Leica Televid APO 82
Leica Televid APO 82

Leica Televid APO 82

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Tutte le aziende più note di settore (Nikon, Zeiss, Swarovski, Kowa, Meopta, etc etc) hanno fra i loro prodotti alcuni telescopi terrestri, adatti sia alle mere osservazioni che alla tecnica del digiscoping. Per tale motivo ero molto curioso di testare il modello di punta di casa Leica, il TELEVID APO 82.

CARATTERISTICHE
Diametro lente 82 mm
Lunghezza focale 440 mm
Minima distanza di messa a fuoco 3.8m
Gruppo ottico 4 (3+1 lente neutra) lente HD
Sistema prismatico visione dritta Schmidt Pechan;Visione angolata sistema prismatico Schmidt
Impermeabilizzazione Tenuta stagna sino a 5 metri
Scafo ottico alluminio pressofuso
Dimensioni 313x108x101dritto , 328x108x101 angolato
Peso 1490gr versione dritta 1520 versione angolata
Oculare testato 25×50 WW ASPH 2,35° – 1,6° gr 435
Possibilità di digiscoping Si
Prezzo circa 3000 euro comprensivo d’oculare 25×50 WW ASPH

L’autore durante una fase del test

 



Passo ora ad esporre le mie impressioni  Anticipo ai lettori che questo test, sarà relativo all’utilizzo visuale, dato che Polyphoto non ha potuto fornirmi degli accessori, per le sue prestazioni nel digiscoping, vi consiglio quindi di leggere l’eccellente articolo di Andreas Bossi di Digiscopingitalia disponibile su www.digiscopingitalia.com

un bel primo piano sul telescopio terrestre di casa Leica

Meccanica e costruzione

Ho apprezzato immediatamente il design e la cura della finiture. La leggerezza dello scafo corazzato in pressofusione di alluminio è buona, più leggero rispetto alla precedente versione da 77mm di diametro anche se non raggiunge il peso dell’ATM 80HD.
Questo cannocchiale  terrestre è completamente rivestito con una gomma nera anti-scivolo ed anti-urto, è impermeabilizzato e può resistere ad una caduta accidentale in acqua sino a 5 metri di profondità.  Per garantire l’impermeabilizzazione il cannocchiale fa anche uso di un nuovo innesto a baionetta.

Il Leica Televid APO 82mm  possiede un punto di fissaggio alle teste fotografiche che risulta perfettamente bilanciato nel mero uso visuale, di pregio, la creazione di  un innesto rapido identico alle piastre per i treppiedi Gitzo Manfrotto ed ovviamente al cavalletto Leica dedicato.. Nel mio test è stato  collegato, senza far uso della piastra,  ad una testa  Manfrotto che si avvale di una piastra 200PL38 che possiede le stesse dimensioni dell’innesto sagomato di questo telescopio terrestre.
Purtroppo non sono stato in grado di montarlo sulla grossa piastra del cavalletto che uso per i binocoli giganti, dato che non consente il fissaggio con viti del passo di 3/8″.

E’ ovviamente possibile collegare l’innesto a tutte le piastre  da 1/4″presenti sul mercato. L’anello di bloccaggio, prevede, come la maggior parte della concorrenza, un sistema a rotazione di 360°, con sistema click- stop, a sette posizioni che consente di fissare il tubo ottico nella posizione più congeniale

Il Leica Televid APO 82mm  è uno fra i più leggeri e compatti cannocchiali che abbia testato, inserendo l’oculare in dotazione nell’apposita custodia da cintura è possibile camminare per ore con il cannocchiale nello zaino che pesa all’incirca come il mio teleobiettivo Canon 400mm F 5.6, 1520gr (1490 per la versione diritta) il tutto distribuito su queste dimensioni: 328cm x 108×101 .

Il paraluce è estraibile e questo consente di fissare il tappo anche quando  esso è totalmente estratto, essenziale la sua estensione durante la maggior parte delle osservazioni con illuminazione molto critica o quando sono presenti delle luci laterali.

Primo piano sul doppio sistema di messa a fuoco

Sistema di messa a fuoco

La  doppia manopola di messa a fuoco interna  è dotata di un sistema di demoltiplica che consente una correzione più precisa durante le fasi  di messa a fuoco molto critiche, come ad esempio nel digiscoping. Il design dello scafo consente, e la “snellezza” nella sede dei prismi consente l’utilizzo di due dita, con la massima naturalezza, anche se d’inverno con i guanti invernali potrebbero esserci maggiore difficoltà d’uso, rispetto ai sistemi di messa a fuoco tradizionali. La distanza minima di messa a fuoco è inferiore a 4 metri,dichiarata in 3.8m,  valore ottimo per gli amanti delle osservazione di farfalle, fiori, insetti, etc etc.

