Antonio Salimbeni
Mio padre Antonio Salimbeni (1950-2009) durante una fase del test

Komz BPO 7×30

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Tempo fa, discutendo telefonicamente con  Luca Mazzoleni di General HI-T, esposi il mio interesse nel provare un binocolo russo, tal BPO 7×30 che pareva possedere una ottima resa sino ai bordi e per di più degli oculari dallo schema ottico simile ai Nagler.

Antonio Salimbeni

Mio padre Antonio Salimbeni (1950-2009) durante una fase del test

L’esperto appassionato Holger Merlitz, sul suo sito ne aveva provato un esemplare e dalle sue parole mi era parso di verificare un certo entusiasmo.

La sorpresa che sicuramente non mi aspettavo era quella di appurare, in meno di una frazione di secondo, che ,nella sua vasta collezione di binocoli, il buon Mazzoleni, possedeva un binocolo identico, venduto con la sigla “Ghost 7×30” dall’azienda produttrice e che lui aveva deciso di acquistare come campionatura, durante la fase di selezione dei binocoli che avrebbero poi portato alla creazione della General Hi-T.

Dopo poco giorni ci incontrammo a metà strada ed insieme all’USM 15×85, mi fu consegnato anche questo piccolo binocolo militare.
Mentre guidavo, tornando a casa, rammentai la frase di Merlitz che non è propenso alle sviolinate gratuite.
“All through almost the entire field, the BPO offers a razor sharp and crisp image. Some degradation is discernible only at the outermost 10% of the field.”
Passo ora a descrivere le mie impressioni su tale binocolo

Lo scafo ottico.
E’ incredibilmente massiccio. Questo binocolo, costruito nella Repubblica Indipendente del Tartastan, è stato espressamente progettato per un utilizzo militare. Lo scafo metallico è protetto da una spessa superficie in gomma, che seppur non sprizzi di design dai pori si è rilevata estremamente affidabile.
Due sganci rapidi ai bordi ne consentono la rapida sostituzione nonché la pulizia.
Questo binocolo oltre ad essere water-proof e anti-shock è garantito dal costruttore sino ad una temperatura di utilizzo compresa fra i +50 ed i –50°. Il binocolo pesa 1.100 grammi, similmente al Vixen Ultima 9×63 che possiede però un diametro degli obiettivi doppio.

BPO 7x30

Un bel primo piano sugli oculari del BPO 7×30

Gli obiettivi.
L”acronimo BPO, deriva da Binocolo con prismi di Porro e messa a fuoco su ogni Oculare : efficace e semplice, direi.

Gli obiettivi ovviamente sono piccoli per l’uso astronomico, ma si sono rilevati molto contrastati nell’uso diurno: a causa della composizione delle lenti e del trattamento utilizzato, in vista anche dell’uso per il quale è stato progettato, le immagini sono molto contrastate ed assumono una decisa tonalità giallastra che ha la meglio sui binocoli dalla resa più pura nelle giornate colme di foschia, i puristi però sono avvisati, nessuna resa neutra come i Leica!
I copri-tappi sono ovviamente agganciati alla copertura in gomma, per prevenire eventuali perdite: di fatto in guerra ci si inchina ma non per raccogliere i tappi del binocolo.

BPO 7x30

Gli obiettivi da 30 mm di diametro.

Gli oculari.
Sono la cosa più evidente in questo strumento. Composti da ben 7 lenti, con schema 2-1-3-1 (vedete la figure qui di seguito pubblicate) consentono a questo binocolo di raggiungere ben 8.5 gradi di campo, ed un campo apparente di 60 gradi.

L’estrazione pupillare è ottima, ben 22.5 mm mentre il sistema di estrazione dei paraluce a vite è rapido comodo e preciso.
Pare derivino da quelle utilizzati nel mostruoso binocolo russo 30×180.

BPO 7x30

In questa immagine è visibile la modificazione della pupilla di uscita del binocolo durante la fase di messa a fuoco.

Il lato positivo di tale schema, similmente al famosissimo Nagler, è dato dal contenimento della curvatura di campo, grazie alla lente negativa montata nel sistema ottico.
In pratica vedendo la sua composizione pare sia un mix fra il sistema ortoscopico a tre lenti + lente negativa dei Nagler.

Purtroppo questa scelta particolare oltre a pregi ha portato anche alla variazione degli ingrandimenti e della pupilla di uscita durante l’operazione di messa a fuco. Ciò deriva dallo spostamento interno della lente negativa, ergo se l’osservatore dovesse avere una differenza di diottrie tra un occhio e l’altro verrebbero a crearsi dei notevoli problemi.
All’interno dell’oculare destro era presente di serie anche un reticolo graduato che è stato eliminato da Mazzoleni, durante un controllo minuzioso.

Prismi. Non ho potuto raccogliere alcun dato su questi prismi che sono semplicemente descritti come “High Index” penso siano in vetro Bak7.
Nota:(CM: il campo di massimo contrasto, ove le immagini sono contrastate e le stelle non mostrano distorsione.
CP:il campo panoramico ancora sufficientemente sfruttabile eche, unendosi al CM, dona panoramicità alla visione.
CI: il campo inutilizzabile, dove è presente in maniera evidente il cromatismo laterale, la distorsione e l’assenza di contrasto.

BPO 7x30

Il complesso schema ottico degli oculari che compongono il BPO 7×30.

La resa ottica.
Holger Merlitz aveva ragione, questo binocolo fornisce delle immagini prive di distorsione lineare, nell’uso diurno per tutto il campo reale mostrato. Ho provato per molto tempo, osservando pali della luce e le antenne dei ripetitori a scorgere distorsione anche agli estremi del campo, ma a parte una perdita di nitidezza ed un accenno di residuo cromatico blu, non ho riscontrato nulla.

Anche nell’uso astronomico le stelle, seppur poco luminose, sono ben puntiformi sino almeno al 90% del campo.

Di fatto ho misurato queste prestazioni CM 80% CP 10% CI 10%. direi ottime: si dimostra un valido aiuto nel mostrare le costellazioni ai neofiti, anche non lo ritengo assolutamente idoneo all’uso astronomico.
Attualmente è disponibile per soli 130 euro presso questo sito internet, penso che possa far gola a molti collezionisti del genere o a semplici amatori

BPO 7x30

La caratteristica forma del binocolo con prismi di porro.

 

Disclaimer.
Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Dicembre 2012. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici.

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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