Kowa KW-SV32-8 e Kowa YF30-8
Kowa KW-SV32-8 e Kowa YF30-8

Kowa KW-SV32-8 e Kowa YF30-8

Share Button

Sino a pochi mesi or sono, nella linea dei binocoli Kowa, non erano presenti, degli strumenti entry-level, da 30mm-40mm con prezzi inferiori a 400 euro. Di fatto, la linea più abbordabile” era la KOWA BD, con costi a partire da circa 520 euro. (Prezzo Dicembre 2011) Sotto quella cifra erano unicamente disponibili gli ultra- compatti BD DCF 8×25 e 10×25.

a sinistra il kowa Y30-8 , a destra il kowa SV32-8

 

Attualmente, grazie alla collaborazione dei progettisti cinesi, è stato possibile presentare una gamma di binocoli dal prezzo veramente interessante, come visibile nella tabella qui sopra pubblicata.

Caratteristiche tecniche dichiarate dalla Casa Madre

Le opinioni a riguardo sono state molteplici: alcuni appassionati hanno criticato la decisione di Kowa di inserirsi nel settore dei binocoli economici, altri ancora, hanno accolto con piacere questa decisione,che ha reso ancor più abbordabile un marchio noto da decenni nel settore naturalistico, astronomico e ottico-medicale.

Ho avuto la possibilità di testare due modelli di questa nuova serie durante il mese di Novembre, passo quindi ad esporre le mie impressioni.

il piccolo binocolo con prismi di porro yf30-8 durante una fase del test

Costruzione e Meccanica

Il piccolo binocolo Kowa YF30-8 m dotato di prismi di porro, è molto compatto, 160mmx114mmx48 e leggero,475 gr. Il suo formato è conosciuto dagli appassionati di tutto il mondo, giacchè, questi binocoli vengono spesso utilizzati dagli appassionati per le osservazioni naturalistiche.. Il binocolo è protetto da una ampia gommatura, zigrinata nei pressi della posizione delle dita.
Il binocolo è waterproof e, per tale motivo, è utilizzabile anche in presenza di pioggia, neve ed umidità. Il design dei binocoli con prismi di porro consente una ottima impugnazione, di fatto, l’ergonomia è perfetta ed il binocolo risulta ben bilanciato. In dotazione è presente una borsa e la classica cinghia per il trasporto.

Il binocolo con prismi a tetto Kowa SV32-8 è similmente compatto, si sviluppa maggiormente in altezza ma risulta più stretto in larghezza. Si impugna in modo differente rispetto al piccolo binocolo con prismi di porro, ma grazie alla lunga incavatura nella parte posteriore dello scafo ed alla gomma di protezione che funge anche da anti-scivolo non ho mai riscontrato problemi particolari durante l’utilizzo su campo. Nel SV32-8, inoltre, è presente anche una filettatura per collegare una staffa che ne consente l’uso sui comuni cavalletti fotografici.

un primo piano sul binocolo SV32-8

 Sistema di messa a fuoco.

I due diversi sistemi di messa a fuoco

Il Kowa YF30-8 è dotato della classica messa a fuoco con carrello esterno, gli assi del ponte sono in materiale plastico, come è ovvio per uno strumento in tale fascia di prezzo, tuttavia i giochi sono minimi. Anni or sono, si faceva uso di binocoli ” entry-level” decisamente più costosi ma meno performanti a livello meccanico. La regolazione diottrica si attua attraverso una ghiera presente sull’oculare destro. La messa a fuoco è discreta, abbastanza fluida, tuttavia non ho avuto modo di testarlo in condizioni climatiche estreme (in estate o in pieno inverno) L’utilizzo con i guanti è possibile. Personalmente avrei preferito che la gommatura esterna , presente sul pomello, fosse incollata o ideata in maniera diversa, dato che, spostando con velocità il pomello le dita tendono a sollevare la gommatura, creando ritardi nella risposta.

La profondità di campo , in questo “piccolo porro” è buona ma non raggiunge quella dei TOP DI GAMMA. La messa a fuoco minima, dichiarata è,inveece, pari a 5.5metri, personalmente sono stato di mettere a fuoco sino a tre metri e mezzo. Da tale posizione si raggiunge la messa a fuoco all’infinito; ruotando in senso anti-orario,esattamente con metà giro di manopola. Non è dichiarata la capacità di compensazione delle diottrie, sulla ghiera, vi sono, infatti, varie tacche ma senza alcuna gradazione di riferimento.