Da notare la sobrietà della zona prisma, il cannocchiale è molto affusolato e compatto.

Obiettivo e trattamenti

L’obiettivo da 82mm di diametro è composto da un tripletto + una lente neutra che viene definita “di protezione” Le ottiche sono composte da fluorite sintetica e da un eccellente trattamento antiriflesso migliorato anche dal rivestimento ottico idrorepellente definito AQUADURA ® che è grado di contrastare gli agenti contaminanti e soprattutto l’umidità che si forma sulle lenti e che, in questo caso, non è in grado di aderire, scivolando con molta facilità  Questo rivestimento ottico idrorepellente, presente sulle superfici esterne delle lenti, è infatti in grado di contrastare il deposito di acqua e sporco e consente anche una rapida pulizia delle ottiche.
Insomma, nulla  è stato lasciato al caso, è il classico strumenti per gli amanti dell’outdoor che potranno contare in un valido cannocchiale anche nelle condizioni meteo più avverse.

Primo piano sul gruppo ottico da 82mm di diametro.

Oculari

Durante i vari test mi sono avvalso del nuovo oculare grandangolare 25-50X WW ASPH, ossia uno zoom, dotato di una schema composto da 8 lenti, comprensivo di lente asferica ed in grado di fornire un grande campo.
La resa di questo oculare è ottima,molto piacevole il campo apparente quando si imposta l’oculare da 50 ingrandimenti che fornisce un ampio respiro durante le osservazioni naturalistiche, ove si è può contare, nel contempo di un buon ingrandimento, ideale per la maggior parte delle sessioni naturalistichei. A 25X fornisce un onesto campo reale di vista pari a 2.35° pari a 58.75° di campo apparente, mentre a 50X fornisce un ottimo valore, 1.6° ossia un grandissimo campo apparente pari a 80°

Il campo è piatto sino al bordo, grazie all’elemento asferico che corregge la curvatura di campo, la resa ottica è molto piacevole con un ottimo contrasto ed una grande nitidezza, la sua lunghezza focale è compresa fra i 17,9 ed i  9 mm.
Non ho avuto la possibilità di verificare la maggiore luminosità, pari al 6% dichiarata da Leica, rispetto al vecchio oculare 20-60X, posso dire che nel mero uso visuale, la sua resa non sfigura neppure con  un eccellente cannocchiale da 88mm di diametro, dato che è quasi impossibile verificare notevoli differenze di luminosità. Posso confermare, se ancora fosse necessario, che i progettisti hanno compiuto, davvero un lavoro eccellente.

Molto buona l’ergonomia dell’oculare che consente l’utilizzo preciso anche con i guanti invernali, possiede anche un para-luce  con sistema twist- up a tre scatti (sistema di estrazione a rotazione) Ovviamente anche l’oculare è impermeabilizzato, in grado di resistere a 5 metri di profondità e riempito in azoto. Pesa 425 grammi

Aberrazione cromatica

Quando si osserva con un telescopio terrestre economico si deve spesso lottare con il forte residuo cromatico, con la scarsa nitidezza, con un campo di vista “risicato” e con pochissimo contrasto. Scordatevi questi difetti, se potrete osservare nel TELEVID 82 APO. Posso definire la sua resa APOCROMATICA, dato che, tranne particolarissime eccezioni (antenne televisive contro sfondi luminosissimi, cime innevate in presenza di turbolenza, aironi e garzette in giornate molto luminose, ove si evidenzia un “filo” di alone giallo-verde intorno ai contorni degli oggetti-soggetti ) . Nella maggior parte delle osservazioni (oculare zoom 25-50 WW ASPH) posso confermare che le immagini appaiono prive di aberrazione cromatica. Oltre a ciò il contrasto è veramente ottimo.

Ho passato un pomeriggio intero ad osservare dei pettirosso sui rami di Caco, spogli, per verificare il contrasto fornito, in confronto ad un altro eccellente spottingscope, il Kowa 883 e devo confermare, che personalmente ho avuto enorme difficoltà a trovare un vincitore, se si eccettua, un leggero contrasto del Leica a 50X, anche se poi il Kowa, grazie al maggior diametro, consentiva di arrivare sino ad a 60X senza apprezzabili perdite di luce. V’è anche da considerare che è sempre difficile fare tali confronti , non solo per la capacità soggettiva dell’utilizzatore ma per altri motivi, come ad esempio le differenze che spesso si evidenziano facendo uso con lo stesso strumento di oculari zoom o di oculari fissi. Ricordatevi che quando la resa ottica con un zoom è ottima con un oculare fisso diventa “travolgente.”

Uso pratico

Purtroppo, come anticipato, non ho avuto la possibilità, di fare uso dei vari accessori per il digiscoping, oltre a consigliarvi la lettura della recensione presente su digiscopingitalia.com, posso fornirvi le mie impressioni nell’uso visuale.

