La testa mono oculare è stata sostituita da una comodissima trinoculare a luce parzializzata
La testa mono oculare è stata sostituita da una comodissima trinoculare a luce parzializzata

Il primo microscopio. Seconda parte.

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Vediamo ora come sia possibile migliorare le prestazioni del nostro microscopio, ma sempre con l’obiettivo di mantenere al minimo la spesa sostenuta.

Una delle prime aggiunte che faremo è la possibilità di utilizzare la luce polarizzata: questa semplice modifica ci apre un mondo di nuove possibilità e di nuovi campi di esplorazione.

 

Il filtro analizzatore in sede

Il filtro analizzatore in sede

Il costo degli accessori è molto contenuto, sui trenta Euro, ed è costituito da due filtri polarizzati, uno piccolo, l’analizzatore ed uno più grande, il polarizzatore vero e proprio.

Dopo aver smontato la testata (tre doppie viti) si vede una cavità nella quale andremo ad inserire l’analizzatore. Dopo di che rimonteremo la testata, tanto il filtro non da alcun fastidio e può essere lasciato sempre in sede.

Il polarizzatore viene invece semplicemente appoggiato sul sistema illuminante.

L’effetto della luce polarizzata è quello di mettere in evidenza, con colori diversi, elementi di diversa natura, permettendo così di identificarli con facilità

Nell’ordine vediamo una sottilissima lamina di granito che evidenzia i minerali che lo compongono, poi una sezione di osso umano ed infine un microscopico fiocco di amianto, tanto bello nel suo variopinto pleocroismo, quanto pericoloso se respirato.

Sezione sottile di granito, di osso e fibre di amianto

Sezione sottile di granito, di osso e fibre di amianto

 

 

Un altro metodo utilizzato per aumentare il contrasto delle immagini è di nuovo legato alla manipolazione della luce, ma questa volta la luce resta inalterata come qualità, cambia invece la sua direzione.

Normalmente l’illuminazione che utilizziamo in microscopia è centrata rispetto al soggetto da osservare e l’immagine che si ottiene è piuttosto piatta e non ben definita.

Si può fare di meglio, e senza spendere un centesimo.

Il porta filtri usato come schermo nella Illuminazione Obliqua

Il porta filtri usato come schermo nella Illuminazione Obliqua

Se con una lamina nera, o semplicemente spostando l’anello porta filtri, noi chiudiamo parzialmente il cono di luce che illumina il nostro campione, noi possiamo vedere che il contrasto aumenta progressivamente, fino ad arrivare al suo massimo solo poco prima di bloccare completamente l’illuminazione. In questo modo si creano delle ombre che danno maggior profondità all’immagine ed il metodo è chiamato Illuminazione Obliqua. Se si utilizza questa tecnica, il diaframma di apertura va tenuto completamente aperto, la sua funzione viene infatti sostituita dall’inserimento della lamina o del filtro e, in questo modo, otteniamo anche un deciso aumento della definizione.

La posizione migliore per inserire la lamina opaca è il più possibile vicino al condensatore: per questo motivo il porta filtri è perfetto per questa funzione.

Sezione traversa di ago di pino: da sinistra Campo Chiaro ed Illuminazione Obliqua

Sezione traversa di ago di pino: da sinistra Campo Chiaro ed Illuminazione Obliqua

Un altro accessorio molto comodo è la sostituzione della testata monoculare con una binoculare o, addirittura, trinoculare. L’utilizzo del microscopio sarà così molto più comodo sia per l’esame visivo, sia se avete necessità di fare foto o filmati.

Questa nota vuole soltanto indicare una possibile soluzione, non è una nota tecnica, pertanto non si è ritenuto opportuno dare troppe indicazioni particolareggiate, sarebbe diventata troppo noiosa per i tanti che non intendono modificare alcunché e che trovano più che sufficienti le già buone prestazioni di questo microscopio.

Di utilizzo molto comodo sono poi le videocamere collegate al PC, per riprendere interi filmati o semplici foto per documentare le nostre osservazioni o, anche, per effettuare con la massima  semplicità misurazioni dei particolari più interessanti.

Concludiamo così il nostro percorso: siamo partiti da un microscopio entry level dal costo minimo e via via abbiamo visto prima le sue possibilità originali, poi come con pochi accorgimenti e minimi accessori si poteva incrementare notevolmente le sue prestazioni, infine con una spesa contenuta e graduabile nell’importo e nei tempi, abbiamo visto come trasformarlo in un vero microscopio di livello professionale e che nulla ha da invidiare rispetto ai grandi nomi della microscopia.

Gli obiettivi “di serie” che corredano il nostro microscopio sono certamente più che validi per un microscopio semi professionale, ma se noi vogliamo di più, è facile ottenere il massimo.

Abbiamo detto fin dall’inizio che era indispensabile che il microscopio rispettasse gli standard attuali e così ora ci è facile sostituire gli obiettivi con altri più prestanti.

Attenti però che, se è vero che la qualità delle immagini migliora notevolmente, è altrettanto vero che il costo di ogni obiettivo può essere  piuttosto elevato, quindi cercate sempre il giusto compromesso fra le vostre finanze e le vostre esigenze.

Sostituzione degli obiettivi, ma fate attenzione al costo !

Sostituzione degli obiettivi, ma fate attenzione al costo !

 

 

La testa mono oculare è stata sostituita da una comodissima trinoculare a luce parzializzata

La testa mono oculare è stata sostituita da una comodissima trinoculare a luce parzializzata

 

 

Questa nota vuole soltanto indicare una possibile soluzione, non è una nota tecnica, pertanto non si è ritenuto opportuno dare troppe indicazioni particolareggiate, sarebbe diventata troppo noiosa per i tanti che non intendono modificare alcunché e che trovano più che sufficienti le già buone prestazioni di questo microscopio.

 

La trasformazione è ormai completa:  con una spesa minima e graduata nel tempo, abbiamo ottenuto il “nostro” microscopio professionale.

La trasformazione è ormai completa: con una spesa minima e graduata nel tempo, abbiamo ottenuto il “nostro” microscopio professionale.

 

 

 

 

Infine, un ringraziamento va alla ditta Ottica Turi di Andrea Pierattini, per aver concesso lo strumento in prova.

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Curioso per natura, dopo aver lavorato presso un Ente Pubblico, ora è in pensione e si dedica a tempo pieno a qualsiasi cosa colpisca il suo interesse. Di mentalità e predisposizione naturalmente tecnica, nei vari momenti della sua vita si è ampiamente interessato di elettronica, di informatica, di climatologia, di fotografia, ecc. Appassionato divulgatore, si è guadagnato una certa notorietà nelle due attività che più l’hanno interessato: lo studio della radioattività e quello della microscopia. Il suo maggior divertimento è l’acquisto di strumenti ottici, anche malmessi, purché interessanti, su eBay e simili, per poi ripararli e rimetterli in piena forma.