Usm 7x50
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General HI-T 7×50 (Ba8 Series)

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Aggiornamento: L’azienda General HI-T non esiste piu’. Per tale prodotto riferirsi al costruttore cinese (United Optics) per verificare la eventuale distribuzione in Italia.

Questo binocolo, venduto in Italia dalla General HI_T  fa parte della nuova linea di binocoli cinesi, denominata Ba8 Series venduto dalla United Optics.

un primo piano sugli oculari del binocolo 7×50

 

Questo strumento è stato concepito per un impiego militare in condizioni di scarsa illuminazione, ottimo anche come binocolo da nautica: il produttore ne garantisce la totale resistenza all’acqua ed agli urti. E’ inoltre riempito d’azoto, per impedire la formazione della muffa e dell’umidità. Lo scafo ottico è protetto da un rivestimento di gomma verde molto scuro. Le dimensioni sono generose, il peso è di 1600gr, seppur sia ancora sostenibile a mano.

 

 

 

Gli obiettivi da 50mm dotati di un trattamento multi-strato antiriflesso

La prima cosa che si pone in evidenza e’ l’ampia estrazione pupillare degli oculari, (23mm), che offrono un campo apparente di 52°. Il campo reale che abbiamo misurato e di quasi 7.4°, un’inezia in meno rispetto a quello dichiarato ( 7.5°) Questo è un valore medio per un binocolo di tale formato. Campi apparenti maggiori implicherebbero prismi ancora più grandi  ed oculari grandangolari, questo comporterebbe oltre ad un peso ed ingombro maggiore anche un costo maggiore.

I para-luce di gomma degli oculari, sono molto morbidi e non risultano fastidiosi neppure poggiando con forza il viso. Il punto di messa a fuoco minimo è di 7 metri e non di quattro come dichiarato.
La regolazione della messa a fuoco è singola ed e’ possibile apportare una regolazione diottrica di sei punti, la distanza interpupillare, invece, è compresa fra i 55 ed i 75 mm.

Gli obiettivi di 50 \mm sono composti da un vetro speciale che i produttori cinesi sono soliti definire ED, la General HI-T, in questo caso si e’ rilevata molto prudente ed ha preferito non nominare questa peculiarità. Dai miei test, però si evinto, come a ben ragione, grazie al residuo cromatico davvero molto contenuto ed all’ottimo contrasto questo binocolo possa tranquillamente entrare nella categoria appena citata.

La pupilla d’uscita è molto luminosa, misurata in circa 7.2mm: e’ perfettamente circolare e non presenta ostruzioni ai bordi, questo fattore, se può essere penalizzante sotto un cielo mediamente inquinato, è risultato molto proficuo nell’utilizzo sotto i cieli di alta montagna. L’osservazione della Via Lattea nei pressi della costellazione del Cigno e’ a dir poco sbalorditiva.

Dalla mia solita postazione, un piccolo paese delle Prealpi varesine, situato a 500 m sul livello del mare, con una magnitudine visuale media pari a 5 è stato possibile osservare senza difficoltà le galassie M31, M33, M81, M82 mentre a tratti è stato possibile percepire la nebulosa M1 nella costellazione del Toro. Dalle grandi città è un’impresa percepirle anche con un binocolo di 100mm.
Il trattamento anti-riflesso e’ uno dei migliori che ho esaminato. Per analizzare le sue prestazioni sono solito specchiare un foglio con stampati ad altissima risoluzione un testo dal carattere variabile e delle immagini ricche di dettagli: bene, per ciò che ci mi è dato di ricordare, sfogliando i miei appunti si e’ situato a pari merito con l’ottimo Fujinon 10×50 SMTX.

Un confronto fra il trattamento anti-riflesso dell’USM 7×50 e di un economico binocolo venduto in una nota catena di supermercati. Giudicate voi.

