Comparativa 15X: Docter Nobilem 15×60 B/GA, Swarovski SLC 15×56 , Zeiss Conquest HD 15×56.

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Premessa.

Il binocolo da 15 ingrandimenti  lo si odia o lo si ama, non ci sono vie di mezzo. Più pesante di un binocolo 8×42, ingrandisce meno di uno spottingscope,  tuttavia la sua caratteristica più apprezzabile  è la comodità osservativa: quando si osserva con due occhi a  15 ingrandimenti spesso non si rimpiange la mono-visione ad ingrandimenti superiori.  Visto il periodo propizio per le osservazioni di rapaci ed ungulati ho deciso di organizzare una breve comparativa fra quelli che ritengo i più interessanti binocoli da 15 ingrandimenti presenti sul mercato: l’ormai “storico” Nobilem B/GA 15×60, il recente Swarovski SLC 15×56 e la novità del 2014, lo Zeiss Conquest HD 15×56. Il primo, più ingombrante è un classico binocolo dotato di prismi di Porro, che alle spalle una grande storia , gli altri due sono le migliori espressioni di binocoli  con prismi a tetto dotati di vetri a bassa dispersione. Pesi diversi  per prezzi differenti, cerchiamo insieme di capire se anche le prestazioni sul campo si discostano  cosi tanto.

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Da sinistra: Zeiss Conquest HD 15×56, Swarovski Swarovision 15×56, Docter Nobilem 15×60 B/GA. Foto ottenute con Olympus E-1 e Zuiko 15-54 PRO

Modello Docter Nobilem 15×60 Swarovski SLC  15×56 Zeiss Conquests 15×56 HD
Diametro (mm)  60  56  56
Ingrandimento (x)  15  15  15
Pupilla di uscita (mm) 4 3.7 3.7
Campo di vista a 1000 m 72 78 80
Campo reale(°)  4.1  4.5  4.6
Campo apparente (°) formula classica  61.5  67.5  69
Estrazione pupillare (mm)  16  18
Impermeabilizzazione  si  si  si
Minima distanza di messa a fuoco 7.5 3.9 3.5
Peso (g)  1550  1200  1295
Dimensioni (mm)  192x141x73  210×145
Prezzo ufficiale EURO  919  2320  1550 (prezzo medio in Germania)
in attesa del prezzo ufficiale per l’Italia

 

Costruzione e meccanica

Il Nobilem 15×60 B/GA è composto da uno chassis in alluminio che è ottimizzato con un sistema speciale di impermeabilizzazione. La sua copertura, composta da materiale termoplastico ed elastomerico, è in grado di resistere non solo all’acqua ma anche alle peggiori condizioni atmosferiche, polvere e sabbia comprese. Oltre a ciò l’azienda tiene a precisare che è anche resistente agli urti. Per essere un binocolo con prismi di porro da 60 mm è decisamente leggero, pesa 1550 grammi che sono distribuiti su 227 mm x 219 mm.In questo video, che pubblicai mesi fa è possibile verificare le reali dimensioni del binocolo. L’ergonomia classica dei prismi a porro consente di impugnare con molta facilità il Nobilem 15×60 B/GA, che si riesce a reggere, inducendo minori vibrazioni, rispetto a ciò che è consentito dai classici binocoli con prismi a tetto da 15 ingrandimenti. Talvolta l’impressione che si ha è quella di stare osservando con un binocolo stabilizzato. Il sistema di messa a fuoco è impermeabilizzato e dotato di una sistema di regolazione diottrica, anch’essa protetta ed impermeabilizzata sull’oculare destro. La messa a fuoco centrale è  precisa ma meno fluida di quella di Zeiss (la migliore) e Swarovski.  Discreta la minima distanza di messa a fuoco, pari a 7 metri, un valore decisamente inferiore rispetto a quello dei due contendenti.  I paraluce degli oculari sono totalmente gommati  e non è possibile estrarre i paraluce per facilitare la pulizia

