Due interessanti coltelli Masering

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  1) IL COLTELLO DA CACCIA “ALLA D’ESTAING” O “ALLUNGABILE”

  2) IL COLTELLINO MODELLO SPORT 461/C

  

Parlerò oggi di due coltelli prodotti dalla ditta Maserin, che non sembra facciano parte, purtroppo della produzione attuale, ma tuttora disponibili ( in numero limitato) nel magazzino dell’azienda.

IL COLTELLO DA CACCIA ALLUNGABILE

IL COLTELLO ED IL FODERO

LA STORIA E LA LEGGENDA

Del coltello da caccia “alla d’Estaing” è stato fatto cenno in un breve post di “Lame Utili” che per completezza ripropongo:

La “Daga a la D’Estaing ” non è assolutamente un coltello da marina; è un coltello da caccia un po’ particolare in quanto viene definito “allungabile”. Normalmente viene utilizzato come un lama fissa – e quindi in posizione chiuso – per gli usi correnti (utensile da taglio) e così chiuso viene riposto in un apposito fodero di cuoio tipo quelli realizzati per un lama fissa. Viene utilizzato “aperto” (o allungato) per finire un animale (cinghiale, cervo, capriolo e simili) ferito: in tal caso diventa un utensile da punta. Sia in posizione chiusa che in posizione aperta la lama è bloccata con un fermo laterale (ribaltabile) a molla. I due”rami” della “guardia” sono pieghevoli: in posizione corta sono aderenti al manico, dove si trova un apposito alloggiamento, in posizione aperta costituiscono la”guardia” vera e propria e sono fondamentali per esercitare la necessaria pressione per spingere il coltello sino al cuore della bestia ferita. La lama di discreto spessore presenta una punta ricurva senza falso filo o al più un controfilo non tagliente. …….

Riporto quanto descritto nel libro Coltelli e Pugnali” di Zdenek Faktor, edito da Fratelli Melita editori, La Spezia al riguardo: ” I coltelli da caccia allungabili sono molto rari. I pochi modelli esistenti sono tedeschi o inglesi ed hanno la lama pieghevole con fermo da chiusa e da aperta. Nel 1973 la ERN Co di Solingen, Germania creò un coltello allungabile a lama scorrevole “.

Per trovare le origini di questo particolare coltello, indipendentemente dalle mie poche conoscenze acquisite nel corso degli anni, ho passato più che un intero pomeriggio a scartabellare sui libri (sempre troppo pochi) e a “spippolare” su Internet. In compenso – quantomeno – credo di essermi avvicinato abbastanza alla realtà storica.

IL COLTELLO IN POSIZIONE APERTA

 

Anche se i Francesi, i Tedeschi e gli Inglesi hanno sempre rivendicato la paternità di questo coltello senza peraltro fornire elementi concreti a sostegno delle loro tesi, tutto ruota intorno alla figura di Charles Henri conte d’Estaing (1729 – 1794), che, entrato nell’esercito reale francese, raggiunge il grado di Brigadiere Generale nel 1757, e successivamente, nel 1777, viene nominato Tenente Generale e Viceammiraglio. Nel 1778, a capo di una flotta di 26 navi, raggiunge l’America in sostegno dei coloni americani in guerra (d’indipendenza) contro gli Inglesi. Dopo alterne vicende nel 1792 viene nominato Ammiraglio di Francia. Nel 1794, pur sostenendo la causa rivoluzionaria, difende la regina Maria Antonietta nel processo: viene quindi condannato, a sua volta, come reazionario.

