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Gli oggetti di Caroline Herschel:un progetto di osservazione al binocolo

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Nel numero di agosto 2007 di Sky & Telescope è apparso un articolo di Michael Hoskin e Tony Flanders dal titolo “In Caroline Herschel’s Footsteps” (“Sulle impronte di Caroline Herschel”). Caroline Herschel, la prima donna astronoma a diventare famosa, era la sorella del ben più celebrato William Herschel, il grande astronomo inglese scopritore di Urano, che intraprese, probabilmente ispirato dalla sorella, l’imponente lavoro di osservazione e catalogazione di oltre 2000 nuove galassie, ammassi e nebulose.

Caroline Herschel

Caroline Herschel

Anche se Caroline Herschel (1750–1848) è ricordata più spesso per avere scoperto otto comete, esiste una serie di oggetti di profondo cielo che furono scoperti da lei. In passato la lista di questi oggetti venne estratta dalle note del catalogo pubblicato da William Herschel ma Michael Hoskin, storico dell’astronomia ed esperto di Herschel, è risalito ai manoscritti dei due fratelli e a documenti mai pubblicati, aggiornandola e introducendo nuovi elementi – anche se alcune identificazioni possono essere considerate ancora suscettibili di perfezionamento.

Il telescopio principale di Caroline era un riflettore da 4.2 pollici (107 mm) a grande campo che le costruì il fratello William. Contrariamente a quanto si legge di solito, il suo specchio metallico, appena lucidato, era poco meno riflettente degli specchi moderni – e per qualità ottica, bisogna considerare che Herschel è stato uno dei più grandi costruttori di specchi di tutti i tempi. Il suo telescopio era probabilmente paragonabile a un odierno riflettore da 100 mm o a un rifrattore da 80 mm di diametro. Caroline identificava gli oggetti con un oculare che dava un campo reale di 2°15’ a 15x, dopodiché passava ad un esame più accurato a 30x.

Viene quindi da pensare che questi oggetti siano tutti osservabili, o quantomeno identificabili, con un binocolo di generose dimensioni come uno dei tanti 20×100 o 25×100 apparsi sul mercato, e a prezzi molto contenuti, in tempi relativamente recenti.

Immagine tratta da:http://images.fineartamerica.com/

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Per chi volesse effettuare un’osservazione attenta, l’autore dell’articolo esorta gli astrofili in possesso di piccoli strumenti e con cieli abbastanza scuri a disposizione, a prendere appunti, fare disegni e confrontarli con le note di Caroline Herschel – segnalando eventuali discordanze o possibili interpretazioni alternative e contribuendo a questa ricerca storico-scientifica.

Gli oggetti sono riportati su quasi tutti gli atlanti mediamente dettagliati. Qualche difficoltà ci può essere con gli ammassi in Cassiopea, per i quali l’editore offre una carta dettagliata da scaricare.

Per ogni oggetto è stato riportato un box con la descrizione di Tony Flanders e un’ulteriore indicazione di osservazione tratta dalla letteratura astronomica. Ove possibile abbiamo fatto ricorso a testi di astronomia binoculare – alcuni oggetti, in particolare gli ammassi in Cassiopea, sono ignorati da questo tipo di letteratura, e ci siamo rivolti a testi più impronati all’osservazione al telescopio.

Gli ammassi in Cassiopea, dunque, si presentano già ai primi passi come gli ossi duri dell’osservazione binoculare.

Buon lavoro a tutti!

 

tabella

La tabella riporta le scoperte deep-sky di Caroline Herschel e l’ipotesi di identificazione con gli oggetti dei cataloghi moderni. “CH” and “WH” Si riferiscono al numero assegnato da Caroline nel suo catalogo scritto a mano e a quello assegnato da William Herschel nel suo catalogo pubblicato

Note di osservazione.

Ngc 2360- CMa 

Ngc2360

NGC 2360

NGC 2360 è stato il primo oggetto deep-sky scoperto da Caroline Herschel, usando un piccolo rifrattore. Scrisse che si trattava di “una nebulosa molto debole, che segue Gamma Canis majoris”. Nella parte N della costellazione del Cane Maggiore, un facile ammasso da osservare è NGC 2360, situato a circa 3,5° E di Gamma CMa. Al binocolo appare come un ovale luminoso di magnitudine 9, lungo 10’ e orientato in direzione E-W. In visione distolta, con binocoli 10x, la parte centrale si risolve parzialmente nelle sue stele più luminose. La sua età è stimata in 1,3 miliardi di anni, ed è quindi un oggetto molto evoluto. Si trova sullo sfondo della Via Lattea, in una zona vicina all’equatore galattico. Dato che in questa direzione la materia interstellare è scarsa, la Via Lattea è molto brillante. Con il binocolo, sullo sfondo luminoso, si osservano miriadi di stelle risolte e molte altre al limite della risoluzione, che si percepiscono a momenti alterni.

