Giugno 2014

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Tralasciando pochissime aziende,  prima fra tutte Kowa, nota per il suo astio nei confronti dell’attività venatoria, i costruttori hanno sempre cercato di sviluppare la maggior parte dei prodotti per uso civile per i cacciatori, i quali, attualmente, rappresentano i maggiori acquirenti nel settore ottico-sportivo. Steiner, ad esempio, ha provato a presentare con nomi differenti gli stessi modelli (Discovery vs NightHunter) in settore differenti anche se con tiepidi risultati.

Per questo motivo i birdwatcher hanno quasi sempre dovuto utilizzare dei prodotti  di alta fascia progettati per scopi diversi dal loro trovando a volte degli ottimi compromessi ed a volte delle  cocenti delusioni.

Parlando di delusioni Zeiss lo scorso anno fu bacchettata da molti birders d’oltre-oceano per la presentazione della serie HT che strizzava molto l’occhio al settore venatorio:ottiche molto luminose, resa crepuscolare perfetta,  rotore sovradimensionato per l’uso con i guanti, video di presentazione con caccia al cervo.. e cosi via.

Per questo motivo,  forse per farsi perdonare, in questi giorni il Colosso Tedesco ha presentato il nuovissimo Zeiss Victory SF, che è pubblicizzato come il miglior binocolo al mondo per il birdwatching. Del resto le sue caratteristiche paiono molto utili agli osservatori dell’avi-fauna; un  ampio campo di vista, 8.5° di campo, una ottima correzione fino al bordo a discapito della massima trasmissione, un nuovo e rapido sistema di messa a fuoco, uno chassis leggero ed una struttura a finestra centrale molto comoda da maneggiare per ore ed ore.

A quanto pare l’attenzione delle aziende si sta spostando anche verso il  bistrattato mondo del birdwatching che inizia ad avere sempre più proseliti anche a  causa delle nuove normative che regolano, sempre più, l’attività venatoria.

La situazione attuale è la seguente: Swarovski propone la serie Swarovision come la più adatta al birdwatching, mentre i cacciatori sono spinti ad acquistare lo Swarovski SLC HD, Steiner e Fujinon cercano di primeggiare nel settore nautico e militare, Leica, per ora, pare meditare sul da farsi, dato che, eccetto il nuovo prisma di Perger  in dotazione al loro nuovo telemetro, non pare aver ancora presentato novità eclatanti nel settore dei TOP DI GAMMA. Ha deciso però di  investire nel settore di fascia media-alta con la nota serie Trinovid HD, similmente a Zeiss con la serie Conquest HD , lo stesso dicasi per  Minox con la nuova serie BL HD e Meopta che inizia a dotare di ottiche a bassa dispersione alcuni prodotti della propria produzione. Spesso molti lettori mi chiedono cosa farà Kowa e se rimarrà a guardare, personalmente non penso, è passato molto tempo dalla presentazione dei binocoli Kowa Genesis 8.5×44 e 10.5×44 e dalla serie TSN-883. Per tale motivo ritengo che rinnoveranno la loro eccellente gamma, anche se negli ultimi due anni hanno deciso di proporre prodotti cinesi per avvicinare i neofiti  al proprio marchio.

Insomma, più o meno tutte le aziende cercano di primeggiare l’una sull’altra proponendo di volta in volta prodotti sempre più innovativi, leggeri e performanti.  Tuttavia, spesso mi chiedo cosa potrebbe smuovere veramente il mercato ed ogni volta la risposta è una sola: la rivisitazione di un binocolo “mitico” di medio prezzo e molto apprezzato nel settore venatorio.
Provate a pensarci, le aziende fotografiche hanno iniziato a presentare prodotti dallo stile vintage ma dotati di eviden ti innovazioni tecnologiche: mirini elettronici, touch-screen, corpi macchina compatti e cosi via. I più esperti di questo settore avranno notato la scalata al successo di Olympus che dopo un esordio tiepido con il formato 4/3 è letteralmente fiorita grazie al sistema microquattroterzi  confezionato in corpi vintage, la Olympus OMD EM-5, infatti, ed ora la OMD EM-10 rubano ore di sonno a molti fotografi quarantenni, che ritrovano le emozioni delle vecchie e gloriose OM a pellicola. Oltretutto le nuove mirrorless concedono di non investire migliaia di euro in ottiche pesanti e costose.

Ora vi starete chiedendo:” Cosa c’entra tutto questo?
Sarò breve.
Negli ultimi due anni,  tralasciando gli amatori alla ricerca di binocoli ultra economici, avrò ricevuto oltre mille messaggi da parte di appassionati che vorrebbero e potrebbero investire una cifra compresa fra i seicento e gli ottocento  euro. Raramente si supera la cifra dei mille euro e quando lo si fa, si va spesso alla ricerca di un TOP DI GAMMA usato. Spesso questi appassionati hanno avuto una pessima esperienza con binocoli di media fascia, che dopo ore ed ore d’uso hanno iniziato ad avere i primi cedimenti meccanici, spesso più frequenti nei mediocri sistemi di focalizzazione interna.
La mia idea è la rivisitazione di un blasone del passato, un binocolo apprezzato da tantissimi cacciatori in tutto il mondo e che con le tecnologie attuali potrebbe risorgere a nuova vita
Sto pensando ad un nuovo Habicht: un 8×42, ovviamente con prismi di Porro, nuovi oculari, una messa a fuoco migliorata, un grande campo di vista, una ottima impermeabilizzazione, il tutto  avvolto in un cuore vintage. La linea dovrebbe essere la più classica possibile, cosi come la sua accessoristica che dovrebbe prevedere custodia e bretelle in pelle.   Non sto quindi parlando di un blasonato e costosissimo prodotto ma di un “best buy” di prezzo medio . In tale settore l’utilizzo dei prismi di Porro potrebbe essere una mossa vincente , fornire non solo eccellenti prestazioni ed una meccanica conosciuta ed affidabile ma dare anche una possibilità agli amanti del vintage di riscoprire la classica linea di ciò che da sempre, è raffigurato come il “binocolo”.
Attualmente ci sono solo  tre aziende  che potrebbero ricreare un nuovo mito: la stessa  Swarovski,  Nikon che potrebbe riprogettare la linea SE e Zeiss che potrebbe ridar vita ad una nuova linea Vintage di glorie del passato.

Sogni? Desideri? Il prossimo lustro potrebbe contraddirmi o darmi ragione. Amanti dei prismi di Porro, sognate insieme a me.