La puntiformita’ e’ molto elevata e le stelle, come accennato, non mostrano traccia di cromatismo, neppure quelle con magnitudine negativa, mentre un lieve residuo cromatico, compare a due gradi circa dal centro del campo osservando la luna piena. In questo caso, l’ampia estrazione pupillare, provoca dei riflessi che ritengo soggettivamente fastidiosi solo nella fase piena.
Durante l’analisi del campo di massimo contrasto (MC) ho notato come esso sia lievemente spostato in senso orario verso le ore 15. Di fatto, sul lato destro del campo le stelle si distorcono soltanto dopo il 90% di esso, mentre sul lato sinistro dopol’80%.
Il motivo di questa differenza di prestazioni e’ presto detto: in fase di montaggio dei prismi in vetro Bak4, i tecnici devono aver sistemato i prismi in maniera lievemente disassata rispetto all’asse ottico degli obiettivi, quindi, in fase di collimazione hanno raggiunto l’esatta collimazione con un campo di massimo contrasto spostato nella direzione dello scostamento dei prismi. Portando al centro del campo la stella Vega ho verificato la collimazione di questo binocolo, che presenta solo una piccola differenza sull’ asse orizzontale, pari a circa il 2% del campo. Questo risultato non mi ha obbligato a provvedere ad una nuova collimazione. Del resto vista la spessa protezione di gomma dello scafo, sarebbe stato quanto meno difficile scollarla per verificare la posizione dei grani di collimazione. In media, quasi tutti i binocoli che abbiamo testato nel corso degli anni, presentano uno scostamento del campo di massimo contrasto che si può quantificare in una percentuale compresa fra il 2% ed il 20%. Potrebbe trattarsi quindi di un problema variabile e soggettivo di questo modello.

 

qual’è il trattamento migliore?
Se la differenza e’ visibile osservando singolarmente una stella al bordo del campo, prima in un oculare e poi nell’altro, il problema è ridimensionato positivamente osservando con entrambi gli occhi: di fatto non ho trovato particolarmente fastidiosa la differenza, ritenendola nella media dei binocoli che ho testato nel corso degli anni.
Come citato, l’ampio campo fornito e l’ottima puntiformita’, ci hanno concesso di osservare le tre stelle della cintura d’Orione, M42, e le zone stellari nei pressi della stella 36v a sud della Nebulosa in maniera perfetta, eccetto, ad essere pignoli, una lieve distorsione di Mintaka: questa è una delle migliori immagini a grande campo della costellazione invernale che abbia ottenuto, tenendo conto persino delle osservazioni effettuate con binocoli cinque volte più costosi. Se mi è concesso un giudizio quantitativo, lo metterei, quasi a pari merito con il Fujinon dello stesso diametro e con l’ottimo Nikon 7×50 Prostar. Esemplificando ancora una volta, confermo che, durante l’osservazione del doppio ammasso di Perseo e’ ben visibile nel campo una fitta e densa zona stellare limitrofe, impossibile da percepire attraverso i ridotti campi ottenuti con un telescopio, seppur dotato di un rapporto focale molto aperto e di un oculare wide angle
Stupenda anche la visione delle Pleidi, che, seppur piccole, si mostrano al centro di un campo ben puntiforme e contrastato. Il suo campo ideale, rimane, quindi, l’osservazione di ampie porzioni di cielo, dove non è paragonabile neppure ai telescopi rich-field.

Anche nell’osservazione diurna ha fornito ottime prestazioni anche se ritengo scomoda la regolazione della messa a fuoco singola, in questo caso il residuo cromatico è impercettibile: ho osservato soltanto un lieve velo giallo a circa il 60% dal centro del campo osservando della neve ghiacciata sopra una grondaia d’ alluminio.

Da giugno sarà disponibile anche la versione a 10 ingrandimenti che ritengo perfetta per l’utilizzo sotto i cieli italiani. Sei costruttori di questo binocolo cureranno maggiormente la fase di montaggio, potrebbe diventare un punto di riferimento nel settore a lui congeniale. Il prezzo di acquisto, è pari a 249 euro, iva compresa.
Per finire, concludo dicendo che questo binocolo mi è piaciuto così tanto da entrare di diritto nella mia piccola collezione..con il consenso di quella santa donna di mia moglie.

 

Campo di massimo contrasto (CP) 80%
Campo panoramico (CP) 10%
Campo inutilizzabile (CI) 10%
Puntiformità nel MC (da 1 a 10) 8 1/2
Cromatismo minima con luna piena dopo il 60% dal centro del campo
Immagini fantasma presenti, in questo caso meglio il Fujinon di pari apertura
Messa a fuoco singola su ogni oculare, abb.dura a causa del grasso militare
Campo reale 7.5°
Campo apparente 52.5°
Estrazione pupillare 23mmmm
Uscita pupillare 7.1mm
Rapporto diametro luminosità più che buono
Collimazione di serie infinfluente.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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