Meopta Meostar S2 82 HD: il grande occhio Ceko

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Generalmente quando si pensa ai grandi marchi ottici europei si pensa alla solita trimurti germanica Leica Swaro Zeiss; in realtà ormai da molti anni, in questo campionato continentale dell’ottica, al trio di testa si sta avvicinando a grandi passi la boema Meopta, erede di una tradizione pluridecennale al servizio delle forze armate cekoslovacche, ma non solo.  E come in una grande corsa alle strette finali, dopo una lunga fuga il divario si è fatto piccolo piccolo.

Meostar S2 di profilo

Il Meostar S2 di profilo, una linea slanciata ed elegante.

Il titolo proposto naturalmente funge solo da specchietto per le allodole, visto che il grande occhio di cui andremo a parlare è Ceko solo per nazionalità, ma in realtà ci vede benissimo e come vedremo ha la vista molto lunga.

Il Meostar S2 82 HD è uno spottingscope di ultima generazione, altamente qualitativo, prodotto con tutte le moderne caratteristiche che deve avere un prodotto di questa tipologia concepito per l’alta fascia di vendita, sia dal punto di vista meccanico- strutturale che naturalmente ottico.

Caratteristiche Tecniche Dichiarate dalla Casa Madre

Diametro Obiettivo (mm) 82
Campo di vista con oculare 30-60XW (°) 2.55
Campo di vista con oculare 20-70X(°) da 1.2 a 2.35
Estrazione pupillare (mm) 18
Minima distanza di messa a fuoco (m) 3
Correzione diottrica (dpt) +-3
Filettatura treppiede 1/8 – 3/4
Impermeabilizzazione Si  a 2 metri
Trasmissione gruppo ottico % 93
Fattore crepuscolare 88
Temperatura di utilizzo (°) -25,+55
Temperatura di stoccaggio (°) -40+70
Peso senza oculare (gr) 1430
Lunghezza senza oculare (mm)  340
Prezzo IVA COMPRESA (Bignami Settembre 2013)
Spotting Scope
 1620,00
Oculare 20-70X 515,00
Oculare 30-60X W 515,00

 

 

Un duro, di vera stirpe militare

Come si diceva Meopta, sia in passato che attualmente, ha avuto impiego nelle forniture in campo militare, anche con le sue attrezzature ottiche. Se vorrete osservare il loro sito potrete vedere come i binocoli  e i cannocchiali destinati all’uso bellico sono praticamente identici a quelli civili. Questo fatto è già indice di estrema robustezza anche di questi ultimi, anche se poi si paga questa caratteristica con un certo sovrappeso degli strumenti, che magari in altri top di gamma di altri marchi prestigiosi non si verifica. Nonostante tutto, questo eccesso di peso ben si tollera.

In realtà a ben vedere il cannocchiale in esame è quello che più si stacca dalle apparenze marziali dei classici strumenti Meopta, sfoggiando linee arrotondate moderne, appaganti per l’occhio, oltre che di una ottima e funzionale ergonomia.

Quello che subito voglio sottolineare è la robusta costruzione del tubo ottico, in magnesio e alluminio rivestiti in gomma; come dicevamo è leggermente più pesante della concorrenza di prestigio (con oculare e senza tappi, avrete un peso finale di g1850  per la versione diritta), ma quando vi trovate lo strumento in mano da un’ impressione eccellente di solidità e durabilità nel tempo. All’estremità del tubo troverete un paraluce estraibile in alluminio  con delle tacche di mira che vi aiuteranno a puntare il soggetto da inquadrare, un aiuto però a mio avviso abbastanza spartano, con cui occorre una certa familiarità di utilizzo per ottenere un puntamento rapido ed efficace.

Vista obbiettivo

Il cannocchiale Meopta fotografto sulla terrazza dell’amico Sergio Sicoli, potete vedere le sfumature di colore del trattamento antiriflesso.

