Febbraio 2015

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I benefici dell’osservazione naturalistica.

 

Un paio di giorni fa ho avuto il piacere di ricevere un’e-mail da un amico astrofilo del quale non avevo notizie da almeno quindici anni.

L’occasione è nata da una sua richiesta inerente al mondo dei binocoli. Conoscendolo e apprezzando le sue ricerche e i suoi articoli nel campo della geologia lunare, la mia curiosità ha preso il sopravvento. Non riuscivo a comprendere il nesso fra la sua recondita passione per il nostro satellite naturale e l’uso del binocolo.

Ho quindi deciso di visitare il suo sito personale ed ho immediatamente compreso il perché: anche lui, come molti amici e o lettori astrofili si  è avvicinato al mondo dell’osservazione naturalistica, diventando un bravo birdwatcher oltre che un bravo fotografo di natura.

Mi permetto di estrapolare qualche sua considerazione poiché è simile a quelle di molti altri appassionati.

“Da molti anni ho abbandonato l’astronomia “impegnata”, non solo per colpa del seeing, che sta peggiorando sempre più, ma anche per  colpa  di qualche acciacco per cui cerco di preservare la schiena (..) Pratico, invece, il birdwatching con molta soddisfazione, faccio anche qualche foto, ma non sono, ne aspiro a essere un fotografo naturalista, a me piace spaziare, camminare  e non stare mimetizzato per ore dietro ad un cespuglio o in una buca ad aspettare lo scatto da National Geographic.(..) Trovo l’osservazione naturalistica molto bella e riposante  oltre che salutare ed è piacevole vedere gli animali senza disturbarli (anche senza usare strumenti costosi)  poi di solito ci si trova in ambienti naturali niente male.”

Parole sante, caro Fernando!

Con il passare degli anni, non solo per colpa dell’aumento dell’inquinamento luminoso o del peggioramento del  seeing  (soprattutto nelle grandi città), ma anche per la staticità e il modus operandi che porta gli astrofili a lottare (rimanendo fermi) contro il freddo, molti  iniziano a spostare il piacere dell’osservazione su ciò che circonda  loro e che è certamente più dinamico della luna, dei pianeti e  delle galassie.

Ricevo spesso delle lunghe lettere  da parte di appassionati che hanno ritrovato la forma, grazie a questa passione: le lunghe camminate, spesso in salita, il rimanere a contatto con la Natura anche se per poche ore la settimana, migliora non solo lo stato generale di salute ma diminuisce anche lo stress, eliminando o affievolendo molti sintomi ad esso associati (reflusso gastrico, colon irritabile, ansia, attacchi di panico, etc.,etc.). Ho cosi tanti esempi, intorno a me, da poter scrivere un libro: “ Ritrova il benessere psico-fisico con l’osservazione naturalistica”.

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Una bella camminata in compagnia dell’amico Abramo Giusto:alla ricerca dell’aquila reale.

 

Ricordo ancora il “percorso” seguito da un astrofilo di Bologna: ben pasciuto,  era solito  osservare il sole e la luna dal giardino di casa,  comodamente seduto, magari con un paio di birre, invitava sovente gli amici anche  per lunghe sessioni gastronomiche.  Mi scriveva spesso raccontandomi le sue osservazioni lunari. Arrivato a 120 kg, ricordo che mi scrisse disperato e sfiduciato: il suo dottore gli aveva consigliato oltre che  a cambiare regime dietetico anche a  compiere lunghe passeggiate, con la classica regola dei 1000 passi il giorno e magari di evitare di passare ogni  pausa pranzo incollato alla sedia e ad una piadina, osservando il sole

Gli consigliai di unire la sua passione per l’osservazione con gli strumenti ottici alle camminate, per tale motivo, scegliemmo insieme  un binocolo compatto ed una fotocamera zoom.

Mi odio, pensò,  per qualche settimana.

Or bene, sono passati otto anni, quel vecchio signore sovrappeso con problemi di colesterolo e trigliceridi in stato pre-diabetico, ormai è svanito, ora, leggo spesso i resoconti dei suoi viaggi naturalistici, le sue scampagnate con gli amici, oltre, a vedere, nel contempo le sue ottime fotografie. Ha perso 40 kg, cammina non solo in pausa pranzo ma anche ogni fine settimana  fra boschi, spiagge e sentieri montani e non rimpiange assolutamente  questa scelta.  Il mal di schiena è ormai un lontano ricordo. Oltretutto pare che si sia riconciliato con la moglie che ha ritrovato un uomo energico, magro e in forze, e che  il figlio adolescente, ora,  è diventato  un fotografo provetto. Insomma: un vero e proprio cambiamento non solo personale ma anche familiare.
Sembra incredibile cosa possano fare 1000 passi al giorno, una nuova passione e un po’ di movimento. Del resto facendo un rapido calcolo, è risaputo che una semplice camminata  a passo veloce di 60 minuti consenta di bruciare circa 300 calorie. Camminando quattro volte la settimana si otterrebbe un dispendio calorico mensile  di 4800 calore, che in un anno sarebbero circa 58000 calorie, circa sei chilogrammi di peso in meno. Se poi si calcola che camminando a passo veloce si aumenta il metabolismo per le successive otto ore, vi proteste concedere anche qualche piccolo sfizio in più. Inutile poi citare il piacere di osservare gli animali in natura, o di raggiungere una vetta alla ricerca di rapaci.

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Non c’è niente di più’ rilassante che immergersi nella Natura.

 

Con tale riflessione non voglio assolutamente denigrare la passione per l’astrofilia che anche io pratico da più di trent’anni.  In realtà vorrei unicamente consigliare agli astrofili, che spesso, sono delusi per le troppe variabili che ostacolano il loro hobby, di acquistare un binocolo, un manuale di birdwatching  e di provare a poggiare l’occhio agli oculari verso qualcosa di molto dinamico e colorato che spesso è anche faticoso ma piacevole da raggiungere, cercare od incontrare.

Vi lascio con una piccola riflessione.  Qualche settimana fa ho sfogliato il mio diario osservativo del 2014: ho osservato con un binocolo quasi tutti i giorni, anche in presenza di vento, neve e pioggia, preferisco non citare le poche volte in cui sono stato in grado di utilizzare con profitto i miei telescopi, perché potrei scoraggiare qualche astrofilo neofita.

Buone osservazioni a tutti.