Celestron Nature DX 10×42 e DX 8×56:naturalisti a tutto campo per tutte le tasche.

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Nel vasto mare dei binocoli si possono pescare pesci di un po’ tutte le taglie e di tutti i pregi, dai così detti “Top di Gamma”  a scendere i fino ai più modesti  “Entry Level”, ad ognuno sta scegliere lo strumento che più aggrada per caratteristiche, costi ed idoneità all’uso a cui lo si vuole destinare.

Spesso come Binomania siamo stati chiamati a recensire strumenti di fascia alta od altissima, che costituiscono a buon diritto il “sogno” di ogni appassionato di osservazioni binoculari, ma non dobbiamo dimenticarci che esiste anche una vasta e più “concreta” realtà fatta da un mercato disposto a gioire già per binocoli di più modesta ma sufficientemente valida fattura.

Binocolo Nature DX 10×42
diametro obiettivi 42 mm
ingrandimento 10x
campo visivo in gradi 5.8°
campo visivo in metri a 1000 101 m
minima distanza M.a F. 2 m
pupilla di uscita 4.2 mm
estrazione pupillare 14 mm
distanza interpupillare Min – Max 56 mm – 74 mm
trattamenti ottici Fully Multi-Coated
peso 629 g
dimensioni LxAxP 135 mm x 126 mm x 52 mm
tipo vetro prismi BaK-4
fattore crepuscolare 20.49
luminosità relativa 17.64
impermeabilità si
riempimento in azoto si
attacco per treppiedi si
prezzo (Auriga- Gugno 2015) 233 Euro Iva Inclusa

In questo panorama più spartano si inserisce questo binocolo made in China commercializzato dal grande importatore americano Celestron (marchio distribuito in Italia da Auriga, che gentilmente ha concesso in prova questo strumento), che lo pone alla base della sua più ampia gamma di binocoli destinati ora all’osservazione naturalistica come in questo caso, ora invece all’astronomia, da sempre mercato di riferimento per Celestron.

Un binocolo entry level quindi dal costo ben al di sotto dei 200 euro, ma con con tutti quegli accorgimenti costruttivi che ne possono permettere un uso confortevole, anche con un minimo di performance, nel campo naturalistico.

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Semplice ma ben fatto.

Questo Nature Dx  è costruito con un corpo in policarbonato, scelta che assolve a pieno il compito di dare vita ad uno strumento discretamente robusto ma egualmente leggero ( solo 629g, veramente poco per un 42mm). Il corpo del binocolo è rivestito di gomma verde, parzialmente ruvida, che permette una presa confortevole e sicura. Lo strumento è impermeabilizzato e riempito in azoto per contrastarne l’appannamento interno.

Gli oculari hanno dei paraluce twist up estraibili con anche uno stop intermedio. A corredo vengono forniti una custodia (di cui l’esemplare che ho ricevuto in prova non era per altro fornito), un copri oculari, dei tappi con anelli in gomma per il fissaggio ai tubi degli obiettivi e una tracolla di fattura economica in semplice cordura.

La meccanica è completata da un sistema di messa a fuoco con un ampio rotore centrale che ne comanda bene il movimento, senza giochi ed in modo discretamente rapido; estremamente corta la minima distanza garantita per la focalizzazione: meno di 2 metri, un dato notevole che rende idoneo questo binocolo anche per l’osservazione di fiori ed insetti oltre che per il classico birdwatching (un vero “Naturalist” a tutto campo). A dire il vero durante le prove credo di aver raggiunto una distanza anche inferiore a quella dichiarata, ma come sempre questo dato è legato alla capacità dei singoli di focalizzare o meno a più breve distanza. La correzione diottrica è sistemata come di consueto sull’oculare destro.

La parte ottica, completamente multi trattata, ha nel suo interno dei prismi in vetro Bak4 con correzione di fase. Il campo inquadrabile non pone questo binocolo tra i grandangolari, essendo di poco inferiore ai 6°, tra l’altro l’estrazione pupillare un pochino risicata (14mm) potrebbe non permettere a tutti i portatori di occhiali di usufruire dell’intero FOV.

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Usato sul campo il Nature Dx di Celestron ha messo in mostra colori fedeli ed un buon contrasto. La nitidezza, anche se il binocolo non è definibile come un vero “rasoio”, è comunque sufficiente ed è mantenuta per circa il 60% del campo inquadrato prima di degradare andando verso il bordo; non essendo questo un binocolo a campo piatto una ulteriore piccola parte del defocus può essere recuperata aggiustando la messa a fuoco; in verità si può persino raggiungere un fuoco perfetto fino quasi al bordo, ma così la curvatura di campo sfocherà la porzione centrale dell’immagine.