Ottimo il comando di messa a fuoco dotato di un sistema di precisone chiamato da Meopta “Concentric drive”, che permette tramite un grosso anello gommato (perfetto da usare anche con i guanti) di focheggiare con accuratezza, pur non avendo un comando demoltiplicato, cosa di cui durante l’uso non ho sentito particolare bisogno, anche nella pratica del digiscoping.

Per montare il Meostar S2 su cavalletto avrete una attacco che permette una rotazione dello strumento su se stesso di 360° con degli stop indicizzati alle angolazioni principali, bloccabile tramite una vite a farfalla; il foro filettato per l’attacco a vite è un grande 3/8 con riduzione al classico 1/4 di pollice.

Gli oculari, di diametro più snello rispetto ad altri e gli accessori si uniscono al corpo del cannocchiale tramite una baionetta molto robusta, mantenuta in blocco da un ulteriore comando a pulsante; quando andrete a sbloccare l’oculare per toglierlo dovrete  forzare un po’ l’estrazione, perchè la precisione con cui va ad inserirsi nella sua sede riesce a fare tenuta nonostante il sistema sia sbloccato. Pur “appendendo” all’oculare una mirorless con obbiettivo, tramite un adattatore universale non leggerissimo, non ho mai potuto notare la benchè minima flessione dell’attacco.

Naturalmente tutto il sistema è impermeabilizzato al 100% e riempito in azoto. Meopta dichiara inoltre ottime temperatura di esercizio, fino a +50° C e temperature di stoccaggio che vanno dai -40° ai +70° C.

Spaccato S2

Lo schema tecnico del Meostar S2 direttamente dal sito Meopta.

Un limpido occhio in fluorite

La parte ottica di questo spotting ha nella sua estremità maggiore un obiettivo da 82mm con elementi a bassa dispersione ed alta risoluzione (HD) in fluorite sintetica, che ho riscontrato avere un ottima fedeltà dei colori, bel contrasto  e un aberrazione cromatica praticamente assente in visuale. La superficie esterna delle lenti ha un triplice trattamento: antigraffio soddisfacente specifiche militari (MeoShield), antisporco e condensa (MeoDrop) che fino ad ora mi ha permesso di non dover mai ricorrere alla pulizia della lente e un antiriflesso (MeoBright 5501) che garantisce il 99,8% di trasmissione luminosa (di ogni singolo elemento trattato), che permette a mio parere  prestazioni molto buone anche in carenza di luce, come ho potuto sperimentare osservando la fauna selvatica al crepuscolo.

Il raddrizzamento dell’immagine è effettuato con dei prismi di tipo Schimdt-Pechan.

All’altra estremità del Meostar S2 potrete appoggiare il vostro occhio in due tipi diversi di oculare dedicati, entrambi zoom; uno a grande escursione focale che va dai 20 ai 70 ingrandimenti (quello che abbiamo ricevuto in prova con lo strumento), con un campo visivo reale variabile dai 45° fino ai 63° consentiti dal massimo ingrandimento. Un secondo zoom  a variazione più contenuta vi permetterà invece di passare dai 30 ai 60 x, sempre però mantenendo un notevole campo costante di 66°. Il paraluce oculare  è un classico twist-up metallico con bordo gommato, estraibile in un unica posizione;  quando è ritratto non costituisce alcun disturbo ai portatori di occhiali.

L’estrazione pupillare dichiarata dal produttore presenta un unico valore di 18mm, che penso dovrebbe valere per tutti gli ingrandimenti ed entrambi gli oculari; quello che posso dire io è che, da portatore di occhiali, ho trovato molto comodo l’utilizzo dello zoom 20-70x in tutte le situazioni, non dovendo mai sacrificare parti di inquadratura.

Tramite un raccordo adattatore poi potrete usare sulla serie S2 anche oculari ed accessori dedicati alla serie S1, tra cui anche l’attacco diretto per le fotocamere reflex.

