Kite Fortster 7x42
Kite Fortster 7x42

Kite Fortster 7×42

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La Kite Optics, che ha sede in Belgio,  vende una serie innumerevoli di binocoli e spottingscopes per l’uso naturalistico, la maggior parte di essi sono prodotti in Giappone, io ho provato l’esemplare Kite Forster 7×42 che mi è stato gentilmente fornito dalla LIVI OPTIK, l’azienda italiana che propone questo marchio nel panorama nazionale.

Passo ora a descrivere le mie impressioni scaturite dopo circa due mesi di utilizzo.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

ingrandimenti:

7

diametro obiettivi (mm):

42

uscita pupillare (mm):

6

distanza minima di messa a fuoco (m):

1.6

campo reale (m):

122 dichiarato (misurato 113)

dimensioni (mm):

150×120

peso (gr):

710

prezzo

589 euro

Primo piano dell Kite Forster 7×42

Costruzione ed ergonomia

Questo binocolo riprende lo schema classico di molti binocoli a tetto di medio costo, un compromesso fra compattezza e lunghezza focale, in grado di consentire un buon contenimento delle aberrazioni ottiche l’ergonomia è buona, il Forster 7×42 si impugna con sicurezza, la gommatura non è propriamente antiscivolo ma svolge bene il suo compito.

Grazie al sistema twist up delle conchiglie paraluce è possibile regolare l’estrazione pupillare in tutta comodità per migliorare il confort con la propria conformazione del viso o per accostare al meglio gli occhiali da vista.
La messa a fuoco è composta da un sistema centrale con regolazione diottrica, il primo è risultato preciso e fluido, il secondo consente una regolazioni pari a 5 diottrie, quindi nella media della altre produzioni.

L’interno dello scafo ottico è composto da vari diaframmi ed è presente la filettatura per l’aggancio ai comuni treppiedi fotografici. E riempito in azoto per una perfetta tropicalizzazione.

un primo piano sull’oculare del Kite Forster 7×42, buona l’estrazione pupillare

Ottica

Il Kite Forster 7×42è composto da due prismi a tetto, dotati di un trattamento di correzione di fase che l’azienda definisce SHR (Super High Reflection), in effetti, nelle mere osservazioni pratiche, si evince sin da subito la buona luminosità di questo strumento, superiore ai binocoli di costo inferiore, inoltre la resa  ottica è  abbastanza neutra, dato che non si  notano particolari dominanti di colore. (continua..)

Per essere un binocolo con prismi a tetto, il contenimento delle aberrazioni cromatiche è buono, si percepisce unicamente un lieve alone violaceo ai bordi degli oggetti osservati in controluce, mentre il calo di nitidezza si ha verso il 70 per cento del campo, ove si nota anche la curvatura di campo ed una modesta distorsione a cuscinetto.

Le immagini al centro del campo sono decisamente nitide, quasi simili a quelle di un buon binocolo con prismi di porro.
Il trattamento anti-riflesso sugli oculari è verde smeraldo mentre quello sulle ottiche è color porpora. La classica prova di riflessione del viso o di un giornale per verificare quanti dettagli mostrasse (ricordo ai lettori che più dettagli vengono mostrati in riflessione peggiore è il trattamento antiriflesso) ha mostrato un più che egregio contenimento.

Il binocolo pecca però nelle osservazioni con il sole ai lati dell’osservatore o quando si trova a circa 30-40 gradi dal campo di vista inquadrato, giacchè dei riflessi inficiano la maggior parte del campo osservativo, seppur siano presenti innumerevoli diaframmi interni allo scafo ottico. Credo che tale problema derivi unicamente dalla minima profondità degli obiettivi nel tubo ottico che spesso funge da sistema paraluce.

In linea di massima questo binocolo ha esibito un buona resa ottica, l’unico vero fattore negativo è il suo minimo campo apparente, inferiore ai 50 gradi (45,50° pari a 6.5° di campo reale) che penso derivi da una scelta costruttiva del progettista per contenere la spesa di produzione potendo fornire  nel contempo una resa ottica buona senza essere inficiata da troppe aberrazioni.

Pochi i gradi di campo

Prova su Campo
Resa diurna

Come anticipato, la resa ottica del Forster 7×42 consente di osservare la natura e gli animali con buone soddisfazioni, la messa a fuoco da 1.6metri all’infinito avviene con meno di un giro totale del pomello e consente di inseguire con velocità un volatile od un soggetto in forte spostamento. Ovviamente lo scarso campo reale, rende un poco difficoltosa l’inseguimento di soggetti molto veloci, mentre la buona luminosità ne consente l’utilizzo anche al crepuscolo..grazie al peso modesto, soli 730gr anche nei trekking più estremi ci si accorge pochissimo della sua presenza, mentre i classici 7 ingrandimenti consentono di osservare il panorama anche in presenza di fortissima turbolenza potendo contare su un minimo decadimento delle immagini.

é presente la filettatura per il raccordo con i supporti per i cavalletti fotografici

 

Suggerimenti al costruttore

Che dire? Aumentare il minimo campo reale! Difficile però prevedere nelle future produzioni di tale binocolo un aumento di esso, giacchè porterebbe non a mere modifiche, ma ad una totale revisione dello schema ottico, compresi prismi ed oculari

Made in Japan

In sintesi

Il Forster 7×42 ha dimostrato di possedere una qualità ottica ed una costruzione nella media dei binocoli di medio costo, i lati positivi consistono nella più che buona nitidezza al centro del campo e nella minima presenza di residuo cromatico, che abbiano notato maggiormente in binocoli più costos i lat negativi consistono nel limitato campo reale e nella presenza di riflessi in certe situazioni osservative. 

Ringraziamenti

Ringrazio la LIVIOPTIK per aver fornito gentilmente un esemplare di tale modello, senza senza alcun vincolo ciò che concerne la pubblicazione delle impressioni scaturite dai test

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata l’11 di Agosto del 2008..Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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