 

M48 – Hya

M48

M48

M48 è l’ultimo oggetto scoperto da Caroline con il suo piccolo rifrattore. Scrisse che “a una distanza uguale dalle stelle 29 e 30 Monocerotis, e formando con esse un triangolo equilatero, si trova una macchia nebulosa. Al telescopio appare come un ammasso di stelle sparse” Le stelle 29 e 30 Monocerotis sono ora di solito chiamate, rispettivamente, Zeta Monocerotis and C Hydrae, e non c’è dubbio che l’amasso in questione sia Messier 48. Il catalogo originale di Messier forniva coordinate sbagliate per questo oggetto, cosicchè William Herschel ipotizzò che questa fosse una scoperta originale.
M48 si trova nella parte occidentale della costellazione dell’Hydra, che si presenta abbastanza povera di stelle, a circa 14° a SE di Procione. Considerato oggi coincidente con NGC2548 M48 è stato classificato per anni come oggetto mancante. La confuzione nasce dalle stesse note di Messier: quando lo scoprì nel 1771 Messier lo identificò come posizione circa 4° a N rispetto alla posizione effettiva. Nella posizione indicata non ci sono ammassi, ma a descrizione di Messier si adatta molto bene a NGC2548. In virtù del grande campo, il binocolo è più adatto di un telescopio di focale standard per osservare M48. Più di una dozzina della 80 stelle che compongono l’ammasso possono essere viste con un binocolo a 7x, con un notevole asterismo triangolare posto nel centro. Le altre stelle dell’amasso si fondono in un chiarore omogeneo che risalta molto bene rispetto allo sfondo del cielo.


NGC 6866 – Cyg

NGC 6866 - Cyg

NGC 6866 – Cyg

Caroline Herschel scoprì NGC 6866 e tutti gli oggetti successivi con il suo telescopio da 4.2 pollici [107 mm]. I suoi appunti indicano coordinate che distano mezzo grado S-SE da NGC6866, differenza dovuta alla precessione. Alcune piccole stelle, o forse una nebulosa. Mio fratello mise, credo, un ingrandimento di 70 al mio cercatore, e quelle che chiamavo piccole stelle diventarono cento e più”. Pare che Caroline avesse trovato difficile risolvere le stelle a basso ingrandimento mentre a 70x le riuscì molto facile – un’ottima indicazione per confrontare quello che vediamo con i nostri strumenti rispetto allo strumento di Caroline.
Imparare a osservare il cielo significa anche imparare a non smarrirsi mai in mezzo alle infinite moltitudini di stelline deboli della Via Lattea: e, a questo fine, la vasta e affollata costellazione del Cigno costituisce senz’altro un’ottima palestra. Potremmo dire che NGC 6866 si trova all’inirca a metà fra Gamma e Delta Cyg, un po’ più vicino a quest’ultima e un po’ più a N; ma, forse, è più semplice andare a scovare questo ammasso aperto tenendo conto che esso forma in cielo un triangolo all’incirca retto e quasi isoscele con Delta Cyg e la bellissima stella tripla colorata Omicron1 Cyg (31 e 30 Cyg). Alla pari di molti altri ammassi aperti, anche NGC 6866 è rintracciabile con piccoli strumenti, benché offra una bella visione con telescopi di dimensioni medie, cioè di 15-20 cm. 1,9° a NW di Delta Cyg fa capolino un atro ammasso aperto, NGC 6811: ha mag 6,8, diametro 13’ e distanza 2900 anni luce.

 

NGC 6633 – Oph

NGC6633

NGC 6633

Caroline trovo che NGC6633 si trovava “circa a metà strada fra S Serpentarii [71 Ophiuchi] verso Theta Serpentis.” Vide “un ammasso di grandi stelle. Ne ho contato circa 80”. Curiosamente non notò il vicino IC 4756, che fu scoperto molto più tardi esaminando una lastra fotografica. Oggi IC 4756 è abbastanza noto agli astrofili di oggi, e si percepisce persino ad occhio nudo. Presumibilmente gli astronomi del 18esimo e 19esimo secolo non si aspettavano amassi così ampi e sparsi. William Herschel poteva aver mancato facilmente questo ammasso a causa del piccolo campo di vista del suo telescopio, ma il grande campo del telescopio di Caroline le avrebbe consentito di inquadrarlo perfettamente. Si trova vicino al confine fra l’Ofiuco e il Serpente. Il brillare di magnitudine 5 di questo ammasso si vede ad occhio nudo sotto cieli molto scuri e limpidi. Il binocolo mostra la maggior parte delle sue 30 stelle di magnitudine 8, che formano uno sciame di 27’ di diametro. Le stele brillano di una luce bianco-azzurra, sullo sfondo luminoso delle parti non risolte dell’ammasso. Si stima che NGC6633 si trovi a più di 1000 anni luce dalla Terra, ed è collocato all’esterno dello sfondo della Via Lattea .