La distorsione geometrica è discretamente contenuta e ne risulta anche un panning piacevole e privo di effetto “palla rotolante”. L’aberrazione cromatica è inesistente al centro dell’immagine, emerge però spostando l’attenzione verso il bordo già circa al 40% dell’inquadratura, le linee di cromatismo che ne risultano sono evidenti ma non eccessivamente “disturbanti” (opinione in merito come sempre molto soggettiva). La luminosità è adeguata per uno strumento di questo formato e questa classe di appartenenza, inferiore sicuramente ad un binocolo di alta gamma ma non poi di molto.

 

Buono per cominciare

Chi ama l’ottica di alta classe certamente farà un po’ fatica ad apprezzare un binocolo di questa categoria, ma va doverosamente detto che anche la Celestron propone onestamente il Nature DX a chi inizia ad avvicinarsi all’osservazione naturalistica, in questo caso il neofita troverà in questo strumento dal costo contenuto quelle caratteristiche che gli permetteranno di addentrarsi nella natura con quel minimo di confort atto a rendergli piacevole questa attività osservativa all’aria aperta.

Box: Celestron DX 8×56
di Piergiovanni Salimbeni.Mentre il buon Paolo si dilettava a testare il formato 8×42, io ho utilizzato per qualche escursione crepuscolare e astronomica il più’ corpulento 8×56.
Evito di citare le caratteristiche tecniche, giacché sono simili a quelle dell’8×42, tuttavia il 56 mm si differenzia per una uscita pupillare pari a 7 mm, una maggiore luminosità’, un campo visivo pari a 6.1° ed un peso alquanto contenuto, per il suo diametro: solo 1056 grammi.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre.

Ingrandimento 8x
Diametro obiettivi 56 mm
Pupille d’uscita 7 mm
Estrazione pupillare 23 mm
Campo visivo 6.1°
Trattamenti ottici Antiriflesso Multistrato, con rivestimento di fase
Prismi a tetto, in vetro BaK-4
Messa a fuoco centrale
Distanza interpupillare da 56 a 74mm
Paraluce oculari Sì, regolabili
Peso 1026 g
Dotazione copri oculari, copri obiettivi, tracolla, custodia morbida

La distanza di messa a fuoco minima, nell’esemplare che ho testato, è di poco inferiore ai tre metri, quindi in linea con quanto dichiarato. Per passare da tale distanza sino all’infinito occorre ruotare la manopola di circa 370°, quindi poco meno di un intero giro, brevissima, invece, la corsa fra i 20 metri e l’infinito.
La nitidezza in asse è più’ che buona, seppur non raggiunga l’incisività dei binocoli più’ professionali. Grazie al basso ingrandimento fornito l’aberrazione cromatica in asse è presente solo nelle condizioni di illuminazione molto critiche, mentre si nota la cromatica laterale a partire da circa il 70% del campo di vista, ove, iniziano, anche le aberrazioni geometriche che portano alla classica “sfocatura” ai bordi.  Rispetto all’8×42 ho apprezzato la notevole estrazioni pupillare che offre una maggiore comodità osservativa, soprattutto per i  portatori di occhiali.

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Un primo piano sul binocolo Celestron Nature DX 8×56

 

Il pregio di questo binocolo è quello di possedere ottiche che altre aziende, in fasce di prezzo anche superiori,  reclamano come “HD” o “ED”, di fatto al centro del campo, nella maggior parte delle condizioni osservative e /o di illuminazione, le immagini sono effettivamente neutre e contrastate. Oltre a ciò’ anche la serie Nature DX  gode della garanzia a  vita fornita da Celestron alla propria clientela.  A parità di qualità penso sia sempre  preferibile  rivolgersi ad aziende note del settore, dato che si deve sempre pensare a cosa potrebbe accadere, non solo al nostro binocolo, ma anche all’azienda che ce lo ha venduto.

Ho visto troppe meteore aprire e chiudere nel giro di pochi anni, mentre Celestron è una di quella che commercia da anni nel settore ottico, sia astronomico che sportivo. Fu fondata nel 1964 da Tom Johnson da una divisione della “Valor Eletronics” e andò’ immediatamente alla ribalta per la costruzione di telescopi a schema misto (Schmidt Cassegrain) compresi fra i 4″ e i 22″ di diametro.

Le lenti da 56 mm di diametro.

Il prezzo, di poco inferiore ai 350 euro, lo allinea a soluzioni simili,  anche se on-line è possibile trovarlo  250 euro: un’offerta decisamente interessante per un binocolo luminoso, compatto e leggero.

Nell’uso crepuscolare, mi è parso riesca a tenere testa ai blasonati binocoli da 50 mm, anche se non consente di percepire nitidamente i dettagli di basso contrasto a causa delle ovvie inferiori prestazioni ottiche. Nell’osservazione astronomica, invece,  l’ingrandimento lo penalizza sotto cieli medio- inquinati, ove sarebbe preferibile acquistare il formato 10×56 o ancor meglio, il 12×56.

 

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di  giugno dell’anno 2015. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di visionare direttamente la pgina dedicata del sito di Celestron e dell’importatore italiano Auriga

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Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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