Docter Nobilem 8×56 BG/A: The king of twilight

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Mesi or sono, pubblicai su Binomania, il test del Docter Nobilem 15×60

Come ebbi modo di scrivere, di questa “nobile” serie esistono vari formati:

Il Nobilem 7×50 B/GA ed il Nobilem 7×50 B/GA-IF i binocoli crepuscolari impermeabilizzati, la cui versione IF, dispone anche di reticolo per la misurazione delle distanze.

Il crepuscolo, dove tutto tace.Il regno del nobilem 8×56

Seguono a ruota i Nobilem 7×50 Navidoc B/GA e Nobilem 7×50 Navidoc B/CS: degli strumenti progettati espressamente per l’uso nautico, sono, infatti, ben impermeabilizzati e dispongono di oculari con una messa a fuoco singola. La versione B/CS, inoltre, è dotata di reticolo e bussola. Entrambi i modelli sono ottimizzati con un particolare trattamento che protegge la vista dai forti raggi UV.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

 

un primo piano del Docter Nobilem 8×56 BG/A

I più “papabili” per gli appassionati di natura sono in realtà il Nobilem 10×50 B/GA: un binocolo classico di medio ingrandimento del quale scriverò prossimamente un articolo ed il Nobilem 8×56 B/GA, il re del crepuscolo, prediletto, non solo dai cacciatori ma dai pochi fortunati astrofili che hanno avuto l’onore di provarlo sotto un limpido cielo montano.
Oggetto di questo test, sarà infatti il modello Nobilem 8×56 B/GA, il più luminoso della ampia gamma Nobilem.

Prima di entrare nel vivo del test, lascio la parola a Carlo Rossi, lo storico di Binomania, che ha scritto un’interessante premessa storica

DOCTER NOBILEM 8×56 BG: La sua Storia.

Di Carlo Rossi

Alla metà degli anni 70, Zeiss Jena, per replicare ai successi dell’odiata cugina Zeiss West e per dimostrare che l’emergente moda dei Prismi a Tetto non era assolutamente superiore ai Prismi di Porro, con un colpo di reni e di genio progettò e mise sul mercato la propria linea “Porro Premium”: inizialmente presentarono l’ 8×50 OCTAREM e il 12×50 DODECAREM. Successivamente, a metà degli anni ’80, fu coniato il nuovo nome della serie.” NOBILEM” e furono aggiunti ai due appena citati un 7×50, un 10×50. Tutti e quattro si fregiavano del nuovo marchio.

Sin dall’inizio la serie NOBILEM parve una serie di eccellenza, apprezzata in tutto il mondo, che sembrava potesse salvare la “stirpe dei porro” ma, ahimè, il vento della moda, perché solo di moda tuttora si tratta, inesorabilmente fece vincere i binocoli con Prismi a Tetto.

Molti lettori saranno a conoscenza della causa civile che fu vinta da Zeiss West e della successiva riunificazione delle due” Germanie”

Forse qualcuno fra voi, cari lettori, saprà anche delle vicissitudini economico-finanziarie affrontate di Zeiss Jena che dal 1990 non poté più fregiarsi del marchio ” Zeiss.”
Sta di fatto che la vecchia Zeiss capitolò e dalle sue ceneri nacque DOCTER che purtroppo fallì nel 1995 ma che nel 1997 fu acquistata dalla attuale Analytik Jena,risorgendo a nuova vita.

La nuova proprietà ed i suoi valentissimi tecnici decisero di migliorare e riprogettare la vecchia serie Nobilem lavorando sui vetri, sui trattamenti e facendo uso di tecniche costruttive d’avanguardia (soprattutto sugli oculari) mettendo sul mercato nel 1999 quella magnifica famiglia di binocoli a Porro che è l’odierna serie DOCTER NOBILEM:

E QUI SIAMO ARRIVATI FINALMENTE AL DOCTER NOBILEM 8×56 che, contrariamente a quanto si dice, non è un OCTAREM con obbiettivi di diametro maggiore, ma è un progetto ex novo che usa lenti asferiche “Flash Lights”, prismi di maggiorata dimensione sigillati all’interno con stucco per riduzione delle superfici aria/ vetro e drastica riduzione della luce riflessa, oculari a 4 elementi da telescopio, obbiettivi in vetro aria vetro, trattamento antiriflesso Docter multitop-layer coating, etc., etc.