 

IC 4665 – Oph

IC4665

IC4 665

IC 4665 è individato esattamente nelle note di Caroline: “un ammasso di stelle. Ne ho contate circa 50 nel campo, forse di più ma on di meno”. William osservò questo ammasso la stessa notte attraverso un telescopio più grande e scrisse “è formato da 14 o 16 stelle luminose con moltissime più piccole fra di loro … lo ha trovato Lina”.

In effetti, questo ammasso, come NGC663 in Cassiopea, era stato osservato prima da Philippe Loys de Chéseaux [matematico e astronomo svizzero, 1718–1751, aveva un osservatorio con un rifrattore da 4,8 m di focale] ma queste scoperte non vennero mai pubblicate.
É un ammasso ampio e molto notevole che si trova a NE di Beta Ophiuchi. Sotto cieli scuri e limpidi, a occhio nudo, l’ammasso può essere visto come una macchia nebulosa grande il doppio della Luna piena. Il binocolo risolve IC4665 in un insieme di circa 30 stelle di magnitudine 6 con un numero di componenti bianco-azzurre più deboli. Sebbene la sua densità non sia molto elevata, IC4665 risalta molto bene a causa del vuoto circostante. Un piccolo triangolo di stelle evidenzia il centro dell’ammasso.

 

M110

M110

M110

Charles Messier disegnò M110 in un disegno della Galassia di Andromeda, ma non lo incluse nella pubblicazione del suo catalogo, cosicchè Caroline era incaonsapevole di questa scoperta precedente. Le sue note recitano “nebulosa che precede di circa ½ grado e un poco più a N di Mess 31″ . M110 è la seconda galassia satellite di M31. Sebbene i cataloghi la indichino come leggermente più luminosa di M32, M110 è molto più difficile da osservare a causa della bassa luminosità superficiale (lo stesso problema che si verifica osservando M33 nel Triangolo). Per vedere M110 sono d’obbligo binocoli di grande apertura. Cercate un bagliore ovale a NW di M31, a circa il doppio della distanza di M32 da M31


NGC 253 – Scl

NGC253

NGC 253

NGC 253 è una della galassie più luminose del cielo, e uno spettacolo splendido dalle latitudini australi. Ma fu una scoperta difficile per Caroline Herschel, che non poteva averla osservata a più di 12° sopra l’orizzonte meridionale.
La descrisse dome “una debole nebulosa sotto il triangolo al di sotto di Beta Ceti.
É definita da molti osservatori come la galassia spirale più bella a S dell’equatore celeste. Inserita in un asterismo di 6 o 7 stelle di magnitudine 7 circa 7° a S di Beta Ceti, NGC 253 ha la forma di un sigaro, interrotto a metà da un brillante nucleo centrale. Sotto cieli adatti, segni di una struttura superficiale si mostrano con binocoli 11×80. NGC 253, come la vicina NGC 55 nella stessa costellazione, appartiene all’Ammasso di Galassie dello Scultore.

 

NGC 225 – Cas

NGC225

NGC 225

NGC 225 è stato il primo di tre ammassi in Cassiopea che Caroline osservò il 27 settembre 1783, e riosservò il 30 ottobre. William non ne osservò nessuno all’epoca, cosicchè tutte le indicazioni sui suoi cataloghi devono essersi basate sulle note o sulla memoria della sorella. Le note di Caroline prese nell’osservazione di ottobre, fissano la posizione dell’ammasso molto precisamente “1 ½ gradi da Gamma verso Kappa Cas, il primo degli ammassi del 27 settembre” NGC 225 è quasi esattamente a metà strada fra queste due stelle, ed è facile da osservare con piccoli telescopi, sicché non c’è dubbio sulla sua identità. Effettivamente la distanza da Gamma Cas è circa 1.9° piuttosto che 1.5°, ma è accettabile in una stima di distanza. Le note di settembre descrivono la posizione in modo differente “circa 2° da Gamma Cas, formando un triangolo isoscele con Gamma e Kappa, si trova un piccolo ammasso di stelle, che sembra mescolato con una nebulosità”. NGC 225 è in effetti quasi equidistante da queste due stelle, ma è strano descrivere una linea quasi retta come i lati di un triangolo isoscele. É vero che Caroline poteva vedere al telescopio l’ammasso con una sola stella per volta, e mai contemporaneamente. Potrebbe perciò aver stimato la stessa distanza dell’ammasso dalle stelle senza accorgersi che i tre oggetti erano praticamente allineati. Ma sembra anche plausibile che la sera del 27 settembre Caroline abbia osservato qualche altro ammasso o asterismo.