Il villaggio di Estaing, situato nella regione Midi Pirenei nel cuore della Francia centro-meridionale, era famoso da tempo come centro di produzione di coltelli di alta qualità, ed è assai probabile che fosse stato fabbricato un singolo utensile, che potesse adempiere ad una duplice funzione: presentare una lama corta per un uso generale “sul campo”, ed una lunga “da caccia” per finire la selvaggina ferita, come era uso a quei tempi. A quell’epoca la caccia era per la nobiltà più che un serio passatempo un impegno sociale, e, infatti, Charles Henri era conosciuto come Generale D’Estaing, il Cacciatore . E’ quindi molto probabile che il Conte d’Estaing ben conoscesse ed usasse un tale coltello, e che, apprezzandone le qualità, ( e forse per dare nuovo slancio all’economia del villaggio) lo abbia diffuso fra i marinai dei suoi equipaggi, per dotarli di uno strumento da taglio negli usi quotidiani, che però poteva trasformarsi in una arma bianca (da punta) abbastanza lunga da impiegarsi vantaggiosamente nei combattimenti corpo a corpo negli assalti alle navi inglesi durante l’abbordaggio. Infatti, è conosciuto non tanto come coltello ma come daga , in inglese dirk. “ Il dirk è un lungo pugnale di origine scozzese con la lama a un filo. Diffuso anche come arma per i civili, divenne nei secoli l’arma personale degli ufficiali di marina di varie nazioni, sebbene fosse utilizzato anche dagli ufficiali dell’esercito, era, infatti, l’arma da lato degli ufficiali dei reggimenti di Highlander Scozzesi . ( riportato integralmente da Wikipedia)

LATO DESTRO DEL COLTELLO NOTARE LA LEVA DI SBLOCCO

 

Tornato in patria nel 1780 il Conte d’Estaing contribuì certamente alla diffusione del coltello che da lui prende il nome. : proprio il 1780 è erroneamente indicato dalla tradizione come l’anno di inizio della produzione di questo utensile; ben presto ebbe così vasta diffusione che per tutto il XIX secolo venne regolarmente prodotto in tutta Europa. Ancora oggi è particolarmente apprezzato dai cacciatori di cinghiali e di ungulati in genere.

LATO SINISTRO DEL COLTELLO IN POSIZIONE CHIUSA

 

Indipendentemente dalla vicenda di Charles Henri d’Estaing, occorre precisare che praticamente tutti i coltelli da marinai ( sui quali torneremo con un’ apposita nota) , -indipendentemente dal luogo originario di fabbricazione – hanno una particolare forma ormai da secoli consolidata: il filo (tagliente) è dritto, il dorso della lama, prima dritto e parallelo al filo, è normalmente, nell’ultimo tratto, semitondo e curvo verso il basso, a formare una punta poco acuta, per evitare il rischio di ferimento accidentale; solo nel coltello tradizionale dei pescatori dell’isola di Gozzo (Malta) ed in quello dei pescatori dell’Isola d’Elba la lama termina non con una curva ma con un “taglio sbieco” netto, a formare col filo un angolo acuto di quasi 45 gradi.

LA STRUTTURA DEL COLTELLO

Per soddisfare due esigenze opposte, la maneggevolezza e la robustezza , il coltello “allungabile” deve essere costruito a regola d’arte., senza risparmiare sulla qualità dei materiali.

IL COLTELLO NEL FODERO CON CNTURINO APERTO

 

Il manico è costituito da due piastre metalliche, separate dalla molla fissa, sulle quali sono fermate, con 6 rivetti d’ottone, le guance, per lo più in legno o in corno di cervo; la molla fissa presenta all’estremità un solco longitudinale per alloggiare la parte della lama che si protende ulteriormente. Per irrobustire ancora di più il manico, in prossimità della lama aperta, sono fissate, sulle piastre, due potenti “fascette” metalliche, nelle quali è infisso il perno di rotazione della lama. Sia le piastre che le guance sono di buono spessore per coniugare la solidità con l’ergonomia della presa.

Sotto la guancia e la fascetta di sinistra è alloggiato il meccanismo di sblocco della lama, azionato da un apposito leveraggio situato sopra la fascetta di sinistra.

LEVA DI SBLOCCO SOLLEVATA

LEVA DI SBLOCCO IN RIPOSO

 

Sia in posizione “aperta” che in posizione “chiusa” la lama è bloccata stabilmente con fermo laterale a molla, mediante un braccetto sul quale è infisso il perno di fermo di buona grossezza, che impegna un foro praticato nel tallone della lama stessa. Lo sblocco avviene tramite una leva di forma semiellittica, forata al centro, che alza il braccetto, sempre tenuto in pressione da una molletta, sul quale è infisso il perno di fermo. Non solo il fermo laterale contribuisce a tenere ferma la lama, ma ulteriore blocco, per impedirne la rotazione all’indietro, è fornito dalla molla fissa, contro la quale si arresta la parte superiore del tallone.

