Docter Nobilem 15×60

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I binocoli con prismi di Porro della serie Nobilem non hanno bisogno di molte presentazioni. Sono utilizzati da anni nel settore nautico, militare e venatorio. Grazie alla collaborazione del distributore italiano Adinolfi ho potuto testare, per vari mesi, un esemplare della serie 15×60 B/GA. Prima di descrivere le mie impressioni è utile citare, brevemente, gli altri modelli che saranno oggetto di nuovi articoli nei mesi a venire.

La classica linea del Docter Nobilem 15×60

Nobilem 7×50 B/GA e Nobilem 7×50 B/GA-IF: binocolo crepuscolare, impermeabilizzato, nella versione IF dispone anche di reticolo per la misurazione delle distanze

Nobilem 7×50 Navidoc B/GA e Nobilem 7×50 Navidoc B/CS: binocolo speficicatamente progettato per uso nautico, ultra-impermeabilizzato dispone di oculari con messa a fuoco singola su ogni oculare. La versione B/CS è dotata di reticolo e bussola. Entrambi i modelli sono ottimizzati con un particolare trattamento che protegge la vista dai raggi UV

Nobilem 10×50 B/GA: binocolo classico di medio ingrandimento, messa a fuoco centrale, ben impermeabilizzato, valido per vari settori.

Nobilem 8×56 B/GA: il crepuscolare per eccellenza, prediletto dai cacciatori di selezione e dagli astrofili.

I modelli della serie Nobilem, sono disponibili in vari colori, antracite, oceano, grigio-verde e sabbia.
Costruzione e Meccanica

Il Nobilem 15×60 B/GA è realizzato con uno chassis in alluminio che è ottimizzato con un sistema speciale di impermeabilizzazione. La sua copertura, composta da materiale termoplastico ed elastomerico, è in grado di resistere non solo all’acqua ma anche alle peggiori condizioni atmosferiche, polvere e sabbia comprese. Oltre a ciò l’azienda tiene a precisare che è anche resistente agli urti.
Per essere un binocolo con prismi di porro da 60mm è decisamente leggero, pesa 1550 grammi che sono distribuiti su 227mm x 219mm.
In questo video, che pubblicai mesi fa è possibile verificare le reali dimensioni del binocolo. L’ergonomia classica dei prismi di porro consente di impugnare con molta facilità il Nobilem 15×60 B/GA, che si riesce a reggere, inducendo minori vibrazioni rispetto a ciò che è consentito dai classici binocoli con prismi a tetto da 15 ingrandimenti. Talvolta l’impressione che si ha è quella di stare osservando con un binocolo stabilizzato.

Sistema di messa a fuoco.

Il sistema di messa a fuoco è impermeabilizzato e dotato di una sistema di regolazione diottrica, anch’essa protetta ed impermeabilizzata sull’oculare destro. La messa a fuoco centrale è dolce e precisa. Ottima la minima distanza di messa a fuoco, pari a 7 metri, un valore decisamente inferiore rispetto a quello consentito dai vari binocoli 15×70 di derivazione militare, utilizzati per l’osservazione astronomica o nautica che non sono in grado di mostrare oggetti a questa distanza.

Nell’immagine e’ visibile il sistema di messa a fuoco centrale del Nobilem 15×60 B/GA

 

OTTICA

Lenti e trattamento

Il binocolo fa uso di un paio di obiettivi acromatici di ottima fattura. La combinazione delle varie componenti ottiche (lenti e prismi di porro) coadiuavata da un ottimo trattamento anti-riflesso e da una perfetta intubazione, genera una nitidezza dell’immagine al centro del campo fra le migliori che io abbia mai ammirato in un binocolo da 15 ingrandimenti. Il contrasto è ottimo; osservando delle linee nere su sfondo grigio si nota una nettissima differenza dei colori. Lo stesso dicasi per tutte quelle situazioni osservative dove vi sono soggetti ed oggetti a basso contrasto (le galassie, l’avi-fauna osservata durante le giornate contraddistinte da foschia, etc etc)

Gli obiettivi da 60mm del Docter Nobilem.

 

Il trattamento anti-riflesso è ottimo: le immagini sono brillanti e nitide, la correzione dei riflessi fantasmi è ottima.

La resa dei colori del binocolo del Nobilem 15×60 B/GA è neutra, priva di dominanti di colore, il fattore crepuscolare è molto elevato, pari a 30, così tanto da diventare il mio binocolo preferito, nell’uso crepuscolare, per l’osservazione dei caprioli a media distanza. Paragonato ad un recente binocolo con prismi a tetto da 58mm ha mostrato una maggiore luminosità.