 

NGC 189 – Cas

NCG 189

NCG 189

NGC 189 è persino più misterioso di NGC 225. William identificò il secondo ammasso di Caroline in Cassiopea come NGC 381, ma questo non è vicino alla posizione che lei descrisse. Caroline scrisse il 27 settembre 1783: “Circa 1° a S del suddetto ammasso, una debole nebulosa circondata da un gran numero di stelle grandi e piccole. Ci sono più stelle luminose nel campo di quelle che ho segnato qui ma ho preso nota in particolare delle due vicino alle quali la nebulosa è situata”.Se il primo ammasso di Caroline era NGC 225, allora NGC 189 si adatta bene alla descrizione. Ma NGC 189 non è fra due stelle brillanti, e la sua magnitudine di 8.8 lo avrebbe reso difficile per il suo piccolo telescopio. Si potrebbe provare a cercare un gruppo di stelle in questa zona che si adatti ala descrizione, con un ammasso o asterismo circa 1°N che possa essere confuso con NGC 225? É interessante che nel catalogo che Caroline compilò e non pubblicò mai, annotò che questo ammasso era “introvabile”.
[Rif. Telescopi 200-250 mm – 100x].NGC 189è una piccola e irregolare raccolta di 20 deboli stelle la cui concentrazione è circa doppia rispetto al campo stellare circostante.

 

NGC 659- Cas

NGC 659

NGC 659

NGC 659 è accreditato a Caroline nel catalogo pubblicato da William Herschel’s, ma l’identificazione non è certa. La sua note del 27 settembre 1783 recita “Delta ed Epsilon Cas e Chi Per formano un trifoglio. Un ammasso di stelle al centro”. E il 30 ottobre “ho visto l’ammasso che si trova fra Delta ed Epsilon Cas e Chi Per (un luogo affollato)”.
La stella che gli Herschel chiamavano erroneamente Chi Per è in realtà 7 Per. Questa stella forma un triangolo con Delta ed Epsilon Cas. NGC 659 si trova in effetti dentro al triangolo, ma spostato verso un lato, Inoltre ho riscontrato che NGC 659 è molto difficile da risolvere in un piccolo telescopio a basso ingrandimento. E non posso pensare di osservare NGC 659 senza notare il più grande e luminoso NGC 663 posto a circa ½° di distanza. C’è in effetti un ammasso catalogato vicino al centro del triangolo formato da Delta ed Epsilon Cas e da 7 Per: si tratta di NGC 743. Ma questo ammasso fu osservato per primo da John Herschel, il figlio di William, molto dopo che William ebbe identificato l’ammasso di Caroline come NGC 659. Forse William arrivò a questa conclusione perchè dei tre ammassi che egli osservò in questa zona (NGC 654, 659, e 663), questo è il più vicino al centro del triangolo. Forse si trattava di un asterismo piuttosto che di un autentico ammasso. Come scrisse Caroline, la zona centrale di Cassiopea è un “luogo molto affollato”.
C’è forse un filo di frustrazione in queste parole? Abbagliati come siamo dai grandi successi dei fratelli Herschel, è facile dimenticare che in questa fase della loro carriera erano dei perfetti novizi dell’osservazione del profondo cielo – stavano di fatto inventando da soli una nuova disciplina. L’unica loro guida era il piccolissimo catalogo che Messier aveva da poco pubblicato. Anche l’osservatore più esperto, attrezzato con carte e cataloghi moderni, si può confondere facilmente fra gli sciami di stelle di questa zona del cielo. [Rif. Telescopi 100-150 mm – 75x]. Questo grazioso ma debole ammasso si trova 10’ a NE di un evidente triangolo formato dalla stella 44 Cas di magnitudine 5,9 e da altre due stelle di magnitudini 6,5 e 8,5. NGC 659 è una macchia granulosa entro un campo molto ricco, con una dozzina di stelle che si risolvono sullo sfondo luminoso

 NGC 752 – And

NGC 752

NGC 752

Non ci sono dubbi sulla corretta identificazione di NGC 752, di cui Caroline annotò: “circa 3° S di Gamma Andromedae, un bell’ammasso di stelle”.
La distanza effettiva è di 4.5°, ma d’altra parte NGC 752 si adatta perfettamente a questa descrizione. É un amasso ampio e poco strutturato. Si trova vcino a un piccolo triangolo di stelle, 5° a SW di Gamma And. Misura 50’ e comprende circa 75 stelle, non tutte risolvibili al binocolo.

