DOCTER ® 7×40 B/GA

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Il binocolo oggetto di questa recensione possiede una lunga storia alle spalle, una storia che richiama, in primis, il noto marchio Zeiss. Rispetto alla storica serie Zeiss Jena EDF 7×40 NVA, infatti, poco è cambiato. Il più recente DOCTER ® 7×40 B/GA non fa più uso del reticolo illuminato rimovibile, funzionante con trizio radioattivo, delle ottiche composte dal vetro SF3, resistente alle radiazioni e della tonalità giallastra che ne conseguiva. Questa è la nuova versione civile di un classico che gli ingegneri hanno cercato di riprodurre mantenendo intatte le sue più importanti caratteristiche.

Forse questa è un’immagine un po’ scenografica, tuttavia la robustezza di questo binocolo è veramente proverbiale. Lo comprenderete meglio leggendo questo articolo

Come sono soliti dichiarare i costruttori tedeschi questo è un binocolo “da spedizione” adatto alle escursioni fra i ghiacciai o nei deserti più caldi del pianeta. Ora vi spiegherò se le promesse sono state mantenute.

Costruzione e Meccanica

Lo scafo del DOCTER ® 7×40 B/GA è composto di magnesio e di alluminio, la sua struttura è molto robusta. Non è quindi presente l’acciao che componeva lo scafo del vecchio NVA. Essendo un binocolo di derivazione militare nato per resistere alle più avverse condizioni climatiche si è data molta importanza alle componenti meccaniche che lo compongono.
Anche la gommatura, estraibile con facilità, è molto robusta, mentre la sua notevole impermeabilizzazione gli consente di resistere alle temperature estreme e alle immersioni accidentali in acqua. Il peso che ho misurato, con la bilancia elettronica, con i tappi e la cinghia, è inferiore a quello dichiarato. Si attesta sui 970 grammi. Senza tappi e cinghie il peso si aggira sugli 860 grammi. Un ottimo valore, in effetti il DOCTER ® 7×40 B/GA è un binocolo molto compatto e leggero.

Il “ponte di comando” è spartano ed intuitivo: una messa a fuoco singola su ogni oculare, degli eccellenti para-luce a soffietto in gomma che presentano un piccolo foro per evitare l’appannamento della prima lente durante l’uso invernale.

Sono, inoltre, presenti tre semplici tacche di riferimento per verificare la propria distanza interpupillare. Maggiore importanza è stata data alle ghiere di regolazione delle diottrie (-+7). Osservandolo si nota che il DOCTER ® 7×40 B/GA non è un binocolo “modaiolo” . Il suo design è più affidabile che affascinante e mira all’essenzialità, oserei dire che questo non è un binocolo per gli appassionati pantofolai bensì il classico strumendo da lavoro costruito per resistere, meglio dei proprietario, allo scorrere inevitabile del tempo..Tempus fugit!

I due esemplari hanno 24 anni di differenza: l’esemplare sulla destra è di Luca Mazzoleni: trattasi della primissima serie marchiata Aus jena 7×40 BGA. Luca ne ha confermato la robustezza dopo anni ed anni di intenso utilizzo

 

L’interno dello scafo ottico è ottimizzato con vari diaframmi, mi è parsa molto efficace anche l’opacizzazione interna. Docter mi ha anche confermato che il binocolo è riempito in azoto oltre ad essere costellato da innumerevoli o-ring.

Molto spartana ma decisamente robusta la cinghia in dotazione che è un chiaro simbolo della destinazione di questo binocolo

Sistema di messa a fuoco.

Il sistema di messa a fuoco è singolo su ogni oculare. Come risaputo, seppur ai nostri giorni vi siano delle ottimi sistemi di focalizzazione interna con rotore centrale, la massima robustezza ed impermeabilizzazione si ottiene utilizzando una focalizzazione separata su ogni oculare. Del resto, nell’uso estremo è sempre possibile rompere un oculare. Propio in tali gravose situazioni sarebbe quindi fattibile l’utilizzo dello strumento grazie all’oculare rimasto integro dall’impatto.

La regolazione è fluida e non esistono giochi o imputamenti anche grazie alla semplicità del sistema. Ciò che è meno complesso solitamente è anche più resistente. La messa a fuoco minima è pari a cinque metri, mentre la totale profondità di campo si apprezza a partire da circa 50metri (questo fattore, oltre che dal quadrato dell’ingrandimento (7×7) dipende anche dal proprio accomodamento visivo)

Infatti nell’uso panoramico-terrestre spesso ci si dimentica di quale sia stata l’ultima volta in cui si è dovuto focalizzare. La corsa degli oculari è ovviamente minima, poco più di mezzo giro di manopola. Per passare dalla distanza minima di messa a fuoco all’infinito occorre meno della metà di tale corsa.

un primo piano sulle lenti da 40mm di diametro.