A mio giudizio un vero “purosangue” che si pone orgogliosamente alla pari con prodotti a tetto di serie Premium di qualsivoglia produttore.

Un consiglio a chi sta per acquistare un binocolo di questa classe: nella stessa giornata mettete a confronto quello che state per comperare con il DOCTER NOBILEM 8×56 . Potreste ritrovarvi con un binocolo al collo non preventivato e con 1000/1200 euro in più in tasca che…. avrete risparmiato.”

Costruzione e Meccanica

Il Nobilem 8×56 B/GA è composto da un robusto chassis in magnesio composito, che contiene il peso del binocolo in soli 1350 grammi La protezione in gomma, disponibile in vari colori, è ottenuta facendo uso di materiali termoplastici ed elastomerici. Docter garantisce che tutta la serie Nobilem è in grado di resistere alle condizioni meteorologiche più avverse, oltre a ciò l’azienda tiene a precisare che i “Nobilem” sono anche in grado di resistere agli urti accidentali che potrebbero verificarsi durante l’uso “su campo”.

Devo ammettere che la sua linea classica è molto affascinante: il “ponte di comando” dove hanno sede i grandissimi prismi di porro II, fanno già presagire eccellenti prestazioni. Il binocolo, seppur non sia compatto come un tetto dal medesimo diametro, ha un peso abbastanza contenuto,l’ingombro è circa di 20cm X 22cm.

La sua conformazione e l’eccezionale “grippabilità” del materiale gommoso, inoltre, consente di impugnarlo con sicurezza ottenendo una grande stabilità, tanto che, a volte, pare di osservare attraverso un binocolo stabilizzato. La posizione delle braccia e delle spalle, più larghe rispendo a quando si sostiene un binocolo a tetto, fanno spesso la differenza tra una presa instabile ed una efficace.

Il binocolo si impugna con molta sicurezza, ottima la gommatura anti-scivolo.

 

L’interno dello scafo ottico è ottimizzato con vari diaframmi per prevenire le cosiddette straylight, (luci diffuse) eccellente l’opacizzazione interna, in sintesi, posso confermare che la cura costruttiva è ai massimi livelli.

Un po’originale il sistema di collegamento al Tripod Clamp, situato sulla parte destra del ponte. I due accessori sono disponibili su richiesta e sono dotati di un sistema di gancio-sgancio rapido.

da notare nei pressi del ponte anteriore destro la sede dove avvitare il Tripod Clamp, visibile anche la sigla MADE IN GERMANY

Sistema di messa a fuoco.
Ben visibile, in questa immagine, il grande rotore centrale per la regolazione della messa a fuoco

Il sistema di messa a fuoco, impermeabilizzato, fa uso di un rotore centrale molto ergonomico, il carrello è esterno.
Provando a premere sugli oculari si nota soltanto una lievissima (meno di 2 mm) flessione del ponte centrale che in questo esemplare è risultata più contenuta a quella riscontrata sul 15×60 e 10X50 testati nei mesi passati.
La regolazione diottrica è presente sull’oculare destro. Anch’essa risulta ben gommata ed impermeabillizzata, è dotata di una zigrinatura per aumentare il grip e di una freccia per mostrare il grado di correzione applicato.E’ impossibile perdere la correzione durante il normale utilizzo.
La regolazione centrale è abbastanza dolce, non esistono giochi o impuntamenti. La messa a fuoco minima è pari a 7.1 metri, un valore in linea con il suo formato (8×56). Per passare dai 7 metri all’infinito il rotore non riesce a compiere un giro completo, direi che occorrono, in media, in base all’accomodamento visivo medio, 4/5 di giro di manopola, un ottimo risultato.

Osservando un soggetto a 20 metri che si invola rapidamente verso l’orizzonte, l’accomodamento visivo di una persona normo-vedente potrebbero consentire di concentrarsi unicamente sul soggetto vista la buona profondità di campo fornita.. Tuttavia, per raggiungere una immagine perfetta anche all’infinito si dovrà spostare il rotore di pochissimi millimetri, 2-3 al massimo. Non nego di avere fatto delle belle osservazioni di volatili anche con questo strumento un po’ ingombrante.

