Binomania il primo portale dedicato agli amanti del binocolo a cura di Piergiovanni Salimbeni
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Ho conosciuto un binocolo
di maximoRed

Fino a un anno fa non conoscevo il significato specifico: “10X50” relativo a un binocolo, non mi interessava… Attratto come ero, e come sono, dal telescopio, che rappresenta l’icona dell’astronomia. Un carisma vero senza dubbio, una storia lunga più di 400 anni, Galileo, Herschel, Halley che forse non avrebbero neanche immaginato, ma neanche si sarebbero sorpresi se lo avessero fatto, di accoppiare due rifrattori. Ma questo è un altro discorso.
Non mi interessava dicevo, anche perché non riuscivo a goderne, causa la difficoltà iniziale di unificare l’immagine, sapete quella sensazione di mal di mare quando il visus di un occhio si sovrappone all’altro o vedi due immagini dello stesso oggetto, e, la stereoscopia va tristemente a farsi friggere insieme alla comodità d’uso. Le prove astronomiche del binocolo fatte distrattamente e con superficialità lo avevano pre-bocciato. In altre parole, non avevo quella che poi avrei scoperto nell’ambito oculistico si chiamasse: “fusione
Qualcosa però mi diceva che c’era alcunché in più da valutare…
Sono una persona curiosa e spesso voglio sapere il “perché” delle cose.
Pensai a i miei due occhi che guardano una stella…
Per esempio, cosa accade se guardiamo in lontananza un aereo? Avremo le pupille in direzione di questo e traccerebbero un “cono” con base la distanza dei nostri occhi e per vertice l’aereo stesso, avremo un aereo sulla pupilla destra e un aereo sulla pupilla sinistra = due aerei! In altre parole: Un oggetto (l’aereo) fissato dai due occhi viene visto singolo anche se sulla retina di ogni occhio si forma un'immagine separata. La riuscita visione di un unico oggetto è chiamata fusione, per mezzo della ortoforia (equilibrio muscolare e dei sensori dell’occhio per cui gli assi visivi sono simmetrici e senza sforzo, quindi ottengono la fusione) Si trattava in pratica di non stremarsi per ottenere l’immagine unica, sarebbe venuta naturalmente da sola. Sarebbe diventato tutto così naturale.

 Ricordo promossero presso un noto discount tedesco, un offerta binocolo, proprio per un 10X50, a diciotto euro circa…
<<Conveniente>> pensai.
Lo acquistai e pian piano conobbi questo strumento ottico, la distanza pupillare, la messa a fuoco e l’apertura per la personalizzazione della distanza tra gli occhi, non poteva essere difficile, e non lo era affatto!
Lo provai astronomicamente, stavolta con attenzione sempre maggiore, scoprendo che è uno strumento a cui dare confidenza e fiducia.
Rimasi felice di abbracciare un campo maggiore rispetto all’oculare del mio telescopio, un STF Mirage 7” Mak-Cass., ovviamente con minori ingrandimenti.
Premetto che avevo ben “spremuto” il binocolo anche di giorno facendo bird watching, e che divertimento!
Adesso ci sarebbe voluto un cielo scuro e la vicina data dello star party del Monte Amiata (maggio 2008) era alle porte.
Lo portai con me forse per sostituire il cercatore del telescopio in modo libero, proprio un 10X50, o forse perché lo consideravo ormai “astronomico”! Pensavo anche che l’usabilità senza cavalletto poteva essere “fastidiosa”, un inevitabile tremolio, ma che poi assorbii ben presto con facilità. Invece montato su un economico cavalletto dà il meglio di sé, ma in quella notte non lo avevo e, se l’avessi avuto, bè non lo avrei usato.

Insomma; sotto quel cielo scuro, al Prato della Contessa, dove anche gli ammassi globulari, aperti e alcune galassie facevano bella mostra di sé già ad occhio nudo, al binocolo, si accendevano di un fascino senza precedenti per me. Una percezione visiva tridimensionale, in un campo apparente tre o 4 volte maggiore della visione monoculare! L’oggetto osservato assumeva un richiamo visivo maggiore grazie allo spazio circostante, più ampio, e stelle e stelline che sarebbero andate perdute al monoculare divenivano parte integrante della visione, e proprio in questa differenza stava l’apprezzamento della felicità osservativa. Ottenevo una profondità di campo che non avevo ancora apprezzato, grazie alla luce raccolta che in qualche modo “saziava” l’attimo e invogliava la passeggiata siderale.
E pensando a un binocolo più performante da acquistare, mi ritrovai sdraiato a terra osservando in modo speciale.
Ci restai maggior parte della nottata.

Conclusione: il binocolo può o deve essere un ottimo compagno di osservazioni, utilizzato come cercatore o come relax per tutti e due gli occhi!
Ma, soprattutto può essere valutato un setup binoculare di ottime prestazioni come strumento “definitivo”.

Un saluto.

maximoRed scrive su www.quellidellavialattea.com