequente, con il Kowa Highlander Prominar posso terminare una sessione osservativa di un intero pomeriggio, senza problemi. Questo è un altro grande pregio dei binocoli.

Prismi:  Seppur l’azienda non ne dichiari la composizione, ritengo sia stato utilizzato il classico sistema che si avvale di un semi-pentaprisma a tetto accostato ad un prisma parallelo a 45°. Non ho notato vignettature invasive. Le pupille di uscita con tutte e tre le coppie di oculari sono parse sferiche. Si avverte, talvolta, la presenza di qualche spike, dovuto allo schema ottico dei prismi, visibile soprattutto osservando le stelle luminose come Sirio. Il campo di questo binocolo è uniformemente illuminato, con tutte le coppie di oculari, la pupilla è sempre risultata perfettamente circolare.

 

Gli obiettivi da 82mm alla fluorite: il cuore del sistema

 

Trattamento anti-riflesso

Aberrazioni

Aberrazione cromatica. A fuoco e al centro del campo è praticamente inesistente, si nota, un lievissimo alone verde sulle sagome degli aerei di linea o dei rapaci e della luna piena quando l’immagine non è perfettamente focalizzata. Quando l’immagine è a fuoco non sono mai stato in grado di notare, al centro del campo, del residuo cromatico. Grazie all’utilizzo della fluorite sintetica i progettisti hanno raggiunto un’elevata correzione di questa aberrazione seppur il rapporto focale di questo binocolo sia molto aperto F/5.5.

 

Aberrazioni geometriche

Curvatura di campo. Il binocolo non è definibile come uno strumento dotato di  campo piatto. Esiste infatti un pò di curvatura di campo. Essa varia al variare degli oculari ma anche in base all’accomodamento soggettivo. I miei compagni di osservazioni più anziani notano un peggioramento nella puntiformità stellare superiore a quello che  percepisce un giovane astrofilo di 16 anni. In media posso stimare che la curvatura di campo, lieve, si nota a partire da circa il 75% -80% del campo di vista. La stessa Kowa ha dichiarato più volte che questo binocolo è stato ottimizzato sull’asse ottico.

Distorsione angolare. Quello che adoro del Kowa Highlander è la sua buona prestazione nel panning. Esiste infatti un poco di distorsione angolare a cuscinetto che consente nell’uso pratico di compiere delle agevoli osservazioni, spaziando da destra a sinistra. Minore è l’angolo di campo inquadrato e maggiore è il contenimento dell’effetto palla rotolante.

Coma e Astigmatismo  Si nota nell’osservazione astronomica una certa distorsione della figura stellare; essa però potrebbe dipendere anche dal filtro neutro posizionato prima dei prismi a tetto. Questa, infatti, è una soluzione adottata negli spotting scopes di alta qualità e che è ben giustificata in un binocolo più adatto all’uso naturalistico che a quello astronomico.
Difficile quindi per me specificare al meglio quale sia la reale aberrazione geometrica che inficia la resa agli estremi bordi del campo.

 

Luca Mazzoleni osserva nel Kowa: da notare la forcella originale giapponese.

Accessori opzionali.

Sono disponibili, oltre agli oculari, i seguenti accessori:
Valigia in alluminio BL8J-AC: una custodia un po’ costosa ma costruita su misura, ben sagomata e con 6 alloggiamenti per contenere le tre coppie di oculari. Ai lati rimane ancora dello spazio che è da me utilizzato per un mini-kit per la pulizia delle ottiche e per conservare i due paraluce Baader Planetarium. Il peso della valigia è di 3.4kg disposti su 340 mm x 470 mm x 160 mm.

Treppiede in legno BL8J-TP: Un robustissimo cavalletto in legno, molto probabilmente costruito da Berlebach ed ottimizzato per l’azienda giapponese, di colore grigio antracite, si estende sino ad 160 cm.

 Montatura a fissaggio centrale BL8J-MT: una robusta montatura che permette di fissare direttamente lo scafo ottico del Kowa Highlander Prominar. Non ho ancora avuto il piacere di utilizzarla in maniera approfondita e per tale motivo non posso fornire le mie impressioni a riguardo.

 

La valigia di serie può contenere il binocolo, le tre coppie di oculari e un panno per la pulizia delle ottiche.

Uso visuale.

Uso naturalistico.

Per le osservazioni prolungate e professionali è indubbio che un binocolo del genere sia superiore a qualsiasi spotting scope; l’unico limite è dato dal suo peso e dalla ovvia impossibilità di trasportarlo in un comune zaino da trekking.

Per ciò che concerne la mera fase osservativa, la naturalezza della visione con due occhi, come anticipato, consente di osservare per molto tempo, senza la necessità di fare pause prolungate.

Le immagini sono molto nitide e contrastate, il contenimento delle aberrazioni ottiche è veramente molto buono. Grazie alle tre coppie di oculari che i progettisti hanno ideato per il Kowa Higlander Prominar è possibile adattare questo strumento alle varie esigenze osservative.