Lo scafo e’ anti-shock, waterproof ed in grado di resistere alle infiltrazioni di polvere e sabbia.

 

Oculari

Gli oculari, composti da 4 elementi, consentono di inquadrare 72 metri di porzione di paesaggio a 1000metri. Ciò genera un campo reale pari a 4.1° ed un buon campo apparente pari a 61.5°
E’ possibile abbassare le conchiglie paraluce per i portatori di occhiali o per le varie condizioni di illuminazione, l’estrazione pupillare è solo sufficiente: 15mm.

 

Da notare, sulla sinistra, la sede di fissaggio della staffa Docter (Opzionale) per consentire il fissaggio sui cavalletti fotografici

Prismi

Il cuore di questo binocolo è composto da un sistema di prismi di porro sovra-dimensionati, ciò consente un’alta luminosità delle immagini e l’assenza di vignettatura (calo di luce) ai bordi del campo di vista.
Docter tiene a precisare che anche i prismi beneficiano del loro particolare sistema di trattamento anti-riflesso e che l’alloggiamento dei prismi è stato costruito , oltre che per essere molto solido e resistente agli urti, anche per contenere i riflessi interni e prevenire la dispersione di luce. Trattandosi di prismi di porro II sono presenti soltanto 4 riflessioni e 2 passaggi aria/vetro. Un grande pregio dei binocoli con prismi di porro e’ costituito dalla loro struttura che consente una maggiore distanza fra i tubi ottici, rispetto a quella dei binocoli con prismi a tetto, e quindi una maggiore percezione di tridimensionalità a breve-media distanza.
Per maggiori informazioni sui prismi di porro consiglio di leggere questi due articoli pubblicati su binomania:
I prismi di Porro 
binocoli con prismi di porro contro binocoli con prismi a tetto: la sfida

Curvatura di campo

Questo binocolo non ha un campo piatto. Le immagini sono perfette per circa il 75% del campo di vista fornito. Dopo di che, ai bordi del campo, le immagini appaiono più sfuocate rispetto a quelli visibili al centro del campo.

Aberrazione cromatica

E’ visibile un lieve alone bluastro dovuto all’aberrazione cromatica, che si evidenzia, intorno agli oggetti più luminosi, come i rami in controluce, i bordi della luna piena o i profili delle montagne innevate. Al centro del campo, in proporzione ai suoi ingrandimenti ed al suo rapporto focale, non la reputo elevata, mentre si nota con maggior intensità ai bordi estremi del campo. Ritengo che se i progettisti utilizzassero vetri con dispersione differente sarebbero, certamente, in grado di ridurre questa aberrazione. Una piccola precisazione: ho notato, spesso, che l’aberrazione cromatica laterale è più evidente nei binocoli che presentano una maggior correzione delle aberrazioni geometriche. Questa asserzione potrebbe apparire come strana; in realtà, spesso, quando le altre aberrazioni sono ben evidenti, la visione ai bordi è cosi rovinata che viene nascosta quella cromatica. Ho osservato questa caratteristica con molti binocoli di pregio.

Altre aberrazioni

Come al solito ho montato il binocolo su un supporto universale della Berlebach per osservare con attenzione i campi stellari. L’esemplare di Nobilem 15×60 B/GA in mio possesso mi è parso possedere pochissimo coma mentre è praticamente assente l’astigmatismo. All’atto pratico, anche nelle osservazioni astronomiche, il degrado della puntiformità stellare, ai bordi del campo, dipende unicamente dalla curvatura di campo, che è evidente ma non fastidiosa, soprattutto nelle osservazioni terrestri, dove il degrado è graduale.

Distorsione angolare

E’ presente una distorsione a cuscinetto, circa il 5%. Per ciò che concerne l’effetto “palla rotolante” (3) mi è parso davvero minimo. Personalmente lo ritengo un binocolo gradevole da utilizzare nel panning.

Vignettatura dei prismi

Non si nota nessuna vignettatura. La pupilla è perfettamente sferica ed illuminata.