 

Lenti e trattamento

 

Chi acquista il DOCTER ® 7×40 B/GA lo fa principalmente per la sua eccellente costruzione, tanto da risultare “sprecato” nella maggior parte degli utilizzi amatoriali. Tuttavia anche la sua resa ottica, seppur non ambisca all’eccellenza è più che buona.

Il precursore di questa serie (Zeiss Jena EDF 7×40 NVA) faceva uso di un particolare vetro FLINT resistente alle radiazioni, l’SF3R che era utilizzato per la prima lente degli oculari e la lente negativa nel sistema ottico. Questi elementi erano anche i principali fautori dell’intensa tonalità gialla dei vecchi Zeiss Jena. Rispetto ad altri vetri, l’SF3R non si anneriva quando sottoposto alle radiazioni.

Il più recente DOCTER ® 7×40 B/GA, invece, presenta una tonalità meglio corretta, ma non ancora neutra, si nota, infatti, una evidente tonalità gialla, che personalmente trovo piacevole e che consente di penetrare maggiormente nel paesaggio in presenza di foschia o di limitare l’abbagliamento osservando un panorama innevato. Questo binocolo mi è parso in grado di assorbire buona parte dei raggi UV durante le giornate più assolate. Questo potrebbe essere dovuto sia dal trattamento ma anche dalla composizione e scelta dei vetri che lo compongono.

Sulle lenti non è presente alcun trattamento organico. Di fatto i progettisti hanno preferito applicare un trattamento multi-strato inorganico che è alla lunga più resistente alla polvere, ai micrograffi e alle operazioni di pulizia.

Il trattamento anti-riflesso delle lenti del Docter BGA 7×40

 

Oculari

Un primo piano sul sistema di messa a fuoco con la ghiera di regolazione diottrica . Da notare le conchiglie para-luce con sistema a soffietto. Veramente comode

Lo schema ottico di questo binocolo viene definito (telephoto lens design) in effetti il gruppo ottico, come visibile nella foto è abbastanza complesso. Gli oculari sono composti da ben 5 lenti.

Schemi ottici del vecchio NVA

Schemi ottici del vecchio NVA

In ogni modo il suo campo di vista reale non è molto esteso: pari a 7.5° (52° di campo apparente) Non è quindi un binocolo grandangolare. L’estrazione pupillare è molto buona pari a 20mm. Inoltre, grazie ai paraluce a soffietto è possibile adattare il binocolo alla conformazione del proprio viso o degli occhiali utilizzati.

La distanza interpupillare fornita è compresa fra 54mm ed i 75mm. Alla minima regolazione la distanza fra gli oculari è pari a 7mm. Anche in questo caso, grazie alla flessibilità dei paraluce è possibile ottenere un discreto confort. Per raggiungere l’infinito si devono ruotare gli oculari in senso orario.

Prismi

Da notare il robusto guardrain che protegge gli oculari.
Da notare il robusto guardrain che protegge gli oculari.

 

Il cuore di questo binocolo è composto da un sistema di prismi a tetto di tipo Schmidt Pechan.( 6 riflessioni e 4 passaggi aria vetro). Questo schema ottico è composto da un prisma a 45° e un classico prisma di Schmidt. Il sistema Schmidt Pechan è utilizzato per la sua estrema compattezza, ma necessita di uno strato di l’alluminatura o di argentatura che viene applicato sulla superficie del prisma. Tale strato assorbe una lieve percentuale di luce che genera una riflessione parziale, inferiore, ovviamente alla cosiddetta “riflessione totale” che si attua all’interno dei prismi Schmidt Pechan che è prossima al 90%.
Prismi a parte il DOCTER ® 7×40 B/GA presenta una caratteristica di cui pochi appassionati sono a conoscenza: questo binocolo non presenta alcun trattamento di fase.

Ricordo ai lettori che questo trattamento consiste in un particolare rivestimento, attraverso il deposito di strati dielettrici sulle superfici del prisma. Grazie a questo sistema si è in grado di compensare lo sfasamento delle onde luminose che provengono dalle due riflessioni incrociate sulle suddette superfici. A parità di qualità ottica e scafo ottico un binocolo privo di trattamento di fase possiede una nitidezza ed un potere risolutivo inferiore a quello che ne è dotato. Ovviamente un binocolo ben progettato e che fa uso di ottimi prismi potrebbe fornire delle maggiori prestazioni rispetto ad un economico binocolo a tetto che si fregia del trattamento di fase.

