Leica Ultravid 10×42 HD-Plus: Il segno rosso della nitidezza.

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Lo scorso anno Leica ha voluto dare una scossa alla propria linea di binocoli, rimasta forse un po’ ferma rispetto alla diretta concorrenza delle altre grandi case, aggiornando la propria top line “Ultravid Hd” con l’aggiunta di nuovi e più preformanti vetri Schott, già in uso anche alla Zeiss, questo per ottenere dei binocoli ancora più nitidi e luminosi di quanto già non fossero i precedenti top della casa di Wetzlar.

Binocolo Ultravid HD-Plus 10×42
Ingrandimento 10 x
diametro obiettivo 42 mm
pupilla di uscita 4,2 mm
valore crepuscolare 20,5
campo visivo a 1000m 112 m
campo visivo in gradi 6,4°
distanza minima M. A. F. ca. 2,9 m
correzione diottrica +/- 4 diottrie
distanza interpupillare 55 – 75 mm
dimensioni (L x H x P) 120 x 147 x 68
peso ca. 750 g

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Questi nuovi HD-Plus, riconoscibili dalla precedente serie per la sigla HD in caratteri rossi anziché bianchi, sono binocoli compatti (più corti di un paio di centimetri circa rispetto alla concorrenza di fascia), abbastanza leggeri (circa 750g) ma robusti grazie ad un solido corpo in magnesio, con un rivestimento gommato che garantisce una presa ottimale, accentuata da dei rilievi anatomici nella parte inferiore dei tubi dello strumento che permettono una impugnatura comoda e “naturale”.

Il binocolo naturalmente è stagno (fino a 5 metri di profondità) e riempito in azoto. Le ottiche (9 lenti per tubo) sono multi trattate e sugli obiettivi è applicato il rivestimento AquaDura™ che ne facilita la pulizia impedendo l’adesione di sporco, umidità e unto e che anche durante le prove sul campo ha mostrato la sua efficacia. I prismi a tetto seguono lo schema Schmidt Pechan e sono trattati per la correzione di fase.

La messa a fuoco e comandata da un ampio e comodo doppio rotore, divenuto una consuetudine nei binocoli Leica; quando estratta la parte terminale del pomello comanda la correzione diottrica, permettendo un aggiustamento fino a 4 diottrie.

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Il binocolo viene venduto corredato da una pratica, ma un po’ “minimal”, custodia in cordura leggermente imbottita su cui è ricamato l’irresistibile bollino rosso Leica, da una cinghia per mettere il binocolo a tracolla, da un rain guard per gli oculari e da tappi per gli obbiettivi ancorati al binocolo mediante degli anelli, il tutto in morbida gomma.

Le conchiglie degli oculari, anch’esse gommate, estraibili e posizionabili con solidi scatti anche intermedi, permettono bene ai portatori di occhiali di usufruire di questo binocolo, avvicinando al punto giusto gli oculari alle lenti da vista; l’estrazione pupillare di 16mm non è tra le più generose, ma mi ha permesso di vedere tutto l’ampio campo inquadrato da questo strumento.

Parlando appunto di campo inquadrato veniamo così alle doti ottiche del nuovo Ultravid 10×42. Questo binocolo abbraccia un ampio campo di 114m a 1000 per risultanti 6,4°, ovvero calcolandolo alla “vecchia maniera” un AFOV di 64°, collocandolo a pieno titolo tra i binocoli grandangolari.

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Tanta classe

Le perfomance ottiche garantite dei nuovi vetri Schott HD sono eccellenti per quello che riguarda la nitidezza ottenuta, veramente da strumento di alta gamma; questo binocolo non sembra essere dotato di elementi ottici spianatori di campo, cosi a partire dall’80-85% verso il bordo dell’inquadratura l’immagine subisce un leggero ammorbidimento.

La luminosità generale del binocolo mi è sembrata decisamente notevole, anch’essa da primo della classe.

I colori e il contrasto dell’immagine sono veramente belli, con un timbro cromatico tipicamente Leica con tinte sature e “profonde”; l’ottimo contrasto unito alla eccellente nitidezza a centro lente aggiungono alle performance di questo binocolo un sorprendente effetto 3D, quasi da binocolo a prismi di Porro.

La distorsione geometrica è secondo me ben calcolata, non si notano deformazioni dei soggetti osservati se non per una lieve distorsione a cuscinetto, che però garantisce un eccellente panning, privo di effetto “rolling ball”.