Trovo, ad esempio, irrinunciabile l’utilizzo degli oculari che forniscono 20 ingrandimenti per le osservazioni crepuscolari di cinghiali, volpi, cervi e caprioli. In questo frangente il binocolo fornisce una pupilla di uscita pari a 4mm ed un valore crepuscolare di 23 che è amplificato dall’utilizzo di due tubi ottici. Varie prove effettuate con telescopi astronomici e terrestri da 95-100mm hanno dimostrato come l’osservazione attraverso un binocolo da 82 mm risulti identica, se non più luminosa, di quella ottenibile con uno spotting scope da 100 mm di diametro. Oltretutto la possibilità di sfruttare, al crepuscolo,entrambi gli occhi consente al sistema occhio-cervello di compensare eventuali difetti e di sommare le informazioni ottenute da entrambi gli occhi, permettendo di riconoscere, con maggior facilità, dettagli più ostici ed eventuali soggetti celati nel sottobosco.

A 20 X la profondità di campo consente di avere tutto a fuoco a partire da circa 400 metri sino all’infinito. Grazie alla dolcezza del sistema di messa a fuoco, dopo un po’ di pratica è possibile focalizzare con entrambe le mani seguendo soggetti a media distanza.

 

Osservazione dell’avi-fauna.

Corrado Morelli durante un’osservazione naturalistica

Il Kowa Prominar Higlander non è ovviamente un classico e compatto binocolo da birdwatching, tuttavia la sua resa è eccellente soprattutto quando si debbano cercare dei soggetti molto distanti. Attraverso questo binocolo ho scovato molti nidi di rapaci (poiane, bianconi e aquila reale), scrutando dalla valle opposta e senza disturbare il soggetto: fattore che per me è fondamentale.

Devo ammettere che quando si può godere di una postazione fissa, senza spostarsi sul campo, l’osservazione dei rapaci o degli ungulati è impareggiabile . Il Kowa Highlander Prominar assuefa cosi tanto l’utilizzatore che, alla fine, si prova sempre una certa insoddisfazione osservando nel classico binocolo da 8-10 ingrandimenti o in uno spotting scope, seppur sia di alta qualità.

A 32X ed ancor meglio a 50X è possibile ammirare la morfologia dei volatili, ad esempio, il sopra ala, per verificare la differenza fra le primarie, le secondarie, le copritrici o  verificarne, talvolta, la smarginatura. Le due o più barre sulla coda di una poiana calzata , ad esempio, appariranno quanto mai nitide se osservate con il Kowa Highlander Prominar.
Il termine coniato dai giapponesi per questo strumento: “Binocular Telescope” pare ben appropriato.

Una osservazione ad alto ingrandimento consente, nella maggior parte dei casi, di fugare i dubbi che si manifestano in un avvistamento compiuto a bassi ingrandimenti.

Scrutando nei boschi innevati a 50X  è un vero piacere scovare cervi o caprioli, nascosti nei propri giacigli che sono visibili nel binocolo 10×42 come piccole sagome, poco identificabili. Del resto, seppur io non sia un amante della caccia, posso comprendere perché questo binocolo è molto utilizzato in America per agevolare il cacciatore nella ricerca delle prede a lunga distanza.

 

Osservazione del paesaggio.

Che dire? Questo genere di osservazione è molto vario  e soprattutto alla portata della maggior parte degli appassionati. Spazia dall’osservazione del mero paesaggio, montagne, laghi, radure, all’osservazione delle attività di navigazione marittima e lacustre per passare alla ricerca di persone disperse, censimento  degli alberi e cosi via.

In questo settore i miei oculari preferiti sono quelli di serie, in grado di sviluppare 32 ingrandimenti ed un ampio campo di vista pari a 72°. Tali caratteristiche consentono una vera e propria immersione nella scena. Inoltre, questo ingrandimento è ancora ben sfruttabile nella parte centrale del pomeriggio, ove la turbolenza è in grado di inficiare le osservazioni compiute a 40-50 ingrandimenti. Anche la presenza di un poco di distorsione angolare a cuscinetto,  come già evidenziato, permette di compiere  delle ottime osservazioni in panning (spaziando da destra a sinistra) con una buona naturalezza e senza accusare un evidente e fastidioso effetto palla rotolante.

 

Osservazione astronomica.