La maneggevolezza è buona, facendo uso del porta-oculare da cintura, che fa togliere un altro “mezzo chilo” dalla schiena, ho camminato per varie ore in montagna trasportando il cannocchiale nello zaino ed il tutto senza particolari problemi. Se non si è molto esigenti e si bada molto alla pratica ed alla possibilità di riconoscere soggetti distanti da posti molto panoramici e spesso raggiungibii con fatica, un monopiede si accompagna bene a questo spottingscopes. Per il Digiscoping, ovviamente, vi sarà bisogno di un cavalletto sovra-dimensionato, dato che le lunghezze focali che si raggiungono sono notevoli

Un appassionato astrofilo non può fare a meno di testare anche un telescopio terrestre nell’uso astronomico, di fatto, come sono solito dire l’eccellenza di una ottica si percepisce in tutti i tipi di osservazioni anche se spesso, il rapporto prezzo-prestazioni potrebbe non essere conveniente come l’acquisto di uno strumento dedicato.

A 50X anche un naturalista potrebbe godersi con piacere le fasi lunari ed ammirare le bande principali del pianeta Giove con la danza dei satelliti galileiani, il grando campo apparente fornito , a 50X , consente, sotto cieli scuri, di osservare con piacere le galassie più luminose e vari ammassi stellari, potendo contare su una puntiformità stellare che gli americani definiscono “pinpoint” -capocchia di spillo ,anche ai bordi del campo, grazie all’elemento asferico presente nell’oculare.

E’ anche ovvio che, vista la sua impermeabilizzazione, c’è da stare oltre-modo sicuri in caso di osservazioni sotto lo zero od in presenza di fortissima umidità.

Il leica, durante una comparativa. A partire da sinistra: Kowa TSN-883, Meade Etx 90 e Leica Televid APO 82.

Consigli al costruttore

Il piccolo mirino posto sul paraluce estraibile è perfetto per la versione dritta, ma praticamente inutilizzabile per il 45°, non sarebbe male se Leica usasse la soluzione di un noto concorrente che ha preferito posizionare un piccolo mirino sul lato destro dello scafo ottico, nei pressi dell’angolatura del prisma. Questo consente un rapido puntamento soprattutto per chi vuole riprendere gli animali e non solo osservarli, anche se, ormai, molti appassionati, dotano il loro telescopio terrestre di un sistema RED DOT simile a quello usato dagli astrofili

In Sintesi

Il Leica Televid APO 82 è uno fra i migliori cannocchiali presenti sul mercato, ottimo nel visuale, fa presagire ottime prestazioni anche nell’uso fotografico. E’il classico strumento per la persona curiosa e sensibile che vuole avvicinarsi, con la magia dell’ingrandimento all’osservazionale naturalistica, a quella astronomica ed anche alla fotografia.

Written by

Piergiovanni Salimbeni: è nato nel Febbraio del 1975 a Varese, una piccola provincia del Nord Italia, attualmente vive insieme con la moglie e le figlie Ersilia ed Ester a Cugliate Fabiasco- Valganna, una verde ed umida valle situata sulle Prealpi lombarde e confinante con il territorio svizzero. Si è laureato presso la Università Statale di Milano con una tesi riguardante i danni da inquinamento elettromagnetico. Esperienze editoriali e nel settore astronomico-naturalistico 1997: Autore della rivista NUOVO ORIONE, fonda, nello stesso anno, insieme con il dott.Raffello Lena il GLR GROUP (Geological Lunar Researches Group) un gruppo internazionale di studi sulla geologia lunare. Attualmente il GLR Group, pubblica una rivista on-line , intitolata Selenology Today 2001: Pubblicazione del libro "OSSERVARE LA LUNA" , inizia un ciclo di conferenze sul tema . 2004-2007- Autore della Rivista di Scienze Astronomiche LE STELLE diretta da Margherita Hack e da Corrado Lamberti. 2005- Fonda il portale BINOMANIA, il primo portale italiano dedicato al mondo dei binocoli 2008-2010 fa parte dello Staff Tecnico della Rivista di Scienze Astronomiche, Coelum, collabora con La Rivista della Natura e con la rivista Fotografare 2011-2012: E'responsabile insieme a Raffaello Braga del nuovo portale Astrotest.it ,dedicato al mondo dell'astronomia e dei telescopi. Collabora, nuovamente, con le riviste di Scienze Astronomiche Nuovo Orione e Le Stelle. Si dedica, inoltre, alla fotografia di paesaggio - http://www.landscapephotography.it organizzando mostre, workshop e corsi individuali. Collabora con l'Oasi Lipu Palude Brabbia (Varese) dove organizza spesso eventi e corsi

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