La messa a fuoco minima dello strumento  è un ottimo valore di circa 4m, nell’uso pratico, pur non facendo misurazioni specifiche, credo di aver raggiunto anche valori inferiori al dato “dichiarato”.

Oculare 20-70x

L’ottimo oculare 20-70x, quì in versione “eco-friendly”. (foto P. Salimbeni)

Qualità lampante, su tutti i fronti

Grazie alla gentile collaborazione dell’importatore italiano di Meopta, Bignami di Ora (BZ), come collaboratore di Binomania ho avuto la possibilità di avere in prova per alcuni giorni la versione diritta del Meostar S2 HD.

Innanzi tutto devo dire che io degli spotting scopes ho sempre apprezzato maggiormente la versione angolata, perchè in grado a mio parere di fornire una maggiore comodità osservativa; dopo queste settimane passate in compagnia del Meostar dritto mi sono dovuto parzialmente ricredere: la versione “straight” di uno spotting possiede delle innegabili qualità che un angolato non può avere. Innanzi tutto una maggior immediatezza nel puntare il soggetto da osservare, cosa che con gli angolati richiede maggior tempo e familiarità con lo strumento; poi l’assenza degli elementi ottici che provvedono all’angolazione sembrano regalare qualcosa in più a livello di correttezza cromatica soprattutto per quello che concerne l’uso fotografico, ma è questa qualcosa più simile a una mia sensazione che a una certezza, che mi riservo di verificare ancora in futuro se possibile.

Chiusa questa premessa veniamo ai riscontri sul campo che questo Meopta mi ha dato.

Innazi tutto rapidità  e scioltezza di utilizzo, dovuta certo in parte al formato diritto, ma anche alla buona prontezza e precisione della messa a fuoco e del comando dell’oculare zoom, il quale per affrontarne una iniziale durezza di movimento a richiesto da parte mia solo una diversa modalità di comandarne la ghiera: non stringendola con la sola punta delle dita ma avvolgendone la circonferenza con pollice e indice, ottenendo così un movimento pronto e preciso.

La meccanica stabile dell’attacco al cavalletto ha sempre permesso di ridurre efficacemente (nei limite del possibile) le vibrazioni trasmesse allo strumento durante le operazioni di focheggiatura, cosa apprezzata soprattutto durante le prove fotografiche.

Assetto digiscoping

Il mio abituale assetto durante le uscite di digiscoping.

Dal punto di vista ottico ho gustato durante le osservazioni diurne un immagine nitida e contrastata, senza cromatismi, con un ottimo contenimento di luci parassite e riflessi fantasma anche in controluce, per vedere qualche alone luminoso ho dovuto veramente lavorare con il sole quasi in campo (cosa che normalmente non si fa , anche perchè inutilmente pericolosa per gli occhi) e comunque mantenendo un immagine sufficientemente contrastata. Veramente buona la prestazione dell’oculare zoom 20-70x in dotazione, nitido da bordo a bordo come sostiene la casa costruttrice. Il campo mi è parso realmente piatto con un immagine precisa, a fuoco in tutti i suoi punti, con una lieve distorsione a “barilotto” percepibile a malapena ai bassi ingrandimenti. Come sempre il campo piatto ha comportato nel panning a medio breve distanza un po’ di effetto “palla rotolante”, ma che a me non ha arrecato alcun fastidio. Ai forti ingrandimenti l’immagine, in condizioni di “scarsa luminosità”, ha dato la “sensazione” di essere un filo più “morbida”, ma in modo appena avvertibile.

Oltre a queste mie impressioni positive, durante il recente evento organizzato da Binomania in Val Gerola, il Meostar S2 ha potuto essere provato dagli altri amici di Binomania presenti, riscuotendo numerosi consensi se non stupore per le prestazioni da spotting di alta gamma fornite, pur in rapporto ad un costo sostanzialmente minore rispetto a questi ultimi.

