Docter® 8×56 ED/OH

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Per gli appassionati del marchio Docter, citando il formato 8×56, sovviene un unico nome  in mente: Docter Nobilem 8×56. In realtà, proprio sulle pagine di Binomania, qualche mese or sono,  è stato presentato, in anteprima mondiale, un nuovo modello  8×56 con prismi a tetto : il Docter 8×56 ED/OH. Questo modello sostituirà  il Docter 8×58 B7CF. I due acronimi specificano il tipo di lenti utilizzate (ED: a bassa dispersione) e la forma dello scafo ottico (OH: Open Hinge, finestra aperta)
Ho ricevuto, un mese fa, dal distributore italiano Adinolfi un esemplare di questo nuovo prodotto.

il binocolo durante una fase del test sul campo

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla casa Madre

 

Tab.1
Modello ED-OH 8×56 8×58 B/CF
Diametro delle lenti (mm) 56 58
Pupilla di uscita (mm) 7 7
Fattore crepuscolare 21.2 21.5
Distanza minima di messa a fuoco (m) 3 5
Campo di vista (m/1000m) 125 115
Campo in gradi 7.1 6.6
Peso (g) 1330 1500
 Regolazione diottrica  + – 3  + – 3
Riempimento in azoto in azoto
Estrazione pupillare (mm) 20  14
 Prezzo Maggio 2013 Iva Inclusa  1009,00  n.d.

 

Come visibile nella tabella 1, rispetto al modello crepuscolare o B/CF, il nuovo ED-OH, vanta nuove caratteristiche: in primis le lenti a bassa dispersione, un campo di vista maggiore, lo scafo ottico a finestra centrale e  quasi duecento  grammi di  peso in meno. Anche la messa a fuoco minima è migliorata, passando da 5 metri a 3 metri.

Meccanica e messa a fuoco.

Il binocolo, come visibile in questa foto comparativa, ha delle dimensioni abbastanza importanti. La costruzione mi è parsa buona.

A partire da sInistra: Docter Nobilem 8×56, Docter ED/OH 8×56,Steiner Xstreme Nighthunter 8×56, Minox HG 8×56, Zeiss 8×56

 

Lo scafo ottico, come anticipato, riprende l’attuale schema a finestra centrale , che consente una presa sicura e stabile. Visto il suo utilizzo prevalentemente Outdoor il binocolo è ampiamente gommato, le uniche zone scoperte sono quelle dei due ponti. La gommatura è spessa ed è presenta un’ampia zona zigrinata che si estende dalla zona posteriore sino alla parte anteriore dei tubi ottici dove fanno presa le dita.

La nuova finestra centrale (Open Hinge) che contraddistingue il nuovo Docter 8×56 ED/OH. La mia bilancia elettronica ha registrato un peso, senza tappi, pari a 1360 grammi.

Unico vezzo concesso è il logo Docter bianco visibile  nei pressi delle lenti frontali e posto ai lati dei tubi ottici. L’interno del tubo ottico  è composto da vari diaframmi e  completamento annerito. I para-luce degli oculari sono estraibili a rotazione con tre stop prefissati. L’estrazione pupillare che ho misurato è  pari a quella dichiarata. Purtroppo non è possibile togliere completamente  i paraluce per consentire una facile pulizia delle lenti degli oculari.

Il simpatico Gufo che rappresenta il marchio tedesco

Il sistema di focalizzazione è interno. E’affidato ad un sistema semplice ma da anni ben collaudato: il classico rotore centrale con ghiera sull’oculare destro per la compensazione diottrica. La messa a fuoco non è fluidissima, fortunatamente questo non è un binocolo  progettato per  un birdwatchers che insegue delle velocissime cince ma per gli osservatori di animali crepuscolari, principalmente per uso venatorio. In ogni modo, nell’esemplare testato, non ho notato giochi o impuntamenti. La ghiera laterale non è prevista di blocco di sicurezza, e’ sufficiente quindi ruotare immediatamente la ghiera per regolare la compensazione soggettiva. Dato che il movimento è poco fluido, nel corso della prova, non si è mai spostata la ghiera accidentalmente. Mi pare, quindi, che non vi sia la necessita di un eventuale sistema di sicurezza.