Susan Adam di Docter-Germany mi ha anche confermato che gli ingegneri tedeschi stanno pensando ad un eventuale trattamento di fase , tuttavia questo intervento farebbe innalzare notevolmente il prezzo di un prodotto che ha come caratteristica principale anche il notevole rapporto prezzo-prestazioni. Inoltre, volendo rimanere un poco tradizionalisti, hanno, in parte deciso di “rispettare” il progetto iniziale, che all’epoca della sua comparsa non prevedeva, in quanto ancora sconosciuto, il trattamento di fase.

In effetti nell’uso pratico si nota poco l’assenza di un trattamento di fase ,seppur non raggiunga una definizione da primo della classe. Come anticipato, la resa ottica è molto buona e mi è parsa in grado di soddisfare anche i “palati più raffinati”.

Curvatura di campo

Il DOCTER ® 7×40 B/GA fornisce un campo perfetto sino al 80% del campo di vista, dopo di che si nota una perdita di definizione o sfocatura (blurring) dovuta principalmente alla curvatura di campo. In ogni modo grazie al suo schema ottico complesso, che dovrebbe forse contenere anche una lente atta a spianare il campo, la sfocatura è minima e consente di percepire agevolmente la scena inquadrata. Nell’osservazione diurna, infatti, le immagini rese sono piacevoli e poco affaticanti.

una delle tante immersioni nei ruscelli della Valganna

 

Altre aberrazioni

Per verificare l’astigmatismo ho provveduto a montare il binocolo su un supporto Berlebach per testarlo sulla costellazioni di tardo autunno.

In tale circostanza il binocolo mostra delle immagini stellari di II magnitudine molto puntiformi sino a circa l’80% del campo. Ai bordi è presente soltanto un lievissimo astigmatismo: direi che questa è una delle migliori prestazioni che ho riscontrato in un binocolo con prismi a tetto in questa fascia di prezzo.

Data del test astronomico: 12 Novembre 2012
Modello
Nobilem BGA 7×40
Campo di massima niditezza con stelle di III magn.puntiformi
CM80%

Puntiformità delle stella nel CM 
9/10

Altre aberrazioni
20% lieve astigmatismo

Aberrazione cromatica

Notate come le conchiglie paraluce avvolgono il viso di Annalisa

L’aberrazione cromatica è decisamente ben corretta, anche in parte a causa della lieve tonalità calda che di certo un poco aiuta.

Anche durante le condizioni di luce critiche si nota un ottimo contenimento di questa aberrazione. Maggiormente visibile un po’ di cromatismo verso i bordi del campo.

Distorsione angolare

E’ presente una mimima percentuale di distorsione a cuscinetto, il 3-5% a partire da circa l’80% del campo.

Vignettatura dei prismi

Nell’esemplare oggetto del test non ho notato alcuna vignettatura. La pupilla di uscita è risultata perfettamente sferica ed illuminata.

La gommatura è di eccellente fattura cosi come l’impermeabilizzazione.

Uso pratico

Seppur Docter non abbia voluto dichiarare specificatamente le prestazioni di questo strumento, vari autori hanno citato più volte le prestazioni dei suoi precursori che erano soggetti a test durissimi. In grado di resistere e funzionare per almeno un’ora dopo averli congelati sino -60 ° o dopo averli scaldati sino a+ 50°. Inoltre la sua temperatura di stoccaggio massima poteva arrivare addirittura a 80° dopo di che potevano iniziavano a perdere funzionalità i lubrificanti utilizzati.

Per tale motivo, dopo aver avuto il consenso da Docter Germania, ho provveduto a controllare la sua robustezza attraverso vari test.
1) Immersioni multiple nei ruscelli della mia zona sino ad arrivare a profondità superiori a 40-50cm.
2) Riempimento con acqua dei paraluci degli oculari.
3) Varie cadute da un’altezza di 80-90cm, su vari tipi di terreno
4) Compressione con una roccia del peso di 5kg per l’intera durata di una notte.
5) Per finire forse la peggiore delle prove: ho inserito il binocolo, bagnato, all’interno del congelatore, per un paio di ore.

