Kowa BD32-8XD Prominar.

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 Premessa

Binomania è sempre alla ricerca di prodotti interessanti e contraddistinti da un buon rapporto qualità-prezzo . Durante il periodo del Photokina, pubblicai un breve anteprima dei nuovi binocoli Kowa BD32-8XD eKowa BD32-10XD , pensando a quando avrei potuto testarli. Finalmente,  un mese e mezzo fa,  ho ricevuto da Kowa un esemplare  di questo nuovo  binocolo.Nel corso delle ultime settimane, seppur il tempo sia stato poco clemente, ho avuto la possibilità di provarlo e di compararlo con altri prodotti dal prezzo superiore. Ho deciso quindi di scrivere le mie impressioni in quest’articolo.

Dati tecnici dichiarati dalla Casa Madre.

Diametro (mm) 32
Ingradimento (x) 8
Lenti a bassa dispersione si, 2 lenti XD
Campo reale di vista 7.5°
Campo di vista a 1000 m 131
Estrazione pupillare (mm) 17
Distanza minima di messa a fuoco (m) 1,5
Peso  (g) 560
Dimensioni (mm) 122.5×118.5×47.5
Prezzo in Euro (Novembre 2014) Iva inclusa  409,00

 

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Un bel primo piano sul nuovo binocolo Kowa di fascia media. (Foto dell’autore ottenuta con Olympus E-1, Zuiko 14-54 F/2.8 – F/3.5 ED)

 

Prime impressioni.

Il binocolo offre il design del formato Kowa BD42-8XD: cerniera centrale, ampio ponte, buon bilanciamento, prismi a tetto. Ovviamente, grazie al diametro inferiore delle lenti, il binocolo, oltre ad essere più bilanciato è anche più leggero. La mia bilancia elettronica ha rilevato un peso, senza tappi e cinghia pari a 567 grammi, distribuito su 122 mm x 118 mmx 47.5 mm. E’ un binocolo decisamente maneggevole che non affatica durante l’uso protratto, sia utilizzandolo appeso al collo, sia trasportandolo nello zaino, insieme con altra attrezzatura.

La gommatura che protegge lo chassis in magnesio (altra raffinatezza in un binocolo di media fascia) è spessa e si presenta d’un piacevole colore verde scuro.  All’esterno dei tubi ottici la sua superficie e liscia, mentre diventa “ a buccia di arancia” nei punti di presa (parte interna e ponte) il grip è più che sufficiente e il confort d’uso è piacevole. I paraluce di gomma sono ruotabili, con tre posizioni prefissate, di contro non è possibile estrarli per facilitare la pulizia degli oculari.

Per quanto riguarda la messa a fuoco, la soluzione adottata dai progettisti è classica: un comune rotore centrale con una semplice ghiera sull’oculare destro per la compensazione diottrica. Il pomello è zigrinato e composto di materiale plastico, la rotazione priva d’impuntamenti o giochi. La ghiera, invece, non è dotata di sistema di blocco, ciò nonostante, grazie alla scarsa propensione a ruotare, non si corre il rischio di perderne la regolazione voluta, anche nei momenti in cui  il binocolo rimane appeso al collo.

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Design, classico, finiture curate, buona gommatura. (Foto dell’autore ottenuta con Olympus E-1, Zuiko 14-54 F/2.8 – F/3.5 ED)

La minima distanza di messa a fuoco è ottima: con il mio visus è stata di poco inferiore al metro, la profondità di campo, invece, è elevata, grazie agli otto ingrandimenti, da circa cinquanta metri (grazie all’accomodamento visivo) tutto è a fuoco sino all’infinito. Questo risultato dipende in parte dalle caratteristiche fisiologiche dell’osservatore. In teoria, invece, si è soliti calcolare la massima profondità di campo, considerando semplicemente il risultato ottenibile dal quadrato degli ingrandimenti che, in tal caso, produrrebbe una distanza di sessantaquattro metri.

Inquadrando alla minima distanza di messa a fuoco, inoltre, sono riuscito a focalizzare all’infinito ruotando la manopola di circa 350°.

Seppur le caratteristiche tecniche di questo binocolo mi portino a considerare che sia perfetto per l’utilizzo a mano libera, il costruttore ha previsto una sede filettata per fissarlo ai comuni treppiedi fotografici con supporti standard.  La qualità dei copri – oculari è buona, mentre l’elastico che fissa i copri – obiettivi allo scafo non si è mai sganciato durante l’uso.

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Un primo piano sulle lenti da 32 mm di diametro. (Foto dell’autore ottenuta con Olympus E-1, Zuiko 14-54 F/2.8 – F/3.5 ED)

 

Quando  metto al corrente gli appassionati della presenza sul mercato di nuovi prodotti  nella fascia “medio- bassa” (fra i duecentocinquanta ed i cinquecento euro) , la maggior parte fra loro, mi pone sempre la medesima domanda:” La qualità ottica”?