Lenti e trattamento

Ben visibile, in questa immagine, il grande rotore centrale per la regolazione della messa a fuoco

 

I progettisti sono stati in grado di creare un ottimo binocolo dotati di obiettivi da 56mm di diametro. La combinazione delle varie componenti ottiche (lenti e prismi di porro) coadiuvata da un ottimo trattamento anti-riflesso ( DOCTER ® multitop multi-coating ) e da una perfetta intubazione, genera una nitidezza dell’immagine al centro del campo che può rilevaggiare con i migliori binocoli a tetto definiti come TOP DI GAMMA e venduti al doppio del prezzo.

Anche il contrasto fornito è ottimo, solo in forti condizioni di illuminazione può comparire una lieve aberrazione cromatica sui contorni degli oggetti più luminosi è che è, ovviamente, più percettibile ai bordi del campo.

La resa dei colori del Nobilem 8×56 B/GA è nella maggior parte delle condizioni osservative definibile come neutra. I colori sono molto brillanti.

Ben visibile il trattamento anti-riflesso Docter

Per ciò che concerne il trattamento anti-riflesso ( DOCTER ® multitop multi-coating ) posso confermare, senza ombra di dubbio, che è uno fra i migliori presenti sul mercato. Infatti, le immagini sono brillanti e nitide mentre il contenimento della luce diffusa è molto buono.
Attualmente è diventato il mio binocolo crepuscolare preferito che utilizzo, spesso, per l’osservazione dei caprioli.

Una delle scene che si possono ammirare quando si esce, al crepuscolo, in compagnia del Docter Nobilem BG/A 8×56.

Quando la luce diventa scarsa, il Nobilem 8×56 B/GA è in grado di mostrare dei dettagli che risultano impercettibili anche nei migliori binocoli 8×42 disponibili attualmente sul mercato. Ho fatto varie prove, anche a notte inoltrata, comparandolo spesso al mio esemplare di Swarovision 8.5×42. Quando i miei occhi si sono abituati all’oscurità il Nobilem 8×56 B/GA è in grado di mostrarmi anche anche a notte inoltrata le foglie dei cespugli situati a 100 metri d idistanza, dalla mia postazione. In confronto un 8×42, seppur eccellente, mostrerà uno sfondo scuro con dettagli impercettibili.

Nelle notti di luna piena la resa di questo binocolo è fantastica, in alcune circostante potrebbe non far rimpiangere l’uso di un visore notturno.

Oculari

un primo piano sugli oculari.

 

Gli oculari, composti da 4 elementi, consentono di inquadrare soltanto 110metri di porzione di paesaggio a 1000metri. Ciò genera un campo reale pari a solo 6.3°, il campo apparente, quindi, è un abbastanza lmiitato,un fattore abbastanza normale per un binocolo dal formato simile.

E’ possibile abbassare le conchiglie paraluce per i portatori di occhiali , con un paio di spessi occhiali da outdoor della Julbo , il campo di vista inquadrato è pari a circa l’80% di quello fornito. L’estrazione pupillare di 17.5mm, ritengo possa essere più che sufficiente , per i normali occhiali da vista.

La distanza interpupillare fornita è compresa fra 54mm e i 75mm.

Prismi

Da notare la grandezza dei prismi di porro che compongono il Nobilem 8×56, gli stessi del modello 15×60

Il cuore di questo binocolo è composto da un sistema di prismi di porro, in vetro BAK-4, sovra-dimensionati, ciò consente un’alta luminosità delle immagini e l’assenza di vignettatura (calo di luce) ai bordi del campo di vista.

Docter tiene a precisare che anche i prismi beneficiano del loro particolare sistema di trattamento anti-riflesso e che l’alloggiamento dei prismi è stato costruito, oltre che per essere molto solido e resistente agli urti, anche per contenere i riflessi interni e prevenire la dispersione di luce. Trattandosi di prismi di porro II sono presenti soltanto 4 riflessioni e 2 passaggi aria/vetro. Un grande pregio dei binocoli con prismi di porro, dipende dalla loro struttura che consente una maggiore distanza fra i tubi ottici, rispetto a quella dei binocoli con prismi a tetto e quindi una maggiore percezione di tridimensionalità a breve -media distanza.