Ben visibile la ghiera di regolazione delle diottrie

 

La messa a fuoco minima dichiarata è pari a 3 metri, con il mio accomodamento visivo sono in grado di focalizzare ad una distanza di poco inferiore. Per raggiungere l’infinito è necessario ruotare la manopola per 380 gradi. Dai 20 metri all’infinito, invece, occorre una brevissima corsa, di pochi millimetri, per arrivare all’infinito. La focalizzazione dalla minima distanza all’infinito avviene ruotando la manopola in senso orario.

 Ottica

Obiettivi

Il cuore del sistema è affidato a delle lenti ED (Extra-dispersion) a bassa dispersione che forniscono un buon contenimento dell’aberrazione cromatica ed un piacevole contrasto. Non mi è dato di sapere l’esatta composizione del sistema ottico.  La resa dei colori , paragonata al mio esemplare di Swarovision 8.5×42 si è rilevata neutra.

Le lenti con un elemento ED da 56 mm di diametro

Oculari

Come visibile nella tabella, il Docter® 8×56 ED/OH fornisce un ottimo campo di vista, rispetto alla concorrenza. Una mera analisi dei campi stellari ha dimostrato che questo binocolo inquadra effettivamente quando dichiarato. Ricordo ai lettori che è alquanto difficile ottenere formati crepuscolari con un alto campo di vista e quando ciò accade si deve combattere con le aberrazioni geometriche e con costi di progettazione e di produzione, superiori a quelli proferiti per un progetto “a campo stretto”

Visibili le pupille di uscita

 Prismi

Il binocolo è composto  da prismi a tetto Abbe-König system . Questo sistema di prismi  crea 4 riflessioni e 2 passaggi aria-vetro( similmente ai Prismi di Porro II)
Risultano quindi, più luminosi dei  prismi a  tetto di Schmidt-Pechan che prevedono  6 riflessioni e 4 passaggi aria/vetro (due prismi separati).  In media, a parità di lavorazione ottica un prisma Abbe Konig concede una riflessione prossima al 90%, mentre un semplice Schmidt-Pechan, non va più in là dell’85%.

Per ulteriori informazioni consiglio ai lettori di rileggere l’ottimo articolo di Ottaviano Fera

A livello pratico, come visibile nelle foto, le pupille di uscita del binocolo si sono rilevati circolari, non ho notato evidenti cadute di luce.

Dati dichiarati dalla Casa Madre

Modello Campo lineare a 1000m
Docter Nobilem 8×56 ED/OH 125/1000
Docter Nobilem 8×56 110/1000
Mino HG 8×56  108/1000
 Steiner Xstreme Nighthunter  112/1000
 Vortex Vulture HD  100/1000
 Zeiss Conquest 8×56  100/1000

 Abberrazioni

Aberrazione cromatica

Come anticipato il binocolo Docter® 8×56 ED/OH utilizza degli elementi a bassa dispersione, uno per ogni tubo ottico. Questo consente un ottimo contenimento dell’aberrazione cromatica, oltre all’aumento di contrasto, rispetto ad un classico modello acromatico. Nell’uso pratico , nella maggior parte delle condizioni osservative le immagini non mostrano colori spuri, al centro del campo. Si  nota, unicamente , intorno ai contorni degli oggetti in controluce, un lieve alone spurio- blu-verdastro. Visibile, maggiormente, il cromatismo laterale, che inizia a notarsi a partire da circa il 70% del campo visivo. Rispetto al suo schema ottico e formato giudico questo binocolo molto piacevole da utilizzare.

Distorsione angolare.  La distorsione angolare a cuscinetto che percepisco è minima e percepibile a partire da circa l’80% del campo. In effetti ho notato un lieve effetto palla rotolante durante i panning più veloci

 

Altre aberrazioni

Per verificare la presenza di altre aberrazioni ho deciso di analizzare i campi stellari. In questo tipo di osservazione il binocolo ha mostrato dell’astigmatismo a partire da circa il 70% del campo di vista. Ovviamente le prestazioni dipendono anche dalla magnitudine stellare. Con stelle molto deboli il campo rimane ancora godibile sino al 75% del campo. Con stelle di Magnitudine I e II si nota una deformazioni graduale della stella in maniera più evidente. La deformazione delle stelle è graduale, al bordo si nota con molta facilità la presenza di astigmatismo.
E’utile ribadire che il campo fornito da questo binocolo è uno dei più ampi in tale formato, di poco inferiore allo Zeiss Victory FL 8×56. Per tale motivo è molto più difficile e costoso, ottenere un campo di vista ampio e corretto dalle aberrazioni geometriche.