INCAVO NEL MANICO E NELLE FASCETTE PER ACCOGLIERE LA GUARDIA

Se in posizione chiusa non si sente la necessità di disporre di una guardia (elsa), è particolarmente utile, se non indispensabile in posizione aperta, avere un punto di appoggio e di arresto della mano in direzione della lama, nell’atto di spingere con forza il coltello nel corpo della bestia. Per questo sul tallone sono imperniati due bracci basculanti, (dotati di alette, sotto le quali si appoggiano il pollice e l’indice) , che, a lama aperta, si pongono in posizione ortogonale rispetto al manico; in posizione chiusa invece sono alloggiati lateralmente in un apposito incavo ricavato sull’ impugnatura e sulle fascette, così da non ostacolare la comoda e sicura presa del coltello.

IL COLTELLO ALLA D’ESTAING – LATO SINSTRO

Parliamo infine della lama, chiaramente di buono spessore, considerando le condizioni estreme dell’uso in posizione aperta.

Un tallone lungo e potente si prolunga nelle pianelle fino all’estremità della punta allunata e molto acuta .Il dorso ed il filo sono paralleli per due terzi della lunghezza complessiva; a circa un terzo dalla punta, la costola forma un angolo, per scendere, concava, verso la punta, in un dolce arco. In questo tratto è presente il controfilo, non arrotato,per favorire la penetrazione; in corrispondenza dell’angolo del dorso, il tagliente, fin qui dritto, comincia a curvare verso l’alto sino alla punta, che si trova praticamente nella mezzeria della lama, la cui forma, a colpo d’occhio, ricorda grosso modo quella di una baionetta della seconda guerra mondiale (Garand): d’altro canto sia la baionetta innestata che questo coltello, in posizione aperta, sono tutti e due utensili “da punta”.

La lama, in posizione chiusa ha una lunghezza quasi uguale a quella del manico; l’occhio del coltellinaio, nel decidere e valutare le proporzioni della struttura, è fondamentale per aver fra le mani un utensile compatto ed abbastanza equilibrato, che permetta, anche nell’uso sul campo, la maneggevolezza nelle quotidiane operazioni di taglio.

PARTICOLARE DELLA GUANCETTA IN CORNO DI CERVO

 

Il filo della lama è rigorosamente liscio, il dorso può presentare la costola squadrata o arrotondata, indifferentemente.

Il coltello, in posizione chiusa, viene riposto in un fodero, anticamente metallico, oggi normalmente di cuoio, che lo accoglie, come se invece di un serramanico , fosse un lama fissa ; il fodero incorpora la lama e parte del manico, circa la metà, mentre la restante parte dell’impugnatura è fermata con un cinturino,(chiuso con un bottone automatico), alla cinghia-passante per la cintura. Per maggiore comodità nei movimenti, generalmente il fodero è dotato anche di un laccio, per tenere, aderente alla coscia , il coltello appeso alla cintura, come nei film western si vede, legata alla gamba, la fondina della pistola.

IL COLTELLO NEL FODERO CON CINTURINO CHIUSO

 

Anche se nato per l’attività alla’aria aperta (di due secoli fa) non è questo un coltello di uso comune: certo non può mancare in una collezione che si rispetti, ma, se si esclude l’uso venatorio, non credo proprio che sia il compagno preferito da chi pratica abitualmente il trekking, anche se il suo aspetto, alquanto insolito, emana un fascino intrigante .

IL COLTELLO IN MANO

Nella realizzazione del coltello “alla d’ Estaing” la ditta Maserin si è ispirata ai classici modelli originari, senza lesinare sulla qualità dei materiali , per ottenere un utensile di sicura affidabilità e durata. Anche lo studio delle dimensioni e delle proporzioni (lama – manico) conferma la sensazione di solidità e di equilibrio che possiamo provare impugnando il coltello con la lama chiusa, trovando il baricentro alla metà del manico. Solidità ed equilibrio ulteriormente accreditati quando si “apre” la lama, spostando il baricentro verso la lama, all’altezza delle fascette.