Curvatura di campo

Questo binocolo possiede un campo quasi piatto.Ovviamente le percezioni sono differenti fra la mera osservazione naturalistica e quella dei campi stellari.
Di giorno, il binocolo fornisce un campo perfetto quasi per il 90% del campo di vista, oltretutto , anche ai bordi la porzione di campo inquadrata svela sempre la sua forma, occorre una piccola regolazione del rotore di messa a fuoco per ottenere una discreta nitidezza anche agli estremi del bordo, sintomo che vi sia più che altro curvatura di campo e solo un cenno di astigmatismo.

Utilizzando il mio solito sistema, ossia campo di massima nitidezza, “CM” campo utilizzabile,”CU” campo inutilizzabile “CI” posso confermare che nell’uso diurno l’esemplare di Nobilem 8×56 B/GA testato ha fornito i seguente risultato:
CM 90%. CU 10% CI 0%

Altre aberrazioni
Per verificare l’astigmatismo ho provveduto a montare il binocolo su un supporto Berlebach per testarlo sulla costellazioni di tarda primavera

In questo frangente il binocolo mostra delle immagini stellari di III magnitudine molto puntiformi sino a circa l’80% del campo. Ai bordi è presente soltanto un lievissimo astigmatismo: direi che questa è una delle migliori prestazioni che ho riscontrato in un binocolo con prismi di porro, seconda solo ai Fujinon 10×50 ed ai binocoli Canon.

Ritengo che il progetto Nobilem potrebbe migliorare ancor di più se se i progettisti utilizzassero degli oculari di nuova concezione.

Tuttavia v’è da considerare che questa modifica, potrebbe anche diminuire la nitidezza in asse che è , oltre alla luminosità, il punto forte di questo binocolo.
Aberrazione cromatica

Minima, impercettibile durante le normali condizioni di illuminazione, si palesa, unicamente come un lieve alone bluasto intorno agli oggetti più luminosi o ai rami in controluce, i bordi della luna pieno o i profili delle montagne innevate. Una piccola precisazione: ho notato, spesso, che l’aberrazione cromatica laterale è più evidente nei binocoli che presentano una maggior correzione delle aberrazioni geometriche. Questa asserzione potrebbe apparire come strana, in realtà, spesso quando le altre aberrazioni sono ben evidenti, la visione ai bordi del campo è cosi rovinata da celare l’aberrazione cromatica.. Ho osservato questa caratteristica in molti binocoli di pregio.

Questo quindi è un fattore da tenere in considerazione.

Distorsione angolare

E’ presente una minima percentuale di distorsione a cuscinetto, circa il 5% a partire da circa l’80% del campo. Per ciò che concerne l’effetto “palla rotolante” esso mi è parso davvero minimo, seppur, come sono solito ribadire, la percezione della distorsione sia molto soggettiva. Personalmente lo ritengo un binocolo gradevole da utilizzare nel panning.

Riporto qui di seguito una breve comparativa con un più economico Vixen Ultima 8×56

Data del test astronomico: 12 Giugno 2012
Modello
Nobilem 8×56
Vixen Ultima 8×56
Campo di massima niditezza con stelle di III magn.puntiformi
CM80%
CM 65%
Puntiformità delle stella nel CM 10/10
10/10
7.5/10
Altre aberrazioni
20% lieve astigmatismo
35% evidente astigmatismo
Vignettatura dei prismi

Non si nota nessuna vignettatura. La pupilla è perfettamente sferica ed illuminata.
Uso pratico
Come anticipato il Nobilem 8×56 B/GA è il binocolo crepuscolare per antonomasia e risulta, tutto sommato trasportabile senza troppi sacrifici.
Pare il binocolo ideale per gli amanti delle osservazioni crepuscolari degli ungulati, i quali, come il sottoscritto, potranno beneficiare di una maggiore luminosità rispetto ad un classico formato da 42mm oltretutto fornito ad un prezzo decisamente inferiore.

