Maggio 2015

Share Button

Nitidezza e contrasto. Facciamo un po’ di chiarezza.

Questi due termini sono spesso utilizzati dagli appassionati “cum grano salis”.   In certe circostanze, però, noto, soprattutto fra i neofiti, una incertezza nel comprendere il reale significato di nitidezza (N) e di contrasto(C).

La Nitidezza.

Per descrivere la N. è utile citare la risoluzione. Nell’uso pratico il potere risolutivo  (p.r.) è la capacità di discernere nitidamente, punto per punto, ogni piccolo dettaglio del soggetto che stiamo osservando.   La classica formula, anche quella più utilizzata, valida soprattutto per i telescopi astronomici ,che consentono di operare ad alti ingrandimenti e per la lunghezza d’onda a cui i nostri occhi sono più sensibili,  è:

p.r. =

14
_______

D

 Dove D è il diametro dello strumento espresso in millimetri.

Non è possibile, invece, utilizzare  questa formula con i binocoli, dato ch’essi sviluppano, generalmente, bassi ingrandimenti, tranne quelli dotati di oculari intercambiabili.

Per trovare il p.r. di un binocolo si deve, invece, verificare il p.r. dell’occhio umano aumentato per l’ingrandimento fornito dal nostro amato strumento. Di fatto  la N. di un binocolo deve andare a pari passi con l’acuità visiva dell’appassionato.

Mediamente, in una giornata assolata, quando la pupilla umana ha un diametro compreso fra due e tre millimetri, il p.r. del nostro occhio può arrivare a  80-90”. Per tale motivo utilizzando un binocolo di dieci ingrandimenti, il p.r. del binocolo arriverà a 8”-9”.

Esemplificando ancora meglio, potrei citare un caso classico.
Un birder, dotato di una normale acuità visiva, è in grado di osservare le differenze strutturali fra un passero ed una cincia mora, a dieci metri di distanza. Or bene, se  questi simpatici volatili si  involassero per poi posarsi a  cento metri di distanza, il birder, facendo uso di un ottimo binocolo con dieci ingrandimenti -turbolenza diurna permettendo- dovrebbe essere in grado di ammirare con la stessa naturalezza, nitidezza ed efficacia, l’osservazione compiuta precedentemente a occhio nudo.

Un binocolo nitido, quindi, non genererà mai immagini confuse dato che è  per lo più il risultato di una perfetta lavorazione di tutte le superficie ottiche e dei prismi.  Per tale motivo, binocoli dal medesimo diametro,  ma dal differente prezzo di acquisto forniranno una N. differente.

Una situazione osservativa molto difficile: Volpe al crepuscolo, celata dalla vegetazione. Foto di Paolo Monti

Una situazione osservativa molto difficile: Volpe al crepuscolo, celata dalla vegetazione. Foto di Paolo Monti

 

Il Contrasto.

Se la nitidezza è collegata al potere risolutivo, il C. è un concetto più complesso che dipende in prevalenza dal rivestimento ottico con cui è ottimizzato il nostro binocolo.

Generalmente con il termine contrasto si intendono le porzioni di densità luminosa fra superfici diversamente chiare nelle zone di confine reciproco. In parole povere, un binocolo molto contrastato deve mostrare un’immagine ben determinata tra le zone chiare e quelle scure.

Un’immagine priva di contrasto appare quindi opaca, velata e priva di naturalezza.

Di giorno, in presenza di forte illuminazione, come in mezzo al mare, in alta montagna, etc.,etc., i contrasti sono sempre molto alti. Per tale motivo sarà molto facile discernere le ombre dalle zone in luce, cosi come sarà più facile, per un binocolo meno performante, fornire un’immagine simile a quella di un binocolo di alta qualità.

Ci sono, però, dei momenti in cui è utile avere un binocolo dotato di un buon contrasto, in primis durante le ore crepuscolari. Proprio per questo motivo, soprattutto i cacciatori, tendono a privilegiare i binocoli  al Top di Gamma, perché sono in grado di aiutarli al meglio in queste ore della giornata.

In Natura, ovviamente, è facile trovare anche altre situazione con basso contrasto, ad esempio, in caso di ambienti uniformi, che presentano un medesimo spettro di colore  e/o  in presenza di soggetti ben mimetizzati.

camouflaged-owls-6

Soggetti mimetizzati su paesaggio uniforme. Immagine di Nathan Lovas

 

Per questi motivi,  la bontà di un binocolo si nota prevalentemente nell’uso pratico dove è quasi sempre  probabile imbattersi in scene dal basso contrasto e che richiedono un’alta nitidezza.

deerinfog

Questa affascinante immagine di Robert Berdan, mostra perfettamente una scena a basso contrasto che, tipicamente, si trova in natura.

 

Di contro lo scarso contrasto caratteristico di un binocolo economico non sarà evidente qualora si osservassero contrasti decisi nella luce viva di mezzogiorno.

Ma come possono le aziende fornire binocoli con alto contrasto? Per prima cosa il contrasto si ottiene lavorando e lucidando le ottiche con la massima precisione possibile, sono poi applicati dei rivestimenti specifici su ogni componente ottica , prismi compresi.

In una ipotetico binocolo, dotato di varie lenti, privo di questi trattamenti si provocherebbe una perdita di luce, questo perché un raggio di luce che attraversa una superficie di “aria-vetro” riflette, in media, il 4-6% d’essa. (1) Questo accade sia in entrata, sia nella parte posteriore dell’elemento, dove si ha una ulteriore perdita di un altro 4-6%. Comprenderete quindi che stiamo parlando anche di una privazione di luminosità pari  in media al 40-45% (calcolando almeno 12 superfici riflettenti).
Oltre alla enorme perdita di luminosità, l’efficacia dell’immagine fornita subirà anche l’effetto della grande quantità di luce riflessa che “vagando” all’interno del tubo ottico dello strumento, produrrà molti riflessi abbassando, nel contempo, il contrasto.

Attualmente i migliori binocoli forniscono una trasmissione luminosa superiore al 90% e la poca quantità di luce diffusa rimanente viene domata con efficaci sistemi di annerimento delle pareti interne dei tubi ottici e con la presenza di micro-zigrinature (diaframmi).

Ancora una volta si comprende come la esperienza sul campo sia più utile dell’osservazione di un prodotto in una stand di una fiera o dai vetri di un negozio o della mera analisi dei dati tecnici dichiarati dal costruttore.

Note.

  • In assenza di un trattamento efficace la riflessione è pari a circa il 4%, per ogni superficie, mentre su vetri di alta qualità, con un alto indice di rifrazione,  si oltrepassa anche il 6%.

 

Bibliografia

1)Swarovski Optik AG “Introduzione all’ottica da caccia di alta qualità” Austria, 2004.

2) Walter Ferreri, “Il binocolo in astronomia” Sirio Srl, Milano, 2005.

3) Walter Ferreri, “Il libro dei Telescopi” Il Castello, Milano,Terza edizione aggiornata e ampliata 1995.

4) Harrie Rutten and Martin van Venrooij, “Telescope Optics- Evaluation and Design”, Willmann –Bell.Inc. ,Virginia, 1989.

5) Carl Zeiss Sport Optics. “Ottica-nozioni sull’osservazione venatoria e naturalistica”.