Per avere conferma delle prestazioni positive riscontrate nell’uso diurno ho testato il  Meostar S2 anche sul cielo notturno, dove il cannocchiale Meopta ha conquistato anche quì voti eccellenti: sulla Luna prossima ad abbandonare il primo quarto ha dato “visualmente” un immagine secca e priva di  cromatismo a tutti gli ingrandimenti, senza mostrare cedimento alcuno anche ai bordi. Gli scarni campi stellari, dovuti al chiarore ancora abbagliante del nostro satellite, hanno mostrato stelle puntiformi in ogni parte del campo.

Luna

Uno scatto fatto in digiscoping alla Luna, con l’oculare a circa 40x. Ho preferito convertire l’immagine in bianco e nero per eliminare in modo semplice un po’ di cromatismo verde.

Per quello che concerne l’uso nel digiscoping il Meopta non ha certo deluso, anche uno scarso fotografo come il sottoscritto ha potuto ottenere, dove le condizioni lo permettevano, immagini e video di buon valore, pur utilizzando solo una mirroless entry level come la mia Panasonic G3. In alcune foto che ho quì inserito la qualità mostrata, anche prima della post elaborazione, è parsa subito veramente alta, tanto da indurre a pensare a risultati ancor migliori ottenibili  con questo strumento da immager più esperti, o anche solo utilizzando fotocamere e obiettivi più avanzati di quelli usati in accoppiata al cannocchiale in questa occasione.

Le foto, pur richiedendo scatti a ISO elevati hanno mostrato, ove possibile dicevamo, bella nitidezza e cromatismo estremamente contenuto, lieve difetto che potrebbe essere imputabile però anche all’obbiettivo usato sulla G3 (il Sigma 30mm) non avendo potuto noi fare altre controprove di valore, cosa di cui però, vista la bontà dei risultati già così ottenuti, non abbiamo sentito realmente il bisogno. A dire il vero poi anche in condizioni di luce non propriamente favorevoli al digiscoping (controluce spinto o soggetti in ombra) il Meopta ha saputo tirar fuori gli artigli, mostrando comunque immagini degne di interesse, dove invece anche altri blasonati mostrano maggiori difficoltà.

Molto positiva la capacità dell’oculare di non vignettare in modo sensibile a nessun ingrandimento a cui veniva impostato, almeno relativamente all’uso con l’obbiettivo Sigma con cui è stato testato.

In conclusione

Certamente se vorrete confrontare questo Meopta con altri strumenti al vertice del rispettivo segmento potrete trovare prestazioni migliori in questi ultimi, ora in una caratteristica o ora nell’altra, difficilmente in tutte contemporaneamente a mio modesto giudizio. Come sempre sta a voi stabilire se quel “tantino” in più a livello prestazionale, vale l’esborso di qualche centinaio di euro circa di differenza , che richiede l’acquisto di uno dei succitati “top” rispetto all’ ottimo Meostar S2 HD.

 Disclaimer. 

Questa recensione è stata pubblicata nel mese di settembre del 2013 .Si specifica che le impressioni d’uso sono totalmente personali e date dai tester di Binomania in completa libertà, senza vincolo e rapporto commerciale e sulla base di esperienza comprovata nel utilizzo di tali strumenti ottici.Per eventuali informazioni, aggiornamenti e/o variazioni sui prezzi, sulle caratteristiche dello strumento, sui punti vendita autorizzati o altre informazioni in genere , si prega di contattare direttamente il distributore italiano dello strumento: Bignami. Dati ed immagini tecniche sono reperite sul sito del produttore: Meopta

 

Written by

Monti Paolo: quarantenne, un po’ astrofilo, un po’ birdwatcher, un po’ digiscoper; colleziona binocoli da qualche anno, ne possiede di vari.E’ un membro del gruppo Astor (Associazione per l’osservazione e lo studio dei Rapaci) insieme a Piergiovanni Salimbeni e Abramo Giusto.