Il britannico di nobile nipponica stirpe: Opticron SR GA 8,5×50

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Chi come me ha navigato nel “vasto mare” dei binocoli vintage giapponesi, di produzione non troppo datata, ha di certo apprezzato i “fratelli e i cugini più o meno prossimi” di questo binocolo gommato di casa Opticron. Se fossimo ancora negli anni ottanta del secolo scorso sui ponticelli di questo strumento sarebbe incisa la prestigiosa sigla J-B56, che nell’elenco dei codici assegnati ai produttori giapponesi di ottiche fa riferimento alla “Hiyoshi Kogaku Co. Ltd.”, casa madre anche del molto amato dai birdwatchers Audubon 8,5×44.

Questa tipologia di binocolo a prismi di Porro di produzione giapponese, del design minimale, dalle forme sottili e dall’ottica estremamente nitida vanta una folta schiera di cugini, sparsi sotto i vari marchi che negli ultimi trent’anni circa li hanno commercializzati per il mondo. Ricordiamo per esempio i Celestron Ultima, tra i primi ariportare la sigla ED proprio su questa tipologia di binocolo, i Vixen Ultima dal fragile rivestimento simil pelle, gli Swift Ultralite ricoperti da una più “saggia” gommatura e anche altri marchi magari meno noti. La stessa Opticron nel tempo ha avuto in catalogo diversi di questi snelli binocoli “made in Japan”, in vari formati e denominati in modi diversi, tra questi la serie di maggior prestigio è sicuramente la SR GA, per dirne una l’esperto di binocoli inglese Brin Best (autore del libro “Binoculars and people”) ritiene che l’8×32 SR GA di Opticron sia uno dei migliori 8×30-32 mai costruito.

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Terminata questa breve disamina “familiare” introduttiva veniamo ora ad occuparci del nostro SR GA 8,5×50, un formato sicuramente non molto comune (anche se altre case non disdegnano di avere in catalogo un buon 8×50) che cerca di unire un discreto ingrandimento, una larga e luminosa lente, una pupilla di uscita comoda però con pesi ed ingombri ancora contenuti; una giusta via di mezzo tra i classici 7×50 ed 8×56.

Il sapore vintage di questo binocolo si evince anche dagli accessori un po’ retrò di cui è dotato, primi fra tutti i classicissimi tappi degli obbiettivi: semplici coperchi in plastica dal bordo zigrinato ma che comunque svolgono appieno il loro compito, anche se il fatto di non avere laccioli o linguette di sicurezza che li tengano agganciati al corpo dello strumento sconsigliano di portarseli in giro sul binocolo quando lo teniamo a tracolla. La custodia è tipo bustina in pelle con chiusura zip, è leggermente imbottita e dentro ha un anima semi rigida; credo che protegga adeguatamente il binocolo ma forse, con l’andare del tempo, la conservazione della sua estetica esterna può essere messa un po’ a rischio da un uso intensivo sul campo. Opticron fornisce anche una essenziale, ma atta allo scopo, tracolla in cordura di nailon e un praticissimo e ben coprente raingurd in plastica, con cui proteggere gli oculari del binocolo durante il trasporto al collo.

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Il binocolo ha un corpo di formato Zeiss, però con i tubi degli obiettivi allungati che gli danno un aspetto snello, che va a confortare anche visivamente la sua relativa leggerezza una volta presolo tra le mani (879g con accessori); si presenta ricoperto di un solido rivestimento in gomma, che offre una presa salda e sicura; il rivestimento gommato non ne esaspera le dimensioni e può essere ben impugnato, anche il comodo rotore centrale per la messa fuoco è facilmente raggiungibile e azionabile, eventualmente anche con i guanti e anche da persone con mani relativamente piccole; la correzione diottrica e classicamente posizionata sull’oculare destro. Ricordiamo che questo binocolo non è riempito in azoto ne dichiarato impermeabile, comunque la gommatura offre senz’altro un po’ di protezione oltre che dagli urti accidentali anche, a mio modo di vedere, da alcune possibili infiltrazioni di umidità, senza però poterle escludere del tutto.

Opticron SR GA  8,5×50
campo reale a 1000m 91m
minima distanza di messa a fuoco 7,5m
estrazione pupillare 23mm
distanza interpupillare (min-max) 58-72mm
altezza x larghezza 174-175mm
peso 820g
prezzo in sterline (inclusa IVA) £249

L’ottica gode di un trattamento multistrato su tutte le superfici del classico colore verde bottiglia. L’estrazione pupillare è notevolissima (23mm), forse essendo unita ad un campo reale inquadrato di soli (5,2°) non favorirà appieno la sensazione di immersione nella scena da parte dell’osservatore, ma di certo rende il binocolo perfettamente utilizzabile da tutti i portatori di occhiali; questi ultimi dovranno rivoltare i “lunghi” paraluce in gomma, avendo magari l’accortezza di non arrivare fino al bordo dell’oculare, ma tenendo il punto di piegatura un po’ sollevato, in modo da posizionare l’occhio alla corretta distanza dalla lente, onde evitare passeggeri effetti blackout.