 

NGC 7789 – Cas

ncg 7789

NCG  7789

NGC 7789, forse una delle più deliziose scoperte di Caroline, compare nelle sue note in questo modo: “Fra Sigma e Rho Cas una meravigliosa nebulosa, molto intensa”. É interessante il fatto che lo abbia descritto come una nebulosa, dato che doveva essere quasi risolvibile nel suo telescopio. Peccato che il fratello non le avesse passato un oculare ad altro ingrandimento come aveva fatto per NGC 6866! É un ammasso insolitamente ricco di stelle – la sua scoperta è attribuita a Caroline Herschel. L’ammasso è formato da almeno 300 stelle, che rimangono di solito non risolte al binocolo dato che nessuna supera la magnitudine 10.7. Al binocolo si osserva quindi un meraviglioso chiarore di stelle.

 

NGC 6819 – Cyg

ncg 6819

NCG  6819

NGC 6819 si trova “a metà strada fra Delta Cyg e Eta e Theta Lyr, formando un triangolo isoscele orientato in basso”, come annotò Caroline. Lo descrisse come un ammasso senza fornire dettagli. Un antichissimo ammasso aperto situato in piena Via Lattea: occorre un po’ di pazienza per andarlo a rintracciare a meno che – ovviamenteil lettore sia il fortunato possessore di un telescopio a puntamento computerizzato o, quanto meno, di uno strumento i cui cerchi graduati consentano i puntamento tramite le coordinate celesti con una certa precisione. Ma non è poi così difficile trovare NGC 6819: si può partire nientemeno che da Gamma Cyg, ovvero da una delle zone con a più alta densità di stelle dell’emisfero boreale, spostandosi verso W di 4,8° fin ad incontrare la stella HD 189178, azzurra, di magnitudine 5,5; ulteriori 2,9° verso W ci condurranno ad HD 186307, una stella bianca di magnitudine 6,2; ecco, NGC 6819 si trova pochi primi a SW di quest’ultima. Benché rintracciabile con un normale binocolo l’ammasso è interessante in un telescoio di 15-20 cm; appare ricco e concentrato in un 25-30 cm.

 

NGC 7380 – Cep

NGC 7380

NGC 7380


NGC 7380 è riportato nei catalogo di William Herschel come una delle scoperte di Caroline, ma si trova abbastanza lontano dalla posizione che lei descrisse nelle sue note: “ho visto una macchia nebulosa lungo una linea da Epsilon Cep, attraverso Delta Cep e verso 1 e 2 Cas”. Una linea da Epsilon a Delta Cep deve fare una curva notevole per raggiungere NGC 7380. Forse Caroline, di solito molto attenta, intendeva la Zeta piuttosto che la Epsilon Cep. [Rif. Telescopi 200-250 mm – 100x]. Questa ammasso è centrato 15’ E-SE di una stella di magnitudine 5,5 e 20’ S di un’altra stella analoga. A 100x si risolvono 30 stelle di magnitudine 8,5 e inferiore, disposte secondo un triangolo. La nebulosità è visibile senza usare alcun filtro, ma un filtro UHC aumenta notevolmente il contrasto fra la nebulosa e il fondo cielo.

 

Bibliografia

Crossen, G., Tirion, W., “Binocular Astronomy”, WIllmann-Bell, 1992

Harrington, P.S.,”touring the Universe through Binoculars”, John Wiley, 1990

Kepple, G.R., Sanner, G.W.,”The Night Sky Observer’s Guide”, Willmann-Bell, 1999

Moltisanti, Enrico,”Oltre Messier”, Nuovo Orione, 1999

Webb “Celestial objects for common telescopes”, Dover, 1962

Articolo di Tony Flanders: http://www.skyandtelescope.com/observing/Caroline_Herschel_Objects.html

 

   

 

 

Written by

Paolo Morini : nato pochi giorni prima dell’inizio dell’Era Spaziale, ha scoperto il cielo e lo spazio durante la notte dello sbarco dell’Apollo 11. L’imprinting binoculare, irreversibile, gli fu conferito da un binocolo Zenith 10x50 (tuttora ben conservato – prezzo 10.000 lire nel 1970). Il prossimo binocolo sarà il quindicesimo.Si occupa anche di divulgazione astronomica e cura la rubrica del Cielo del Mese per la UAI

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