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Un primo piano sulla messa a fuoco centrale del Docter Nobilem 15×50 B/GA

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Sollevando la manopola di messa a fuoco dello Swarovski SLC 15×56  è possibile anche regolare la compensazione diottrica sull’oculare destro

Lo Swarovski SLC 15×56: è un binocolo con prismi a tetto di recente concezione. Dotato di cerniera centrale e ponte ampio è, nel contempo, bilanciato ed ergonomico. Totalmente impermeabile, sino a  4 metri di profondità, ha una temperatura di utilizzo compresa fra i -25 ed i +55° ed è decisamente leggero, solo 1220 g. Se consideriamo che alcuni binocoli, di medio costo, da 42 mm di diametro, pesano 1000 g, il paragone è presto fatto.
Il sistema di messa a fuco  è interno e dotato del classico sistema con rotore centrale che prevede anche la regolazione diottrica, sollevando il pomello zigrinato. La messa a fuoco è buona, fluida  ma non come quella dello Zeiss Conquest HD ma fortunatamente priva di  impuntamenti. Rispetto agli altri due binocoli fa uso di un sistema centrale per la compensazione diottrica sull’oculare destro.  I paraluce degli  oculari sono estraibili per consentirne rapidamente la pulizia ed è compatibile con tutti gli accessori Swarovision.

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Lo Zeiss Conquest HD 15×56 possiede una bella  linea, moderna, accattivante. E’ anche molto solido, grazie all’ampio ponte centrale con cerniera singola. Come gli altri due binocoli è perfettamente gommato nonché  impermeabile e riempito in azoto.  Possiede una messa a fuoco interna regolata da un rotore molto fluido e da una classica ghiera per la compensazione delle diottrie situata sull’oculare destro. E’ stato equipaggiato con degli ottimi paraluce i estraibili per facilitare la pulizia degli oculari e possiede , come lo Swarovski, una pratica filettatura standard per il collegamento alle teste fotografiche.  Mi è parso il più comodo “da indossare” grazie  ad un generoso diametro degli  oculari , alla ottima gommatura dei paraluce e alla buona estrazione pupillare.

 

Ergonomia.
Come ribadito, Il Docter  Nobilem B/GA 15×60  è il più pesante ed ingombrante, tuttavia si afferra con molta sicurezza, decisamente più snello lo Swarovski SlC 15×56, che a volte pare un semplice 10×50, ottimo l’incavo nella parte inferiore dello scafo ottico dove si alloggiano alla perfezione le mani, ben bilanciato anche lo Zeiss  Conquest HD 15×56 che fornisce un feeling simile a quello del binocolo austriaco.

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Le differenze fra un “Porro” ed un “tetto” sono ben visibili

 

Lettura di caratteri a mano libera.
Per questa prova ho agito in questo modo: ho utilizzato i binocoli, facendo delle pause di 10 minuti, per far si che la stanchezza non inficiasse la prova. Ho cercato di leggere dei caratteri di un giornale a circa 15 metri di distanza, variando, ogni volta la pagina per non farmi fuorviare dalla memorizzazione del testo letto ed infine ho provato a leggere alcuni cartelloni pubblicitari, di un centro commerciale, situato a 700 metri dalla mia abitazione.

A discapito di quanto spesso si cita in letteratura, ho dovuto riscontrare che ormai  binocoli a tetto di grande diametro hanno sovrastato ed equiparato  il Docter che, seppur possieda un ampia superficie ove far presa con le mani non è risultato facile e stabile da usare come lo  Swarovski SLC 15×56 che  è  risultato “lievemente” più performante in questo genere di osservazioni a mano libera, seguito a pari merito da Docter e Zeiss.  Penso che parte di questo risultato dipenda dal perfetto bilanciamento dei tubi ottici e dall’ampio incavo per i pollici. Molto probabilmente la maggior stabilità dei binocoli con prismi di Porro si nota principalmente osservando con dei pesanti binocoli nautici dal basso ingrandimento, come i 7×50 che risultano decisamente più pesanti (e quindi stabili) del classico 7×42 da birdwatching.. Insomma, dopo questa prova sono abbastanza scettico sul fatto che un binocolo con prismi di Porro, ad alto ingrandimento, consenta  delle osservazione più stabili  rispetto ad un binocolo con prismi a tetto: l’ergonomia e il bilanciamento del peso sono fattori preponderanti.