Come già detto questo binocolo non ha un campo reale molto ampio, ma l’ottima qualità ottica dello strumento non mi ha mai fatto soffrire fastidiosi effetti “tubo di stufa”, fermo restando che qui si entra molto nel campo delle preferenze personali.

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Nell’uso pratico l’SR GA 8,5×50 mi ha regalato gradevoli sensazioni, dovute ad una bella ergonomia, ad un’ottica particolarmente incisiva e ben corretta: colori fedeli, pochissima aberrazione cromatica ( visibile solo in condizioni estreme ) ed un ottima luminosità che gli ha permesso di tenere testa ad un buon binocolo 7×50 e ad un 8,5×56 di media fascia, certamente formati più crepuscolari. La tenuta al bordo dell’immagine non è totale e la nitidezza cala lievemente dopo l’80% del campo circa, ma è un calo minimale e non crea a mio avviso alcun disturbo.

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Per testare sul campo l’Opticron 8,5×50 SR GA me lo sono portato appreso in diverse uscite dedicate principalmente al birdwatching. Questo binocolo ha sempre svolto egregiamente il suo compito fornendo immagini pulite e nitide; l’impugnatura comoda mi ha consentito di tenerlo anche con una sola mano (mentre magari l’altra era impegnate a reggere il cavalletto dello spottingscope portato a spalla) per osservazioni di “emergenza” fatte al volo, in questi casi la pupilla di uscita abbastanza ampia è certo una gran comodità, riuscendo poi anche un minimo a focheggiare.

La semplice meccanica della messa a fuoco ha sempre adempiuto al proprio compito, garantendo una focheggiatura veloce e precisa, senza giochi o impuntature. La minima distanza di messa a fuoco è un po’ lunga (7,5m), ho verificato il dato indicato e corrisponde più o meno alla realtà; questa cosa nell’uso pratico, per il mio modo di osservare, non ha mai costituito un reale problema, garantendomi di mettere comunque perfettamente a fuoco i soggetti anche “normalmente vicini” nella pratica del birdwatching.
Dove l’SR GA  si è mostrato molto efficiente, a mio avviso,  è nell’uso come binocolo “semi crepuscolare”: usandolo a tarda sera, ben dopo il tramonto, per esplorare qualche spoglio canneto invernale, questo binocolo ha garantito un’immagine ancora abbastanza luminosa e dettagliata.

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Per contro, dove questo strumento ha mostrato un po’ di sofferenza, è nel controluce: qualche alone luminoso e un certo abbassamento del contrasto nell’immagine hanno caratterizzato le osservazioni contro luce, per altro con il sole basso sull’orizzonte e guardando molto in prossimità della fonte di luminosa, nulla che però abbia impedito di osservare con sufficiente profitto.

Per avere anche un quadro più dettagliato delle qualità e dei difetti di quest’ottica, ho approntato anche un sommario test astronomico: la puntiformità stellare risultante durante l’osservazione mi è parsa buona, un leggero coma è comparso verso il bordo a circa l’85% del campo, il contrasto e la luminosità sono stati sufficienti ad osservare gli ammassi nell’Auriga in una sera non limpidissima e con la Luna al primo quarto; il nostro satellite anche in soli 8,5 ingrandimenti si è mostrato in modo molto nitido e senza aloni di cromatismo all’intorno.

Alla fine di questa valutazione mi sento di poter dire che l’Opticron SR GA 8,5×50 è un bel binocolo, perfettamente in linea con la tradizione degli strumenti che lo hanno preceduto, anche se forse il progetto base è ormai un po’ datato e le nuove tendenze binoculari paiono andare decisamente altrove. Questo binocolo sa comunque svolgere egregiamente il proprio compito, regalando nitidezza e luminosità a chi vorrà portarselo agli occhi. Non sarà di certo adatto a chi predilige unicamente i binocoli a grande campo, ma può soddisfare pienamente chi è alla ricerca di uno strumento tutto fare, con una certa predilezione per le osservazioni in ore poco luminose, certamente da consigliare per chi è magari alla ricerca di un “crepuscolare” ma non vuole rinunciare alla maneggevolezza e alla trasportabilità, come un 8×56 (anche con prismi a tetto) potrebbe costringere in parte a fare.

Disclaimer
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di marzo 2015. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai testers di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Opticron sul proprio sito

Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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