Utilizzo pratico

Piergiovanni Salimbeni durante una fase del test

Uso naturalistico-crepuscolare

Ho utilizzato il  Docter® 8×56 ED/OH principalmente  nella osservazione degli ungulati. Spesso, in tale frangente, amo anche fotografare, per tale motivo, ho apprezzato l’ingombro di questo binocolo, che riesce comodamente ad essere trasportato nello zaino, insieme all’attrezzatura fotografica, oppure agevolmente trasportato con una bretella. Per ciò che concerne la potenziale luminosità fornita, l’ho comparato spesso al mio binocolo dal formato 8.5×42 e posso confermare che la luminosità del Docter , a crepuscolo inoltrato, è ben visibile. Per tale motivo, dopo qualche giorno di comparativa era l’unico binocolo che portavo con me in questo genere di escursioni.

Di fronte alla mia abitazione , a circa 100 metri ci sono dei pini. Osservando alle ore 22 nel Docter® 8×56 ED/O è ancora possibile percepire gli aghi, mentre nei piccoli formati si notano solo delle sagome scure poco definite. Come risaputo, anche di giorno, un formato crepuscolare, può essere d’aiuto, soprattutto per osservare le sagome dei rapaci in controluce, la sua grande pupilla di uscita, inoltre, si è rilevata molto comoda da utilizzare e rapida, dato che è immediato l’accostamento degli occhi agli oculari.

In questo frangente ho forse trovato un unico problema. Un mio amico che possiede un forte astigmatismo non è in grado di vedere tutto il campo di vista. Solitamente svita i para-luce per usare dei piccoli spessori , a basso profilo, da lui sagomati . Giacchè il Docter è un binocolo crepuscolare e al crepuscolo aumentano molto i difetti fisici, tanti appassionati lo useranno con gli occhiali da vista. Sarebbe quindi preferibile, prevedere la rimozione totale dei paraluce, non solo per facilitare la pulizia ma anche per consentirne un uso “totale” ai portatori di occhiali  con lenti e montatura molto spesse che non riescono a vedere tutto il campo di vista seppur l’estrazione pupillare sia molto elevata

Il binocolo montato su un supporto Berlebach, in attesa della prova astronomica

Uso astronomico.

Non è di certo un binocolo per mero uso-astronomico.  Come risaputo in astronomia si prediligono binocoli con un campo piatto che consentano l’osservazione delle stelle in maniera puntiforme sino all’estremo bordo del campo di vista.Tuttavia chi lo dovesse possedere per scopi naturalistici potrebbe anche usarlo con soddisfazione sotto cieli scuri, grazie soprattutto alla sua alta luminosità Durante il mese di maggio ho cercato di osservare qualche oggetto celeste, sempre in comparazione ad un performamente 8.5×42.  Sono rimasto molto contento dalla puntiformità fornita, al centro del campo dal Docter® 8×56 ED/OH. Anche i colori delle stelle, presenti nel campo di vista, erano ben discernibili. Da un cielo suburbano mediamente inquinato si notano, inoltre,senza particolari problemi le galassie principali dell’Orsa Maggiore (M81, M82)  e del Leone (M65, M66) . Anche M12, M10 ed altri ammassi in Ofiuco.

 

In sintesi

Giudico il Docter® 8×56 ED/O un interessante binocolo , adatto, principalmente per un uso  Outdoor, potrebbe essere un valido strumento per chi ama le osservazioni crepuscolari. I suoi pregi sono molteplici, primo fra tutti il campo di vista, il contenimento dell’aberrazione cromatica è buono, cosi come l’ergonomia dello scafo ottico. Fra i difetti cito l’impossibilità di svitare totalmente i para-luce degli oculari. Consiglio un supporto trapezoidale, come quello in legno che ho utilizzato qualora si volesse utilizzare su cavalletto

 

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Maggio dell’anno 2013  Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente l’Adinolfi S.r.l. cliccando sull’immagine qui di seguito.

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Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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