Distanza minima di messa a fuoco.
La distanza minima è praticamente identica fra lo Zeiss Conquest HD  15×56 e lo Swarovski SLC HD 15×56, con il mio accomodamento visivo , infatti, è risultata essere meno di tre metri. Tuttavia, per arrivare da questa distanza all’infinito, lo Zeiss compie un solo giro del rotore, mentre lo Swarovski ben due, un fattore da considerare per chi ama  un sistema rapido di messa a fuoco. Di contro il Docter mette a fuoco a circa 7 metri di distanza ma arriva anch’esso all’infinito con un solo giro di manopola. Insomma Swarovski presenta una corsa un po’ lunghetta.

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Gli obiettivi dei tre contendenti

Ottica. Lenti ed oculari.
il Docter Nobilem 15×60 B/GA fa uso di un paio di obiettivi acromatici di ottima fattura. La nitidezza al centro del campo è molto buona cosi come la luminosità. Gli oculari del Docter, seppur forniscano anch’essi un buon campo apparente , sono risultati i  peggiori sia per comodità che per il diametro frontale delle lenti e per l’estrazione pupillare.

Lo Swarovsk SLC 15×56 fa uso di ottiche a bassa dispersione, come vedremo, il contenimento dell’aberrazione cromatica, in proporzione al formato e allo schema ottico, è ottima cosi come la nitidezza e la brillantezza dei colori.
Gli oculari dello Swarovski possiedono un diametro  medio rispetto ai due concorrenti, buona l’estrazione pupillare , di poco inferiore a quella dello Zeiss Conquest HD.
Anche lo Zeiss Conquest HD fa uso di ottiche a bassa dispersione, tuttavia, come vedremo la sua resa è leggermente differente da quella fornita dal più costoso binocolo austriaco.

Ho provato ad analizzare rapidamente il trattamento anti-riflesso, facendo la semplice prova della riflessioni dei caratteri di un libro, or bene: Zeiss e Swarovski sono alquanto allineati, Docter è risultato lievemente inferiore. Tuttavia, come avrò modo di scrivere fra breve, le impressioni sul campo sono risultate lievemente differenti da questa semplice prova.


Aberrazioni

Aberrazione cromatica.
Durante il mese di Marzo, ho “spazzolato” la mia Valle alla ricerca di rapaci ed animali, verificando nel contempo il contenimento dell’aberrazione cromatica. Fra i tre binocoli, lo Swarovski SLC 15×56 è apparso il più corretto, di fatto nella maggior parte delle condizioni osservative il residuo cromatico (al centro del campo) è praticamente invisibile, si nota, talvolta, in misura minima, osservando porzioni di montagna innevata oppure la sagoma dei rapaci in controluce. Se dovessi stilare una classica, al secondo posto, citerei il Docter Nobilem 15×60, che, al centro del campo, mostra   un lieve residuo cromatico, inferiore però a quello visibile nello Zeiss Conquest HD 15×56, che, oltre ad un lieve alone blu-verdastro intorno alle sagome degli oggetti più contrastati mostra anche i tronchi degli alberi in controluce, di un viola scuro, rispetto al “quasi nero” visibile nello Swarovski. Nessuno dei tre è totalmente apocromatico, tuttavia il risultato è il seguente.  Maggior correzione dell’aberrazione cromatica al centro del campo: Swarovski, Docter, Zeiss.

Parlando di cromatismo laterale, invece, la situazione è leggermente diversa: Non ci sono apprezzabili differenze fra Zeiss e Swarovski, giacchè, spostando un traliccio della luce verso il bordo campo, mostrano la stessa aberrazione cromatica (viola da un lato e verde dall’altro) . Difficile verificare la reale entità nel Docter a causa delle immagini sfocate ai bordi.