Il binocolo a tetto Kowa SV32-8, invece, è dotato di una messa a fuoco interna. La compensazione diottrica avviene, anche in questo caso sull’oculare destro, sul quale vi sono 4 tacche di riferimento. La messa a fuoco, in questo caso, è migliore rispetto a quella del più economico binocolo con prismi di porro: leggermente più fluida e grazie alla diversa composizione della messa a fuoco , più ergonomica e precisa nella risposta. (sempre in riferimento al prezzo di acquisto n.d.a)

La messa a fuoco minima è perfettamente quella dichiarata ossia due metri: un valore ideale per osservare insetti e fiori. Ovviamente in tal caso,si raggiunge , ruotando in senso-orario, la messa a fuoco all’infinito in oltre un giro di manopola. Tuttavia a partire da 5-6 metri, la situazione diventa molto favorevole, giacchè occorre solo un quarto di giro. Le distanze osservative comuni nel birdwatching sono, quindi, velocemente, coperte.

La gommatura e’ spessa e protegge il binocolo da urti e graffi

OTTICA

Lenti  e trattamento 

Il costruttore non ha dato alcuna indicazione sulla composizione delle lenti e del trattamento anti-riflesso. Su entrambi i binocoli è citata la dicitura “made in china” ma è anche visibile il logo KOWA JAPAN. Non mi è dato da sapere se il montaggio è avvenuto in giappone o se Kowa ha curato il trattamento delle lenti. In ogni modo, pignolerie a parte, con molta sorpresa ho apprezzato l’ottimo contenimento delle aberrazioni cromatiche, impossibili da ottenere su binocoli, venduti al doppio del prezzo, solo fino a pochi anni fa.

Il costruttore si limita, unicamente, a citare la presenza di un trattamento “Fully-Multicoated Lens” nel porro e “Phase Coated prism” per il binocolo a tetto. Non mi è stato possibile ottenere ulteriori dati.

Il contenimento delle luci riflesse è migliore nel binocolo con prismi a tetto, mentre osservando delle fonti di luce molto intense, come ad esempio, un lampione, l’SV32-8, mostra i classici “spike”( raggi), dovuti dallo schema dei prismi che lo compongono.

Ricordo che è anche abbastanza assurdo, fare tali prove con binocoli che, all’atto pratico costano cosi poco, tuttavia è utile far comprendere al lettore il loro rapporto-prezzo prestazioni.

Gli obiettivi dei due binocoli “made in china” su richiesta di Kowa

 

Il costruttore per il Kowa YF30-8 dichiara un campo pari a132m/1000m, ossia 7.5 °, questo dovrebbe generare un campo apparente di 60°
Il campo del SV32-8 è migliore, 7.8°, pari a 136m/1000mm, ossia 62.4° di campo apparente.

Come si evince dalla descrizione, la differenza di campo fra i due binocoli dovrebbe essere minima, tuttavia nella osservazione astronomica, prendendo come riferimento i campi stellari, ho notato che il binocolo con prismi di porro pare mostrare un campo lievemente più stretto. Anche nell’uso diurno il binocolo SV32-8 esibisce una campo apparente più ampio e riposante.

Ben visibile il diverso design dei binocoli

Prismi
Non mi è dato di sapere quale vetri compongano i prismi a tetto.

Curvatura di campo

Entrambi i binocoli presentano un campo leggeremente curvo, fra i due, il migliore, risulta l’SV32-8 che, nell’uso diurno, osservando soggetti a medio-lunga distanze, si spinge quasi sino al 90% del campo senza perdite apprezzabili di defocusing. L’YF30-8, invece, fornisce delle prestazioni di poco inferiori. In entrambi i binocoli, osservando un comignolo a 500 metri di distanza, portandolo al bordo, si riesce ugualmente a vederne la struttura, ma non si può, in ogni modo, rovare il fuoco preciso ai bordi del campo, anche rifocheggiando. Ciò mi ha fatto presagire, ciò che poi ho verificato nell’uso astronomico.
Inferiori, invece, le prestazioni sull’asse verticale, come nella maggior parte dei progetti ottici “entry -level” disponibili: il SV32-8 fornisce un campo di vista corretto sino al 75%, l’YF-30 fra il 65% e il 70%

Altre aberrazioni

Nell’uso astronomico, che è un test molto critico per tutti gli strumenti, osservando, stelle di II magnitudine, con il SV32-8 si nota, verso l’80% del campo, la presenza di astigmatismo e di coma (sempre difficile da verificare con precisione la loro prevalenza) Nell’ YF30-8 il campo utile è leggermente inferiore, circa il 70-75% del campo di vista.