Seppur le dimensioni e il diametro da 56mm non lo pongano nella “lista dei desideri” dei birdwatchers, un binocolo dalla grande pupilla di uscita consente delle rapidissime osservazioni dei volatili dato che non è necessario badare perfettamente ad un preciso allineamento della pupilla del nostro occhio con quella, di uscita, del binocolo.

Oserei dire che molti birdwatcher potrebbero rimanere stupiti della facilità di puntamento e di inseguimento di un binocolo che presenta una pupilla di 7mm di diametro. Oltre a ciò potrebbero anche contare su una buona luminosità per osservare i soggetti crepuscolari.

E’ovvio quindi che, viste le sue caratteristiche, il Nobilem 8×56 B/GA possa accontentare anche gli appassionati di astronomia.

La sua grande luminositò, il buon campo corretto, seppur minimo ed il grande contrasto, sono fondamentale per questo tipo di osservazioni. E’ovvio, però, che sia fondamentale osservare da cieli molto bui, in questo, l’ampia pupilla di uscita, potrà essere sfruttata, dai soggetti più giovani (in media) che possono raggiungere una dilatazione delle pupille uguale o superiore a quella fornita da questo 8×56.

Ricordo, infatti ai lettori, che qualora a causa dell’età o del’inquinamento luminoso , si raggiungesse una dilatazione pupillare di soli 4mm, il binocolo fornirebbe una luminosità ottenibili osservando in un piccolo binocolo da 30mm di diametro!
Tale valore, si effettua facilmente, moltiplicando gli ingrandimenti forniti dallo strumentoi per la reale dilatazione pupillare dell’occhio dell’osservatore, in tale caso 8×4= 32mm. Chi osserva da cieli medio-inquinati troverà nel formato 10×50 un migliore alleato.

Tuttavia ciò che mi ha più aggradato e che mi ha fatto proprendere per il formato 8×56 è stata la sua eccellente puntiformità stellare fornita al centro del campo, paragonabile a quella visible in un telescopio astronomico a rifrazione. Osservare la Costellazione della Lyra o il Cigno è un vero piacere per gli occhi e per l’animo.
Gli amanti delle osservazioni paesaggistiche, infine, potranno beneficiare di una grande tridimensionalità, la grande distanza dei tubi ottici, infatti, consente di immergersi totalmente nella scena, fornendo una perfetta rappresentazione dei vari piani visibili . L’unico fattore limitante è dato dal campo apparente che non si può definire di certo grandangolare, ma che è, in ogni modo, risulta uno fra i migliori in questa categoria.

Il Nobilem 8×56 BG/A durante una prova su campo

 

Pregi e difetti

I pregi sono molteplici; l’eccellente luminosità, la sua ergonomia, la profondità di campo,, il contrasto, la resa dei colori, la tridimensionalità delle immagini e la comodità della sua ampia pupilla di uscita.

Oltre a ciò, il suo rapporto prezzo-prestazioni lo pone come un acerrimo nemico dei blasonati binocoli a tetto da 56mm-58mm di diametro. Eccellente la trentennale garanzia offerta da Docter.

Difetti? Onestamente non ne ho trovati. Ritengo potrebbe amibire alla vera eccellenza qualora i progettisti creassero un nuovo doppietto con un elemento ED di ultima generazione e magari dei nuovii oculari di più recente progettazione.

Accessori

In dotazione è presente soltanto una cinghia, insieme ai tappi di protezione per le ottiche ed un panno per la pulizia.

In sintesi.

Reputo il Nobilem 8×56 B/GA l’attuale punto di riferimento nel settore dei binocoli con prismi di porro per uso crepuscolare.
Del resto mi è piaciuto talmente tanto che è entrato a far parte dei miei binocoli che uso quotidianamente.

Ringraziamenti

Ringrazio Susan Adam della Analitic Jena e Michele Adinolfi e per avere messo a disposizione l’esemplare oggetto di questo test.
Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Giugno 2012. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente l’Adinolfi S.r.l. cliccando sull’immagine qui di seguito.

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Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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