Intervista a Riccardo Tamburini: pesca, fotografia subacquea, naturalistica e…binocoli

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Continuano le interviste ai lettori di Binomania che hanno fatto della loro passione una professione e che utilizzano   in modo intenso le ottiche sportive.

Questa volta ho deciso di scambiare quattro chiacchiere con l’ing. Riccardo Tamburini. Riccardo è un grande appassionato di mare, nautica e pesca e ovviamente di binocoli.

E’ stato per anni l’R&D Product Manager per Shimano (la nota azienda che produce mulinelli e accessori per la pesca). Attualmente riveste la carica di Direttore Commerciale & Marketing presso Fassa Srl. Questa società è stata Fondata nel 1949, ed è leader italiano nel settore delle attrezzature per la pesca sportiva.

Foto di Riccardo Tamburini

Riccardo Tamburini ha fatto della sua passione una vera professione.

B: Ciao Riccardo, benvenuto su Binomania!

R: Ciao e grazie di avermi invitato!

B: Vuoi raccontare ai lettori come è nata la tua passione per la pesca e la nautica?

R: La passione per la pesca, a differenza di quella per la caccia, tramandatami da mio papà, è nata spontaneamente quando ero bambino, probabilmente per la grande attrazione che la Natura ha sempre esercitato su di me. Le pescate in laghetto accompagnato dal papà si sono trasformate gradualmente in uscite sempre più complesse e lontane, soprattutto quando ho capito che le mie tecniche preferite erano quelle praticate in mare dalla barca. Proprio la barca quindi, è lo strumento che mi permette di esercitare la mia passione; da li a volerla conoscerla meglio, il passo è stato molto breve, essendo persona decisamente curiosa.

B: Ci potresti descrivere la tua giornata tipo?

R: Vivendo in Provincia di Varese e lavorando a Milano, la mia giornata inizia piuttosto presto. Lavoro per un’Azienda che mi ha permesso di fare di una passione un lavoro e quindi anche quando sono in ufficio mi occupo di tutto ciò che ha come finalità un’uscita a pesca rilassante. Grazie alle competenze che ho maturato posso progettare un’attrezzatura, sia essa una canna, un mulinello, un amo, o un accessorio qualsiasi partendo dal foglio bianco ed arrivando al test sul campo, che poi è quello che ovviamente mi piace di più, essendo un appassionato pescatore. Il fatto di essere una persona abbastanza conosciuta in questo settore, e la passione per la fotografia, mi permettono anche di supportare la comunicazione che l’Azienda fa per promuovere questi prodotti; la funzione di direttore commerciale infine, mi permette di chiudere il cerchio permettendomi di seguire a 360° la vita del prodotto, da quando nasce a quando viene venduto.

Riccardo Tamburini mentre pesca

Riccardo..in azione

B: Che binocoli utilizzi in mare?

R: Il binocolo in mare è fondamentale, anche se “purtroppo” la tecnologia moderna ci da la possibilità di utilizzare strumentazioni elettroniche sempre più performanti ed user friendly. Fino a pochi anni fa i radar erano appannaggio solo di unità con dislocamento importante, mentre oggi un natante qualsiasi di pochi metri dotato di T-top può montarlo assieme a GPS cartografico ed ecoscandaglio. Diciamo però che, per semplicità d’uso, il binocolo è ancora molto utilizzato. Deve però essere stabilizzato, altrimenti si rischia di non sfruttare a dovere le sue caratteristiche. Il moto ondoso infatti, manda in crisi la vista impedendoti di vedere particolari lontani importanti: da un ostacolo semi-sommerso, oppure una mangianza di gabbiani, che rappresenta una condizione sempre ricercata dal pescatore visto che presuppone una decisa frenesia alimentare da parte dei predatori pelagici.

B: So che fai delle foto subacquee stupende, che attrezzatura fotografica hai scelto per la tua professione?