Il binocolo durante un test sul campo

Distorsione angolare

Presente, in entrambi, minima e a cuscinetto. Nel panning personalmente li trovo piacevoli. Resta sempre la considerazione che, facendo uso quotidiano dello Swarovision 8.5×42 la mia percezione dell’effetto palla rotolante è differente da chi utilizza binocoli con maggiore distorsione angolare.

Vignettatura dei prismi

Visibile, soprattutto osservando il cielo diurno nel Kowa YF30-8 , minima nel Kowa KW-SV32-8

 

Aberrazione cromatica

Seppur sia abbastanza comune trovare un binocolo con prismi di porro economico con un buon contenimento dell’aberrazione cromatica, sono rimasto stupito della resa del binocolo con prismi a tetto Kowa KW-SV32-8 . Infatti, nella maggior parte delle condizioni osservative, questo strumento, non mostra alcun cenno di aberrazione cromatica al centro del campo, anche osservando antenne, foglie degli alberi, etc. etc. Compare, unicamente in presenza di fortissime condizioni di illuminazione. Questo è un risultato simile a binocolo dal prezzo superiore, anche di 200-300 euro. Se lo si paragona, poi, a binocoli con prismi a tetto, di pochi anni or sono, la comparazione risulta scioccante.

Uso pratico

Quando si testa un binocolo entry-level si deve fare attenzione a due cose: in primis a non utilizzare aggettivi troppo entusiastici che potrebbero fuorviare il neofita che tenta di comprendere la reale differenza fra binocoli economici e binocoli TOP di GAMMA. Per tale motivo è sempre utile dividere ciò che è sufficiente da ciò che eccellente e cosi via.

Nel caso di questi binocoli possono confermare, soprattutto per il binocolo con prismi a tetto Kowa SV32-8, che il suo rapporto prezzo-prestazioni è ottimo. Per una cifra pari a 258 euro si riesce a “portare a casa” un binocolo per uso naturalistico, che possiede un buon contenimento delle aberrazioni cromatiche e geometriche. La messa a fuoco si è rilevata discreta nella maggior parte degli utilizzi, l’ergonomia è buona, si trasporta con facilità, pesa poco ed il campo apparente fornito è piacevole. Il contrasto è più che discreto, ovviamente non raggiunge l’alta qualità dei Kowa Genesis ma risulta comunque utilizzabile con profitto nella maggior parte delle situazioni che si possono incontrare nell’uso naturalistico, fase crepuscolare a parte.

Sino a pochi anni or sono, in questa fascia di prezzo era, veramente difficile, trovare un binocolo con prismi a tetto che fornisse una immagine corretta come il Kowa SV32-8. Infatti , molti appassionati optavano, quasi sempre per un binocolo con prismi di porro. Con le ultime Presumo sarà interessante, sia per il sottoscritto che per i lettori, testare anche gli altri esemplari da 42mm e da 50mm di questa fascia, anche se, all’aumentare del diametro aumentano sempre le difficoltà tecniche.

Il piccolo porro YF30-8, è molto leggero, ricordo che costa poco più di 100 euro, un costo irrisorio per avere un binocolo impermeabile, ben gommato e con prestazioni più che dignitose, non raggiunge il contrasto dei TOP di GAMMA del settore, ma costa anche decisamente meno. Si riesce a trasportare con facilità durante tutte le escursioni e grazie all’ottima profondità di campo spesso ci si ricorderà di dover ritoccare la messa a fuoco
Potrebbe essere il classico primo binocolo per i giovani appassionati, il binocolo da tenere sempre in auto, da usare con le scolaresche e cosi via…

Anche in questo settore, come in quello astronomico si stanno aprendo nuove porte: i giovani appassionati hanno maggiori possibilità rispetto a quello che c’erano , anche solo 10 anni fa. Un amico birdwatche,r cinquant’enne, mi ricorda spesso i suoi anni universitari, quando v’erano una manciata di binocoli e questo “strana passione definita birdwatching” veniva guardata con sospetto dai più.

una fase del test comparativo

Per i più curiosi: un veloce confronto con alcuni TOP DI GAMMA ed un entry-level Swarovski

Penso che per molti appassionati sarà interessante comprendere le reali differenze nell’uso pratico fra un binocolo economico ed un TOP DI GAMMA.

