Comparativa Miyauchi bJ 100 iC e Generalhit 23-41x100
Comparativa Miyauchi bJ 100 iC e Generalhit 23-41x100

Comparativa Miyauchi bJ 100 iC e Generalhit 23-41×100 (Ba6 Series)

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Finalmente, dopo una lunga attesa sono riuscito ad organizzare una breve comparativa fra il General hi-t 23- 41×100 ed il Miyauchi bJ 100 iC di proprieta di Piero Pignatta.

Devo, in primis, ringraziare Pignatta per essersi sobbarcato ben tre ore di guida per raggiungermi sulle Prealpi Varesine e per la possibilita’ di avermi fatto “saggiare” quel gioiellino del Nikon 12×50 SE, di cui vi parlerà lui, a breve, sulle pagine di Binomania.

Piero Pignatta in azione: da notare il Nikon 12x50SE a tracolla…pare non lo lasci neppure per andare a dormire.

Faccio presente, inoltre, che è molto difficile dare un giudizio neutrale sui binocoli che si possiedono, proprio perchè sono i prediletti, sarebbe come partecipare in veste di giudici in un concorso di bellezza ove partecipano le proprie figliole , in ogni caso, abbiamo, entrambi, tentato di mantenere una mente aperta e di osservare giudicando con serenità.

A prima vista si nota subito che le finiture estetiche e la precisione meccanica non sono ancora ad appannaggio dei cinesi, i quali, hanno sì iniziato a fare delle grandi ottiche tuttavia continuano, indefessi, a perdersi in minuzie come le minuscole sbavature nella verniciatura nei punti di raccordo, la non uniforme opacizzazione interna dei tubi e la forcella di serie, decisamente poco precisa.

V’è però da considerare anche l’enorme differenza di prezzo d’acquisto, dato che il Generalhit costa meno di un prismi a tetto made in austria di soli 42mm e che con i soldi proferiti per comprare il Miyauchi e la forcella dedicata, ci si può compare, oltre al 100mm della GHIt, un cestino di oculari ED ed un paio di filtri per il deep-sky.

Prova diurna

Pignatta è subito rimasto stupito della resa cromatica del Generalhit, che soprattutto ai bordi fornisce delle immagini più nitide e corrette rispetto al MIyauchu, grazie anche all’uso degli oculari astronomici. In verità anche con gli oculari di serie, la resa ottica è migliore rispetto a quella dei modelli di produzione cinese di 100mm , provati gli scorsi anni.
Ci siamo spinti sino a 50X e, osservando dei fili elettrici in controluce, non abbiamo notato un residuo cromatico fastidioso, che svaniva completamente grazie all’uso di un paio di filtri giallo chiari che amo usare in condizione di scarsa trasparenza o forte turbolenza.
Personalmente conoscendo ormai a menadito il binocolo venduto dalla Generalhit, ho usato con molta attenzione quello giapponese ed ho apprezzato la sua perfezione meccanica, anche se, spero vivamente per l’amico Pignatta, che riuscirà prima o poi a montare un bel paio di oculari astronomici, perchè personalmente ritengo la resa ottica del Generalhit superiore.
Ho tentato di utilizzare tutti gli oculari in mio possesso ma il Miyauchi prendeva il fuoco solo a breve distanza, usando un oculare ED di 21mm, ho percepito un maggiore residuo cromatico, rispetto a quello mostrato dal Generalhit, quardando un paio di piante in controluce, dato che l’oculare ballava nella sede e non era perfettamente in asse, non posso assolutamente garantire la fedeltà di tale prova…in ogni caso, la percezione che si ha è che, per raggiungere il fuoco all’infinito nel Miyauchi v’è bisogno di pescare il fuoco, di pochi millimetri sotto la battuta degli oculari astronomici.

Prova astronomica

Dopo un bel piattone di taglietelle ai porcini, cucinate da Salimbeni senior , grazie anche alla discreta trasparenza della sera, abbiamo deciso di restare nel mio giardino per osservare il cielo con maggiore comodità e sicurezza. Per onore di cronaca, senza parlare di magnitudine massima raggiunta, posso dirvi che da Cugliate Fabiasco (520m slm) si vedeva, perfettamente, senza visione distolta, M33 in un Canon 10×30 IS, ergo, fatevi due conti..

Puntando i binocoli sulla costellazione di Orione dopo varie prove sono giunto personalmente a tali conclusioni
1) Il Generalhit da un punto di vista osservativo è facilitato dall’uso di oculari e di filtri astronomici, la resa ai bordi è nettamente migliore di quella fornita dal Miyauchi con gli oculari di serie, mentre il residuo cromatico nelle osservazioni deep. sky e praticamente identico, inoltre è davvero comoda la possibilità di montare dei filtri deep sky che ci hanno, ad esempio concesso di osservare a circa 50X i bracci di M33, mentre la Nebulosa di Orione si estendeva per tutto il campo fornito dagli oculari, una notevole prestazione per soli 10cm di diametro, seppur le lenti siano in coppia…insomma se l’osservazione fosse una gara di tiro a piattello il GHit avrebbe molte cartucce in più 🙂

Nel Miyauchi, invece, Pignatta, ha ovviato al problema dell’assenza di filettatura sul barilotto degli oculari, ponendoli di fronte agli obiettivi, la procedura è spiegata alla perfezione qui.
In ogni caso tale sistema risente maggiormente delle luci parassite che possono colpire l’osservatore ed ovviamente gli oculari.