R: L’approccio alla fotografia subacquea è avvenuto per due ragioni: in primis perché le riviste americane con cui collaboro ne fanno largo uso, e poi perché comunque mi permettono scatti piuttosto originali che molto spesso non si vedono su riviste e cataloghi di casa nostra. Essendo scatti che in qualche modo sono collegati alla pesca sportiva, non ho bisogno di abbinare allo scafandro che custodisce la mia reflex, un impianto di illuminazione: scatto a pochi metri di profondità, quando il pesce è spesso sottobordo ed i colori si mantengono vivi e brillanti senza temere fastidiosi fenomeni di assorbimento. Purtroppo l’acqua, con la sua densità, è una barriera quasi invalicabile per la fotografia, quindi bisogna cercare di frapporre tra se e il soggetto, la minima distanza possibile, utilizzando obiettivi luminosi grandangolari e ahimè costosi.

Fotografia di Riccardo Tamburini

Una delle tante fotografie che Riccardo ama scattare nel suo “habitat” prediletto

B: Con che riviste collabori?

R: In Italia ho collaborato praticamente con tutte le maggiori riviste di pesca. Purtroppo la crisi dell’editoria alieutica mi ha fatto prendere la decisione di interrompere le collaborazioni accettando saltuariamente di scrivere articoli esclusivamente per la promozione di prodotti commercializzati dall’Azienda per cui lavoro. Diverso è il discorso con riviste estere. Collaboro probabilmente con la rivista più importante del Mondo, ossia Sportfishing Magazine, che ogni tanto pubblica alcune mie foto: nonostante per molti l’handicap della lingua sia importante, è una rivista diffusissima anche in Italia, proprio per la bellezza delle foto in essa contenute, che fungono da biglietto da visita importante per gli interessanti articoli che si trovano al suo interno.

B: Ricordo di averti incontrato spesso in Oasi Brabbia, almeno sino a qualche anno fa. Ti dedichi ancora al digiscoping?

R: Certamente! La fotografia naturalistica è una mia grande passione. Debbo dire che pratico il digiscoping in parallelo alla fotografia con tele zoom, anche perché è molto stimolante cercare di avvicinarsi agli animali facendo di tutto per non essere visti.

Un capriolo fotografato da Riccardo Tamburini con la tecnica del Digiscoping

Un capriolo fotografato da Riccardo Tamburini con la tecnica del Digiscoping

B: Per osservare la natura e gli ungulati di quale binocolo ti avvali e perché?

R: Essendo anche un cacciatore di selezione, che spesso è costretto ad utilizzare finestre temporali strettissime e concomitanti con il buio quasi totale per prelevare il capo corretto, utilizzo quanto di meglio offre il mercato. Possiedo uno Swarovski EL8x42 che mi da molte soddisfazioni anche al crepuscolo, quando la visibilità è davvero ridotta; fortunatamente, qui da noi non abbiamo grandi spazi aperti, quindi le distanze sono piuttosto ridotte; senza un binocolo top di gamma però, in condizione di luce scarsa, si fa fatica a capire addirittura il sesso dell’animale che si sta guardando, anche a meno di 100 metri di distanza.

 

B: Hai un consiglio da dare ai giovani lettori di Binomania?

R: Il consiglio spassionato che posso dare ai giovani è quello di non farsi distrarre troppo da smartphones o consolle per giochi tipo Nintendo o playstation. La fotografia ci permette di osservare con attenzione il più grande spettacolo che abbiamo davanti a noi, che è la Natura in ogni sua forma. Oggi poi grazie a strumenti sempre più performanti ed alla portata di tutti, anche un semplice binocolo può diventare lo strumento per toccare quasi con mano, animali elusivi e timidi come i grandi ungulati, gli uccelli e perché no, anche il sempre più diffuso lupo, presente un po’ ovunque e raro proprio nella nostra Provincia, probabilmente a causa della fortissima antropizzazione delle nostre campagne.

 

E’ possibile seguire Riccardo Tamburini su Instagram

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: Lavora in qualità di Opinion leader nel settore ottico sportivo da quindici anni. E' l'autore e fondatore di Binomania.

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