Posso sintetizzare con un semplice:  “Va benone”!  Anni fa era impensabile ottenere un contrasto così deciso, una buona nitidezza ed un’ ottima correzione dell’aberrazione cromatica in asse. Proprio la correzione del cromatismo residuo mi è parsa un punto di forza  rispetto ai formati da 42  e 56 mm che ho utilizzato.

(Foto dell'autore ottenuta con Olympus E-1, Zuiko 14-54 F/2.8 - F/3.5 ED)

Il ponte di comando del piccolo Kowa. (Foto dell’autore ottenuta con Olympus E-1, Zuiko 14-54 F/2.8 – F/3.5 ED)

 

La tonalità dei colori è prossima ad essere perfettamente neutra, la nitidezza in asse è assolutamente soddisfacente, seppur non sia paragonabile a quella fornita dal Kowa Genesis 8×33 (soprattutto utilizzando le USAF CHART). La trasmissione luminosa è elevata (in proporzione al prezzo di acquisto e al diametro) me ne sono accorto soprattutto durante una comparativa crepuscolare con uno dei miei binocoli preferiti: il Nikon 8×30 E II. In tale frangente il “Kowino” ha dimostrato di saper reggere alla perfezione il confronto.  Sino a pochi anni fa, invece, notavo  spesso  una netta differenza, nei riguardi della trasmissione luminosa, fra  un binocolo con prismi a tetto ed uno con i primi di Porro.

La presenza delle nuovi lenti XD p  dei vari trattamenti utilizzati (trattamento di fase C3, multi- strato su ogni superficie ottica,  KR)  pare fornire ottimi risultati anche con schemi ottici contraddistinti da un’inferiore qualità rispetto ai binocoli ALPHA.

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Piacevole l’accostamento cromatico, senza eccedere. (Foto dell’autore ottenuta con Olympus E-1, Zuiko 14-54 F/2.8 – F/3.5 ED)

 

Gli oculari forniscono una buona estrazione pupillare, pari a 17 mm, questo li rende facilmente utilizzabili anche da parte dei portatori di occhiali.  Il campo di vista non è ultra-grandangolare (7.5°) ma grazie alla presenza di un elemento asferico fornisce una buona planeità di campo. Osservando i paesaggi terrestri, infatti, l’immagine è a fuoco  non solo in asse ma anche alla periferia della scena inquadrata. Nell’osservazione dei campi stellari, invece, da circa l’ottanta percento del bordo del campo, si nota un po’ di coma ed astigmatismo che degradano leggermente la puntiformità stellare, soprattutto delle stelle di I e II magnitudine.

La distorsione angolare a cuscinetto è lieve ma presente,  durante il panning ritengo fornisca una visione piacevole, similmente agli altri binocoli della casa giapponese.

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In attesa della prova crepuscolare. (Foto dell’autore ottenuta con Olympus E-1, Zuiko 14-54 F/2.8 – F/3.5 ED)

 

La prova sul campo si è rilevata molto piacevole e divertente, ormai i binocoli di fascia medio-bassa hanno raggiunto una buona qualità e questo consente anche  ad un osservatore esigente di compiere osservazioni molto soddisfacenti. Durante il periodo in cui l’ho utilizzato ho osservato con molto piacere una moltitudine di specie, dalle cince, ai pettirossi, dai falchi pellegrini, alle poiane,  arrivando ad osservare al crepuscolo i cinghiali ed i  caprioli, sempre con buoni risultati in proporzione al suo diametro. La posizione del pomello di messa a fuoco consente una presa molto naturale ed un ottimo posizionamento del dito indice. Il ponte è abbastanza ampio e il bilanciamento migliore rispetto ai formati più grandi. Ho molto apprezzato, come anticipato, il contenimento dell’aberrazione cromatica longitudinale. Ho messo alla prova il piccoletto in varie condizioni di illuminazioni e la sua risposta è stata simile a quella di binocoli da 30-32mm, molto più costosi e  definiti APO che erano posti in vendita, soltanto pochi anni fa, a prezzi decisamente superiori.

 

In sintesi ritengo  che il nuovo  Kowa BD32-8XD Prominar rappresenti un’ottima scelta per l’appassionato che vuole intraprendere l’osservazione della natura avvalendosi , sin dall’inizio, di un binocolo di buona qualità. Fra le sue doti cito la leggerezza, la buona trasmissione luminosa , l’ottimo contenimento dell’aberrazione cromatica  in asse, un campo di vista quasi totalmente corretto dalle aberrazione geometriche e una ottima estrazione pupillare. L’unica cosa che vorrei fosse migliorata è la zigrinatura della manopola di messa a fuoco che non possiede un grip eccellente.

Ringrazio Kowa Optimed per aver fornito l’esemplare oggetto di questa test, consentendomi di esprimere le mie impressioni senza alcuna limitazione

 

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di Novembre 2014. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali,date in completa libertà, senza vincoli o censure e nascono  grazie all’esperienza maturata in questi anni nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Auriga o Alpinhunting rivenditori ufficiali dei prodotti kowa.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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