Reportage EXA 2013 – Binomani “a caccia” di buone ottiche

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Il luogo comune che individua nel settore venatorio, il maggior punto di riferimento per il mercato dei binocoli e delle ottiche da osservazione ( per non parlare di quelle da puntamento naturalmente ) è chiaramente confermato dalla fiera dedicata, che si svolge a annualmente a Brescia e denominata EXA, veramente ricca di prestigiosi marchi ottici; ragion per cui una piccola delegazione di Binomania, formata dal sottoscritto e dall’amico Maner, con cui cercheremo di raccontarvi la fiera anche per immagini, ha ritenuto doveroso recarvisi.

In questa ricca rassegna possiamo trovare tutto ciò che concerne  il mondo della caccia e del tiro sportivo in genere, con i loro annessi e connessi: oltre alle armi l’abbigliamento, gli accessori per la vita out-door, i servizi dedicati ai cacciatori e naturalmente ciò che a noi più interessa: il mondo dell’ottica, in particolare binocoli e cannocchiali.

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L’EXA 2013 dall’alto

Per noi appassionati “binomani” il primo segno di importanza dell’EXA 2013 è dato dalla presenza ufficiale di Leica, quando invece lo stesso marchio, con una storia secolare nel mondo della fotografia, aveva snobbato il recente ed importante ( almeno a livello nazionale ) Photo Show milanese.

Complice di questo è stata, probabilmente, la presentazione in una grande manifestazione nazionale di un nuovo binocolo telemetro, strumento  molto legato alla caccia, ultimo erede della nobile dinastia dei Geovid ed ora impreziosito da un altrettanto nuovo ed esclusivo sistema di prismi denominati “di Perger”, dal nome dell’ ingegnere della casa di Wetzlar che li ha creati partendo dai prismi di Porro di tipo II.

Vi dirò subito che effettivamente il risalto dato a questo strumento, almeno da una prima prova ( anche se all’interno di un capannone non è che si potesse avere chissà quale riscontro ) mi è sembrato decisamente meritato, dal punto di vista ottico mi è parso di cogliere una visione pulita e contrastata, contornata a supporto da una bella ergonomia dello strumento.

Se non mi spingerò in una valutazione sull’elettronica integrata nel telemetro, perché è qualcosa che sicuramente non mi compete, certamente esprimerei invece il desiderio di veder montato, in futuro, questo sistema ottico in un binocolo puro e semplice, credo che potrebbe costituire una bella novità in un panorama binoculare ormai incanalato su binari schiavi della consuetudine.

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Il sottoscritto a fianco alla grande immagine del nuovo e innovativo telemetro Leica

In quanto a novità anche altri prestigiosi marchi hanno dato il meglio, in particolare Zeiss ha offerto i recenti Victory HT e l’ultima evoluzione della serie Conquest, entrambe le serie composte da ottimi strumenti, forse non perfetti, ma che di certo continuano degnamente la grande tradizione, da vera pietra fondante del settore, di questo marchio.

E a proposito di tradizione bene ha fatto la casa tedesca a metter a disposizione per essere provato l’ormai ultra decennale ma sempre glorioso Dialyt 8×56, un grandissimo classico particolarmente amato da cacciatori e non solo.

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I gioielli di casa Zeiss

Nikon mi è parsa dare più risalto anch’essa ad un prodotto recente, il binocolo Monarch 7, strumento di media fascia che per caratteristiche ottiche e costruttive ben si potrebbe sposare all’amante della caccia ( forse po’ meno al naturalista ), che però non vuole impegnare per il binocolo le grosse cifre richieste da uno strumento di alta categoria.

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Il nostro Maner, ben impressionato dall’ottimo Nikon EDG 7×42

Buona anche la “batteria” di binocoli esposti da Adinolfi di Monza, il distributore ufficiale dei prodotti Docter. Fra i vari primeggiava il Docter Aspectem ED, montato su un cavalletto, il nuovo binocolo crepuscolare 8×56 ED OH e una cospicuo numero di binocoli con prismi di Porro serie Nobilem

Lo stand di Adinolfi, distributore dei prodotti Docter

Lo stand di Adinolfi, distributore dei prodotti Docter

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Piacevole e ben rappresentata la presenza dei prodotti Meopta, con la serie top Meostar, e anche di marchi meno diffusi da noi, come Bushnell e Leupold, anche se tra gli strumenti offerti alla prova non c’erano le serie più prestigiose delle due case d’oltre oceano.

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I solidi Meopta, sempre pronti ad essere testati

Piccola ma sostanziosa rappresentanza anche per Kowa, offerta dall’importatore Alpin Hunting. Era presenti vari spotting scopes serie Prominar, i binocoli Genesis e la nuova gamma di prodotti, “Made in China” su specifiche dell’azienda Giapponese: gli SV e gli YF

Da ultimo non poteva certo mancare Swarovski, con i nuovi cannocchiali modulari ATX e le serie SLC e Swarovision in bella mostra.

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La vasta gamma Swarovski

Come potete vedere non mi soffermo su tutto il resto del materiale esposto, che esula completamente dalle mia competenze di non- cacciatore, e per cui difficilmente saprei spendere parole sensate, dopotutto anche per binocoli e spotting scope non è che mi sia addentrato più di tanto nel particolare, era solo mia intenzione comunicarvi un po’ quel che c’era e che era possibile provare coi propri occhi, anche solo puntandolo all’interno del padiglione, per farsi una grossolana idea dello strumento.

In chiusura, visto che una fetta degli amici di Binomania rivolge la sua attenzione a questo mondo, vi dirò che mi è parsa ben rappresentato anche il settore coltelleria, con strumenti dedicati all’attività venatoria ma non solo.

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Gli intramontabili Victorinox, un classico anche quando sono rivisitati in chiave moderna.

Direi che questa visita ad EXA 2013, anche per me che non sono cacciatore, è valsa sicuramente la pena; la grande varietà di strumenti offerti, anche solo per una fugace prova, merita per un appassionato di binocoli un piccolo viaggio fino a Brescia, anche perché altre occasioni per visionare da vicino tanto materiale di qualità difficilmente si trovano.

Un saluto e alla prossima

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Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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