Fujinon 12×60 HB: specialmente specializzato.

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Esistono binocoli il cui formato li porta ad essere adatti ad un uso “generalista”, non applicati in particolare a nessun campo specifico ma in grado di dare almeno qualcosa in quasi tutti gli utilizzi. E’ il classico esempio del formato 8×40(42), che di solito identifica un binocolo ancora compatto e ben trasportabile ma con ampiezza di obiettivi e di relativa pupilla di uscita confortevoli e luminosi, con un ingrandimento “bastevole” ma poco affaticante da usare anche a mano libera.

Esistono poi invece binocoli che per le loro intrinseche caratteristiche sono più portati all’uso in determinati campi: birdwatching, caccia, astronomia, osservazioni panoramiche… altri che danno il meglio in particolari condizioni ambientali (mare, terra ferma, condizioni climatiche estreme…) o soprattutto legati alla luminosità del momento: oscurità, crepuscolo, piena luce diurna.

Il Fujinon 12x60 HB in primo piano.

Il Fujinon 12×60 HB in primo piano.

 

Questo “robusto” binocolo made in Fujinon si inserisce nella seconda categoria: non credo (ma neanche lo escludo) che verrà in mente a molti di puntare su questo strumento per portarselo in gita in montagna, oppure di usufruirne come binocolo da barca e anche nell’osservazione naturalistica qualche limitazione ci sarebbe.

Stiamo insomma parlando di un binocolo dal medio alto ingrandimento, caratteristica questa che comincia a richiedere l’uso di un supporto (magari anche solo di fortuna) per poter esprimere al meglio la propria potenza; per di più con lenti da ben 60mm, molto vantaggiose in determinati casi ma con il relativo aggravio di peso e dimensioni del binocolo. Verrebbe da chiedersi “cui prodest”? Però vedremo che in fondo eventuali beneficiari possono esserci.

Binocolo 12×60 HB
diametro obiettivi 60mm
estrazione pupillare 15,5mm
campo visivo in gradi
campo visivo in metri a 1000m 87,5m
diametro pupilla 5mm
fattore crepuscolare 26,8
Minima distanza di messa a fuoco 5m
distanza interpupillare (min-max) 58-72mm
dimensioni (LxA) 155x270mm
peso 1,6Kg
Gli ampi obiettivi da 60mm.

Gli ampi obiettivi da 60mm.

 

L’HB 12×60 Fujinon è come abbiamo detto di generosi dimensioni e peso, con uno scafo interamente realizzato in alluminio che il costruttore nipponico definisce “light”, un po’ come certe alimenti dietetici che per il “bene della gola” però non riescono a fare completamente a meno di grassi e zuccheri. Il rivestimento gommato è ergonomicamente efficacie, fornisce un grip piacevole coadiuvato bene dai rilievi puntiformi sulla parte superiore della gommatura e dagli incavi anatomici nella parte inferiore dei tubi ottici; il binocolo lo si impugna in modo solido e avvolgente, anche non avendo delle mani grandissime e questa è una cosa da non disprezzare assolutamente vista la relativa mole dello strumento.

I paraluce estraibili degli oculari sono posizionabili con quattro scatti e sono sagomati in modo leggermente asimmetrico, per assicurare una minima protezione contro l’infiltrazione di luci laterali; questa voluta “irregolarità” nella forma però non ha costituito nessun problema nell’utilizzare questo binocolo con gli occhiali, data anche l’estrazione pupillare di 15,5mm, che a me ha permesso di vedere tutto il campo inquadrato pur usando come mio solito le lenti da vista.

La messa fuoco è solida e precisa, priva di giochi ed agisce con rapidità comandata da un rotore gommato di medie dimensioni ma facilmente raggiungibile nonostante l’ampio scafo del binocolo; la correzione diottrica che lavora nel tubo ottico di destra ha un comando centrale, posteriore a quello di messa a fuoco, due piccoli rilevi permettono di individuare anche solo in modo tattile il “+/- 0”, correggendolo se necessario con piccoli scatti indicizzati che rendono difficile spostamenti accidentali del valore che sceglierete. Il binocolo è impermeabilizzato e riempito in azoto.