La velocità di correzione della messa a fuoco mi è sembrata nella media: veloce per brevi correzioni dovute a piccoli spostamenti dei soggetti osservati, più lunga quando si deve passare da distanze molto ravvicinate ad una messa a fuoco all’infinito. Comunque questa operazione di correzione così impegnativa non credo vi capiterà molto spesso di farla, visto anche che la minima distanza cui può mettere a fuoco l’Ultravid HD-Plus (anche se io ho riscontrato qualcosa meno dei 2,9m dichiarati) non lo rende molto adatto ad osservare per esempio insetti o farfalle.

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… e qualche difettuccio.

Per gli eventuali acquirenti di questo binocolo non saranno però tutte rose e fiori, qualche problemino di natura ottica lo presenta, forse dovuto anche alla ridotta lunghezza focale di questo strumento, che lo rende più compatto ma che lo porta a far emergere maggiormente qualche aberrazione.

Nei punti di forte contrasto, osservando per esempio candide garzette o neri storni sullo sfondo chiaro del cielo, emerge un certo alone di cromatismo; tenui linee verdi e violette compaiono intorno ai soggetti una volta che vengono spostati dal centro dell’immagine, dove il difetto non compare, per portarli al bordo lente. Non è un cromatismo molto fastidioso ma è doveroso dire che c’è, anche perchè le diverse sensibilità individuali a questo difetto potrebbero influire sulle scelte personali circa l’eventuale acquisto di questo binocolo.

Un altro difetto ravvisato, che ho tollerato un po’ meno del tenue cromatismo, è la presenza di aloni luminosi quando si osserva in controluce con il sole basso sull’orizzonte: un po’ di “luce randagia” si manifesta sul bordo lente opposto da dove fa il suo ingresso la fonte luminosa, abbassando anche lievemente il contrasto generale del”immagine. Naturalmente  bisogna tenere presente che osservare in controluce in queste particolari condizioni è una eventualità non così frequente.

In fine, ma qui potrebbe trattarsi di un caso legato al singolo campione preso in esame, la manopola della messa a fuoco a denunciato un lieve gioco anche se questo non è stato tale da causare un ritardo nelle operazioni di focalizzazione.

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Una certa simpatia.

Grazie alla squisita cortesia del distributore italiano della Leica sport optics, che ha concesso in prova a Binomania questo pregiato binocolo, ho potuto portarmelo a spasso per qualche settimana nelle mie uscite dedicate al birdwatching, usando invece della tracolla delle comode bretelle che hanno reso il trasporto dello strumento privo di ogni stress.

Utilizzandolo sul campo le sue buone qualità mi hanno permesso di apprezzarlo per bene, io che non sono certo (al contrario di molti altri birders) un grande amante dei 10 ingrandimenti, preferendo i più “rilassanti” 8x.

Gli indubbi pregi dello strumento mi hanno consentito sessioni osservative appaganti, le immagini dell’avifauna posata mi hanno restituito colori vividi e naturali un po’ in tutte le ore della giornata; osservando in occasioni fortunate e ravvicinate i rapaci in volo ho apprezzato dettagli della morfologia e del piumaggio notevoli, in qualche caso tali da consentirmi di mettermi veramente occhi negli occhi con il soggetto osservato, facendo passare nettamente in secondo piano qualche tenue alone spurio che contornava la sagoma del rapace.

Alla fine anche in questo caso ho subito un po’ del classico fascino del “rosso marchietto”.

Credo che gli amanti dei prodotti ottici Leica che vorranno acquistare questo Ultravid 10×42 HD-Plus non resteranno delusi e vi ritroveranno le caratteristiche che hanno apprezzato anche nei precedenti strumenti di questa grande casa tedesca, in alcuni casi ancora più accentuate. Per chi si troverà invece a dover scegliere nell’acquisto tra questo binocolo e gli altri top di gamma, si ricordi che sugli esiti del confronto  può in certi casi avere il suo buon peso anche il rapporto prezzo prestazioni, oltre naturalmente ai differenti gusti personali e alle modalità osservative di ognuno.

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Disclaimer. Questa recensione è stata pubblicata nel mese di giugno 2015. Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale alcuno e sulla base di esperienza comprovata nell’utilizzo di tali strumenti ottici. Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, su i punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere, si prega di visionare direttamente il sito Leica alla sezione Sport Optics.

Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.

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