I nuovi oculari Vixen NLV, che Auriga mi ha gentilmente spedito, hanno mostrato un maggior residuo cromatico rispetto agli oculari Ed che uso solitamente, anche l’astigmatismo è superiore..peccato!

Il lato veramente positivo della serata è stato quello di verificare che gli oculari astronomici ED , che sulla carta dovrebbero possedere un campo di soli 55°, esibivano all’incirca, lo stesso campo apparente fornito da quelli a corredo del binocolo giapponese, ossia oltre 60°.

Appena avrò un po’ di tempo da perdere in prove minuziose farò un test di derivazione stellare, da  bordo a bordo, per verificare con precisione il campo reale fornito e poi verificare anche quello apparente.

L’autore alle prese con il General hi-t 23x41x100: soddisfatto dell’acquisto?

Considerazioni finali

In sintesi posso confermare che rispetto al vecchio 100mm cinese, provato lo scorso anno , questo nuovo binocolo venduto dalla Generalhit pare, grazie all’uso di “QUESTI” specifici oculari astronomici ED, (leggi Celestron X-Cel et similia) vincere per resa ai bordi , rispetto a tutti i binocoli cinesi che ho avuto modo di provare, ossia BA6, Geoptik, DFM Molinari ed addiruttura di surclassare un binocolo famosissimo come tal Miyauchi semi-apo.
Una prova con altri oculari astronomici, dissimili dagli Ed appena citati, come ad esempio i William Optics od i Vixen NLV e gli oculari di serie, ha mostrato come le prestazioni siano tutto sommato avvicinabili a tutti i binocoli sopraccitati che magari differiscono gli uni dagli altri solo per leggere differenze, insomma la vera differenza la fa la possibilità di usare accessori appositamente creati per l’uso con i telescopi. Per ora devo dire che gli unici oculari astronomici che mi abbiamo soddisfatto siano questi Ed forniti dalla Generalhit e venduti sotto altri nomi..che non sto più a citare..ma sto aspettando dei Televue Panoptic..ergo vi farò sapere se ci saranno ulteriori migliorie.

Sarei molto curioso a questo punto di verificare la resa del binocolo giapponese con gli oculari ED modificati dalla Generalhit, per vedere se la resa sia superiore al nuovo 100mm cinese o se davvero questa volta i cinesi hanno creato un ottica eccellente.

Vi sono delle differenze che giustificano il prezzo di acquisto così differente?

Beh, in primis, la Miyauchi pare avere chiuso i battenti, quindi, eventuali esemplari si potrebbero trovare ancora nei magazzini dei vari rivenditori, oppure sul mercato dell’usato. In ogni caso, tale binocolo con semi-penta-prismi a tetto + prisma parallelo, indubbiamentei è più leggero e possiede una meccanica sopraffina, anche se, purtroppo  non è riempito in azoto come il cinese per prevenire le muffe interne, la messa a fuoco è dolcissima e gli oculari non si sfilano neppure mettendo lo scafo ottico sottosopra, cosa impossibile nel cinese. La forcella dedicata, che costa però quando un buon 20x80mm è molto molto precisa. Personalmente, però, con il sennò di poi, direi che il prezzo è elevato rispetto alla reale resa ottica fornita.

Il General hi-t possiede un favorevolissimo rapporto prezzo-prestazioni che però necessariamente comprende alcuni difetti:
La sede degli oculari è lievemente più grande del diametro di alcuni oculari astronomici, sto parlando di tolleranze strettissime, quindi si deve usare un piccolo spessore creato con un nastro adesivo, non usandolo, si potrebbe generare una evidente scollimazione del sistema osservando sopra i 40 ingrandimenti.

La forcella di serie ha bisogno di una bella “ritoccata” da parte di Mr. Mazzoleni, perchè così come arriva dalla Cina non è proprio ciò che si definisce il massimo della perfezione.
I fattori positivi li ho citati nell’articolo e mi pare, che per chi bada molto alla resa ottica e meno alla meccanica, possano essere fondamentali.

Se solo i cinesi comprassero i brevetti Miyauchi e i loro macchinari non oso pensare a cosa potrebbe uscirne fuori..visto che ormai sono in grado oltre che di copiare anche di migliorare i progetti studiati nel corso degli anni.

Un appunto.. spesso Pignatta, parlando dei Miyauchi di sua proprietà, cita sempre quello che lui definisce “proiezione sulla scena” ossia un effetto piacevolissimo di essere immerso nello spazio a navigar fra le stelle, personalmente ritengo che il Miyauchi fornisca una maggiore immersione astronomica nella scena, grazie al miglior contenimento dei riflessi ed alla miglior opacizzazione interna dello scafo ottico, di fatto, il fondo del cielo risultà più scuro rispetto a quello visibile nel General hi-t, e siffatte caratteristiche, ritengo possano ingannare il cervello e gli occhi di chi osserva…anche se alla fine la resa al centro è pressochè identica mentre ai bordi vince il Generalhit.

Le sessioni con i Bigbinoculars, sono davvero molto piacevoli ed immediate: dopo soli cinque minuti che eravamo alzati da tavola si stava già osservando e non si faceva in tempo a dire…mi punti per favore il binocolo su M35?, che l’altro era già sul punto preciso, senza bisogno di fronzoli goto, e motori ronzanti. Inoltre bastano solo un paio di coppie di oculari ed eventualmente un paio di filtri per fare delle osservazioni veramente proficue.

Se avessi il tempo di organizzare un nuovo binostarparty vi porterei tutti a 2000 metri solo per mostravi il Doppio Ammasso di Perseo, penso che varebbe la pena..solo per quell’oggetto.

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Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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