Agosto 2014

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Minaccia dal Giappone?

Da anni soggiorno in Versilia durante la pausa estiva.  Io amo la Toscana forse perché mia nonna era nativa di Viareggio, forse perché vi ho trascorso la maggior parte delle vacanze estive da bambino, adolescente e studente universitario. Di questa stupenda terra amo i vari profumi: quello salmastro che si apprezza sulle spiagge e dai vari porticcioli, quello soporifero e rigenerante proveniente dalle pinete che ne costellano le coste, quello ristoratore della farinata di ceci, e cosi via. Toscana! Mare, collina e montagna, questa è una meta perfetta per gli amanti della Natura ed ovviamente per noi binofili.

Poco prima di preparare armi, pupe e bagagli, ho deciso di rinunciare ai “miei pezzi preferiti” per staccare un po’ dalla solita routine e forse per carpirne maggiormente i benefici dopo quindici giorni di astinenza, similmente alla prima pizza assaporata dopo mesi di dieta o alla prima boccata di ossigeno dopo aver rinunciato a catramosi pacchi di sigarette.  La delizia dopo una dolorosa rinuncia.

Sto scrivendo l’editoriale di Agosto da una piovosa Valganna dopo un sereno rientro mattutino.

Queste brevi vacanze sono trascorse rapide fra  un bagno con le mie amate donne, giocando con il teleobiettivo  durante le   feste medioevali, curiosando fra i mercatini d’arte e rincorrendo le pargole sulla battigia.  Tra un’attività e l’altra, oltre alle necessità primarie ho avuto anche  il tempo per analizzare  il mercato dei Top di Gamma, traendone congetture e speranze.

L’arrivo del nuovo binocolo Zeiss Victory SF , per le altre aziende leader si è rilevato il classico secchio di acqua  ghiacciata. Sei comodo nel tuo lettino a riposare delle fatiche compiute durante l’anno godendo  dei relativi benefici quando all’improvviso qualcuno di scuote dal torpore facendoti rabbrividire.

Or bene, questo è quello che ha fatto Zeiss, almeno con Swarovski, giacché Leica pare dormire nella propria branda,  non per riposare dalle fatiche effettuate, bensì per un atipico torpore che spero cesserà prima della fine dell’anno.

La scelta di optare per la planeità di campo, unita ad una media distorsione valida per i fruitori ossessionati del panning non pare una innovazione,dato che è una ricetta già assaporata degli Chef Canon e della serie EDG di Nikon, bensì   il desiderio di accontentare le richieste di innumerevoli birdwatchers, smaniosi di impugnare un binocolo che si adatti loro come un vestito di sartoria  che sfoggi, però, un bel ferma cravatta marchiato Zeiss.

Un tarlo che ha indugiato pian piano nei sistemi neuronali del mio cervello è comprendere cosa succederà adesso. Già! Ed ora?
Swarovski cosa fara? Rimarrà a guardare per un po? Ci stupirà? Leica uscirà dal torpore?
Stranamente più nella mia mente risuonavano questi nomi e più il mio lobo frontale gli escludeva, facendo apparire nel caos mentale un altro nome: Kowa.

Almeno un paio di lettori staranno strabuzzando gli occhi oppure inarcando le sopracciglia.Perché proprio Kowa ? Molto probabilmente perché sono anni che io e centinaia di appassionati stiamo aspettando un valido sostituto del Genesis 8.5×44,  forse perché tutt’oggi il vecchio modello è in grado di scontrarsi con i BIG , sia per ciò che concerne la nitidezza sia per ciò che riguarda il contenimento dell’aberrazione cromatica.

Per tale motivo da Swarovski attenderò un semplice aggiornamento dello Swarovision, forse con un campo apparente maggiore per ostacolare gli 8.5° del Victory SF, sperando, che nel contempo diano una aggiustatina al sistema di messa a fuoco, da Leica non mi attenderò molto, forse una mera rivisitazione ottica della serie Ultravid, grazie alle  nuovi lenti alla fluorite sintetica che  continuano a rinnovarsi come l’umidità dei muri della mia cantina.

Da Kowa, invece, pretendo di più:  è un’azienda con centoventi anni di storia, un capitale di 3,840 milioni di yen, un volume di vendite pari a 189,681 milioni di yen e quasi 1850 dipendenti. Ricordo ancora il 2006, l’anno di presentazione della serie TSN-880 e delle calo delle vendite dei prodotti antagonisti, tuttavia anch’essa è statica: se si eccettuano i nuovi binocoli (cinesi) XD o qualche accessorio per il digiscoping, non presenta binocoli di alta gamma da vari anni.

Un valido rivale dello Zeiss Victory SF potrebbe essere un nuovo Kowa Prominar 8.5×45, più leggero, più compatto, con un maggior campo di vista , con la solita e affidabile meccanica giapponese e che  finalmente abbia un maggior confort per gli utilizzatori occidentali, ergo, oculari più confortevoli . Dal punto di vista ottico desidererei un sistema alla fluorite e non di mero vetro XD e che presenti, similmente  al recente oculare Kowa TE-11 WZ Promins 25-60X , un ottimo campo piatto ed una distorsione media.

Che le scommesse abbiano inizio.