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Dall’alto gli oculari dello Swarovski, in centro lo Zeiss, in basso il Docter.

Curvatura di campo.
Anche in questo caso lo Swarovski SLC 15×56  e lo Zeiss Conquest HD 15×56 forniscono prestazioni ben allineate.  Nell’uso diurno la   resa ai bordi  del SLC 15×56 è ottima, di poco inferiore a quella ottenibile dalla serie Swarovision dotata di spianatore di campo, pregevole  anche la planeità dello Zeiss Conquest HD 15×56 che, allorquando si inquadra un edificio a 1000 metri, mostra ancora ottimi dettagli sino al bordo del campo. Direi che la differenza fra i due binocoli, in tale test,  è  veramente minima, quasi irrisoria. Peggiore risultato per il Docter Nobilem che mostra un evidente degrado delle immagini già a partire da circa il 75% del campo di vista.

Distorsione angolare.
Lo Swarovski ne è quasi totalmente privo:portando dei dettagli al bordo del campo si nota che essi diminuiscono leggermente  di dimensione, lo Zeiss possiede una lieve distorsione e non si nota nessuna modificazione dimensionale dell’oggetto inquadrato. Il Docter Nobilem fornisce la maggior distorsione angolare. Nel panning è risultato, soggettivamente, più piacevole il Docter, seguito da Zeiss e poi da Swarovski.

Nitidezza.
 Al centro del campo Docter Nobilem e Zeiss Conquest HD si equivalgono, lo Swarovski è  leggermente  più nitido.

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Da notare l’ampio incavo per il palmo delle mani creato dai tecnici Swarovksi, Grande la superficie di appoggio del Docter, buona la conformazione della gommatura dello Zeiss.

Osservazione astronomica.
Durante le prime giornate del mese di Marzo ho avuto modo di fare qualche piacevole osservazione astronomica con i tre binocoli. Come è risaputo gli astrofili amano avere una ottima visione di tutto il campo stellare. Per tale motivo, piazzando i binocoli su un supporto robusto, ho controllato il degrado stellare , dal centro del campo sino al bordo. In tale circostanza mi ha piacevolmente sorpreso lo Zeiss Conquest HD. L’esemplare che ho esaminato, mostrava un minimo degrado, con un lieve astigmatismo che modifica la puntiformità lineare, in maniera meno invasiva rispetto a quella visibile nello Swarovski SLC 15×56 HD. Diciamo che entrambi forniscono una buona immagine con stelle di II/III magnitudine per quasi il 90% del campo di vista,  poi lo Zeiss presenta un filo di astigmatismo in maniera più graduale rispetto allo Swarovski. Peggiore la resa del Docter Nobilem che fornisce un campo stellare piacevole sino a circa il 70% del campo di vista.

Sono solito esaminare queste aberrazioni senza adattamento al buio ma anche dopo 40 minuti di adattamento per verificare  eventuali  differenze date dal fisiologico peggioramento della vista dovuto alla dilatazione pupillare. In linea di massima ho evidenziato sempre la medesima cosa. Ottima, in tutti e tre i binocoli la puntiformità stellare al centro del campo.

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La parte posteriore dello Swarovski SLC 15×56

Luminosità.
Questa è stata una comparativa molto difficile. Durante la classica osservazione “mordi e fuggi” con le pupille non perfettamente adattate al buio non ho notato differenze di sorta fra i tre binocoli, tranne  la evidente piacevolezza data dal maggior campo apparente di Zeiss e Swarovski. Dopo una buona mezz’oretta trascorsa al buio , mi è parso di percepire , osservando alcuni oggetti del cielo profondo (  M81-M82 nell’Ora Maggiore e  M42 in Orione, una lievisisma superiorità del Docter Nobilem. Presumibilmente, la minor dispersione dei Prismi di porro ed il maggior diametro delle lenti riescono a colmare il Gap prestazionale fra le ottiche acromatiche del Docter e le nuove ottiche a bassa dispersioni di Zeiss e Swarovski.