RETRO DEL FODERO CUCITO A MANO

 

Prima di esaminare le dimensioni del coltello occorre fare una breve nota sul fodero e sulle guancette: il fodero è realizzato in ottimo cuoio cucito a mano, praticamente insensibile alle intemperie, dotato di passante per la cintura (bloccato con un rivetto inox) e forato in basso per consentire il passaggio di un laccio di fermo: anche questo foro è rivettato per impedire all’ eventuale laccio di sciupare il cuoio. Al passante per la cintura è unito, con rivetto, il cinturino (regolabile) di fermo del manico, con fibbia dotata di bottone automatico inox.

Le guancette sono realizzate in corno di cervo della migliore qualità, di buon spessore e di notevole rugosità, per favorire una presa sicura anche con mani comunque bagnate. Le guancette sono fissate sulle piastre interne del manico con sei rivetti di ottone che aggiungono anche un tocco di eleganza.

Il manico è lungo mm109, largo (circa) mm 30, spesso (circa) mm24, le fascette sono lunghe mm21, larghe mm 22, le piastre (in acciaio) sono spesse mm 1, le guancette di corno hanno uno spessore medio di mm 6. La molla fissa, lunga quanto tutto il manico, ha uno spessore di mm 4,79.

La guardia (elsa) a due bracci è lunga mm 52,20, spessa (alle alette) mm 6,50.

La lama in acciaio inox 440, temprato a HRC 56, è lunga, in posizione aperta, in totale, dalla punta alla parte superiore dell’elsa, mm 187, larga al tallone mm 22,35 e spessa mm 4,37 al tallone, e mm 3,95 all’angolo del dorso. In posizione chiusa la lama sporge di mm 105,58. Il controfilo è lungo mm 60, il tagliente (filo) mm 183, il tallone mm 34 (!). La lama, a sezione rettangolare con cuneo e filo liscio a V, è lucidata a specchio e presenta al centro, prima dell’angolo dorsale, il logo Maserin, “Maserin Italy 440” e sotto “Stainless Steel HRC 56” . La costola del dorso è arrotondata per un maggior conforto nella presa.

Peso del coltello gr 350 col fodero, gr, 266 senza.

Non sono purtroppo in grado di indicare il prezzo corrente

IL COLTELLO ALLA D’ESTAING APERTO – LATO DESTRO

IL COLTELLINO serie SPORT /C

 

IL COLTELLO SPORT /C APERTO

 

Da un coltello di notevoli dimensioni e di antiche origini, ad uno piccolo e recente: un gioiellino simpatico, da portare in tasca sempre e dovunque.

La serie SPORT della ditta Maserin comprende alcuni coltelli a serramanico di limitate dimensioni, con lame d forme varie e diversi tipi di finiture: sono fotografati e descritti a pag 52 del catalogo, scaricabile in pdf, ( http://www.maserin.com/it/images/Catalogo2012_LD.pdf ). Il modello, oggetto della recensione, presenta sulla lama un traforo fatto a laser raffigurante una farfalla. Sono disponibili, per quanto a mia conoscenza,anche altri disegni: Cavallo, Cervo e Delfino. Il codice dell’articolo è 461/C ; per completezza suggerisco di visitare la pagina indicata del catalogo, per apprezzare, de visu, la varietà di questi piccoli utensili.

Il manico è apparentemente un monoblocco nero realizzato in FRN, un polimero costituito da Nylon 6,6 caricato di vetro al 30%, zigrinato su entrambe le guance; all’estremità è presente un’apertura rettangolare stondata, per il passaggio di un eventuale laccio di sicurezza. In realtà due vitoline con testa a croce, visibili sul lato sinistro, tengono unite (quas senza soluzione di continuità) le due guancette asimmetriche. Il perno di rotazione della lama è realizzato mediate due viti maschio-femmina a taglio piano di buone dimensioni , affogate nel manico da entrambi i lati.