I comandi della messa a fuoco.

I comandi della messa a fuoco.

 

Fujinon accessoria questo strumento con una classica tracolla, che però io vedo come poco utilizzabile visto il peso che può andare a gravare sul collo anche per lungo tempo; un rain guard per gli oculari e tappi in gomma per gli obiettivi, uniti questi ultimi tramite classici anelli di ancoraggio. Merita una piccola menzione di plauso la custodia, fatta con la ormai consueta cordura sintetica leggermente imbottita, ma dotata di un generoso scomparto esterno supplementare dentro cui riporre gli accessori necessari all’uso del binocolo, come un paio di bretelle per il trasporto da usare in luogo della tracolla e dell’attacco per il montaggio su un cavalletto (va usato un tipo di raccordo molto sottile che non vada ad impattare con i larghi obiettivi alla corte distanze interpupillari), oppure un piccolo kit per la pulizia delle lenti; sono anche presenti più punti attacco per fissarla adeguatamente all’interno di un mezzo di trasporto a cui dotare il binocolo.

La messa a fuoco minima indicata è di ben 5 metri, ma onestamente credo di essere sceso anche un poco al di sotto dei 3m, a patto naturalmente di accettare un certo sdoppiamento del cerchio dell’immagine (l’inquadratura diventa simile al classico “otto” con cui i film erroneamente insistono a idealizzare la visone binoculare), ma nonostante questo l’immagine è comunque a fuoco.

Il Fujinon nella sua pratica custodia.

Il Fujinon nella sua pratica custodia.

 

La parte ottica del binocolo è interamente multi trattata e prismi a tetto sono dotati di correzione di fase. Gli ampi obiettivi da 60mm contribuiscono ad ottenere, oltre ad una eccellente spiccata luminosità, una visione con un ottimo contrasto e colori fedeli di tono lievemente caldo. Questo binocolo è in grado di offrire un generoso campo reale di 5°, che moltiplicati dai 12 ingrandimenti offrono una visione piacevolmente grandangolare.

La nitidezza è notevole e si mantiene ottimale fino a circa l’85% del campo, poi l’immagine si ammorbidisce di poco; mentre l’aberrazione cromatica è presente ma non particolarmente invasiva: al centro è quasi inesistente, mentre andando verso il bordo dell’immagine si palesa in modo contenuto. La distorsione geometrica è molto ben controllata e non ho notato l’effetto “rolling ball” durante il panning a medio breve distanza.

Dove il binocolo fatica un poco a reggere il passo è nel contenimento di riflessi e luci parassite nelle osservazioni controluce; osservando con il sole basso sull’orizzonte qualche alone luminoso si manifesta a bordo lente ed il contrasto diventa percettibilmente più basso, pur restando comunque un binocolo utilizzabile anche in queste particolari condizioni.

La qualità ottica generale di questo binocolo mi è parsa vicina a quella del mio 12×50 SE risultando naturalmente superiore per luminosità, visto il centimetro di lente in più che può mettere sul piatto il Fujinon.

 

Il tester durante una fase della prova del binocolo, che come si vede è un soggetto “un po’ abbondante” (il binocolo.. non il tester)

 

Troviamogli un lavoro.

Cominciamo col dire che questo binocolo sembra abbia trovato un certo favore nel mondo della caccia, venendo utilizzato come binocolo luminoso ad alti ingrandimenti da appostamenti fissi ( a bordo macchina o da capanno), dove è possibile magari sfruttare un appoggio per i gomiti durante le osservazioni. La costruzione robusta e l’impermeabilità di cui è dotato sicuramente non gli faranno temere gli eventuali maltrattamenti a cui può essere sottoposto dall’uso venatorio.