Per tale motivo ho osservato per un intero pomeriggio con l’YF30-8, insieme al Nikon SE 8×32 e allo Swarovski Habicth 8×30.
In sintesi posso dire che , ovviamente le differenze sono ben visibili. Nei binocoli più costosi è evidente una maggior correzione sull’asse verticale ed una maggior profondità di campo, seppur il campo di vista fornito sia lo stesso, la nitidezza ed il contrasto al centro del campo sono superiori, cosi come la luminosità e la neutralità dei colori.
Ovviamente la differenza di prestazioni non è proporzionale alla differenza di prezzo. Per tale motivo il piccolo YF30-8, potrebbe senza alcun problema soddisfare un giovane appassionato, che preferisce investire qualche soldo in più rispetto ai classici binocoli “spazzatura” venduti a 15-20 euro.

Il Kowa SV32-8, invece, è l’ennesima dimostrazione di come i costruttori cinesi stiano migliorando giorno dopo giorno la costruzione delle lenti.. Se riusciranno a migliorare la costruzione meccanica, ritengo che fra pochissimi anni, non vi sarà poi molta differenza fra un binocolo europeo o giapponese ed uno costruito in cina. Anche in questo caso, una comparativa effettuata con uno Swarovski CL ha dimostrato, la ovvia, superiorità del binocolo austriaco, ma è stato un piacere vedere come, il piccolo cinese, perdesse “a testa alta” nel contenimento dell’aberrazioni geometriche. Minima, ad esempio, la differenza di resa ai bordi del campo. Nel CL, ovviamente, l’immagine era più nitida, luminosa e contrastata, com’era anche giusto aspettarsi, dato che i miracoli, purtroppo, in questo settore, non li può fare nessuno.

Consigli al costruttore

Onestamente , visto il costo di acquisto, non so cosa si potrebbe migliorare a livello ottico e meccanico. Se proprio devo citare qualcosa, opterei senza dubbio, per colori più sobri della gommatura, senza tocchi di colore rosso, che “potrebbero” in certi casi spaventare un certo tipo di avi-faunai. Spero che il costruttore opti anche per una gommatura differente sulla manopola di messa a fuoco del binocolo con prismi di porro.

In sintesi.

Ritengo il Kowa YF30-8 una interessante opzione per il neofita che vuole iniziare ad osservare la natura, senza rovinarsi la vista e la giornata. Preferibile nell’uso terrestre non crepuscolare. L’SV32-8,invece, può essere una buona base di inizio per il birdwatchers più attento, che cerca uno strumento con una maggior qualità ottica, nitidezza e contrasto, rispetto al binocolo con prismi di porro appena citato. Pare inutile, confermare, che fra i due strumenti ho preferito il binocolo con prismi a tetto. Date le sue prestazioni, poc’anzi evidenziate, potrebbe essere una nuova valida scelta nel settore dei binocoli con prismi a tetto nella fascia dei 250-400 euro.

Ringraziamenti

Ringrazio Alpinhunting per aver fornito i due esemplari oggetto del test ed Auriga SPA distributore italiano dei prodotti Kowa, per aver fornito il listino con i prezzi ufficiali per il mese di Dicembre 2011.

A breve vi sarà una ulteriore recensioni sui binocoli da 40 e 50mm.

Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata il 21 Dicembre 2011.Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di contattare direttamente Auriga SRL cliccando sull’immagine qui di seguito.

 

Note(1)
Il campo apparente è dato dal rapporto che esiste fra il campo di vista mostrato dal binocolo ed il suo ingrandimento. Ad esempio in un binocolo da 10 ingrandimenti che fornisce 5 gradi di campo, il campo apparente (CA) è pari al 50°. Il nostro occhio abbraccia in media un campo apparente pari a 68°, per tale motivo maggiore sarà il campo apparente di un binocolo e più naturale ed appagante sarà l’immagine osservata. All’aumentare del campo apparente aumentano anche i costi di produzione. dato che si deve fare uso di prismi ben dimensionati e di oculari grandangolari dotati di vari elementi ottici.

 

 

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

You may also like...