Uso pratico

I medi ingrandimenti ed i 60mm di diametro degli obiettivi del Nobilem 15×60 B/GA potrebbero interessare a molti appassionati: in primis agli amanti delle osservazioni paesaggistiche che potranno contare su un ottimo binocolo dotato di un’eccellente tridimensionalità e di una nitidezza al centro del campo in grado di rivaleggiare con i più costosi binocoli con prismi a tetto dal medesimo ingrandimento.
Gli amanti delle osservazioni crepuscolari di ungulati, come il sottoscritto, potranno beneficiare di una maggiore luminosità ,rispetto ad un classico formato da 56-58mm, oltretutto ad un prezzo decisamente inferiore.
Gli appassionati di astronomia potranno, invece, apprezzare la sua luminosità e l’ottimo contrasto al centro del campo che consente l’osservazione degli oggetti celesti molto evanescenti, come le galassie. Se fosse dotato di un campo piatto, sarebbe un binocolo veramente eccellente anche per l’uso astronomico, anche se è possibile che l’eventuale presenza di ulteriori elementi ottici creerebbe un “ammorbidimento” delle immagini con relativa perdita di nitidezza. Ho osservato spesso in binocoli dal campo perfettamente piatto ma da una resa “abbastanza morbida”. In questo caso, invece, l’osservazione della luna è molto affascinante, l’immagine è cosi contrastata da ricordare quella visibile in un buon telescopio a rifrazione.
I birdwatchers che necessitano di un binocolo per l’osservazione dei soggetti più distanti o per l’identificazione e lo studio dei rapaci, potranno avvalersi di questo binocolo senza, talvolta, rimpiangere i 20-25 ingrandimenti forniti da uno spottingscope(4). Grazie anche alla sua messa a fuoco minima, pari a 7 metri, è possibile apprezzare con maggior dettaglio l’avi-fauna che si lascia tranquillamente avvicinare o quando si osserva in un capanno. Ho ammirato un martin pescatore a dieci metri di distanza e l’immagine era veramente da mozzare il fiato.

Nell’uso pratico, nei mesi in cui ho utilizzato il Nobilem 15×60 B/GA, ho sempre apprezzato la sua capacità di mostrare “le distanze” fra i vari piani che compongono il paesaggio. Confrontandolo, nell’osservazione terrestre, con dei validi binocoli con prismi a tetto da 12X-15X ingrandimenti, ho sempre notato la maggior percezione del paesaggio e le varie distanze fra le colline e le strutture che solo un binocolo con prismi di porro può dare.
Non è ovviamente leggero come un 8×42 con prismi a tetto, tuttavia, grazie alla ottima ergonomia ed alla sua leggerezza, di molto inferiori ai comuni 15×70 per uso nautico ed astronomico, è possibile portarlo “a mano libera” anche per escursioni sulla media distanza.

Pregi e difetti

Fra i vari pregi cito, senza dubbio, l’eccellente luminosità, la sua ergonomia, la messa a fuoco minima, il contrasto, la resa dei colori e la tridimensionalità delle immagini; inoltre il suo rapporto prezzo-prestazioni. Tutto cio’ lo rende un acerrimo nemico di molti binocoli con prismi a tetto con un diametro delle lenti superiore ai 50mm.

Essendo anche appassionato di osservazioni astronomiche, ove si apprezza una ottima resa anche ai bordi del campo, con immagini ben puntiformi, ritengo che se questo binocolo fosse dotato di oculari asferici o di uno spianatore di campo, diventerebbe uno fra i migliori binocoli in questo genere di osservazioni. L’utilizzo di un obiettivo dotato di elementi dalla dispersione differente da quelli attuali, inoltre, consentirebbe di sopprimere quel poco di aberrazione cromatica che si evidenzia in certe condizioni di osservazione. Il sistema di raccordo della staffa per il cavalletto fotografico obbliga gli utenti ad acquistare una staffa specifica progettata da Docter.

Accessori

In dotazione è presente soltanto una cinghia, insieme ai tappi di protezione per le ottiche e ad un panno per la pulizia.
In sintesi.

Reputo il Nobilem 15×60 un punto di riferimento per gli amanti dei binocoli con prismi di porro che ne apprezzano le intrinseche caratteristiche.

 

Ringraziamenti

Ringrazio Susan Adam della Analitic Jena e Michele Adinolfi per avere messo a disposizione l’esemplare oggetto di questo test.

 

N.B I PREZZI ED I PRODOTTI CITATI NELL’ARTICOLO SONO RELATIVI AL MESE DI GIUGNO 2011, PER MAGGIORI INFORMAZIONI E PER GLI AGGIORNAMENTO VI CONSIGLIO DI CLICCARE SUL SITO DEL RIVENDITORE

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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