Sempre sul lato sinistro dell’impugnatura sporge leggermente il pulsante di sblocco della lama; all’interno del manico, fissata entro la guancetta di destra, è piazzata la molla di blocco del tipo liner lock. Contrariamente alla maggior parte dei modelli dotati di questo tipo di blocco, in cui la molla va ad incastrarsi sotto la lama in posizione aperta, impedendo la chiusura della stessa, lo sblocco non avviene direttamente spostando di lato con un dito la molla, ma premendo il pulsantino situato nel manico in corrispondenza della fine della lama. Rispetto a quelli correnti trovo estremamente comoda e funzionale questa soluzione. Verso l’estremità il manico presenta una piccola insellatura, comoda sia per aprire il coltello usando due mani, sia per alloggiare il mignolo quando si impugna il coltello. Nella presa il pollice preme sulla zigrinatura della costola.

La lama è in acciaio 440 temprato a HRC 56, con finitura satinata, presenta il traforo sopra descritto per consentire l’apertura dell’ utensile con una sola mano, anche se debbo ammettere che non è propri comodo, richiedendo una certa abilità ed agilità nelle dita. La lama presenta un tallone di buone dimensioni e le pianelle che arrivano quasi alla punta. La forma della lama ricopia il modello giapponese denominato TANTO. La costola è leggermente curva verso il basso, mentre il tagliente, dritto per i due terzi e obliquo verso l’alto, presenta un secco angolo ottuso, proseguendo poi per l’ultimo terzo in linea retta sino alla punta. La sezione della lama è rettangolare con cuneo, quella del filo dei due tagli lisci è a V. La costola non è arrotondata e presenta una piacevole zigrinatura a dentini nella parte che si trova inserita all’interno del manico in posizione aperta.

IL COLTELLO CHIUSO

 

MISURE E DIMENSIONI

Il coltello aperto misura mm 175, chiuso mm 10,30; il manico è largo (circa) mm26 e spesso mm 13; la lama lunga mm 72, larga al tallone mm 28, ha uno spessore, quasi costante sino alla punta, di mm 2,90. Sul lato sinistro del tallone troviamo stampato il consueto logo Maserin, la scritta Maserin Stainless Steel Made in Italy HRC 56. Peso del coltello gr.66. Non viene fornito il fodero, comunque acquistabile a parte per pochi euro. Il prezzo consigliato si aggira intorno ai 25 euro; consiglio comunque di visitare internet per trovare altre forme di traforo.

PARTICOLARE DELLA LAMA IN POSIZIONE APERTA

La forma a Tanto della lama è certamente indovinata anche per un coltello di piccole dimensioni, aggiungendo un fascino esotico ad un utensile poco più grande di un temperino, ma che si dimostra utile in mille occasioni nelle attività all’aria aperta. Le generose dimensioni della lama e la struttura del manico ne permettono un uso anche gravoso, in considerazione della piccolezza del coltello; il filo del tagliente, già ottimo all’uscita dalla fabbrica, può facilmente essere ravvivato proprio perché è liscio e dritto. I materiali di costruzione ne garantiscono un us senza conseguenza alcuna anche in ambiente marino. Comunque un buon risciacquo in acqua dolce al ritorno a casa, la solita decisa asciugatura e, una volta ogni tanto, un poco di olio sulla lama permetteranno una lunga vita a questo minuscolo collaboratore.

IL COLTELLO SPORT/C SEMICHIUSO

 

Written by

Merlini Gianni:Nato e cresciuto a Firenze 65 ani fa, si definisce un “vacanziere professionista”; vive in parte, sulle colline di Firenze, sopra a Fiesole, in aperta campagna, ed in parte al mare a Bocca di Magra (SP), dove passa il tempo libero con il suo piccolo cabinato. Dalla tenera età di 12 anni pratica la pesca sia in acque dolci (spinning e mosca) che in mare; è appassionato di fotografia, progetta e costruisce artificiali da utilizzare in torrente ed a traino. Ama la buona cucina ed il buon vino, appassionato di coltelli e del fai da te. Nella sua autovettura non manca mai la macchina fotografica, il binocolo ed un buon multiuso svizzero. Gianni fa parte anche dell’Amministrazione del Forum “Cielo e Natura” ospitato nello spazio di Binomania.it

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1 Response

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