Il Docter 7×40 BGA dopo la prova “congelatore”

In tutte le situazioni, appena citate il binocolo, non ha subito danni, a parte, qualche graffio alla gommatura che merita una piccola descrizione. Grazie al suo sganciamento rapido è possibile pulire con molta facilità il binocolo dopo le cadute nel fango o dopo essere stato sottoposto alla pioggia battente o ad una immersione in acqua.

E’anche possibile estrarre con molta rapidità la parte di gommatura che riveste gli obiettivi. In questo modo si facilità la rimozione delle inevitabili gocce di acqua che possono infiltrarsi sotto la protezione in gomma. Nulla, ripeto nulla si è insinuato all’interno degli obiettivi o dello scafo ottico.

fango, sabbia, ghiaccio, pioggia: nulla ha fermato il Docter BGA 7×40

Passeggiando nei boschi della mia valle con il DOCTER ® 7×40 B/GA ci si riesce a concentrare molto sullo scopo della escursione che è quello di osservare la natura e gli animali senza badare al resto. Spesso, quando faccio uso di ottiche blasonate, soprattutto in prova, ho sempre paura che possano cadere, graffiarsi o rovinarsi. Il B/GA 740, invece, è un vero carro-armato e si affronta volentieri qualsiasi tipi di avventura. Del resto è stato il mio binocolo “da pioggia e fango” prediletto.

Se posso esemplificare direi che è come affrontare una strada sterrata con un robusto Defender piuttosto che con un SUV luccicante. Il Docter ama essere trattato male e l’utente è gratificato dalla sua robustezza.

Luca Mazzoleni, noto restauratore italiano di binocoli, e grande appassionato di ottiche mi ha descritto spesso le sue avventure giovanili in montagna e quasi tutte erano affrontate con questo binocolo che per anni è stato appoggiato sugli spuntoni più taglienti delle montagne piemontesi, affondato nella neve fresca, fatto rotolare per una caduta accidentale nelle mulattiere sassosse o adoperato senza scrupoli sotto la pioggia battente

Orbene se pensate di dover fare ciò anche voi questo è il binocolo che fa per voi

Lo fareste con il vostro usuale binocolo? direi di no..

 

L’ergonomia è buona, ho apprezzato la sua grande profondità di campo, che con l’accomodamento visivo si spinge per oltre il minimo del quadrato dell’ingrandimento. Insostituibili, quando si usano per molte ore gli oculari, a soffietto, piacevole la tonalità calda che rende più vivo il paesaggio e che consente un comodo utilizzo, durante le giornate più assolate anche al mare, al lago o in presenza di neve. E’ il classico binocolo per l’escursionista estremo.

il DOCTER ® 7×40 B/GA durante una delle varie immersioni nei ruscelli della zona. Purtroppo non avevo con me il filtro polarizzatore, mi scuso per i riflessi

Pregi e difetti

I pregi sono molteplici; la sua robustezza, la compattezza, l’ergonomia, la profondità di campo, la luminosità e l’ottima estrazione pupillare.

 

Difetti? In alcune condizioni di illuminazione ho notato un poco di luce diffusa ai bordi dell’immagine, forse imputabile all’assenza di trattamento di fase. In realtà se non fossi stato a conoscenza di tale questione e non avessi appurato l’assenza del trattamento durante il test, forse non me ne sarei accorto. Di fatto, nella maggior parte dei casi la luce diffusa è ben corretta. Per ciò che concerne la definizione non siamo ovviamente a livello delle migliori ottiche presenti sul mercato, ma chi sceglie il DOCTER ® 7×40 B/GA bada anche ad altre caratteristiche.

 

we are living in a black submarine….

Per tale motivo, come anticipato, ho paura che se gli ingegneri ottici di casa Docter decidessero di dotare questo binocolo di un trattamento di fase i concorrenti potrebbe iniziare ancor di più a preoccuparsi.

Accessori

Ammirate i particolari della cerniera centrale..

In dotazione è presente soltanto una cinghia, insieme ai tappi di protezione per le ottiche ed un panno per la pulizia.

In sintesi.

Reputo il DOCTER ® 7×40 B/GA un binocolo ideale per chi ha bisogno di un strumento di lavoro molto resistente o di un valido compagno di avventure. Qualora non si fosse presi dalla smania di ulteriori acquisti sarebbe in grado di accompagnare il fortunato acquirente per tutta la sua vita e di allietare figli e nipoti.
Ringraziamenti

Ringrazio la dott.ssa Susan Adam per avere messo a disposizione l’esemplare oggetto di questo test.
Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Novembre 2012. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente l’Adinolfi S.r.l. cliccando sull’immagine qui di seguito.

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Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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