Si sa, gli astrofili sono amanti della perfezione, amano osservare le stelle senza aberrazioni. Di fatto gli osservatori d’oltre oceano quando giudicano uno strumento esigono che sia in grado di mostrare le  stelle come “pinpoint”, letteralmente come capocchie di spillo. Infatti, esulando da problemi fisiologici alla vista, come l’astigmatismo, al centro del campo il Kowa Highlander Prominar fornisce delle immagini stellari da mozzare il fiato. A 20 X le stelle sono simili a quelle osservabili in telescopi a rifrazione di altissima qualità: stelle puntiformi, colorate, con uno sfondo molto scuro. Grazie anche alla precisione meccanica dell’esemplare in mio possesso (testato con collimatore Zeiss 4X e risultato ben collimato) è un vero spasso anche cercare stelle doppie a 50X apprezzando le varie differenze di colore. Non è un caso che questo binocolo sia uno dei più utilizzati dai partecipanti al programma americano di Osservazione delle Stelle Doppie con il binocolo.  Grazie all’estrema qualità delle componenti ottiche, inoltre, la sua capacità di discernere soggetti a basso contrasto, come le galassie, è molto elevata, cosi elevata che spesso rimango incredulo che possegga ottiche da 82 mm di diametro.
Durante le notti invernali ho avuto delle eccellenti visioni del cielo ed è un vero piacere navigare nella costellazione di Orione, ove M42 si mostra con vari dettagli screziati, con le stelle del Trapezio facilmente percepibili e dove M78 pare un piccolo batuffolo di luce immerso in un mare di stelle. Bellissimi anche gli ammassi stellari in Auriga ed eccellente la visione, con gli oculari 21 X, delle Pleadi, che esibisce delle stelle cosi puntiformi ed un fondo cielo ben scuro da sembrare delle piccole gemme poggiate sopra un panno di velluto nero. La possibilità di alternare le tre coppie di oculari consente anche di adattare la pupilla di uscita e gli ingrandimenti al soggetto celeste che si vuole osservare. Per tale motivo, nell’osservazione del doppio ammasso di Perseo ho sempre prediletto l’uso  della coppia di TSE-9WH che fanno letteralmente “esplodere” il doppio ammasso in decine di stelle puntiformi e colorate.

Grazie al sistema a semi-pentaprismi a tetto accostati ad un prisma parallelo 45° la visione del cielo è comoda, soprattutto quando si fa uso di un buon supporto. Per questo genere di osservazioni mi avvalgo di un treppiede General HI-T, che si può allungare sino a 2 metri di altezza e di una robusta testa Bogen 501 HDV che regge in maniera soddisfacente questo binocolo gigante. Ovviamente, lo schema prismatico utilizzato, genera maggiori problemi, rispetto ai prismi di Porro, nell’osservazione di soggetti puntiformi e luminosi; per tale motivo, talvolta, si notano dei lievi riflessi, soprattutto  osservando stelle molto luminose o la luna piena.

Il Kowa Highlander Prominar paragonato allo spotting scope TSN 883 Prominar, prodotto dalla stessa azienda

 

Osservazione della luna, del sole e dei pianeti.

In questo genere di osservazioni è utile fare uso di oculari che forniscano un altro ingrandimento. In attesa che l’azienda giapponese proponga dei nuovi oculari per gli appassionati dell’astronomia, posso confermare che a 50 ingrandimenti la superficie lunare è molto nitida e contrastata. Si possono già apprezzare vari dettagli e studiare le differenze di albedo fra i mari e gli altopiani. La Rupes Recta è ben visibile, cosi come i domi di Hortensius. La percezione che si ha è quella di stare osservando, in monovisione, almeno a 70-80 ingrandimenti. Giove mostra due bande e l’ombreggiatura ai poli, Saturno esibisce il sistema di anelli come un piccolo anello. La luce diffusa, in questo genere di osservazioni è minima, soprattutto se teniamo conto di quanto sopra ho appena esposto.

Dotando il binocolo di un paio di filtri solari è un vero piacere osservare le macchie solari sulla superficie della nostra stella. Anche gli amanti della natura, potranno, quindi, seppur a medi ingrandimenti, iniziare a scrutare il cielo che ci sovrasta.

 

Supporti opzionali. Personalmente utilizzo il Kowa Highlander Prominar con un testa Manfrotto Bogen 501 HDV e vari treppiedi. La testa, di produzione italiana, è in grado di sostenere al meglio questo binocolo. Per un setup ultra-leggero, ponendo attenzione a mantenere le gambe del leggero treppiede “da campo” in carbonio, mi avvalgo di una Manfrotto Bogen 701 HDV che si usa in maniera discreta sino a 32 ingrandimenti.

Per un uso astronomico allo zenith è indispensabile usare la testa Manfrotto al contrario per consentire una elevata angolazione.

In sintesi.

La mia opinione è che il Kowa Prominar Highlander sia un binocolo unico nel suo genere: i suoi punti di forza sono la qualità meccanica, la qualità ottica e la possibilità di fare uso di almeno tre possibili ingrandimenti.  Ritengo sia un binocolo definitivo per l’esigente appassionato delle osservazioni naturalistiche ma che ben si adatta anche all’uso astronomico.

Prezzi.
Purtroppo tanta qualità non si acquista a poco prezzo. Qui di seguito i prezzi (Marzo 2013)

Binocolo Kowa Highlander Prominar (con oculari 32X) Euro 6.199
Oculare TSE-9 WH Euro 569 (cadauno)
Oculare TSE-21 WH Euro 699 (cadauno)
Valigia in alluminio BL8J-AC Euro 489
Center Mount BL8J-MT Euro 1569
Treppiede in legno  BL8J-TB in attesa di conferma

 

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 Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata il  15 Marzo 2013. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente i  distributori ufficiali, premendo sui corrispettivi banner.

Auriga Srl. Distributore ufficiale Kowa per il settore naturalistico

Alpinhunting. Distributore ufficiale Kowa per il settore venatorio

 

 

 

 

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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