Il microscopio biologico L2050 della Ottica TURI

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Il microscopio biologico L2050 della Ottica TURI  ha una vocazione decisamente professionale o, se  utilizzato da semplici appassionati, può essere considerato come la “meta finale”.

Infatti, pur con un costo molto contenuto, ha delle qualità ottiche davvero ragguardevoli ed un parco accessori in grado di soddisfare tutte le esigenze di un laboratorio biologico o di un microscopista esperto..

Ero curioso di provarlo, anche perché avevo già letto alcune valutazioni molto positive fatte dal nostro massimo esperto di microscopia, il prof. G. Sini, sulle ottiche adottate da questo microscopio e volevo pertanto verificarne la qualità di persona.

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L’aspetto esteriore è molto sobrio, molto classico, niente curve, niente trafori, nessuna concessione leziosa, solo la pura funzionalità e basta.

E la funzionalità di uno strumento professionale vuole solo cose semplici, ma specializzate: niente trasformatori e lampadine costipate sotto alla base, il sistema di alimentazione è separato e con ampia escursione della luminosità, il gruppo illuminante è costituito da una ampia edicola esterna che garantisce un ottimo smaltimento del calore generato dalla potente lampada alogena.

Condensatore completamente regolabile e centrabile, ma facilmente sostituibile con altri condensatori speciali, come vedremo nel proseguo delle nostre prove.

Tavolo ampio, con comodo fissaggio del vetrino e movimenti micrometrici molto precisi e ben frenato, insensibile quindi ai piccoli urti che sposterebbero accidentalmente il vetrino.

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Passando ora a descrivere la parte ottica vera e propria, abbiamo cinque obiettivi acromatici nella classica disposizione di 4, 10, 25, 40 e 100 ingrandimenti ad immersione. Valuteremo in seguito la loro qualità, considerate però che gli obiettivi acromatici, per la loro semplicità costruttiva, sono quelli che hanno il contrasto più elevato e che l’eventuale correzione della planarità andrebbe ricercata solo se realmente necessaria, ad esempio per istologia, strisci di sangue e comunque esame di campioni assolutamente piani. In caso contrario, richiedere obiettivi planari inutili, vuol dire spendere di più, per poi avere un minor contrasto ed anche altri inconvenienti.

Infine, è presente una testata trinoculare con uscita di tipo On/Off  per la fotografia ed ottimi oculari 10x/20, quindi molto luminosi ed adatti anche ai portatori di occhiali.

In cima a tutto vedete poi la mia videocamera, con cui sono state riprese alcune immagini documentali.

Infine, trattandosi di uno strumento dal probabile utilizzo professionale, ho chiesto che venisse corredato anche del condensatore per Campo Oscuro e degli appositi filtri per poter analizzare i campioni mediante luce polarizzata.

Veniamo ora all’utilizzo reale e mettiamoci nei panni dell’appassionato di microscopia che finalmente vuole provare il suo microscopio “buono”.

Come prima cosa, un controllo fondamentale: la regolarità della illuminazione secondo le regole del Kohler. La regolazione del condensatore è dolce, molto semplice da ottenere e la giusta posizione di lavoro è ben evidente, con bordi del diaframma netti e ben definiti, facilmente centrabile.

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Se siete semplicemente degli appassionati, forse sarete alla ricerca di qualcosa da mettere sotto alle lenti del vostro nuovo microscopio. Probabilmente, la cosa più semplice per provarlo, è mettere sul vetrino una goccia d’acqua, presa da qualche sottovaso. Non serve preparazione, non serve colorare, si guarda direttamente e lo spettacolo è assicurato. Assieme ad altri mille agitatissimi esserini, certamente troverete anche un rotifero intento a cercare qualche cosa da mettere sotto i denti, pardon, sotto il mastax.

E, certamente, a questo punto attiverete la vostra videocamera, perché un filmato da far vedere a parenti ed amici, ora ci vuole proprio.

Devo scusarmi per la scarsa qualità del filmato ma, in questo momento, ho disponibile solo una videocamera dalle prestazioni molto modeste

 

Ma certamente vorrete anche provare la visione in luce polarizzata, per cui, appena montati i due filtri, via di corsa in cucina dove ruberete una patata. Tagliata una fetta molto sottile, mettiamola subito sotto al microscopio assieme ad una goccia di acqua ed attiviamo la polarizzazione:
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I granuli di amido si disperdono nell’acqua ed alla luce polarizzata diventano immediatamente visibilissimi, ciascuno con la sua brava croce di Malta disegnata sopra. Sembra un quadro astratto, eppure è solo la umile fecola di patata.

Se poi volete provare tecniche nuove, niente di meglio che montare il suo condensatore per Campo Oscuro e riprendere ad esempio dei minuscoli radiolari fossili. Le strutture di puro silicio si illuminano allora nel buio assoluto e splendono come cristalli:

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Ma ora lasciamo gli appassionati dilettanti e mettiamoci invece nei panni del giovane medico o del veterinario che vuole attrezzare un piccolo laboratorio di analisi, possibilmente senza dover spendere un capitale.

Epidermide a 4x ed il  particolare del riquadro a 25x

Epidermide a 4x ed il particolare del riquadro a 25x

Sulla leggibilità dei preparati istologici credo che vi sia ben poco da dire, la qualità è più che dignitosa, l’escursione degli ingrandimenti disponibili è ottima, anche la planarità non è per nulla malvagia e la resa sul colore è ottima.

 

La possibilità poi di utilizzare la luce polarizzata è di grande comodità quando si devono cercare depositi di cristalli durante l’esame dei liquidi organici, come, ad esempio, questi cristalli di colesterolo:

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cristalli di colesterolo in luce polarizzata

Facilissima poi è la ricerca e l’esame dei leucociti, oggi tanto di moda, secondo i dettami del test leuco-citotossico di Bryan, utilizzando allo scopo il suo condensatore per campo oscuro ed il semplice obiettivo da 40x

Leucociti in campo oscuro (Test di Bryan)

Leucociti in campo oscuro (Test di Bryan)

Anche nel laboratorio di veterinaria questo microscopio è perfetto per le analisi di routine, alla ricerca dei tanti parassiti che trovano ospitalità nel corpo degli animali:

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Da sinistra: uova di tenia, dirofilaria, pthirus pubis

Per finire, non può mancare una prova del nostro microscopio nella risoluzione delle diatomee, ma questa volta rendendo omaggio alla pazienza di un bravo appassionato del nostro Forum:

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In conclusione, un microscopio dal costo molto contenuto, ma dalle buone prestazioni, indicato sia per gli appassionati che desiderano avere finalmente il microscopio “buono” con cui fare di tutto, sia per il professionista che intende attrezzare un piccolo laboratorio di analisi.

 

Un doveroso grazie alla ditta Ottica Turi che, nella persona di Andrea Pierattini, ha messo a disposizione lo strumento oggetto della prova ed al prof. Nicola Ricci che ha fornito buona parte dei campioni esaminati.

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Curioso per natura, dopo aver lavorato presso un Ente Pubblico, ora è in pensione e si dedica a tempo pieno a qualsiasi cosa colpisca il suo interesse. Di mentalità e predisposizione naturalmente tecnica, nei vari momenti della sua vita si è ampiamente interessato di elettronica, di informatica, di climatologia, di fotografia, ecc. Appassionato divulgatore, si è guadagnato una certa notorietà nelle due attività che più l’hanno interessato: lo studio della radioattività e quello della microscopia. Il suo maggior divertimento è l’acquisto di strumenti ottici, anche malmessi, purché interessanti, su eBay e simili, per poi ripararli e rimetterli in piena forma.