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e la volta dello Zeiss Conquest HD 15×56

In sintesi.
Da un punto di vista qualitativo senza analizzare il prezzo di acquisto, lo Swarovski SLC 15×56  si è dimostrato il binocolo otticamente migliore: ottimo contenimento dell’aberrazione cromatica, ottima nitidezza. Fra gli altri pregi cito: l’ottima ergonomia e peso, fra i difetti, la corsa della messa a fuoco molto lunga ed ovviamente il prezzo di acquisto, decisamente non per tutti.

Lo Zeiss  Conquest HD 15×56 mi ha affascinato per varie doti; in primis la buona resa sino a quasi l’estremo bordo del campo (ce l’avesse l’HT!) buona anche la luminosità, eccellente la messa a fuoco, sia per dolcezza che per rapidità nel raggiungere l’infinito, molto comodi i paraluce degli oculari. Fra i difetti cito: una maggiore aberrazione cromatica rispetto allo Swarovision.

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Il Docter  Nobile 15×60 B/GA è ancora un mito per quanto riguarda il settore dei binocoli con prismi di Porro, possiede un eccellente rapporto prezzo-prestazioni, soprattutto se lo si paragona ai contendenti di questa prova, è molto nitido al centro del campo ed ha un contenimento dell’aberrazione cromatica superiore allo Zeiss. Oltrettutto  nelle osservazioni a media distanza fornisce il maggiore effetto tridimensionale ed è risultato il migliore nel contenere l’effetto palla-rotolante. Di contro le immagini ai bordi del campo degradano più rapidamente rispetto ai contenendenti ed è  molto più ingombrante degli antagonisti e non possiede una filettatura standard per fissare lo strumento ai supporti. Ritengo che se Docter aggiornasse questo binocolo dotandolo di nuove ottiche a bassa dispersione e di oculari asferici, molti TOP DI GAMMA tremerebbero.

I pregi che li accomunano sono vari: un ingrandimento di molto superiore al classico 8X, una buona luminosità anche per le osservazioni astronomiche, una maggiore compattezza rispetto ad un classico spotting scope da 80 mm. Di contro non possono fornire il dettaglio di un cannocchiale ad alto ingrandimento e sono raramente utilizzabili a mano libera rispetto ai cugini 8×42.

Li ho apprezzati molto nella ricerca dei rapaci e nel seguire i caprioli nei prati, forniscono un ampio campo di vista e la facilità di fare panning e di inquadrare il soggetto li rendo decisamente più rapidi ed immediata e soprattutto meno stancati dei classici telescopi terresti. Un binocolo da 56 mm di alta qualità è anche molto valido nelle osservazioni astronomiche: con esso sono visibili decine di oggetti celesti, anche alcune galassie. Le più luminose,  di fatto, si palesano nella loro fievole senescenza, immerse in un mare di stelline. La loro leggerezza consente anche delle “rapide boccate” nella Via Lattea, talvolta senza l’uso del cavalletto, anche come mero esercizio nel dopo-cena, navigando di oggetto in oggetto. Ovviamente danno il loro massimo avvalendosi di un buon supporto ed anche di un buon cielo. Ho osservato la galassia di Andromeda e la Nebulosa di M42 attraverso un 15×56 di eccellente fattura, a 1800 m di altitudine e non ho rimpianto il classico binocolo astronomico 16×70. In sintesi, sono molto costosi ma sono ben sfruttabili sia per le osservazioni terrestri-naturalistiche che per quelle astronomiche a grande campo.

A voi la scelta!

 Ringraziamenti.
Si ringrazia Bignami, importatore ufficiale dei prodotti Zeiss, Docter-Germany e Swarovski Optik Italia per aver fornito i prodotti oggetto di questo test, consentendomi, senza costrizione, di scrivere le mie opinioni.

Disclaimer.
Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Marzo del 2014 .Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente i  distributori ufficiali dei prodotti citati.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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