Io che cacciatore non sono ho cercato di usarlo anche durante le mie uscite naturalistiche, traendone comunque soddisfazione pur dovendo sottostare ad alcune ovvie limitazioni. Il 12×60 HB le maggiori soddisfazioni me la ha date di sicuro montato su un treppiedi, in questo modo l’osservazione risulta molto comoda e le sue buone qualità ottiche possono essere messe tutte a maggior frutto, per contro bisogna rassegnarsi al fatto di doversi scarrozzare in giro anche il tripode oltre al binocolo, ma se il supporto non è eccessivamente pesante la cosa risulta comunque fattibile e i 12 ingrandimenti usati in modo stabile possono dare già dei vantaggi rispetto ai binocoli “handheld”. Montato su treppiede ho anche tentato qualche timido esperimento fotografico, accoppiando in modo abbastanza solido al binocolo il mio smart phone e ottenendo qualche grazioso risultato.

Il 12x60 HB in versione "digibinning" durante una prova nell'oasi  Lipu di Brabbia.

Il 12×60 HB in versione “digibinning” durante una prova nell’oasi Lipu di Brabbia.

 

Non ho comunque rinunciato ad usare il Fujinon 12×60 anche a mano libera, in questo caso per il trasporto ho fatto ricorso ad una comoda bretella elastica. Durante la marcia ho mantenuto il binocolo sia agganciato alla bretella che contemporaneamente infilato nella custodia a tracolla mantenuta aperta, ottenendo in questo modo una ottima distribuzione del peso e immobilizzando il binocolo durante il cammino, mantenendo comunque la prontezza di utilizzo quando si presentava l’occasione di usarlo. Durante le osservazioni l’uso a mano libera si è rivelato abbastanza soddisfacente, anche oltre le attese, il peso del binocolo unito alla sua ottima ergonomia contribuisce ad avere una impugnatura sufficientemente stabile; non si può certo pretendere però di protrarre le sessioni osservative per tempi troppo lunghi, in questo caso il chilo e seicento grammi del binocolo inevitabilmente finiscono col farsi sentire sulle braccia dell’utilizzatore.

Ho portato il Fujinon HB anche ad una escursione in notturna dove i 60mm delle lenti frontali hanno reso un ottimo servizio. Restando al margine delle radure che ho incontrato ho potuto esplora il limitare dei boschi, illuminati solo dalla luna poco oltre il primo quarto, percependo in modo chiaro i contorni della vegetazione circostante e credo che se vi fossero stati animali da osservare (che purtroppo non ho incontrato) di certo non mi sarebbero sfuggiti.

Su treppiedi anche un ottimo compagno per scrutare il panorama a lunga distanza.

Su treppiedi anche un ottimo compagno per scrutare il panorama a lunga distanza.

 

Sempre in ambito notturno ho testato il 12×60 HB anche nell’uso astronomico; purtroppo le serate che ho incontrato durante il periodo di visione del binocolo non si sono rivelate molto adatte all’osservazione del cielo profondo, dando vita ad un test non molto probante. Comunque il binocolo, montato su cavalletto ha mostrato una più che discreta puntiformità stellare per circa il 70% del campo, mostrando per la restante porzione dell’immagine un degrado contenuto e più che accettabile. Nonostante la luminosità relativa dello strumento tenda a schiarire il fondo cielo ho potuto osservare con sufficiente contrasto, come piccoli batuffoli nel cielo inquinato dalla luce del mio paese, l’ammasso dell’Anatra Selvatica nello Scudo e anche M5 nel Serpente, ad una altezza tra i 30 e i 40° sull’orizzonte. Penso che questo strumento visto il particolare formato unito ai 60° di campo apparente (calcolati ala vecchia maniera) possa dare buone soddisfazioni anche ad un astrofilo che si trovasse ad averlo per le mani.

In conclusione ho apprezzato oltre le mie aspettative questo binocolo Fujinon, anche per una sua certa “particolare” versatilità, oltre che per le sue indiscutibili elevate qualità ottiche; non che lo si possa considerare un tutto fare ma si difende bene anche in campi che non sono solo l’osservazione della fauna al crepuscolo, per cui lo si potrebbe ritenere esclusivamente vocato. Certo visto la sua particolarità, unita al costo medio alto di questo strumento, non può essere acquistato a cuor leggero ma solo dopo una attenta ponderazione sull’idoneità all’uso principale a cui lo vorrete destinare.

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Disclaimer.
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di luglio 2015. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di visionare direttamente il sito di Fujifilm Europe (in inglese).

Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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